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13.06.2016 # 4550

Daria La Ragione // 0 comments

Vacation Matchmaker il commercial fai da te, anzi, fa da sé.

Blog! di Daria La Ragione

Ecco l’ultima frontiera della pubblicità: a lanciarla è il dipartimento per lo sviluppo del turismo del Tennessee e si chiama Vacation Matchmaker.

È la somma di due elementi che tutti abbiamo sotto gli occhi e che per la prima volta sono stati collegati per dare vita a una nuova esperienza.

Lo spunto di partenza è che gli americani, prima di scegliere una vacanza, fanno ricerche e pianificano per circa due mesi: tempo, impegno, energie spesi per cercare la migliore soluzione possibile rispetto alle proprie esigenze.

A questo va aggiunta la rivoluzione 2.0: social network, cookies e tutte le tracce che lasciamo nella nostra navigazione virtuale.

Sommate questi due elementi ed ecco un risultato tanto inatteso quanto ovvio (ora che ci è arrivato qualcun altro): Vacation Matchmaker.

Un algoritmo che analizza le tracce lasciate online dai visitatori, li confronta con migliaia di video online che riguardano il Tennessee e le sue attrazioni, e realizza in tempo reale un commercial: la pubblicità su misura che più precisa non si può, perché offre quello che hai cercato e che cercheresti.

In più, un filtro di geo-targeting fa in modo di proporre video di attività raggiungibili in auto.

L’utente può selezionare fino a 8 video, premere invio e scoprire quanti giorni sono necessari per quell’itinerario e in quale area dello stato si dovrà spostare, poi può condividere su Facebook, Twitter e Pinterest il suo viaggio ideale.

Se siete curiosi come me, ecco il sito che fa per voi.

   

 

18.05.2016 # 4541

Daria La Ragione // 0 comments

Violenza domestica e pubblicità

Blog! di Daria La Ragione

La violenza domestica è un tema sensibile, sempre, in quasi tutti i paesi. Per questo motivo le campagne contro questa piaga sono così numerose.

Nella maggioranza dei casi sono rivolte alle vittime di abusi, per incoraggiarle a denunciare l’aggressore, per ribadire che l’amore non è fatto di lividi e ferite, per ricordare che un pugno è più che sufficiente per decidere di fare i bagagli e andarsene.

Ecco alcuni esempi:


  • Government of Paraná State



Advertising Agency: Master Comunicação, Brazil

Creative Director: Felippe Motta

Art Director: André Petrini

Copywriter: Bruno Trindade


  • Disque-Denúncia








Advertising Agency: Agencia3, Rio de Janeiro, Brazil

Creative Director: Luis Claudio Salvestroni

Art Director: Ivan Loos

Copywriter: Ricardo Franco


  • Shine





Advertising Agency: FCB, Auckland, New Zealand


Tre campagne che invitano a denunciare l’aggressore, efficaci a modo loro: cioè nel dare supporto morale alla vittima, invitandola a spezzare un circolo vizioso da cui  molto difficile uscire.

Una grande diffusione ha avuto questo video virale, girato da Saatchi & Saatchi, Serbia: una giovane donna scatta un selfie al giorno per un anno e dalle prime foto sorridenti e felici, si passa rapidamente a quelle di lividi, sempre più estesi, più scuri, più preoccupanti, in un climax che culmina con l’angosciosa frase finale: aiutatemi, non so se arriverò a domani. Per il primo mese nessuno ha rivendicato la paternità del video, poi l’agenzia si è fatta avanti, raccontando che si trattava di un video su commissione, per l’associazione B92 Fund.

Advertising Agency: Saatchi & Saatchi, Belgrade, Serbia

Executive Creative Director: Veljko Golubovic

Creative Director: Zarko Veljkovic

  


Le ultime campagne di questo post segnano la nuova tendenza delle campagne contro la  violenza: non si rivolgono alle vittime, ma agli spettatori inerti. Invita chiunque abbia notizia di un’aggressione a denunciarla. Ed è proprio questo approccio che merita una riflessione: una denuncia esterna ha un’efficacia limitata, perché chi è intrappolato in una situazione così difficile non ne esce perché altri intervengono, o meglio, lo fa se è già nell’ottica di uscirne e ha bisogno di un supporto.








Quello che trovo molto interessante è che l’invito alla denuncia ne nasconde uno molto molto più efficacia: quello alla condanna morale e pubblica dell’aggressore.

È un’esortazione a non voltare le spalle, a lasciarsi alla spalle la mentalità per cui non si interviene nelle faccende private delle famiglie: i panni sporchi si lavano in casa e soprattutto ognuno lava i suoi.

Qui invece si invita a prendere una posizione netta e decisa: smettete di distogliere lo sguardo e cominciate a condannare, a isolare socialmente il violento.

Advertising Agency: Y&R / Vienna, Vienna, Austria

Creative Director: Alexander Hofmann

Art Director: Daniel Erhold

Graphic Designer: Kathrin Janata

Copywriters: Leopold Kreczy, Markus Seiwald


18.05.2016 # 4540

Ilas Web Editor // 0 comments

Fiat Ducato: elogio della pigrizia

Blog! di Daria La Ragione

La nuova campagna di Leo Burnett Germany per Fiat Ducato è un elogio ai pigri, a quel tipo particolare di pigri cnon stanno in panciolle, ma lavorano cercando di ottimizzare tempo ed energie.






Io sono una donna pigra. Ma non di quelle che restano sul divano. No, io sono una pigra frenetica: siccome so che quando atterro sul divano è finita (per rialzarmi ci vorranno ore), cerco di fare quante più cose possibile prima di quel momento. E cerco di evitare tutte quelle inutili.

Così mi ritrovo spesso a cercare di ottimizzare gli sforzi: studio i processi ed elimino i passaggi superflui, quando va bene, quando invece esagero, sembro uno sherpa che scala la catena andina. Pur di non fare due viaggi sono disposta a sobbarcarmi chili e chili di spesa, pacchi e pacchi, scatole e scatole sfiorando e spesso oltrepassando il mio limite.

Dopo questa premessa capirete facilmente perché mi sia piaciuta questa campagna di Leo Burnett, Germany per Fiat Ducato.


Cos’ha di vincente questa campagna? Promette di far risparmiare la risorsa più importa di chi lavora: il tempo.

Tempo ed energie sono le risorse fondamentali di chi lavora in proprio, quelle più difficili da organizzare e gestire.

Il visual è divertente e intelligente ed è la dimostrazione che non c’è bisogno di fare i pagliacci in pubblicità: basta tenere a mente quale messaggio dobbiamo comunicare e trovare il modo migliore per farlo.

Più è chiara l’idea più diventa semplice comunicarla.

Advertising Agency: Leo Burnett, Germany

Creative Directors: Daniela Ewald, Joerg Hoffmann

Art Directors: Hugo Moura, Till Rothweiler

Copywriter: Andreas Daum

Photographer: Miro Minarovich

09.05.2016 # 4530

Daria La Ragione // 0 comments

Play Doh, la fantasia al potere.

Blog! di Daria La Ragione

Qualche anno fa volevo essere la zia più figa del mondo e decisi, per Natale, di regalare a un nipote una scatola di colori a dita. Mi sembrava fosse il regalo più divertente del mondo e quando andai a comprarli scoprìì con orrore che nella scatola c’erano sei baratoli, uno dei quali era nero.

«Ma come nero? E lo devo prendere per forza? È un colore triste.» e la signora mi rispose «guardi, i bambini certi problemi non se li fanno. Sanno benissimo come trasformare le cose».

Aveva ragione, la risposta mi colpì e mi insegnò che le cose diventano tristi quando cresci, perché quando hai 5 anni non esiste un colore brutto.




Quando ho visto questi annunci per Play doh, mi sono ricordata quella scena.

Giocare con la plastilina è un’altra di quelle cose fantastiche che con l’età smettiamo di fare. E che peccato!






Perché questa pubblicità c’entra perfettamente l’obiettivo: dire che ci sono giochi che stimolano la fantasia dei bambini. Niente recriminazioni su cellulari e tablet, sui videogiochi che non gli permettono di esplorare la manualità, sul fatto che vivono vite virtuali invece di uscire e vedere altri bambini.

No, qui il messaggio è chiaro: con Play Doh la fantasia è al potere. Voi ci vedete quattro barattoli? I bambini ci vedono il mondo.


Advertising Agency: DDB, Bogota, Colombia

CCO: Leo Macias

Creative Director: Marco Muñoz, Daniel Calle

Art Director: Mauricio Cortés, Maryluz Guzmán

Copywriter: Mauricio Cortés, Luis Morales Brome

Producer: Enrique Ramirez

09.05.2016 # 4529

Daria La Ragione // 0 comments

Montagne russe e pubblicità

Blog! di Daria La Ragione

La vita è come le montagna russe: salite e discese si alternano come i momenti buoni e quelli bui.

Fin qui siamo tutti concordi.

Poi però, quando Mundo aventura, parco giochi di Bogota, decide che questo è un argomento persuasivo da usare per la campagna che deve informare sui nuovi orari di apertura, le cose non sono più così ovvie e scontate.

Facciamo chiarezza.




Gli annunci sono divertenti e molto ben costruiti: semplici, con pochi elementi ma molto ben leggibili. e raccontano situazioni di vita quotidiana in cui le cose non sono andate per il verso giusto.

Dopo che abbiamo sorriso e pensato ogni bene di questo annuncio facciamoci una domanda: ci è venuta più voglia di andare a visitare questo parco giochi? Sapere che la vita è come le montagne russe lo rende un posto irresistibile per me?

Adesso conosciamo il nome di Mundo Aventura, ma che idea ce ne siamo fatti? 

Ecco un esempio (e quanti ce ne sono), di campagna molto carina e divertente che serve a poco, perché la pubblicità non è gioco, una barzellette né una battuta: è un servizio che si integra in una strategia di marketing, e se non serve a vendere, o fare awarness, allora non serve e basta.

Un po’ come accade per quelle campagne che ci hanno strappato il sorriso, che continuiamo a ricordarci, salvo non avere idea di quale prodotto stessero promuovendo.


La regina delle campagna “senza prodotto” è sempre lei: Buonaseeeera



Credits per Mundo Aventura

Advertising Agency: DDB, Bogota, Colombia

CCO: Leo Macias

Creative Director: Marco Muñoz, Daniel Calle

Art Director: Mauricio Cortés, Maryluz Guzmán, Camilo Londoño

Copywriter: Luisa Consuegra, Oscar Mejía, Luis Morales Brome, Juan Pablo Valencia

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