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Mostre ed eventi // Pagina 8 di 216
06.05.2016 # 4521

Daria La Ragione // 0 comments

MARCEL DUCHAMP Dada e Neodada

ad Ascona fino al 26 giugno

Nel 2016, la Svizzera festeggia il 100° anniversario del movimento Dada, fondato a Zurigo nell’ormai leggendario Cabaret Voltaire. Nel 1916, reagendo agli eventi della prima guerra mondiale, i dadaisti attaccarono i falsi valori del progresso borghese, le certezze e i sistemi costituiti, rompendo con ogni schema razionale. Anche in campo artistico, si adoperarono a demolire i canoni vigenti, sovvertendo le norme gerarchiche e le barriere fino ad allora esistenti tra letteratura, teatro, musica e belle arti.


Per celebrare il centenario, il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona ospita, dal 27 marzo al 26 giugno 2016, la mostra Marcel Duchamp – Dada e Neodada, organizzata in collaborazione con lo Staatliches Museum di Schwerin che, per l’occasione, ha deciso di concedere in prestito le opere della sua prestigiosa collezione.
La rassegna presenta una selezione dei più importanti o emblematici lavori di Marcel Duchamp, personalità che ha avuto una grande influenza sulle avanguardie sviluppatesi tra le due guerre, fino a diventare il nuovo “Michelangelo dell’arte moderna”, precursore e ispiratore di gran parte dei movimenti che sono giunti fino ai nostri giorni: dalla Pop art all’arte concettuale, da Fluxus, alla Net e Mail art.


Il percorso espositivo ruoterà attorno alla famosa manipolazione della Gioconda di Leonardo da Vinci con barba e baffi - tra i ready-made più divertenti e dissacratori della produzione di Duchamp - trasformata in un ritratto dadaista. A essa si aggiungono altre creazioni altrettanto significative, dalla celebre Boîte-en-valise (1941) al Nu descendant un escalier (1911/1937), dai primi ready-made come Il pettine (1916/1964), a quelli più tardi come i Tabliers de la blanchisseuse (Grembiuli della lavandaia) del 1959.
Accanto a queste opere si alternano le opere degli artisti di Fluxus, un movimento neodadaista (o meglio un flusso, un gruppo aperto di personalità che radicalizza in modo diretto o indiretto le premesse dei dadaisti storici), costituitosi nel 1962 ma già operante sul finire degli anni 1950, anche grazie all’intermediazione di Duchamp. La mostra riunisce 11 adepti del gruppo, dal suo promotore George Maciunas, qui rappresentato con la serigrafia Stomac Anatomy Apron, a Nam June Paik, Ben Patterson, Dick Higgins, Philip Corner, Daniel Spoerri, Ben Vautier, e altri.


Come già per Duchamp, anche per gli esponenti di Fluxus il senso dell’umorismo e il gioco diventano strategie imprescindibili per intaccare schemi visivi e di pensiero consolidati dalla cultura e dal luogo comune: i loro lavori sconfinano in campi diversi dell’operare artistico, contaminandosi grazie all’eclettica fusione di più codici artistici. Caratteristiche che si manifestano in modo particolarmente evidente in Al Hansen (pioniere della performance e dell’happening art), nella sua nota serie di collage ispirati all’immagine di Venere, come la Streichholz Venus del 1992, composta da fiammiferi, o la Zoo Venus del 1995, realizzata con un assemblaggio di animaletti in plastica. Così il Fluxus Altar di Geoffrey Hendricks associa alle sue immagini di cielo, apparentemente romantiche, oggetti e mobili installati nello spazio circostante. Anche le famose boîtes di Duchamp sono riprese in nuove varianti, nell’assemblaggio collettivo della Fluxus Virus Box (1992), nella scatola Autoritratto (1986) di Emmett Williams e nelle Optimistic Box di Robert Filliou, a indicare quanto il pensiero e l’agire di Duchamp siano ancora vivi e attuali.

Ascona, gennaio 2016


MARCEL DUCHAMP – DADA E NEO-DADA
Ascona (Svizzera), Museo Comunale d’Arte Moderna (via Borgo 34)
25 marzo – 26 giugno 2016

21.04.2016 # 4518

Daria La Ragione // 0 comments

Alphonse Mucha

a Roma fino al 11 settembre 2016

Uno dei più significativi interpreti dell’Art Nouveau, diveuto ben presto il promotore di un nuovo linguaggio comunicativo, di un’arte visiva innovativa e potente

Alphonse Mucha (Ivančice, Repubblica Ceca, 1860 - Praga, 1939) è uno degli artisti più celebri dell'Europa, a cavallo tra '800 e '900: a lui si deve la nascita di un nuovo genere di arte visiva fiorito nella Parigi della Belle Époque.

La mostra si compone di oltre 200 opere tra dipinti (come Self-portrait del 1899 e France Embraces Bohemia del 1918), manifesti (Poster for 'Gismonda' del 1894 e Sarah Bernhardt as La Princesse Lointaine del 1896), disegni (tra cui gli studi per 'By force towards freedom, with love towards unity!' del 1910-1911 e per 'The Age of Wisdom' del 1936-1938) e gioielli (quelli dell'Esposizione universale del 1900 come Ornamental chain with pendants e 'Peacock ring' entrambi del 1900) e ed è divisa in sei sezioni: Un boemo a Parigi; L'artefice dello Stile Mucha; Un cosmopolita; Il mistico; Il patriota e L'artista-filosofo.

Sotto l'egida dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e con il patrocinio dellaRegione Lazio, la mostra è organizzata e prodotta da Arthemisia Group in collaborazione con la Fondazione Mucha e curata da Tomoko Sato.


21.04.2016 # 4517

Daria La Ragione // 0 comments

HELMUT NEWTON FOTOGRAFIE

a Venezia fino al 7 agosto 2016

La Casa dei Tre Oci, un progetto di Fondazione di Venezia, condotto in partnership con Civita Tre Venezie, con questa mostra conferma il proprio ruolo nel panorama della cultura artistica e della fotografia in particolare, con i propri spazi esclusivamente dedicati alla fotografia.

Dal 7 aprile al 7 agosto 2016, la mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes presenta, per la prima volta a Venezia, oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti, organizzata da Civita Tre Venezie in collaborazione con la Helmut Newton Foundation, è frutto di un progetto, nato nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del grande fotografo.

La rassegna raccoglie le immagini di White Women, Sleepless Nights e Big Nudes, i primi tre libri di Newton pubblicati alla fine degli anni ‘70, volumi oggi considerati leggendari e gli unici curati dallo stesso Newton.

Nel selezionare le fotografie, Newton mette in sequenza, l’uno accanto all’altro, gli scatti compiuti per committenza con quelli realizzati liberamente per se stesso, costruendo una narrazione in cui la ricerca dello stile, la scoperta del gesto elegante sottendono l’esistenza di una realtà ulteriore, di una vicenda che sta allo spettatore interpretare.


07.04.2016 # 4506

Daria La Ragione // 0 comments

La grandiosa DC Comics

a Napoli fino al 2 maggio 2016

Come avvenuto per gli anni precedenti, anche quest’anno, Napoli COMICON viene anticipato da una grande mostra, che si terrà dal 19 marzo al 2 maggio presso il Museo Pignatelli, in collaborazione con il Polo Museale della Campania. 

Un percorso espositivo con cui approfondiamo e celebriamo una delle case editrici più importanti in Italia e all’Estero, la DC Comics, la casa primigenia dei Supereroi. Sia il Festival che COMICON Edizioni si confronteranno con la storia e le innovazioni che la più antica casa editrice di supereroi ha imposto nella cultura mondiale. Nell’anno in cui i Supereroi più famosi di sempre, Superman, Batman e Wonder Woman, si apprestano ad invadere gli schermi con l’attesissimo Batman vs. Superman di Zack Snyder, scopriremo i segreti di un successo lungo quasi un secolo. 

Percorreremo le origini di un universo di personaggi famosissimi e la storia degli autori che hanno reso grande la Dc Comics e il Fumetto tutto. Vedremo la nascita del racconto supereroistico, e di come esattamente 30 anni fa, grazie a leggende del fumetto come Alan Moore e Frank Miller, la Dc Comics rivoluzionò nuovamente il concetto di eroe nei fondamentali Watchmen e Il Ritorno del Cavaliere Oscuro. 


Tutto ciò, attraverso le tavole originali dei grandissimi Jack Kirby, Frank Miller, Todd McFarlane, per passare poi a Alex Ross, Simon Bisley, John Bolton, Jim Lee e degli autori italiani in forza nella scuderia DC come: Mirka Andolfo, Laura Braga, Riccardo Burchielli, Giuseppe Camuncoli, Werther Dell’Edera, Carmine di Giandomenico, Davide Fabbri, Fabrizio Fiorentino, Antonio Fuso, Emanuela Lupacchino, Alberto Ponticelli, Giorgio Pontrelli, Pasquale Qualano, Lorenzo Ruggiero, Claudio Villa. Queste bellissime opere saranno in mostra grazie ai collezionisti: Francesco Assone, Francesco Bazzana/Tavoleoriginali.net, Venerando Cautiero, Massimo Cuomo, Scott Eder/ ArtOfComic, Romeo Gallo, Andrea Mazzotta Giovanni Nahmias, Davide Occhicone, Sylvain Rapilly,Paolo Rinaldi/ La Nona Arte, Enrico Salvini, Luca e Stefania Serrao D’Aquino, Luca Silvestre. 

La mostra, realizzata in intesa con DC Comics USA, grazie alla collaborazione dell’editore italiano RW-Lion, sarà curata da alcuni esperti del settore, ed accompagnata da un elegante e ricco saggio-catalogo edito da COMICON Edizioni nella collana I libri di COMICON, su cui troveranno posto le maggiori firme della saggistica italiana, corredate da un imponente apparato visivo, con le tavole in mostra e le immagini più belle e rappresentative del percorso DC nel mondo della Nona arte, in un libro di oltre 240 pagg. a colori. 



07.04.2016 # 4505

Daria La Ragione // 0 comments

Giorni di un futuro passato

a Napoli fino al 6 giugno 2016

Nel panorama italiano ed internazionale degli ultimi venti anni, Adrian Tranquilli è l’unico artista che ha utilizzato, ininterrottamente ed esclusivamente, i motivi del fumetto super-eroico, sia come materiale primario della sua ricerca, sia come emanazione di un proprio, inconfondibile vocabolario plastico. Di qui l’ossimoro del titolo della mostra, preso in prestito da una nota saga dedicata agli eroi mutanti, pubblicata dalla “Marvel Comics” sulle pagine di “X-Men” nel 1981 e trasposta cinematograficamente, in tempi più recenti, da Bryan Singer (X-Men - Giorni di un futuro passato, 2014). 

Giorni di un futuro passato è la mostra più grande ad oggi mai realizzata sul lavoro di Adrian Tranquilli, concepita come un percorso inedito, attraverso alcuni tra i nuclei tematici più significativi del suo lavoro degli ultimi vent’anni. Numerose le opere esposte, appartenenti alle serie più significative dell’artista, come Futuro imperfetto (1998), Age of Chance (2005), All Is Violent, All Is Bright (2009), In Excelsis (2011 - 13) e The End of the Beginning (2016), presentata, per la prima volta, in questa occasione. 

Un insieme di istallazioni dal potente impatto visivo, la cui forza evocativa dialoga con l’architettura del museo e con la statuaria classica, eroica per antonomasia, della Collezione Farnese.


Il percorso espositivo, pensato appositamente per gli spazi del Museo Archeologico Nazionale, si dissemina tra il piano terra, i cortili, le Gallerie Farnesiane e il primo piano del museo. Ospitati in questo contesto, i reperti futuribili di Tranquilli narrano una storia della civilizzazione ironicamente avveniristica, assolutamente altra: innescano una serie di contrappunti spiazzanti con i capolavori ospitati dal prestigioso museo napoletano, restituendo una visione d’insieme volutamente destabilizzante, che cortocircuita classicità e futurologia, archeologia e fantascienza. 


La mostra Giorni di un futuro passato è accolta nel Museo Archeologico di Napoli nell'ambito del progetto che, da oltre venti anni, il suo Servizio Educativo porta avanti, per favorire l'incontro tra il patrimonio di antichità in esso custodito e i linguaggi del contemporaneo.



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