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11.11.2016 # 4705

Daria La Ragione // 0 comments

Corona - The wall

Blog! di Daria La Ragione

L’altra notte gli Stati Uniti hanno eletto il nuovo presidente. Un presidente che ha avuto la capacità di “parlare alla pancia del paese” come si usa molto dire da qualche anno, che è un giro di parole per dire che ha stimolato emozioni profonde, quasi sempre le peggiori: le paure, l’odio, la rabbia.

Attraverso un linguaggio violento, scegliendo un nemico a cui puntare, con slogan facili da propaganda del ventesimo secolo, Trump ha dato la scalato alla presidenza, facilitato non poco dall’avversario che scontava non pochi peccati originali (donna, esponente di un establishment molto odiato, membro di una famiglia di cui si ricordano più le ombre che non le luci).

Tra i suoi cavalli battaglia il famoso muro di separazione con il Messico, per tenere lontani (dagli occhi? dal cuore? dal mercato del lavoro?) i cittadini messicani ed essere certi (ma davvero basta un muro?) che non arriveranno più in USA.

Due giorni fa Corona, la famosa birra messicana, ha deciso di rispondere alla provocazione con una controprovocazione, ma non rivolta al neoeletto presidente, bensì - di nuovo - ai cittadini messicani.

Un gran bel commercial, sugli stereotipi, sul vittimismo, sulla necessità di reagire e di costruire il proprio futuro non “in risposta al comportamento altrui”, ma in modo proattivo: scegliamo chi vogliamo essere rimuovendo il muro più pericoloso, quello che abbiamo in testa, il limite che poniamo a noi stessi.

Defrontierizzatevi parte proprio da quel muro evocato tante volte da Trump, per invitare a prendere la vita per le corna sin miedo - senza paura, a non lasciarsi influenzare dallo stereotipo con cui si viene rappresentati online ma ad andare dritti verso i propri obiettivi.

Un’operazione di marketing intelligente e opportuna per Corona, che si racconta non soltanto come messicana, attirandosi di default tutte le simpatie di chi ha provato orrore per le proposte del neoeletto, ma come chi è orgogliosa di esserlo, con fierezza e grinta.

Advertising Agency: Leo Burnett, Mexico
Director: Rodrigo Saavedra
Art Direction: Julian Romera


  

Corona -  The Wall (English Subtitles) from Leo Burnett México on Vimeo.

11.11.2016 # 4704

Daria La Ragione // 0 comments

Vagina Varsity - l’università della vagina

Blog! di Daria La Ragione

In sedici lezioni, Vagina varsity promette di approfondire tutto quello che c’è da sapere sulla vagina: una promessa importante per questo commercial sui generis, che non ha scelto di certo l’understatement per promuovere un corso via email approfondito su una parte del corpo femminile la cui conoscenza è in genere meno che scarsa. Le due coloratissime signore protagoniste del corso e del commercial promettono di affrontare settimana dopo settimana temi importanti a partire, ça va sans dire, da “meet you vulva” per chiudere con quella davvero promette “all vaginas are amazing”. Il commercial per il mercato sud africano parte evocando la “V word” che terrorizza il mondo - e non è Voldemort - continua con le donne spaventate da “ciò che sta in basso” - e non è l’Australia - ma al di là del tono scanzonato e divertente affronta temi importanti che riguardano l’igiene, quando consultare un medico, cos’è l’imene. Argomenti che si pensa siano destinati alle giovanissime, ma che sono quasi sconosciuti anche a molte donne adulte.

Vagina Varsity è un’iniziativa di Libresse - in Italia conosciuta come Nuvenia - intelligente e molto interessante per una brand image ben definita, che per una volta non punta sulle emozioni ma su un universo scanzonato e ironico.

Advertising Agency: BBDO, South Africa





02.11.2016 # 4695

Daria La Ragione // 0 comments

Halloween - la gallery

Blog! di Daria La Ragione

Come ogni anno Halloween è passato tingendo di arancione, nero e viola praticamente ogni cosa.
Nata in Irlanda come capodanno celtico, All Hallows’ Eve - la vigilia di ogni santi - è diventata un grande evento commerciale che partendo dagli Stati Uniti ha finito per contagiare tutto l’emisfero occidentale. La pubblicità, va da sé, non perde l’occasione di celebrare a modo suo questo evento.
Ecco una piccola gallery di commercial che sfruttano la ghiotta occasione per una comunicazione ironica e divertente,

State Farm
La compagnia di assicurazioni americana gioca sul cliché dell’horror riproducendo le classiche situazioni in cui nei film i personaggi vengono aggrediti: il bosco di notte, la strada solitaria con la macchina bloccata. Qualche secondo di suspence che cresce e poi il finale, ovviamente tutt’altro che spaventoso.
 

 


Advertising Agency: DDB, New York, USA
Art Director: Dylan Ostrow
Copywriter: Turan Tuluy

Burger King
Un po’ come Coca Cola e Pepsi, anche Burger King e McDonald hanno una lunga storia di rivalità, prese in giro, botta e risposta. La battaglia di Halloween quest’anno è stata vinta senza dubbio dal primo, che per spaventare i suoi clienti si è travestito dal concorrente. Ha travestito perfino i propri panini, chiamandoli come quelli dei McDonald, mostrando un senso dell’ironia davvero notevole, ma non altrettanta originalità visto che già Coca Cola e Pepsi avevano giocato sullo stesso tema.
 


Advertising Agency: David, Miami, USA
Art Director: Ricardo Casal
Copywriter: Juan Pena



giffgaff
Chiude la gallery la compagnia telefonica inglese, famosa per inviare sim gratuitamente a chi pensa di trasferirsi in Inghilterra. Il commercial è una lunga serie di eventi spaventosi: la tribuna politica, un elenco infinito di email della mamma a cui rispondere, notifiche su notifiche dai social network e poi il peggiore di tutti gli incubi: un contratto telefonico della durata minima di due anni.
 


Director: Ninian Doff

26.10.2016 # 4688

Daria La Ragione // 0 comments

Una notte nella stanza di Van Gogh.

Blog! di Daria La Ragione

Non di soli commercial vive la pubblicità.
Anzi, i film pubblicitari sono una minima parte, quello che fa più rumore, non c’è dubbio, ma non per questo la migliore.
Una campagna davvero creativa l’ha messa in piedi l’agenzia Leo Burnett per l’Art Institute di Chicago, in occasione di una mostra su Van Gogh.
Si potrebbe pensare che non ci fosse bisogno, visto il calibro dell’artista, di grandi sforzi di comunicazione. Si potrebbe, certo, ma sarebbe un errore.
Andiamo con ordine.
L’idea è una di quelle così ovvie, semplici ed efficaci che uno si domanda perché nessuno ci abbia pensato prima. È quello che succede spesso davanti a un’idea davvero creativa.
Cosa ci avvicina davvero a un artista più dei suoi quadri? Forse viverci dentro.
E allora è stata ricreata con precisione ossessiva la celebre stanza di Van Gogh ed è stata resa disponibile su AirBnb: nemmeno a dirlo, sold out in 5 minuti.
Un’idea del genere costa poco - l’affitto di una stanza per un mese circa, l’acquisto di mobili vecchiotti, la pittura e poco altro - ma ottieni risultati impressionanti.
Se ne è parlato nei telegiornali di oltre cento paesi. I clienti che hanno trascorso una notte nella stanza non hanno potuto trattenersi dal postare foto sui social, particolarmente su Instagram, con gli hashtag #vangoghbedroom e #artinstitutchi. I siti di notizie e altro che hanno parlato dell’iniziativa sono stati moltissimi ed ecco i risultati:
- aumento del 250% della vendita dei biglietti;
- 200.000 visitatori;
- la mostra più vista di sempre al museo di Chicago.

Advertising Agency: Leo Burnett, Chicago, USA
Associate Creative Director / Art: John Regan
Associate Creative Director / Copywriter: Tor Lemhag
 


24.10.2016 # 4682

Daria La Ragione // 0 comments

Steve Cutts featuring Moby

Blog! di Daria La Ragione

L’ultimo video di Moby è appena uscito e ha già sbancato: condiviso sul profilo Facebook dell’artista ha raggiungo le 10.014.626 visualizzazioni in meno di due giorni. Sono ovviamente destinate ad aumentare parecchio, perché questi numeri riguardano esclusivamente Facebook e bisogna aggiungere un altro milione per il canale YouTube ufficiale.

 

 

Non è la canzone che sta raccogliendo tutto questo successo, ma il video disegnato e animato dall’illustratore inglese Steve Cutts: un racconto pessimista, disperato di una società schiava della tecnologia, iperconnessa ma incapace di comunicare, così attenta a mostrare agli altri ciò che accade che dimentica di guardare.

Steve Cutts non è nuovo a queste tematiche, anzi, al di là dei tanti lavori su commissione, i suoi progetti personali sono invece tutti in linea con quest’ultimo. Il più celebre di questi, Man, è un racconto angosciante di come l’uomo stia devastando il pianeta abusandone, uccidendo, devastando.



Ma ci sono anche tasselli davvero insospettabili in questo mosaico e uno dei più gustosi è questo:

Cutts ha disegnato una delle famosissime Couch Gag (le gag del divano) nella 27esima stagione dei Simpson, una versione Miami Vice di Homer tutta da gustare, ma soprattutto un Ned Flanders come non l’avete mai visto.