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Mostre ed eventi // Pagina 32 di 216
25.11.2014 # 3947

Daria La Ragione // 0 comments

GIO PONTI. Oggetti misteriosi

a Malpensa fino al 31 marzo 2015

Tre opere di Gio Ponti, grande architetto e designer milanese, frutto della grande stagione creativa del dopoguerra italiano, accoglieranno i passeggeri del terminal 1 di Malpensa.

La Porta di Milano dell’aeroporto di Milano Malpensa rafforza la propria identità di unicum nel panorama delle aerostazioni mondiali, come struttura funzionale di accesso all’aeroporto e come spazio espositivo di grande suggestione.

Dopo il successo delle iniziative legate a due maestri dell’arte del Novecento, quali Fausto Melotti e Marino Marini, ecco il terzo appuntamento che vedrà protagonista Gio Ponti, una delle personalità più importanti e influenti dell’architettura e del design internazionale.



Le opere esposte

Installazione “Espressioni” nello showroom Ideal Standard, Milano, 1966
Ponti inaugura lo show room della Ideal Standard a Milano, riempiendolo completamente di bianchi obelischi di diverse altezze. Scrive Ponti: “L’obelisco insegna Architettura, è forse il simbolo stesso, e puro, dell’espressione dell’architettura, dalla quale parte un “cantare” quando le sue linee non si posano, non stanno soltanto ma sono “staticamente in moto”.
Lo spazio era stato da lui progettato perché ospitasse libere espressioni di architetti, artisti, designer. Espressioni temporanee e sperimentali, pensate per una breve durata e per un luogo preciso, aperto al pubblico ed affacciato con vetrine sulla strada, creando uno spettacolo per i passanti.


Cattedrale di Los Angeles, 1967
Scultura in acciaio inossidabile alta 4,20 metri e larga 2, composta da tre sottili lamine sovrapposte in forma di angelo, tagliate in modo da giocare con la luce.
Presentata alla Galleria De Nieubourg a Milano, è un omaggio a Los Angeles dedicato “ai poeti, i bambini, i giovani puri e Ray e Charles (Eames) abituati ai miracoli”
Una visione simbolica, che già racconta il capolavoro della Cattadrale di Ta-ranto del ’70. La sagoma esagonale del diamante, codice della teoria della “forma finita” che ispirava il lavoro di Ponti negli anni ’50, diviene un traforo in un’architettura sempre più smaterializzata, fatta di giochi di luci e superfici.


Pavimenti per gli uffici della “Salzburger Nachrichten”, Salisburgo, 1976
Con la lucida, colorata e amatissima ceramica, Ponti compone uno straordinario pavimento trasformando una superfice tradizionalmente anonima nel vero protagonista dello spazio.
Pavimenti (e soffitti) nel lavoro di Ponti sono sempre stati occasione per dar carattere, vigore e unità alla composizione degli spazi, ma in questo caso, dove l’architettura era inespressiva e non sua, il pavimento “ruba il palcoscenico” e diventa il vero, primo e unico protagonista.

25.11.2014 # 3946

Daria La Ragione // 0 comments

GIANNI CARAVAGGIO. Finalmente solo

a Gallarate fino all’11 gennaio 2015

Al MA*GA, Caravaggio presenta 40 opere che ripercorrono la sua vicenda creativa, dagli anni novanta a oggi.

La ricerca artistica di Gianni Caravaggio prende forma e materia nelle sculture spesso costruite con un’evidente precarietà di equilibrio. Una particolarità dei suoi lavori è l’utilizzo di una pluralità di materiali molto eterogenei, posti spesso in un rapporto dialettico tra di loro, come marmo, bronzo, alluminio, carta, cuoio, crema cosmetica, borotalco, polistirolo, semi di lenticchia, zucchero e molti altri.

È il caso, ad esempio, di Sugar no Sugar Molecule del 2002, in cui un parallelepipedo dai contorni irregolari è composto da tanti cubi di marmo bianco, polistirolo e zucchero di dimensioni tra loro differenti, o ancora Cosmicomica del 2006, dove gli angoli di un poliedro di marmo bianco sono segnati dalla presenza di un seme di lenticchia rossa.

“In più di un’opera - scrive Alessandro Rabottini nel suo saggio in catalogo - Gianni Caravaggio ha messo in campo una forma di osmosi tra i materiali, amplificando di ciascuno le proprietà mimetiche reciproche e alimentando, di frequente, la sensazione di una simulazione, di un inganno percettivo e di un flusso costante tra come le cose sono e come al contrario esse appaiono”.



25.11.2014 # 3945

Daria La Ragione // 0 comments

LUCA LANZI. LA MANO E L'IDOLO

a Milano fino al 17 Gennaio 2015

Curata da Laura Borghi, la rassegna, dal titolo La mano e l’idolo, presenta 24 opere tra disegni e sculture in ceramica, in cui protagonista è una serie di elementi appartenenti alla sfera ludica come giocattoli, meccanismi, animali.

Il feticcio, il pupazzo, l’animale di pezza o gonfiabile, tradotti nei materiali plastici o trasferiti nello spazio del disegno affiorano, come scrive Flaminio Gualdoni, “al pensiero come contenitori affettivi di uno stato primitivo infantile originario, in cui il tepore del regresso emotivo al tempo del gioco convive con il mistero primordiale della raffigurazione ieratica”.

Le figure di Luca Lanzi nascono da un universo interiore. Sono personaggi fisici e tridimensionali, a prima vista inquietanti, ma capaci di svelare i luoghi segreti dell’anima.
I cavalli, le papere, gli asinelli, i fantocci, sono oggetti che racchiudono il vissuto di qualcuno, in seguito abbandonati per qualche altro interesse o desiderio. E come essi, anche le opere di Lanzi esprimono l’usura del tempo. Quest’aspetto richiama un’innocenza ritrovata, ma anche sentimenti che trasmettono inquietudine.
Luca Lanzi ha scelto di lavorare su soggetti autoreferenziali e per far questo utilizza la scultura e in particolare quella statuaria, come forma espressiva più adatta a dare all’idea una presenza fisica.


25.11.2014 # 3944

Daria La Ragione // 0 comments

WALTER BONATTI. Fotografie dai grandi spazi

a Milano fino all'8 marzo 2015

Ho cercato di mettermi nei panni del primo uomo sulla terra, un uomo che guarda affascinato e attento il mondo intorno a lui per trarne una lezione di vita.

Walter Bonatti



Dal 13 novembre 2014 all’8 marzo 2015, Palazzo della Ragione Fotografia di Milano presenta la prima mostra, mai dedicata, a Walter Bonatti, uno dei più grandi fotografi italiani. Promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo della Ragione, Civita, Contrasto e GAmm Giunti, a cura di Alessandra Mauro e Angelo Ponta ed in collaborazione con l’archivio Bonatti.

Palazzo della Ragione, il nuovo spazio espositivo interamente dedicato alla fotografia in Piazza dei Mercanti, a due passi da Piazza Duomo, dopo la mostra di Sebastião Salgado mette a fuoco la sua proposta espositiva e culturale con questa importante rassegna dedicata alla figura del grande esploratore e pensatore Walter Bonatti.

L’esposizione dal titolo Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi, con l’ausilio di video, di documenti inediti e di un allestimento particolarmente coinvolgente, ripercorre il racconto visivo, le vicende esistenziali e le avventure dell’alpinista ed esploratore italiano.

Il mestiere di fotografo per grandi riviste italiane, soprattutto per Epoca, lo portò a cercare di trasmettere la conoscenza di luoghi estremi del nostro pianeta. Al tempo stesso, non smise mai di battersi con forza per tramandare la vera storia, troppe volte nascosta, della conquista del K2 e del tradimento dei compagni di spedizione.
Molte tra le sue folgoranti immagini sono grandiosi “autoritratti ambientati” e i paesaggi in cui si muove sono insieme luoghi di contemplazione di scoperta. Bonatti si pone davanti e dietro l’obiettivo: in un modo del tutto originale è in grado di rappresentare la sua fatica e la gioia per una scoperta, ma al tempo stesso sa cogliere le geometrie e le vastità degli orizzonti che va esplorando.

Il talento per la narrazione, l’amore per le sfide estreme, l’interesse per la fotografia come possibilità di scoprire e testimoniare per sé e per gli altri. Una passione, e probabilmente anche un’esigenza, nata già negli anni dell'alpinismo (con i trionfi e le amarezze che li segnarono), con le foto scattate sulle pareti più difficili, e poi consolidata nel tempo, con i racconti d’imprese affascinanti e impossibili.


25.11.2014 # 3943

Daria La Ragione // 0 comments

GIOVANNI GASTEL - DISCOVER THE OTHER ITALY

a Milano fino al 18 dicembre 2014

25 RITRATTI DI GIOVANNI GASTEL

SARANNO PROTAGONISTI DELLA MOSTRA
DISCOVER THE OTHER ITALY

Dal 19 novembre al 18 dicembre 2014, Palazzo Lombardia a Milano (ingresso via Galvani 27), sede dalla Giunta regionale lombarda, ospita la mostra Discover the other Italy, patrocinata da Expo 2015 ed Enit (Ente Nazionale del Turismo Italiano), con la partecipazione del FAI - Fondo Ambiente Italiano, ideata da Lorenza Scalisi, che presenta 210 immagini (10 per ogni regione e 10 per Milano) che colgono luoghi insoliti d’Italia, oltre che borghi, monumenti, arti e tradizioni da riscoprire, realizzate da 21 fotografi selezionati fra centinaia di candidati.
Parte integrante del percorso espositivo sarà la sezione dal titolo I protagonisti del Made in Italy al servizio dell'arte. Qui saranno proposti 25 ritratti d'autore scattati da Giovanni Gastel a importanti personalità italiane della cultura, dello sport, dello spettacolo, della moda: Stefano Accorsi, Giovanni Allevi, Luca Argentero, Monica Bellucci, Martina Colombari, Andrea Della Valle, Ferruccio Ferragamo, Tiziano Ferro, Giorgio Forattini, Miriam Leone, Piero Lissoni, Margareth Madé, Antonio Marras, Fabio Novembre, Flavia Pennetta, Renzo Piano, Francesca Piccinini, Violante Placido, Arnaldo Pomodoro, Eva Riccobono, Massimiliano Rosolino, Alessandra Sensini, Matteo Thun, Tomaso Trussardi, Santo Versace.


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