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Mostre ed eventi // Pagina 16 di 216
28.09.2015 # 4324

Daria La Ragione // 0 comments

Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga

a Bologna fino al 28 febbraio 2016

Dopo l’affermato e importante successo della prima mostra dedicata al genio olandese Escher visitata da oltre 300.000 persone, nelle sale di Palazzo Albergati Arthemisia Group prosegue il suo lavoro con un nuovo progetto all’insegna dell’arte, questa volta fiamminga: la mostra Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga. ripercorre la storia, lungo un orizzonte temporale, familiare e pittorico di oltre 150 anni portando a Bologna i capolavori di un’intera dinastia di eccezionale talento attiva tra il XVI e il XVII secolo.
Brueghel, nome di una dinastia diventata nei secoli passati marchio di eccellenza nell’arte pittorica, comprendeva la più importante famiglia di artisti fiamminghi a cavallo tra il XVI e XVII secolo interpreti dello splendore del Seicento.

Prodotta e organizzata da Arthemisia Group a Bologna con il patrocinio del Comune di Bologna nelle sale di Palazzo Albergati dal 2 ottobre 2015 al 28 febbraio 2016 è a cura di Sergio Gaddi e Andrea Wandschneider.


15.09.2015 # 4312

Daria La Ragione // 0 comments

Tamara de Lempicka

a Verona dal 20 settembre 2015 al 31 gennaio 2016

Dopo il grande successo di Torino, la mostra Tamara de Lempicka approda a Palazzo Forti – AMO Museo Arena – un luogo che permette di evidenziare un aspetto inedito dell’artista, attraverso un percorso irripetibile in cui l’arte della Regina del Déco si intreccia con interventi musicali intessuti sulla sua epoca e sui suoi gusti personali generando “seduzioni in musica”.
Con il patrocinio del Comune di Verona e con il sostegno della Soprintendenza belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza la mostra Tamara de Lempicka curata da Gioia Mori, dal 19 settembre 2015 al 31 gennaio 2016, è promossa dalla Fondazione Arena di Verona, prodotta e organizzata da Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore.
Il rapporto della Lempicka con la musica è rimasto finora sullo sfondo di una vita e di un’arte in cui le molteplici connessioni con la cultura del suo tempo si intrecciano con lo studio costante dell’arte del passato. Questo modus operandi è alla base del suo stile artistico, unico, inimitabile, immediatamente riconoscibile, una commistione di “antico” e “moderno”, un mélange di cultura alta e cultura popolare. Il medesimo orientamento, eclettico e privo di barriere, lo si riscontra nei suoi gusti e nelle sue frequentazioni musicali.
Tamara de Lempicka, espressione d’indipendenza, eleganza e modernità, grande ammiratrice di Greta Garbo, si muove con la disinvoltura di un’attrice in due brevi film del 1930 e del 1932, proiettati in uno spazio ricostruito come un Cinéac dell’epoca. In uno di questi Cinéac venne proiettato il breve film del 1932 che esplora lo studio della Lempicka e la coglie nella vita di tutti giorni, fatta di lavoro e cura della propria immagine, in una solitudine spezzata solo dalla presenza di una modella d’eccellenza, la cantante Suzy Solidor, e un maggiordomo cinese.

15.09.2015 # 4311

Daria La Ragione // 0 comments

Today Together

a Milano Dal 15 Settembre 2015 al 31 Ottobre 2015

TODAY TOGETHER è la mostra che Studio la Città e la Galleria Tonelli presentano a partire dal prossimo 15 settembre 2015 nello spazio di via Aurelio Saffi 33 a Milano e che vede protagonisti sei grandi artisti internazionali: Getulio Alviani, Stuart Arends, Vincenzo Castella, Fausto Melotti, Mario Schifano e David Simpson. La mostra si articolerà nelle tre sale dello spazio espositivo, proponendo un dialogo tra “coppie” di artisti. Così, nella prima sala saranno messe in relazione alcune opere di Vincenzo Castella e di Mario Schifano. Del primo saranno esposte diverse fotografie inedite della serie “Milano”, dove l’artista pone l’attenzione su come le città siano di fatto un insieme di corpi e di abitazioni. Del secondo, invece, saranno presentate alcune opere degli anni ’60 – ’80 che illustreranno i diversi periodi artistici di Schifano: dalla ripresa del Futurismo nel 1964 all’uso della polaroid, dall’influenza dei mass-media nella pittura al ricorso a tecniche e materiali diversi, fino al furore produttivo degli anni ’80 dove il gesto del pennello diventa quasi frenetico. La fotografia per Castella e le carte per Schifano costituiscono il linguaggio con cui gli artisti indagano la realtà e concepiscono l’arte, la quale “sembra consistere soprattutto nel modo di guardare la vita come uno spettacolo della visione” (Gian Piero Vincenzo, Mario Schifano “Omaggio”, Studio la Città, 1991).

Nella seconda sala il dialogo sarà tra Stuart Arends e Fausto Melotti, due personalità artistiche accomunate dalla loro peculiare manualità: la prima esplicitata attraverso la realizzazione di quelli che l’artista definisce “Kid Blocks”, ossia giocattoli – meglio definiti dall’artista come “materiali trovati”, ovvero blocchetti di legno, tazze e barchette – dove la cera e la pittura entrano in relazione con un’intima armatura di legno, mentre la seconda rivelata dalle esili sculture degli anni ’50. Infine, nella terza ed ultima sala verranno esposte una selezione di opere cinetiche di Getulio Alviani e le tele monocrome cangianti di David Simpson. Se da un lato il concetto di kìnesis nelle opere di Alviani, realizzate in alluminio e laminato di vetro, è più esplicito, con sfaccettature sempre diverse che interferiscono con l’esperienza ottica, nei lavori di Simpson è più “ermetico”. Le opere dell’artista americano mutano cromaticamente con maggiore o minore evidenza a seconda dell’incidenza della luce.

06.09.2015 # 4305

Daria La Ragione // 0 comments

MARC CHAGALL | La grafica del sogno

a Monza fino al 6 gennaio 2015

L’esposizione presenterà oltre trecento incisioni dei tre cicli grafici più importanti dell’artista russo: le Anime morte di Gogol’, le Favole di La Fontaine e la Bibbia.
Qualcosa mi sarebbe mancato se, a parte il colore, non mi fossi impegnato, ad un certo momento della mia vita, anche con l’incisione.
Marc Chagall
Saranno le magiche suggestioni di un maestro del ‘900 a illuminare l’autunno artistico di Monza.
Dal 4 settembre 2015 al 6 gennaio 2016, Marc Chagall giungerà nella capoluogo della Brianza, portando tutto il suo immaginario onirico, la ricchezza delle tradizioni letterarie russe, la sacralità dei testi biblici.
Due spazi espositivi di Monza - l’Arengario e la Casa degli Umiliati, sede dei Musei Civici di Monza - accoglieranno la mostra Chagall, la grafica del sogno che presenterà per la prima volta le tre serie grafiche complete più importanti dell’artista russo, ovvero la trilogia composta dalle Anime morte di Gogol’, dalle Favole di La Fontaine e dalla Bibbia.

Chagall, la grafica del sogno sarà inoltre l’occasione per approfondire la relazione che legava Marc Chagall con l’editore parigino Ambroise Vollard, mercante d’arte tra i più attenti e importanti dell’intero Novecento. A tal proposito, accanto alle acqueforti di Chagall saranno esposte incisioni di maestri quali Picasso, Matisse, Rouault, che intrattennero con lo stesso Vollard un profondo, e molto spesso conflittuale, rapporto di lavoro.
Tra le iniziative collaterali, sono previsti laboratori didattici per bambini e per famiglie, letture teatrali e focus di approfondimento.
Il programma didattico – rivolto alle scuole di ogni ordine e grado – propone letture animate, laboratori creativi, visite guidate alla mostra e ai Musei Civici di Monza e visite in lingua inglese (informazioni e prenotazioni Opera d’Arte, tel. 02.45487400; info@operadartemilano.it).

06.09.2015 # 4304

Daria La Ragione // 0 comments

Gino Sabatini Odoardi. Pieghe e polvere

a Napoli fino al 28 settembre 2015

Le opere di Gino Sabatini Odoardi, in mostra al PAN di Napoli dall'11 al 28 settembre 2015, hanno tutte un unico scopo: strappare più cose possibile all'oblio.
Promossa dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo di Napoli, in collaborazione con la galleria Gowen Contemporary di Ginevra, la personale, curata da Maria Savarese, presenta i lavori più recenti dell'artista: sculture, installazioni e disegni che interagiscono attraverso la bianca superficie, sinuosa e fredda, della termoformatura, su cui talvolta si inserisce il nero della grafite, con un'unica interruzione accidentale di una piega rossa.



Una particolare attenzione è rivolta alla città di Napoli cui è dedicata l'installazione creata ad hoc "Senza titolo con polvere", scaturita da un'intensa giornata al Cimitero Monumentale di Poggioreale, nel cosiddetto "quadrato degli uomini illustri".
Qui trovano sepoltura alcune eminenti personalità della cultura come Benedetto Croce, Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo, Raffaele Viviani, Gaetano Donizetti, solo per citarne alcuni.

Su queste lapidi, semi-ingoiate dalla vegetazione selvatica dove l'abbandono e l'incuria la fanno da padrone, Sabatini Odoardi si china per ridare loro dignità: con fazzoletti bianchi, e con l'intento discreto e silenzioso di sottrarle a quel nulla cui sembrano destinate, l'artista ne rimuove la polvere secolare. Ne uscirà quattro ore dopo stringendo in mano reliquie di cotone "sporche di senso", come afferma lo stesso artista, che saranno la materia prima per la costruzione dell'installazione in mostra al PAN: gli stracci sono qui innalzati a opere d'arte ed esposti come tele su cui si è dipinto con quella polvere antica.



Oltre alla dicotomia memoria-oblio, centrale nella ricerca di Sabatini Odoardi, sono altri i dualismi su cui si muove l'antologica - morte-vita, fede-agnosticismo, sacro-profano - ed è su questi che si snoda il percorso espositivo. In particolare, sono i progetti Cortocircuiti, che cerca di insinuare il dubbio, rompere gli equilibri su cui poggia la nostra cultura, e Tra le pieghe, sculture i cui panneggi raccontano gli innumerevoli risvolti della vita, a definire l'ossatura dell'esposizione.

"Le antitesi - spiega Maria Savarese - attraversano trasversalmente gran parte della sua opera, spesso in bilico tra il sacro e il profano. La ripetizione, altro elemento ricorrente, diventa rituale da sfidare. L'idea seriale amplifica, in una strategia ossessiva e seduttiva al tempo stesso, discorsi e ritmi". È il caso delle grandi installazioni, come Perdersi dentro un bicchiere d'acqua, 2001, Si beve tutto ciò che si scrive, 2002, o Senza titolo, 2013. In quest'opera 21 stracci che hanno subito il processo della termoformatura, plasmati a mano singolarmente, creano un gioco ritmico e modulare, rotto da un vuoto, un drappo indisciplinato, che si sottrae alla consuetudine e si depone a terra, sfuggendo alla regola dell'armonia.



Questi lavori sono il risultato di un percorso di anni in cui le esperienze accanto ad artisti come Fabio Mauri e Jannis Kounellis e le costanti letture critiche, trovano il loro sbocco espressivo nel procedimento della termoformatura in polistirene, che lo renderà artista maturo, con un linguaggio unico nel panorama italiano e internazionale. Questa tecnica parte vent'anni fa dai ''sottovuoti'', realizzati con plastiche trasparenti, che permettevano l'ibernazione dell'oggetto. Oggi la termoformatura consente all'artista di avvolgere l'oggetto con fogli di polistirene opachi - bianchi, neri o rossi - che ne celano il colore, ma non la forma. Il lavoro si sviluppa in tre fasi: riscaldamento della plastica mediante resistenze ad alte temperature, unione dell'oggetto con il polistirene allo stato elastico mediante sottrazione dell'aria e raffreddamento che imprigiona l'oggetto in maniera definitiva sotto la plastica divenuta irrimediabilmente rigida.



Si tratta di un percorso interamente manuale, in cui la scultura inizia a prendere forma visivamente piano piano, con gesti che non permettono repliche o ripensamenti. L'oggetto nascosto e rivelato dalla termoformatura, è bloccato e al contempo rivitalizzato, nella costante tensione di liberarsi per tornare al mondo.

 

Inside Ilas