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Mostre ed eventi // Pagina 18 di 216
07.08.2015 # 4275

Daria La Ragione // 0 comments

GIUSEPPE BERGOMI. Nuvole

a Lucca fino al 22 agosto 2015

Dal 18 luglio al 22 agosto 2015, la Galleria Giovanni Bonelli a Pietrasanta (LU) ospita la personale di Giuseppe Bergomi (Brescia, 1953), dal titolo NUVOLE.
La rassegna, curata da Flavio Arensi, col patrocinio del Comune di Pietrasanta, presenta 15 sculture dell’artista bresciano, create appositamente per questo appuntamento, terrecotte smaltate con interventi a mosaico e bronzi patinati.
Il realismo di Bergomi è frutto di un lavoro lento e meticoloso che depura l'immagine da qualsiasi particolare superfluo, e dove la vera protagonista della sua cifra espressiva è da sempre la figura umana.
Il nuovo ciclo di sculture esposte a Pietrasanta sono il risultato di un’evoluzione del linguaggio creativo di Bergomi. In questo caso, le figure, per lo più soggetti femminili, sono presentate a coppie e sono accompagnate dalla presenza di un volume che dialoga con esse.
Il caso più evidente è la comparsa delle nuvole, elementi tipici dell’epoca barocca dell’arte italiana, ma che a Bergomi ricordano una fase della propria ricerca pittorica di qualche decennio fa.
Per Flavio Arensi «la scultura di Bergomi ripropone in maniera preminente la ricerca figurativa quale risposta alla temperie concettuale, minimalista e poverista degli anni Settanta. Bergomi riporta al centro della scena il senso stretto di una corporalità che è disciplina tecnica e allo stesso tempo ricerca poetica. Le sue nuove sculture seguono il lungo solco già tracciato da un’ampia produzione e nel contempo cercano un nuovo dialogo con la materia, in particolare la ceramica e il mosaico, impiegati per rinnovare temi e forme a lui cari, come i ritratti dei bagnanti».
GIUSEPPE BERGOMI. NUVOLE
Pietrasanta (LU), Galleria Giovanni Bonelli (piazzetta del Centauro)
18 luglio – 22 agosto 2015
Orari: tutti i giorni, 11.00-13.00; 18.00-24.00
info@galleriagiovannibonelli.it

07.07.2015 # 4248

Daria La Ragione // 0 comments

TESORI DELLA CINA IMPERIALE

a Roma fino al 28 febbraio 2016

Dal 16 luglio 2015 al 28 febbraio 2016 il Museo Nazionale di Palazzo Venezia ospita Tesori della Cina Imperiale. L’Età della Rinascita tra gli Han e i Tang (202 a.C- 907 d.C), una preziosa raccolta di reperti provenienti dal Museo Provinciale dello Henan. La mostra racconta la nascita e lo sviluppo della Civiltà Cinese nei secoli intercorsi tra i regni di queste due gloriose dinastie, un suggestivo percorso che offre un’occasione unica per scoprire la vita quotidiana, gli usi, la cultura, la spiritualità e l’arte dell’Impero Cinese in uno dei suoi momenti di massimo splendore.

07.07.2015 # 4247

Daria La Ragione // 0 comments

DA KIRCHNER A NOLDE. Espressionismo tedesco

a Genova fino al 12 luglio 2015

“È stata una fortuna che il nostro gruppo fosse composto da persone di vero talento, i cui caratteri e doni, anche nell’ambito delle relazioni umane, non lasciavano loro altra scelta se non la professione dell’artista” E. L. Kirchner
Quando i quattro studenti di architettura Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Karl Schmidt‐Rottluff  e Fritz Bleyl decisero di riunirsi, non erano probabilmente consapevoli di trovarsi all’inizio di una rivoluzione artistica. La nascita del gruppo Die Brücke, il 7 giugno 1905, pose le basi per la creazione dello straordinario movimento divenuto noto nella storia dell’arte con il nome di “Espressionismo”.
Dal 6 marzo al 12 luglio 2015 a Palazzo Ducale di Genova un’esclusiva rassegna dedicata alle opere dai colori sgargianti del gruppo artistico Die Brücke. L’intento della mostra sarà quello di presentare le diverse anime del movimento espressionista nei primi anni della sua esistenza, nel periodo precedente lo scoppio della prima guerra mondiale, e di inquadrarlo nel panorama dell’arte moderna internazionale degli inizi del ventesimo secolo.


07.07.2015 # 4246

Daria La Ragione // 0 comments

August Sander - Ritratto del XX secolo

a Genova fino al 23 agosto 2015

Palazzo Ducale presenta, dal 11 aprile al 23 agosto, una retrospettiva di uno dei massimi fotografi tedeschi del XX secolo: August Sander, realizzata in collaborazione con la Photographische Sammlung / SK Stiftung Kultur di Colonia e con il Goethe Institut Genua.
 
Le oltre cento immagini selezionate suddivise in diverse sezioni offrono una panoramica sulla sua intera e variegata produzione: dagli scatti della sua serie più famosa “Uomini del XX secolo” – che offre uno spaccato della società del suo tempo non limitandosi a rappresentare personaggi famosi ma gli uomini di tutte le età, di tutte le classi sociali impegnati nelle più disparate occupazioni – ai numerosi altri progetti che realizzò durante la sua vita. La sezione Uomini del XX secolo è suddivisa in 7 sottosezioni che presentano varie categorie umane: I Contadini, Gli abili Commercianti, Le Donne, Classi sociali e Professioni, Gli Artisti, La Città, Gli Ultimi. Con “Studi, l’Uomo” egli approfondì la sua ricerca sul ritratto combinando dettagli di mani e volti in collage di grande formato. Nella fotografia di paesaggio tratteggiò il carattere di molte regioni e indugiò con l’obiettivo anche su dettagli geologici e botanici.
 
Sander scrisse: “Ho incominciato i primi lavori della mia opera “Uomini del XX secolo” nel 1911, a Colonia, mia città d’adozione. Ma è nel mio paesetto del Westerwald che sono nati i personaggi della cartella. Queste persone delle quali io conoscevo le abitudini fin dall’infanzia mi sembravano, anche per il loro legame con la natura, designati apposta per incarnare la mia idea di archetipo. La prima pietra era così posta, e il “tipo originale” mi servì da referente per tutti quelli che ho trovato in seguito per illustrare nella loro molteplicità le qualità dell’universale umano”.
“Uomini del XX secolo” raccoglie un ampio campionario dei diversi gruppi sociali, dai contadini agli artigiani, operai, studenti, professionisti, artisti e uomini politici chiamati a svolgere il delicato ruolo di testimoni e archetipi della loro epoca. Ciò che sorprende in queste fotografie è l’atteggiamento dei personaggi così apparentemente distaccato dall’istante dello scatto, come se l’espressione delle persone così riprese fosse conforme all’idea che quelle avevano di sé, di ciò che in loro è più tipico, anziché l’adozione di una posa per loro più vantaggiosa, ma, al tempo stesso, più artefatta. E’ come se le qualità narrative dei soggetti fossero già presenti e che il compito del fotografo fosse solamente quello di rispettare la loro più autentica natura. Il rigore e l’attenzione di Sander nel voler cogliere le peculiarità di un paesaggio e dei suoi abitanti, anche al di fuori del suo ambiente familiare, sono evidenti nelle foto di paesaggi, monumenti e costumi tradizionali che scattò durante il suo viaggio in Sardegna nel 1927. Documentò l’isola proprio come Colonia, la sua patria di adozione i cui edifici storici furono per la maggior parte distrutti durante il secondo conflitto mondiale.
 
Scriveva Alfred Döblin: “La sua opera non consiste nella produzione di ritratti somiglianti, in cui si possa riconoscere con facilità e certezza un individuo determinato, ma di ritratti che suggeriscono intere storie”.
E ancora: ”chi guarda queste immagini nette, potenti, ne sarà illuminato più che da conferenze o teorie e imparerà molto su di sé e sugli altri”.
 
Come si possa fare sociologia senza scrivere, ma presentando invece immagini, immagini di volti e non per esempio costumi regionali, lo dimostra questo fotografo, con la sua intelligenza, la sua osservazione, la sua scienza e, non ultima, la sua enorme capacità fotografica.” (Alfred Döblin).

07.07.2015 # 4245

Daria La Ragione // 0 comments

I giorni di Roma. L'età dell'angoscia

a Roma fino al 4 ottobre 2015

“Dopo la morte di Marco, la storia passò da un Impero d’oro ad uno di ferro arrugginito“
Ai Musei Capitolini di Roma il quarto appuntamento del ciclo I giorni di Roma. La mostra L’Età dell’Angoscia vuole offrire l’occasione per illustrare i grandi cambiamenti che segnarono l’età compresa tra i regni di Commodo (180-192 d.C.) e quello di Diocleziano (284-305 d.C.). L’avanzata dei Barbari, l’anarchia militare, la crisi di un modello economico; nell’arco di centocinquanta anni, l’Impero cambia totalmente la propria fisionomia. La mostra racconta lo sgretolarsi di un mondo attraverso il riflesso dell’arte, dove tutte queste trasformazioni si ripercuotono in modelli figurativi carichi di un nuovo e forte accento patetico.

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