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06.05.2016 # 4527

Daria La Ragione // 0 comments

L’obesità si combatte a colpi di piatto (e persuasione, forse).

Blog! di Daria La Ragione

Thai Health Promotion Foundation ha promosso un’iniziativa molto interessante per contribuire alla lotta all’obesità.


Hanno inventato un piatto capace di assorbire parte dei grassi contenuti nel cibo, (sono i grassi a fare i danni maggiore), partendo dal presupposto che modificare le abitudini dei cittadini obesi era troppo difficile. Così, una volta trovata l’idea, si sono affidati a BBDO, Bangkok, per creare questo commercial che spiega molto efficacemente a cosa serve questo piatto e perché funziona.

 


La persuasione è una cosa complicata, si sa, soprattutto quando si stratta di cambiare delle abitudini, e non tutti scelgono l’approccio rassegnato dei thailandesi.

Ecco qui due commercial americani (l’ottavo paese al mondo per incidenza dell’obesità), che affrontano il problema alla radice: l’educazione dei bambini.

Esempio ed educazione sono certamente determinanti, ma questi commercial puntano il dito contro il genitore, invitandolo ad agire nei confronti dei pargoli a partire dai sensi colpa.

Domanda: sono efficaci i sensi di colpa in pubblicità?

Risposta: molto poco. Mi spiego meglio: ognuno di noi è letteralmente bombardato di messaggi pubblicitari, messaggi che ormai abbiamo imparato a riconoscere subito, così da poter alzare uno schermo per proteggerci: si chiama attenzione selettiva, e non è una cosa che usiamo solo per proteggerci dalla pubblicità. 

Non ci difendiamo solo dalla pubblicità e da tutti i messaggi che riteniamo poco interessanti per noi, ma lo facciamo sopratutto per allontanare tutto ciò che ci fa stare male, che ci crea disagio o sofferenza. Come i sensi di colpa. O la paura.

Dagli studi sulla persuasione, per esempio, è emerso che una paura moderata è un buono stimolo all’azione, ma se diventa troppo forte ottiene l’effetto opposto: ci paralizza o ci porta alla fuga.


Blue Cross and Blue Shield of Minnesota

 


Strong4life

 


Se volete qualche dato sul tema obesità quest’infografica è molto carina e piena di informazioni.



21.04.2016 # 4512

Daria La Ragione // 0 comments

CBBC pure immagination

Blog! di Daria La Ragione

Non ce lo ricordiamo quasi più, ma la televisione è il luogo della fantasia, come il cinema e a volte anche di più. È una scatola che contiene storie, disegni, luoghi lontani, animali mitologici.

Basta chiudere gli occhi e pensare a qualcosa di fantastico: la televisione può realizzarlo e probabilmente lo ha già fatto.

Questo commercial contiene molte citazioni, ma le due più evidenti (e quelle a me più care) sono l’invito a seguire il bianconiglio e il testo della canzone di Willie Wonka recitato dalla voce fuori campo: così l’inglese Rainey Kelly Campbell Roalfe / Y&R racconta il canale della BBc dedicato ai bambini: strizzando l’occhio ai genitori con citazioni dalla loro infanzia.

Perché funziona? Perché non importa se abbiamo avuto un’infanzia felice o infelice, c’è stato comunque un momento in cui ci è sembrato di poter realizzare qualunque cosa ed è quel momento che non lasciamo mai andare del tutto.

Bella, dolce e intensa.


Advertising Agency: Rainey Kelly Campbell Roalfe / Y&R, London, UK

Creatives: Anders Wendel, Elliot Tiney

Agency Producer: Fiona Wright

Director: Ben Scott

 

21.04.2016 # 4511

Daria La Ragione // 0 comments

Canal+ e i cattivi papà

Blog! di Daria La Ragione

Canal+ racconta i papà con quella punta di cinismo a cui non sapremmo più rinunciare.

Come lo riconosci il buon padre? È quello che c’è sempre, non ti abbandona, non si perde un saggio, una partita, un’esibizione. È quello che ti guarda e rende i tuoi momenti indimenticabili. Sempre con il telefono o il tablet puntati su di te, per non perdere nemmeno un attimo del suo interesse più grande: la partita di campionato.

Quello che rende questo commercial efficace è una figura retorica che conosciamo tutti, anche se non sappiamo come si chiama e spesso nemmeno che è un figura retorica: il climax. 

Funziona mettendo una serie di elementi in ordine crescente di intensità: in questo modo siamo sempre più coinvolti e più emozionati. Il climax classico non prevedeva che al culmine ci fosse un “brutta sorpresa”, la battuta, la mossa ironica, ma la pubblictà vuol più bene al cattivo della storia che al principe azzurro, e preferisce una risata amara alla commozione dei buoni sentimenti.

Molto carino anche il claim: Best championships, best teams, best games, worst fathers.

Ma non c’è da meravigliarsi: l’agenzia è BETC Paris, una delle migliori al momento.

Advertising Agency: BETC, Paris, France

Creative Directors: Eric Astorgue, Jean-Christophe Royer

 

07.04.2016 # 4502

Daria La Ragione // 0 comments

Ma che freddo fa

Blog! di Daria La Ragione

Semplice e pulita: una campagna dovrebbe essere così, perché più è semplice più facile è per il target decodificarla e apprezzarla.

Isover produce pannelli per l’isolamento acustico e termico. Ed ecco che una canzone famosa, un gruppo musicale e il più importante festival hippy festival diventano subito meno freddi, caldi o bollenti grazie al pannello Isover.

Ora, se c’è una cosa da cui si misura il pubblicitario di razza, quella è l’annuncio stampa: perché richiede una capacità di sintesi che si conquista con l’esperienza, ma che è anche un dono. 

Qui il principio per cui la semplicità è il primo requisito di una campagna è portato all’estremo: è quasi un copy ad, arricchito dall’unico elemento fotografico, che è il prodotto.

Una parola, divisa in due, per dire tutto quello di cui c’è bisogno. Non sarà esteticamente accattivante, ma funziona e va dritta al punto.


Advertising Agency: Babel, Paris, France

Creative Director: Paul Wauters

Art Director: Frédéric Munoz

Copywriter: Jérémy Souède



07.04.2016 # 4501

Daria La Ragione // 0 comments

Shell we move?

Blog! di Daria La Ragione

Nel panorama alquanto triste della comunicazione per le agenzie immobiliari, spicca subito la creatività.

Beati monoculi in terra caecorum, dice la mia mamma: nel paese dei ciechi beato l’orbo.

È così questa pubblicità giapponese, per quanto in una lingua a noi del tutto incomprensibile, fa una gran figura.

Qual è la metafora principe quando si parla di case? 

Si, va bene, il nido, ma poi? La seconda?

Sono le lumache!

Ché la casa se la portano in groppa. 

E così all’agenzia  Hakuhodo hanno pensato: perché non usiamo le lumache per fare pubblicità a Suumo? Ma non è che gli facciamo una foto per un manifesto, le usiamo proprio!

Hanno studiato il guscio insieme al dipartimento di oceanografia dell’università di Tokio, usato una stampante 3D (con materiali naturali) e poi hanno aspettato, tanto, con pazienza, che i paguri sulla spiaggia scegliessero le chiocciole Suumo come nuova casa.

È un video divertente e ben costruito, che funziona anche se non capisci il nipponico e che si chiude con semplicità: ti aiutiamo a trovare la casa più giusta per te.

Pulito, chiaro e diretto.

Advertising Agency: Hakuhodo, Japan

Executive Creative Director: Kentaro Kimura

  


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