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Mostre ed eventi // Pagina 27 di 216
04.02.2015 # 4029

Daria La Ragione // 0 comments

Steve McCurry

a Monza fino al 6 aprile 2015

Steve McCurry, uno dei grandi maestri della fotografia del nostro secolo, da sempre sceglie Epson per dare vita alle sue immagini. La mostra di Monza, ospitata d oggi al prossimo 6 aprile nelle suggestive architetture della Villa Reale di Monza, prende corpo e colore attraverso la tecnologia Epson che McCurry, ormai da anni, utilizza nel suo studio a New York.

Le nuove circa 150 fotografie racconteranno gli ultimi viaggi di McCurry e sono state stampate per l'occasione con Epson attraverso un lavoro intenso e accurato che dopo provinature successive, verifiche dettagliate, aggiustamenti cromatici, editing raffinati hanno infine prodotto quelle stampe finali che, a detta dello stesso fotografo, gli permettono di trovare riprodotti quegli stessi colori ed emozioni che ha visto e ricorda del momento in cui ha catturato quell'immagine.

"Abbiamo una lunga storia di collaborazione con i grandi artisti della fotografia - ha affermato Massimo Pizzocri, Amministratore Delegato di Epson Italia - testimoniata anche dai 15 anni del calendario Epson. Siamo orgogliosi che uno dei grandi maestri della fotografia del nostro secolo come Steve McCurry usi tecnologia Epson per le sue straordinarie immagini e siamo felici di supportarlo anche in questa nuova mostra che porta in Italia".

04.02.2015 # 4028

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Florian Underground

a Venezia fino al 22 febbraio 2015

Dal 22 gennaio al 22 febbraio il Caffè Florian di Venezia ospita nella Sala delle Stagioni l’installazione dal titolo “Non noti” dell’artista e writer fiorentino Freno Persciacalli. Il titolo del progetto curato da Stefano Stipitivich, “Florian Underground”, è riferito alla collocazione originaria dell’opera, precedentemente esposta nei sotterranei del Caffè Florian di Firenze in via del Parione, a testimonianza del fil rouge che lega il locale fiorentino a quello veneziano.

L’installazione consiste in una serie di piatti industriali per torte posizionati su una delle pareti della sala, all’interno dei quali l’artista disegna con l’inchiostro di china alcuni volti frammentati di personaggi immaginari, non riconoscibili e non conosciuti. Da qui il titolo dell’opera, derivante dall’usanza di un tempo di trascrivere sulle carte di identità i nomi dei genitori; nei documenti degli orfani veniva riportato invece il simbolo NN (non noti), espressione ripresa dall’artista per classificare i suoi personaggi. L’opera del Florian diventa quindi un omaggio a quel popolo silenzioso che anima i Caffè intesi come spazi di aggregazione, in una società dove il web sembra esser l’unica piazza virtuale in cui è possibile comunicare. Nella stessa sala saranno esposte anche delle tazze del Caffè Florian dipinte dall’artista stesso, sulle quali è raffigurato un personaggio in pose diverse e visto da differenti angolazioni. Contestualmente alla mostra l’artista disseminerà alcune opere tra le calli di Venezia, come ha fatto anche a Firenze e come spesso usa fare dopo le sue mostre: piccole installazioni che Freno Persciacalli chiama “Abbandoni” e che potranno rimanere in possesso di chi le troverà. In questo modo l’artista interagisce con un pubblico diversificato e non soltanto con i frequentatori del noto locale veneziano. E’ inoltre un modo, da parte dell’artista, per lanciare il suo personale messaggio a un mondo dell’Arte a suo giudizio sempre più legato al business.

04.02.2015 # 4027

Daria La Ragione // 0 comments

L'ARTE PER L'ARTE

a Ferrara fino al 31 dicembre 2015

Eleganti ritratti di protagoniste della Belle Epoque tra sale rinascimentali fastosamente decorate, camerini segreti che fanno da scrigno a paesaggi e nature morte pulsanti di emozioni. A partire dal 31 gennaio, al Castello Estense di Ferrara sarà possibile ammirare una galleria di capolavori di Boldini e De Pisis selezionati dalle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari: il monumento simbolo della città farà così da cornice alle opere di due grandi artisti ferraresi, tra i protagonisti della scena internazionale tra Otto e Novecento.
La città estense conserva le più ricche collezioni di opere di Boldini e De Pisis: questi tesori sono rimasti celati in seguito al terremoto del 2012 e torneranno accessibili al pubblico grazie all’allestimento nelle sale del Castello previsto fino alla riapertura dei musei a Palazzo Massari.

Nel sontuoso appartamento di rappresentanza al piano nobile si svilupperà un racconto per immagini dell’intero percorso boldiniano, attraverso una vasta selezione di dipinti e opere su carta: dalle prime prove eseguite a Firenze accanto ai macchiaioli, ritratti che hanno l’immediatezza della pagina di un diario, alle brillanti invenzioni che evocano le atmosfere della vita moderna nella Parigi degli impressionisti, fino alle icone della pittura boldiniana, effigi di aristocratiche quali la contessa de Leusse o Madame Lydig, quando Boldini si era ormai imposto come interprete incontestato del ritratto della Belle Epoque.

Nei celebri Camerini di Alfonso I, aperti per questa occasione, il testimone passa a De Pisis, altro più giovane ferrarese attivo sul palcoscenico parigino. Il percorso restituisce un intenso ritratto della personalità artistica depisisiana, a partire dalle testimonianze del periodo giovanile, dense di memorie, sogni e speranze alla vigilia del trasferimento a Parigi, per concentrarsi poi sulle creazioni della maturità, quando l’artista ha assimilato il ricordo di De Chirico e della pittura metafisica e plasma un linguaggio del tutto personale, trascrizione pittorica delle emozioni vissute nella Ville lumière.
A chiudere il cerchio saranno infine le opere dell’ultima stagione in cui la poesia delle immagini si spoglia fino all’essenziale.

21.01.2015 # 4020

Daria La Ragione // 0 comments

Augusto e la Campania. Da Ottaviano a Divo Augusto 14-2014 d.C.

a Napoli fino al 5 maggio 2015

Con Augusto cambia il destino della Campania, dell'Italia e del Mediterraneo. Per celebrarne la figura a 2000 anni della sua morte, avvenuta a Nola, e raccontare i luoghi della regione che lo videro protagonista nell'ascesa al potere, la Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli presenta la mostra "Augusto e la Campania. Da Ottaviano a Divo Augusto. 14-2014 d.C." Punto di riferimento costante nella cultura occidentale, la figura di Augusto offre inesauribili spunti di riflessione circa le dinamiche attraverso le quali il potere si afferma, si definisce e si trasforma.
Il particolare legame che unì Ottaviano/Augusto alla Campania, nella fase della conquista del potere e una volta al comando dell'impero, è il tema della mostra a lui dedicata, che chiude le celebrazioni del bimillenario della morte.
Oltre 100 opere in mostra, alcune delle quali presentate per la prima volta al pubblico. Sono per la gran parte pezzi appartenenti al Museo Archeologico di Napoli, ai quali si aggiungono prestiti del Centro Caprense  I. Cerio e dal Museo Diocesano di Capua.

21.01.2015 # 4019

Daria La Ragione // 0 comments

Blow up. Fotografia a Napoli 1980-1990

A Napoli fino all’8 febbraio 2015

Al  Museo Pignatelli viene presentata la mostra ' Blow up. Fotografia a Napoli 1980-1990 ', un'occasione rilevante per il progetto Villa Pignatelli-Casa della fotografia di rileggere il contributo che la città di Napoli ha dato alla cultura fotografica italiana e internazionale, accostando al reportage nuove modalità narrative e di ricerca artistica.

La mostra, realizzata dalla Soprintendenza Speciale  per il patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta col sostegno di  Incontri Internazionali d’arte, è promossa e finanziata dal Servizio architettura e arte contemporanee della Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

L’esposizione presenta circa 140 fotografie, frutto di una ricognizione sugli interventi fotografici di artisti italiani e stranieri presenti a Napoli nel corso di un decennio vitale. Il percorso accosta le diverse anime che attraversano la fotografia, illustra i rapporti della stessa con il sistema dell’arte e della cultura e rende conto dello sviluppo di un collezionismo napoletano attento e consapevole.

All'inizio degli anni Ottanta, con il ciclo di mostre curate da Cesare De Seta grazie al sostegno della Azienda Autonoma di Soggiorno Cura e Turismo di Napoli, vennero invitati i fotografi più innovativi della scena internazionale a rappresentare la città, rileggendo i luoghi urbani quali sedi di memoria e di storia, in una ricerca fotografica che stringe un sodalizio con la storia dell'arte, l'architettura e l'urbanistica.
Dal 1981 al 1985 passano a Napoli maestri quali Gabriele Basilico, Arnaud Claas, Mario Cresci, Franco Fontana, Joan Fontcuberta, Lee Friedlander, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Claude Nori, Charles Traub che si misurano con i fotografi napoletani.

A questa scena se ne affianca un'altra che, grazie alla vitalità delle gallerie private, quali quelle di Lucio Amelio, Giuseppe Morra,  Lia Rumma e Pasquale Trisorio, favorisce l’affermarsi dell’arte fotografica attraverso grandi artisti internazionali come Clegg & Guttmann, Andreas Gursky, Robert Mapplethorpe, Helmut Newton, Thomas Ruff, Cindy Sherman e Thomas Struth.

Accanto alle fotografie che illustrano i percorsi sopra indicati e la contemporanea produzione di fotografi napoletani, viene presentato un ricco materiale documentario che ricostruisce la complessità di un decennio nel corso del quale spazi indipendenti, associazioni culturali e centri studi hanno concorso a promuovere una ricerca e a stimolare una discussione in un settore ancora considerato marginale rispetto ad altri linguaggi artistici.
La mostra, a cura di Denise Maria Pagano e di Giuliano Sergio, è organizzata da Civita ed illustrata da un catalogo edito da ARTE’M.


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