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Mostre ed eventi // Pagina 9 di 216
31.03.2016 # 4494

Daria La Ragione // 0 comments

Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim

a Firenze fino al 24 luglio 2016

Palazzo Strozzi ospiterà una grande mostra che porta a Firenze oltre 100 capolavori dell’arte europea e americana tra gli anni venti e gli anni sessanta del Novecento, in un percorso che ricostruisce rapporti e relazioni tra le due sponde dell’Oceano, nel segno delle figure dei collezionisti americani Peggy e Solomon Guggenheim.

Curata da Luca Massimo Barbero, la mostra nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York e permette un eccezionale confronto tra opere fondamentali di maestri europei dell’arte moderna comeMarcel Duchamp, Max Ernst, Man Ray, Pablo Picasso e dei cosiddetti informali europei come Alberto Burri, Emilio Vedova, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, insieme a grandi dipinti e sculture di alcune delle maggiori personalità dell’arte americana degli anni cinquanta e sessanta come Jackson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning, Alexander Calder, Roy Lichtenstein, Cy Twombly.

Dedicare una mostra alle collezioni Guggenheim significa raccontare a ritmo serrato la nascita delle neoavanguardie del secondo dopoguerra in un fitto e costante dialogo tra artisti europei e americani. Realizzare questa straordinaria mostra a Firenze significa anche celebrare un legame speciale che riporta indietro nel tempo. È proprio a Palazzo Strozzi, infatti, negli spazi della Strozzina, che nel febbraio 1949 Peggy Guggenheim, da pochissimo giunta in Europa, decide di mostrare la collezione che poi troverà a Venezia la definitiva collocazione (scopri le foto dell’inaugurazione della mostra del 1949).

I grandi dipinti, le sculture, le incisioni e le fotografie esposte in mostra a Palazzo Strozzi, in prestito dalla collezione Guggenheim di New York e da Venezia e da altri prestigiosi musei internazionali, offrono uno spaccato di quella straordinaria ed entusiasmante stagione dell’arte del Novecento di cui Peggy e Solomon Guggenheim sono stati attori decisivi.


02.03.2016 # 4482

Daria La Ragione // 0 comments

Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati

a Roma fino al 24 aprile 2016

Una mostra epocale, un evento unico e di grande qualità

che mette insieme quaranta “romanzi disegnati” da altrettanti artisti.
Era un sogno Agema prima, un progetto Agema poi, che è diventato realtà.

Promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra“Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati” intende raccontare la storia del romanzo disegnato, una nuova espressione che traduce la più celebre graphic novel, un innovativo modo di definire il fumetto moderno che ha avuto il merito di riportare l’attenzione dei media su questa forma d’arte e di conquistare un pubblico nuovo.


La mostra intende raccontare questa storia con una panoramica che inizia nel 1967, anno in cui venne pubblicato il capolavoro di Hugo Pratt, intitolato “Una Ballata del Mare Salato”, con protagonista un fascinoso marinaio di nome Corto Maltese, e che prosegue nei decenni successivi con altri straordinari lavori quali “Le Straordinarie avventure di Pentothal” di Andrea Pazienza, “Fuochi” di Lorenzo Mattotti, “Max Fridman” di Vittorio Giardino, “Cinquemila chilometri al secondo” di Manuele Fior, “Dimentica il mio nome” di Zerocalcare.


L’esposizione presenta circa 300 tavole originali, disposte in ordine cronologico e per la prima volta affiancate, di romanzi a fumetti scritti e disegnati da un unico autore. Lungo le sale del Museo di Roma in Trastevere il visitatore potrà immergersi in un mondo di personaggi unici e scenari mutevoli, alla scoperta dei lavori dei Maestri del fumetto di ieri e di oggi. Si tratta della prima collettiva di Fumetto Italiano realizzata da vent’anni a questa parte, un appuntamento imperdibile per gli appassionati e un’ottima occasione per chi vuole avvicinarsi e approfondire la nona arte in tutte le sue molteplici espressioni.


La mostra è una co-produzione di Agema Corporation e ViDi ed è curata da Paolo Barcucci e Silvano Mezzavilla con la consulenza scientifica di Daniele Barbieri, Sergio Brancato, Stefano Cristante, Enrico Fornaroli, Pier Luigi Gaspa, Guilio Giorello e Luca Raffaelli.

Accompagna l’esposizione un catalogo edito da Skira che, oltre a saggi sull’argomento, porta all’attenzione del pubblico gli incipit – composti dalle prime cinque pagine in bianco/nero e a colori – di tutti i romanzi disegnati trattati.



02.03.2016 # 4481

Daria La Ragione // 0 comments

Piero della Francesca. Indagine su un mito

a Forlì fino al 26 giugno 2016

L’affascinante rispecchiamento tra critica e arte, tra ricerca storiografica e produzione artistica nell’arco di più di cinque secoli è il tema della mostra Piero della Francesca. Indagine su un mito. Dalla fortuna in vita  _ Luca Pacioli lo aveva definito “il monarca della pittura” _  all’oblio, alla riscoperta.

Alcuni dipinti di Piero, scelti per tracciare i termini della sua riscoperta, costituiscono il cuore dell'esposizione. Accanto ad essi figurano in mostra opere dei più grandi artisti del Rinascimento che consentono di definirne la formazione e poi il ruolo sulla pittura successiva.


Per illustrare la cultura pittorica fiorentina negli anni trenta e quaranta del Quattrocento, che vedono il pittore di Sansepolcro muovere i primi passi in campo artistico, saranno presenti opere di grande prestigio di Domenico Veneziano, Beato Angelico, Paolo Uccello e Andrea del Castagno, esponenti di punta della pittura post-masaccesca.


La mostra, aperta dal confronto, sempre citato ma fin’ora mai mostrato, tra la Madonna della Misericordia di Piero della Francesca e la Silvana Cenni di Felice Casorati, da conto della nascita moderna del suo "mito" anche attraverso gli scritti dei suoi principali interpreti: da Bernard Berenson a Roberto Longhi. 

La riscoperta ottocentesca di Piero della Francesca e affidata a importanti testimonianze: dai disegni di Johann Anton Ramboux alle straordinarie copie a grandezza naturale del ciclo di Arezzo eseguite da Charles Loyeux, fino alla fondamentale riscoperta inglese del primo Novecento, legata in particolare a Roger Fry, Duncan Grant e al Gruppo di Bloomsbury, di cui fece parte anche la scrittrice Virginia Woolf.

Il fascino degli affreschi di Arezzo sembra avvertirsi nella nuova solidità geometrica e nel ritmo spaziale di Edgar Degas. Un simile percorso di assimilazione lo si ritrova in pittori sperimentali e d’avanguardia come i Macchiaioli. Echi pierfrancescani risuonano in Seurat e Signac, nei percorsi del postimpressionismo, tra gli ultimi bagliori puristi di Puvis de Chavannes, le sperimentazioni metafisiche di Odilon Redon e, soprattutto, le vedute geometriche di Cézanne.


Il Novecento è per più aspetti il “secolo di Piero": per il costante incremento portato allo studio della sua opera, affascinante quanto misteriosa; e per la centralità che gli viene riconosciuta nel panorama del Rinascimento italiano. Contemporaneamente la sua opera è tenuta come modello da pittori che ne apprezzano di volta in volta l'astratto rigore formale e la norma geometrica, o l'incanto di una pittura rarefatta e sospesa, pronta a caricarsi di inquietanti significati. La fortuna novecentesca dell’artista è raccontata confrontando, tra gli altri, gli italiani Guidi, Carrà, Donghi, De Chirico, Casorati, Morandi, Funi, Campigli, Ferrazzi, Sironi con fondamentali artisti stranieri come Balthus e Hopper che hanno consegnato l’eredità di Piero alla piena e universale modernità.



25.02.2016 # 4476

Daria La Ragione // 0 comments

RYAN McGINLEY. The Four Seasons

a Bergamo fino al 15 maggio 2016

Dal 19 febbraio al 15 maggio 2016, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita, a cura di Stefano Raimondi, la prima mostra personale in una istituzione italiana di un grande maestro della scena americana contemporanea: Ryan McGinley.


Ryan McGinley (1977) presenta The Four Seasons, mostra che segna il primo evento che la GAMeC abbia mai dedicato alla giovane fotografia internazionale. Premiato fin dagli esordi dall’attenzione dei maggiori musei statunitensi, con personali al Whitney e al MoMA P.S.1, l’artista restituisce per immagini l’evoluzione del tipico Sogno Americano, filtrato attraverso il nichilismo proprio degli Anni Novanta. I suoi modelli si abbandonano a un erotismo disinvolto, altamente estetizzato, apparentemente disincantato eppure struggente nella sua sconfinata innocenza.


Racchiuse in quattro gruppi omogenei di opere, uno per ogni stagione dell’anno, le fotografie di McGinley affondano indagano l’irrisolta tensione positiva tra l’uomo e l’elemento naturale, con la dominante cromatica a dettare un ritmo che Stefano Raimondi non esita ad avvicinare alle suggestioni musicali di Antonio Vivaldi. Il blu ghiaccio dell’inverno si alterna al rosso fiammeggiante delle foglie d’autunno, al verde intenso della primavera e alle tonalità vivide e accese dell’estate, regalando un immaginario di assoluta empatia.



25.02.2016 # 4475

Daria La Ragione // 0 comments

MAURIZIO MOCHETTI

a Milano fino al 2 aprile 2016

Dal 25 febbraio al 2 aprile 2016 la Galleria Giovanni Bonelli ospita nella sua sede di Milano (via Porro Lambertenghi, 6 – Quartiere Isola) una retrospettiva di Maurizio Mochetti (Roma, 1940), figura che nell’ultimo mezzo secolo ha rappresentato una voce di grande originalità nel panorama dell’arte concettuale italiana e internazionale. 

Il percorso espositivo offre un viaggio completo nel suo universo creativo, partendo dalle riflessioni sullo spazio sensibile degli ultimi Anni Sessanta e arrivando alle più recenti analisi dei materiali della contemporaneità – i laser, le luci al neon, le plastiche, i polimeri sintetici.

 

Il progetto, realizzato in sinergia con la galleria Furini Arte Contemporanea di Arezzo, nasce dall’esperienza analoga maturata in occasione di Artissima 2015, che aveva visto la proposta del lavoro di Mochetti all’interno della sezione Back To The Future.



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