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Mostre ed eventi // Pagina 19 di 216
07.07.2015 # 4247

Daria La Ragione // 0 comments

DA KIRCHNER A NOLDE. Espressionismo tedesco

a Genova fino al 12 luglio 2015

“È stata una fortuna che il nostro gruppo fosse composto da persone di vero talento, i cui caratteri e doni, anche nell’ambito delle relazioni umane, non lasciavano loro altra scelta se non la professione dell’artista” E. L. Kirchner
Quando i quattro studenti di architettura Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Karl Schmidt‐Rottluff  e Fritz Bleyl decisero di riunirsi, non erano probabilmente consapevoli di trovarsi all’inizio di una rivoluzione artistica. La nascita del gruppo Die Brücke, il 7 giugno 1905, pose le basi per la creazione dello straordinario movimento divenuto noto nella storia dell’arte con il nome di “Espressionismo”.
Dal 6 marzo al 12 luglio 2015 a Palazzo Ducale di Genova un’esclusiva rassegna dedicata alle opere dai colori sgargianti del gruppo artistico Die Brücke. L’intento della mostra sarà quello di presentare le diverse anime del movimento espressionista nei primi anni della sua esistenza, nel periodo precedente lo scoppio della prima guerra mondiale, e di inquadrarlo nel panorama dell’arte moderna internazionale degli inizi del ventesimo secolo.


07.07.2015 # 4246

Daria La Ragione // 0 comments

August Sander - Ritratto del XX secolo

a Genova fino al 23 agosto 2015

Palazzo Ducale presenta, dal 11 aprile al 23 agosto, una retrospettiva di uno dei massimi fotografi tedeschi del XX secolo: August Sander, realizzata in collaborazione con la Photographische Sammlung / SK Stiftung Kultur di Colonia e con il Goethe Institut Genua.
 
Le oltre cento immagini selezionate suddivise in diverse sezioni offrono una panoramica sulla sua intera e variegata produzione: dagli scatti della sua serie più famosa “Uomini del XX secolo” – che offre uno spaccato della società del suo tempo non limitandosi a rappresentare personaggi famosi ma gli uomini di tutte le età, di tutte le classi sociali impegnati nelle più disparate occupazioni – ai numerosi altri progetti che realizzò durante la sua vita. La sezione Uomini del XX secolo è suddivisa in 7 sottosezioni che presentano varie categorie umane: I Contadini, Gli abili Commercianti, Le Donne, Classi sociali e Professioni, Gli Artisti, La Città, Gli Ultimi. Con “Studi, l’Uomo” egli approfondì la sua ricerca sul ritratto combinando dettagli di mani e volti in collage di grande formato. Nella fotografia di paesaggio tratteggiò il carattere di molte regioni e indugiò con l’obiettivo anche su dettagli geologici e botanici.
 
Sander scrisse: “Ho incominciato i primi lavori della mia opera “Uomini del XX secolo” nel 1911, a Colonia, mia città d’adozione. Ma è nel mio paesetto del Westerwald che sono nati i personaggi della cartella. Queste persone delle quali io conoscevo le abitudini fin dall’infanzia mi sembravano, anche per il loro legame con la natura, designati apposta per incarnare la mia idea di archetipo. La prima pietra era così posta, e il “tipo originale” mi servì da referente per tutti quelli che ho trovato in seguito per illustrare nella loro molteplicità le qualità dell’universale umano”.
“Uomini del XX secolo” raccoglie un ampio campionario dei diversi gruppi sociali, dai contadini agli artigiani, operai, studenti, professionisti, artisti e uomini politici chiamati a svolgere il delicato ruolo di testimoni e archetipi della loro epoca. Ciò che sorprende in queste fotografie è l’atteggiamento dei personaggi così apparentemente distaccato dall’istante dello scatto, come se l’espressione delle persone così riprese fosse conforme all’idea che quelle avevano di sé, di ciò che in loro è più tipico, anziché l’adozione di una posa per loro più vantaggiosa, ma, al tempo stesso, più artefatta. E’ come se le qualità narrative dei soggetti fossero già presenti e che il compito del fotografo fosse solamente quello di rispettare la loro più autentica natura. Il rigore e l’attenzione di Sander nel voler cogliere le peculiarità di un paesaggio e dei suoi abitanti, anche al di fuori del suo ambiente familiare, sono evidenti nelle foto di paesaggi, monumenti e costumi tradizionali che scattò durante il suo viaggio in Sardegna nel 1927. Documentò l’isola proprio come Colonia, la sua patria di adozione i cui edifici storici furono per la maggior parte distrutti durante il secondo conflitto mondiale.
 
Scriveva Alfred Döblin: “La sua opera non consiste nella produzione di ritratti somiglianti, in cui si possa riconoscere con facilità e certezza un individuo determinato, ma di ritratti che suggeriscono intere storie”.
E ancora: ”chi guarda queste immagini nette, potenti, ne sarà illuminato più che da conferenze o teorie e imparerà molto su di sé e sugli altri”.
 
Come si possa fare sociologia senza scrivere, ma presentando invece immagini, immagini di volti e non per esempio costumi regionali, lo dimostra questo fotografo, con la sua intelligenza, la sua osservazione, la sua scienza e, non ultima, la sua enorme capacità fotografica.” (Alfred Döblin).

07.07.2015 # 4245

Daria La Ragione // 0 comments

I giorni di Roma. L'età dell'angoscia

a Roma fino al 4 ottobre 2015

“Dopo la morte di Marco, la storia passò da un Impero d’oro ad uno di ferro arrugginito“
Ai Musei Capitolini di Roma il quarto appuntamento del ciclo I giorni di Roma. La mostra L’Età dell’Angoscia vuole offrire l’occasione per illustrare i grandi cambiamenti che segnarono l’età compresa tra i regni di Commodo (180-192 d.C.) e quello di Diocleziano (284-305 d.C.). L’avanzata dei Barbari, l’anarchia militare, la crisi di un modello economico; nell’arco di centocinquanta anni, l’Impero cambia totalmente la propria fisionomia. La mostra racconta lo sgretolarsi di un mondo attraverso il riflesso dell’arte, dove tutte queste trasformazioni si ripercuotono in modelli figurativi carichi di un nuovo e forte accento patetico.

07.07.2015 # 4244

Daria La Ragione // 0 comments

MARIO MERZ.

a Venezia fino al 20 settembre 2015

Città Irreale rende omaggio all’opera di Mario Merz, una delle personalità più rilevanti della scena artistica internazionale del secondo Novecento, esponente di riferimento del movimento dell’Arte Povera, attraverso un’esposizione che ripercorre sin dagli esordi gli sviluppi della poetica dell’artista.
Pensata come omaggio ideale del maestro a Venezia, città irreale per eccellenza – luogo metafisico e surreale dove natura e cultura trovano una sintesi perfetta – la mostra si presenta come una riflessione intorno al tema dello spazio incrociando i temi della sensibilità ecologica, in una tensione etica e politica che suggerisce un’idea di società condivisa e partecipata.
La sua ricerca artistica si manifesta in profonda affinità con i temi proposti nell’edizione Expo Milano 2015, “Nutrire il pianeta – Energia per la Vita”, cornice ideale per rilanciare la straordinaria attualità del messaggio poetico di Merz.
Promossa dal Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per il Veneto, e dal Polo Museale del Veneto, Mario Merz – Città Irreale si svolge dall’8 maggio fino al 20 settembre 2015, in concomitanza con la 56. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e con Expo 2015. Curata da Bartolomeo Pietromarchi, in collaborazione con la Fondazione Merz, l’esposizione viene ospitata presso i nuovi spazi delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, che inaugurano e aprono al pubblico dopo un imponente lavoro di restauro durato circa dieci anni.

07.07.2015 # 4242

Daria La Ragione // 0 comments

POSSESSING NATURE

a Venezia fino al 22 settembre 2015

Il Padiglione del Messico alla 56. Esposizione Internazionale di Arte - La Biennale di Venezia inaugura giovedì 7 maggio, con Possessing Nature di Tania Candiani e Luis Felipe Ortega.
Il Padiglione, curato da Karla Jasso, rimarrà aperto alla Sale d’Armi dell’Arsenale di Venezia fino al 22 novembre 2015.
Il tema scelto per la 56. Esposizione Internazionale di Arte - La Biennale di Venezia dal curatore Okwui Enwezor, All the World’s Futures, si interroga proprio su questo dissidio:quale sia il destino della modernità, che si avvia alla rovina e alla catastrofe. La Biennale Arte 2015 vuole essere, dunque, un invito alla riflessione.
Il Padiglione del Messico ha risposto a questa richiesta, invitando all’analisi e alla riflessione sulle domande che l’arte contemporanea pone in ambito mondiale, condividendo la sua visione con gli altri paesi. Negli ultimi dieci anni il Messico ha svolto un ruolo chiave per quanto riguarda il discorso dell’arte contemporanea internazionale. La presenza degli artisti messicani in fiere, collezioni private e pubbliche a livello mondiale, nelle Biennali come quelle di Berlino, San Paolo, Documenta, nelle mostre individuali alla TATE Modern a Londra o al MOMA di New York, sottolinea un’attenzione e una cura che, per l’INBA, è di primaria importanza assecondare. La presenza del Padiglione del Messico in questa edizione della Biennale Arte è un chiaro esempio del dialogo con la comunità internazionale.

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