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Mostre ed eventi // Pagina 63 di 216
10.12.2013 # 3374

Daria La Ragione // 0 comments

Erasmus Effect

a Roma fino 27 aprile 2014

Dal ruolo di Giacomo Quarenghi a San Pietroburgo all’opera di Lina Bo Bardi in Brasile, fino a Pietro Belluschi negli Stati Uniti e Romaldo Giurgola – ancora oggi attivo in Australia – o allo stesso Renzo Piano, i percorsi di migrazione di alcuni tra i nostri maggiori progettisti sono noti e ben inseriti nella storiografia internazionale dell’architettura.


La mostra Erasmus Effect indaga l’accelerazione progressiva che il fenomeno dell’architettura italiana “migrante” ha avuto negli ultimi decenni. Dal lavoro degli studi già affermati sul piano internazionale ai progetti e lavori dei giovani studi italiani all’estero, per mettere in luce sia la “qualità diffusa” del loro lavoro, sia la fitta rete di collaborazioni e atelier transnazionali nati in seguito alla diffusione della “generazione Erasmus”. 


E infine i “migranti” eccellenti, non solo architetti, ma voci, facce e storie capaci di raccontare un fenomeno molto esteso e di dare sostanza ed energia all’impegno di chi cerca di far sì che questo prezioso talento italiano possa tornare in patria.

10.12.2013 # 3373

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Jorinde Voigt. Superpassion

a Roma fino al 9 marzo 2014

Dal 29 novembre 2013 al 9 marzo 2014, il MACRO presenta la mostraSuperpassion dell’artista tedesca Jorinde Voigt, protagonista emergente della scena artistica contemporanea internazionale, a cura di Maria Alicata.

 

Per la sua prima mostra personale in un’istituzione pubblica italiana l’artista presenta un’installazione composta da una serie inedita di lavori su carta di grandi dimensioni.

 

Ogni disegno si riferisce a un capitolo o a un estratto del libro di Niklas Luhmann Amore come passione, 1985, Laterza (titolo dell’edizione originale: Liebe als Passion. Zur Codierung von Intimität, 1982, Suhrkamp Verlag). Fedele alla teoria sistemica, l’autore traccia un quadro generale dell'evoluzione della semantica dell'amore che è innanzitutto un codice, un mezzo di comunicazione della sfera più intima e profonda della persona. 

 

Partendo dall’analisi del testo, Jorinde Voigt indaga a sua volta il processo di cognizione e comunicazione delle immagini interiori, individuali e collettive che risultano dal sentimento. L’artista disegna dei modelli di pensiero, delle mappe concettuali, tramite una struttura di coordinate spazio-temporali e categorie, come la posizione e il movimento del soggetto, i punti cardinali, la velocità del vento e molte altre.

 

Sui grandi fogli di carta si intersecano linee a matita e tratti d’inchiostro, zone marcate da pastelli colorati, collage di carta e foglia d’oro; intervalli di spazi vuoti si uniscono a segni derivanti dal linguaggio musicale, numerico e cartografico, fino a formare complesse costruzioni diagrammatiche, eterogenee, in continua mutazione, strutturate con un ritmo quasi musicale. 

 

10.12.2013 # 3372

Daria La Ragione // 0 comments

Renato Mambor - Atto Unico

a Roma dal 20 dicembre al 9 marzo 2014

Il MACRO presenta, dal 20 dicembre 2013 al 9 marzo 2014, la mostra Renato Mambor. Atto Unico, a cura di Benedetta Carpi De Resmini.

 

L’esposizione rientra nel programma rivolto ai “maestri del contemporaneo” – artisti della seconda metà del XX secolo – che il Museo ha sviluppato negli ultimi due anni, con progetti speciali dedicati a Vasco Bendini, Claudio Cintoli, Gastone Novelli, Vettor Pisani e Giulio Turcato.  

 

Renato Mambor (Roma, 1936) –  tra i protagonisti di quel particolare filone creativo sviluppatosi negli anni Sessanta in ambito romano e passato alla storia come Scuola di Piazza del Popolo – si distingue per una ricerca iconica e oggettuale che tende a scardinare codici linguistici precostituiti. La sua opera si pone al confine tra varie forme espressive e, attraverso la sperimentazione di linguaggi diversi e l’abbandono dell’oggetto pittorico in sé, si apre sempre ad un rapporto metalinguistico tra parole, immagini, cose e persone, creando un cortocircuito vitale tra oggetto e soggetto. 

30.11.2013 # 3367

Daria La Ragione // 0 comments

GABRIELE BASILICO NELLA COLLEZIONE DELLA GALLERIA CIVICA DI MODENA

a Modena fino al 26 gennaio 2014

Incaricato dal mensile "Modo" nel 1978 di compiere un'indagine fotografica sul mondo delle discoteche in Emilia Romagna, e più compiutamente sul fenomeno delle balere emiliane, Basilico realizzò un reportage di quella che fu poi definita la Nashville italiana esplorando trecento chilometri di dancing, da Reggio Emilia alla Ca' del Liscio di Ravenna, ricavandone un affresco sul divertimento di massa che ritrae "luoghi esuberanti e originali ma con un'atmosfera un po' nostrana, tutta italiana". Fra i locali visitati il Club 501 di Gualtieri, il Marabù di Sant'Ilario d'Enza, il Picchio Rosso di Formigine. Di questa serie che fu esposta a Modena per la prima volta nel 1980 – probabilmente fra quelle meno conosciute, traccia significativa del suo primo approccio alla fotografia, più attento allo sguardo sociale e impegnato – viene presentata oggi una selezione di una ventina di immagini.

La mostra ripercorre inoltre la presenza a Modena di Gabriele Basilico, protagonista di tre storiche campagne di documentazione fotografica:"Gli occhi sulla città", che condusse insieme a Olivo Barbieri e Mimmo Jodice nel 1994 su incarico del Comune di Modena, "L.R. 19/98. La riqualificazione delle aree urbane in Emilia-Romagna" del 2001, promossa dalla Regione Emilia-Romagna e dall'IBC, Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, che ha documentato le aree dismesse, quasi sempre ai margini della città storica, ex acciaierie, ex fonderie, ex mercato bestiame, ex vinacce – esemplare ricognizione delle trasformazioni urbane – e infine quella del 2011, scaturita dalla convenzione tra Comune di Modena e IBC, come parte (saggio per immagini) del volume "Città e architetture. Il Novecento a Modena" (Franco Cosimo Panini editore, Modena 2013), curato dall'Ufficio Ricerche e Documentazione sulla Storia Urbana del Comune di Modena in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, come strumento, rivolto ai cittadini, di lettura e comprensione della relazione fra architetture e spazio urbano nel secolo scorso.

Di quest'ultima indagine sul territorio saranno presentate 25 fotografie, oggi esposte per la prima volta.

Il progetto poi si arricchisce grazie alla collaborazione della Fondazione Fotografia, che ha prestato cinque opere di grande formato, vedute urbane di città europee (Bilbao, Porto, Genova, Milano, Dieppe), realizzate tra gli anni '80 e '90, particolarmente significative della cifra stilistica del fotografo, e dell'IBC di Bologna che ha integrato il nucleo dedicato alle aree urbane dell'Emilia Romagna.

Approfondisce la figura dell'autore la proiezione del film documentario "Gabriele Basilico", parte della collana "Fotografia Italiana", realizzato nel 2009 dalla casa di produzione video Giart, in collaborazione con Contrasto, con il patrocinio della Cineteca di Bologna.

La serie "Dancing in Emilia" torna protagonista di un volume con testi di Silvia Ferrari, Gustavo Pietropolli Charmet e con una conversazione del 2007 tra Gabriele Basilico, Massimo Vitali e Giovanna Calvenzi.

Il nuovo libro è pubblicato, ad oltre trent'anni dalla prima edizione, dalla Galleria civica di Modena e da Silvana Editoriale.


30.11.2013 # 3366

Daria La Ragione // 0 comments

WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS.

a Gallarate fino al 22 dicembre

A distanza di nove mesi dall’incendio che il 14 febbraio scorso lesionò gravemente l’edificio, riapre sabato 23 novembre 2013 il MA*GA di Gallarate. L’apertura riguarda un’intera ala del museo, bonificata e riallestita grazie all’impegno e al contributo del Comune di Gallarate, di Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo, per permettere la ripresa delle attività culturali ed espositive sino ad oggi ospitate in diverse sedi cittadine e regionali. La città ritrova, così, il suo principale spazio espositivo nonché luogo privilegiato di incontro.

Per l’occasione, è stata organizzata un’iniziativa di raccolta fondi proprio per velocizzare il recupero totale dell’intera struttura.
Dal 23 novembre al 22 dicembre 2013, infatti, è in programma WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS. Artisti per il MA*GA, un progetto che vede coinvolti tra i 180 artisti anche i grandi nomi dell’arte che hanno voluto donare un’opera al Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate e la cui cessione servirà a finanziare parte dei futuri lavori del Museo MA*GA.

“With A Little Help from My Friends nasce dall’idea - ha evidenziato Giovanni Orsini, Presidente Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate - di organizzare una mostra che permetta di riaprire il MA*GA con un evento informale e discorsivo capace di far percepire il museo come un luogo davvero aperto alla collaborazione della comunità da cui è nato. Un segnale di come il Premio Gallarate, come accade dal 1949, sostenga con forza la presenza di un museo cittadino dedicato alla contemporaneità e che questo museo, il MA*GA, sia supportato e accolto da un'ampia comunità di artisti, curatori, ma anche appassionati di arte e cultura, in primis da Gallarate e dalla nostra regione”.

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