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Mostre ed eventi // Pagina 12 di 216
21.12.2015 # 4420

Daria La Ragione // 0 comments

PABLO ECHAURREN. CONTROPITTURA

a Roma fino al 3 aprile 2016

Il fulcro concettuale della mostra che la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea dedica a Pablo Echaurren è rappresentato dall’impegno politico che connota la sua ricerca. Pittore ad appena 18 anni, ottiene un precoce riconoscimento da Arturo Schwarz, “patron” del Dada- Surrealismo, ma nel 1977 decide di abbandonare la professione per immergersi nel clima sociale complesso e teso del periodo. Nell’idea del superamento dell’arte a favore della creatività della vita, Echaurren trova linfa per le sue pagine ironiche e satiriche e per le sue future elaborazioni pittoriche. L’esposizione sottolinea il periodo della sospensione dell’attività propriamente artistica; non si tratta quindi di una antologica, ma di una mostra tematica che intende mettere in luce l’aspetto più importante dell’arte di Echaurren e il suo avanguardistico contributo al pensiero contemporaneo.

Il percorso espositivo, che presenta oltre 200 opere dell’artista –  tele, disegni, collage –  dagli anni settanta ad oggi ed un’ampia sezione di documentazione, comincia con i lavori d’esordio, i “quadratini”, acquerelli e smalti di piccole dimensioni che riflettono i miti generazionali (la politica, la musica) e le inclinazioni personali (per le scienze naturali, il collezionismo). La sezione centrale e cuore della mostra è dedicata ai disegni e collage (qui esposti per la prima volta) legati all’esperienza dei cosiddetti “Indiani metropolitani” che, nel 1977, si sono appropriati dei linguaggi estetici dell’avanguardia artistica per denunciare il mondo illusionistico dei media. In questo ambito appare evidente il desiderio di trasformare l’esclusiva ricerca di Marcel Duchamp in uno strumento a disposizione di tutti, secondo un progetto di collettivizzazione dell’avanguardia storica. Seguono una serie di grandi tele degli anni ottanta e novanta, che fanno i conti con gli eventi contemporanei e con la problematica ambientale, e alcuni collage degli anni novanta composti con manifesti politici e pubblicitari.

La mostra illustra anche le più recenti «pitture da muro», che creano un nuovo alfabeto simbolico, una serie di quadri sul sistema dell’arte che rivelano la dimensione critica del lavoro dell’artista e i lavori di dimensioni minori, come le “Decomposizioni floreali”. L’attenzione è pertanto focalizzata sulla “contropittura” di Echaurren e quindi anche tutti i lavori non esposti sono parte integrante di una poetica coerente. In essa, la pittura “scende” fino al foglio stampato, il fumetto assurge a quadro, e la riflessione concettuale di stampo Dada-futurista stimola una visione ironica del presente.


18.12.2015 # 4416

Daria La Ragione // 0 comments

JAMES TISSOT

a Roma fino al 21 febbraio 2016

Per la prima volta in Italia, l’attesissima mostra sul grande pittore francese James Tissot (Nantes, 1836 - Buillon 1902). Le sue opere si potranno finalmente ammirare al Chiostro del Bramante di Roma (26 settembre 2015 - 21 febbraio 2016) dopo le importanti esposizioni dedicategli in tutto il mondo come James Tissot al Petit Palais (Parigi - 1985), Victorian Life Modern Love (Yale Center for British Art, New Haven Connecticut - Musée du Québec, Québec City, Canada - Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, New York, tra il 1999 e il 2000), James Tissot et ses Maîtres a Nantes presso il Musée des Beaux-arts (2005) e infine la mostra The Life of Christ del Brooklyn Museum of Art (2009).


Raffinato protagonista dell’élite del suo tempo, invidiato e amato in pari misura, James Tissot è un pittore la cui arte è ancora oggi per alcuni aspetti un enigma, tra influenze impressioniste e istanze preraffaellite. Francese di nascita ma britannico di adozione, vissuto a suo agio tra conservatori e liberali, Tissot celebra nei suoi quadri la vita dell’alta borghesia – il ceto portato in auge in epoca vittoriana tra rivoluzione industriale e colonialismo – trasformando la quotidianità in imprese eroiche e celebrative, mutando ogni gesto in un cliché non privo di originalità.


Dart - Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, con il Patrocinio dell’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Roma, hanno fortemente creduto nella necessità di presentare al pubblico italiano un artista ancora poco celebrato. In mostra 80 opere provenienti da musei internazionali quali la Tate di Londra, il Petit Palais e il Museo d’Orsay di Parigi, che raccontano l’intero percorso artistico del pittore e l’influenza che su di lui ebbe l’ambiente parigino e la realtà londinese, dando conto della sua vena sentimentale e mistica, del suo incredibile talento di colorista e del suo interesse per la moda. Tra le opere esposte, capolavori quali "La figlia del capitano" e "La figlia del guerriero" entrambe del 1873 accanto alla Galleria dell’ "HMS Calcutta" (1886) che illustrano i temi principali della sua arte sempre trattati con profondità psicologica e che attestano il suo talento di colorista e fine osservatore del suo tempo. 


La mostra è organizzata con il sostegno eccezionale del Museo d’Orsay, vede come sponsor Generali Italia e come partner dell’iniziativa Trenitalia. L’evento è consigliato da SKY Arte HD.



18.12.2015 # 4415

Daria La Ragione // 0 comments

Toulouse-Lautrec

a Roma fino al 8 maggio 2016

La mostra, promossa e prodotta da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, consentirà di portare a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata al Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), uno dei più importanti in Europa, con capolavori che vanno dal Medioevo al Novecento. 

In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) lasceranno Budapest per essere esposte al Museo dell’Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016. 

Attraverso questa esposizione sarà possibile conoscere a tutto tondo l'opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell'artista.



10.12.2015 # 4410

Daria La Ragione // 0 comments

ALDO MANUZIO in Ambrosiana

a Milano fino al 28 febbraio 2016

Se si maneggiassero di più i libri che le armi,

non si vedrebbero tante stragi, tanti misfatti e tante brutture

Aldo Manuzio


Dal 2 dicembre 2015 al 28 febbraio 2016, la Pinacoteca Ambrosiana ospita una mostra che celebra Aldo Manuzio (1449-1515), il più importante stampatore della storia dell’editoria, a 500 anni dalla sua scomparsa.

L’esposizione, curata da Marina Bonomelli e Angelo Colombo, in partnership con Generali Italia, ripercorre l’attività dell’editore principe del Rinascimento europeo, attraverso una selezione di circa 30 stampati custoditi in Ambrosiana.

Il patrimonio aldino dell’Ambrosiana occupa, nel panorama nazionale e internazionale, un posto considerevole. Sono infatti ben 107 le edizioni originali presenti in Ambrosiana sulle 131 edizioni uscite dai torchi di Manuzio dal 1494 al 1515. L’importanza di questo fondo è dovuta al fatto che vi è rappresentata la quasi totalità delle edizioni stampate da Aldo, con un numero complessivo di 296 esemplari. Si tratta senza dubbio di un bene di notevole rilevanza se lo si raffronta con quello della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia e con quello custodito presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la Biblioteca Medicea Laurenziana.

Il percorso espositivo, arricchito da strumenti tipografici d’epoca provenienti dalla collezione dell’editore Enrico Tallone, copre l’intera attività di Manuzio, dall’Erotemata del Lascaris, stampata il 28 febbraio 1495, al De rerum natura di Lucrezio, pubblicata nel gennaio del 1515, che segna la chiusura della produzione aldina.

Fra gli incunaboli non mancano i grandi capolavori, come il De Aetna dell’amico Pietro Bembo (1495). L’opera, che segna l’esordio letterario del futuro cardinale Bembo, descrive in forma di dialogo il suo soggiorno siciliano e la sua salita sull’Etna. Nel 1496 la stampa di questo libro intensificò il rapporto di Manuzio con la famiglia patrizia dei Bembo che possedeva una ricca biblioteca umanistica, dove Aldo ebbe modo di ispirarsi per creare con l’intagliatore Francesco Griffo il bellissimo carattere romano, considerato un modello insuperabile di eleganza formale. Inoltre, in questa sezione si possono ammirare le Epistole di Santa Caterina da Siena (1499), nel quale Manuzio sperimenta per la prima volta il carattere corsivo nelle parole Jesu dolce, Jesu amore, e come l’Hypnerotomachia Poliphili (1499), riconosciuto come il più bel libro illustrato del Rinascimento.

Quanto invece alle cinquecentine si evidenziano punte di eccezione con sette esemplari prodotti nel 1502 e tre nel 1501, tra cui il Virgilio del 1501, la prima edizione in ottavo e in carattere corsivo, la cui dimensione tascabile - libelli portatiles in formam enchiridii -, permise la grande circolazione del libro nell’Europa del Cinquecento, facilitando la rinascita della cultura classica.

Non vanno dimenticati i Moralia di Plutarco del 1509, un ponderoso volume di 1068 pagine contenente novantadue trattati, di cui l’Ambrosiana possiede anche l’archetipo manoscritto duecentesco usato da Aldo Manuzio per la stampa.



09.12.2015 # 4411

Daria La Ragione // 0 comments

THROUGH THE BARRICADES.

a Milano fino al 10 gennaio 2016

30 anni di Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.

L’Associazione internazionale BJCEM celebra i primi trent’anni della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, con una mostra in programma dal 3 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016 alla Fabbrica del Vapore di Milano.

L’esposizione, curata da Andrea Bruciati, organizzata da BJCEM in collaborazione e con il sostegno del Comune di Milano e con il supporto del Programma Creative Europe dell’Unione Europea presenta oltre venti opere dei maggiori talenti emersi dalla partecipazione alle prime 16 edizioni della Biennale, nell’ambito delle arti visive, dal collettivo Irwin a Grazia Toderi, da Miltos Manetas a Vanessa Beecroft, da Tobias Putrih a Damir Ocko ad altri.

Il titolo della rassegna, Through the Barricades, riprende quello di un famoso brano degli Spandau Ballet, uno dei gruppi di culto degli anni ’80. E proprio in quel decennio ebbe inizio l’avventura di BJCEM, con Tendencias, una rassegna organizzata nel 1984 a Barcellona.

“Quel decennio - ricorda Andrea Bruciati - caratterizzato da incoscienza, slancio anarchico e ottimismo trovava nell’apertura delle frontiere attraverso la creatività uno dei suoi punti strutturali e originali di forza. Uno sguardo orizzontale rivolto a tutti i media concorrevano per la prima volta a formare una piattaforma trasversale, dove utopisticamente si affermava la volontà di ripartire dalla costruzione di una nuova società attraverso le sue dinamiche positive e pulsionali che animavano quelle generazioni per l’abbattimento di ogni qualsivoglia barriera”.

Con Through the Barricades si vuole evidenziare lo spirito, improntato alla ricerca e alla sperimentazione, supportato dalla Biennale negli ultimi 30 anni, attraverso alcuni dei più luminosi talenti, emersi delle partecipazioni per le arti visive di queste 16 edizioni.



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