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Mostre ed eventi // Pagina 124 di 216
24.03.2011 # 2049

Ilas Web Editor // 0 comments

Milano | Alberto Savinio.
La commedia dell'arte

Fino al 12/06/2011

Finalmente Milano dedica a questo straordinario artista una grande antologica. Più di 100 opere a testimoniare della peculiarità di un artista che si muoveva nell’ambito non solo della metafisica, ma anche di surrealismo, onirismo, inconscio con richiami al fantastico e al classico. Fratello di Giorgio de Chirico, Savinio all’anagrafe era Andrea de Chirico( Atene, 1891-Roma, 1952) ma si rese famoso per il suo stile personalissimo, i suoi enigmi e le rivisitazioni del classico in chiave onirica. Il mondo di Savinio è una pastiche di tutto quello che la cultura mediterranea e occidentale ha macinato e rigurgitato in secoli di arte, storia, sogni e idee. Le origini del postmoderno, in pratica. Ma la mostra non è solo arte pittorica tout court, ci mostra un Savinio musicista, teatrante e letterato, con letture che accompagnano il visitatore fatte dell’attore Tony Servillo.

24.03.2011 # 2048

Ilas Web Editor // 0 comments

Parigi | Odilon Redon.
Prince du Rêve

Scade il 20/06/2011

Il titolo di questa mostra gli calza a pennello. Prince du Rêve, principe del sogno, colui che diede inizio al simbolismo. Infatti, le opere di Redon sembrano spesso uscite esattamente da un sogno, come se la scia del sogno notturno fosse sempre presente su una tela incantata, intrisa di simbolismo etereo, fluttuante. Alla mostra ospitata al Gran Palais di Parigi, struttura possente e di grande bellezza, la visita alle opere di Redon è concepita in maniera cronologica. Questo consente di vedere il momento preciso in cui l’artista si fece suggestionare anche dal surrealismo, la poetica dell’onirico viene tratteggiata in maniera diligente e con misteriosi quesiti riguardanti i volti assieme angelici e diabolici, gli esseri unicellulari, primordiali, più corpi celesti che corpi reali. Man mano che si prosegue verso il primo ‘900 i colori si fanno sempre più intensi e vividi e la malia ottocentesca comincia un po’ a perdersi.

23.03.2011 # 2045

Ilas Web Editor // 0 comments

Roma |Tamara de Lempicka. La
regina del moderno

Fino al 03/07/2011

Una mostra su Tamara de Lempicka. Per chi ancora non è affascinato dalla sua figura, questa è lì occasione buona per rifarsi. Ma non è solo questione di fascino. La pittrice polacca (Varsavia, 16 maggio 1898 – Cuernavaca, 18 marzo 1980) ha incarnato una figura di donna incredibile, glamour, intellettuale ma al contempo attiva e partecipe della vita sociale. Ha dettato nuove tendenze in fatto di gusto e di moda, ed è stata simbolo delle istanze moderniste degli anni Venti e Trenta. La mostra mette al confronto la sua opera con quella dei suoi contemporanei, per coglierne tutta la spaventosa bellezza, l’attualità seppur in forme apparentemente arcaiche, morbide, sinuose, in colate di colore caldo, vivido, pulsante. Lempicka era un’artista cosmopolita e poliglotta e allo stesso modo la sua arte risente di questo multiculturalismo, espresso in rimandi al cubo-futirismo russo e francese, dal ritorno all’ordine italiano, al realismo magico tedesco e a quello polacco. Ma lei, in maniera a dir poco geniale, rielabora tutto, condensa in immagini uniche de indimenticabili. Fatto sta che le sue immagini sono diventate il simbolo di un’epoca e non solo, perché ancora oggi, se ne sente forte e innegabile, la suggestione. La mostra è ospitata al Complesso del vittoriano a Roma.

23.03.2011 # 2046

Ilas Web Editor // 0 comments

Roma | Tamara de Lempicka. La
regina del moderno

Fino al 03/07/2011

Una mostra su Tamara de Lempicka. Per chi ancora non è affascinato dalla sua figura, questa è l' occasione buona per rifarsi. Ma non è solo questione di fascino. La pittrice polacca (Varsavia, 16 maggio 1898 – Cuernavaca, 18 marzo 1980) ha incarnato una figura di donna incredibile, glamour, intellettuale ma al contempo attiva e partecipe della vita sociale. Ha dettato nuove tendenze in fatto di gusto e di moda, ed è stata simbolo delle istanze moderniste degli anni Venti e Trenta. La mostra mette al confronto la sua opera con quella dei suoi contemporanei, per coglierne tutta la spaventosa bellezza, l’attualità seppur in forme apparentemente arcaiche, morbide, sinuose, in colate di colore caldo, vivido, pulsante. Lempicka era un’artista cosmopolita e poliglotta e allo stesso modo la sua arte risente di questo multiculturalismo, espresso in rimandi al cubo-futirismo russo e francese, dal ritorno all’ordine italiano, al realismo magico tedesco e a quello polacco. Ma lei, in maniera a dir poco geniale, rielabora tutto, condensa in immagini uniche de indimenticabili. Fatto sta che le sue immagini sono diventate il simbolo di un’epoca e non solo, perché ancora oggi, se ne sente forte e innegabile, la suggestione. La mostra è ospitata al Complesso del vittoriano a Roma.

23.03.2011 # 2019

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Roma | Max Papeschi
a LIFE less ordinary

23/03/2011

Quando l’orrore ha il sorriso di un cartoon. Gli attoniti e sorridenti personaggi di cartone di Max Papeschi, ospiti alla Galleria Mondo Bizzarro di Roma, spiazzano, possono anche innervosire, ma di certo, raccontano una verità. La verità che raccontano riguarda la censura , il mascheramento, dei fatti più sanguinosi accaduti durante il XX secolo, con l’aiuto di cartoon. Risultato: una realtà rimossa, decontestualizzata, come se non fosse mai esistita o come se fosse anch’essa un’invenzione, lontana dai nostri occhi e  soprattutto, dai nostri cuori. Topolino, Pippo, Burt Simpson, sono sulle copertine di un falso Time, con il loro sorriso disegnato si stagliano innanzi a guerre sanguinose, conflitti terribili e fatti drammatici: chi ha il fucile in mano, chi campeggia con una grossa svastica sul braccio, tutti rappresentano bene l’orrore, il disagio e l’angoscia stridente. Papeschi è un’artista che ha da sempre creato scompiglio, si è fatto accusare perfino di apologia di reato, quando in realtà la sua è un’opera di denuncia.  La sua digital art o pop art come la si voglia chiamare,  coglie nel profondo l’ésprit du temps, con i suoi colori accesi, i sorrisi da cartoons, l’immobilismo e l’abitudine di fronte al male, che forse, è peggiore del male stesso.