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Blog // Pagina 6 di 25
18.05.2016 # 4540

Ilas Web Editor // 0 comments

Fiat Ducato: elogio della pigrizia

Blog! di Daria La Ragione

La nuova campagna di Leo Burnett Germany per Fiat Ducato è un elogio ai pigri, a quel tipo particolare di pigri cnon stanno in panciolle, ma lavorano cercando di ottimizzare tempo ed energie.






Io sono una donna pigra. Ma non di quelle che restano sul divano. No, io sono una pigra frenetica: siccome so che quando atterro sul divano è finita (per rialzarmi ci vorranno ore), cerco di fare quante più cose possibile prima di quel momento. E cerco di evitare tutte quelle inutili.

Così mi ritrovo spesso a cercare di ottimizzare gli sforzi: studio i processi ed elimino i passaggi superflui, quando va bene, quando invece esagero, sembro uno sherpa che scala la catena andina. Pur di non fare due viaggi sono disposta a sobbarcarmi chili e chili di spesa, pacchi e pacchi, scatole e scatole sfiorando e spesso oltrepassando il mio limite.

Dopo questa premessa capirete facilmente perché mi sia piaciuta questa campagna di Leo Burnett, Germany per Fiat Ducato.


Cos’ha di vincente questa campagna? Promette di far risparmiare la risorsa più importa di chi lavora: il tempo.

Tempo ed energie sono le risorse fondamentali di chi lavora in proprio, quelle più difficili da organizzare e gestire.

Il visual è divertente e intelligente ed è la dimostrazione che non c’è bisogno di fare i pagliacci in pubblicità: basta tenere a mente quale messaggio dobbiamo comunicare e trovare il modo migliore per farlo.

Più è chiara l’idea più diventa semplice comunicarla.

Advertising Agency: Leo Burnett, Germany

Creative Directors: Daniela Ewald, Joerg Hoffmann

Art Directors: Hugo Moura, Till Rothweiler

Copywriter: Andreas Daum

Photographer: Miro Minarovich

09.05.2016 # 4530

Daria La Ragione // 0 comments

Play Doh, la fantasia al potere.

Blog! di Daria La Ragione

Qualche anno fa volevo essere la zia più figa del mondo e decisi, per Natale, di regalare a un nipote una scatola di colori a dita. Mi sembrava fosse il regalo più divertente del mondo e quando andai a comprarli scoprìì con orrore che nella scatola c’erano sei baratoli, uno dei quali era nero.

«Ma come nero? E lo devo prendere per forza? È un colore triste.» e la signora mi rispose «guardi, i bambini certi problemi non se li fanno. Sanno benissimo come trasformare le cose».

Aveva ragione, la risposta mi colpì e mi insegnò che le cose diventano tristi quando cresci, perché quando hai 5 anni non esiste un colore brutto.




Quando ho visto questi annunci per Play doh, mi sono ricordata quella scena.

Giocare con la plastilina è un’altra di quelle cose fantastiche che con l’età smettiamo di fare. E che peccato!






Perché questa pubblicità c’entra perfettamente l’obiettivo: dire che ci sono giochi che stimolano la fantasia dei bambini. Niente recriminazioni su cellulari e tablet, sui videogiochi che non gli permettono di esplorare la manualità, sul fatto che vivono vite virtuali invece di uscire e vedere altri bambini.

No, qui il messaggio è chiaro: con Play Doh la fantasia è al potere. Voi ci vedete quattro barattoli? I bambini ci vedono il mondo.


Advertising Agency: DDB, Bogota, Colombia

CCO: Leo Macias

Creative Director: Marco Muñoz, Daniel Calle

Art Director: Mauricio Cortés, Maryluz Guzmán

Copywriter: Mauricio Cortés, Luis Morales Brome

Producer: Enrique Ramirez

09.05.2016 # 4529

Daria La Ragione // 0 comments

Montagne russe e pubblicità

Blog! di Daria La Ragione

La vita è come le montagna russe: salite e discese si alternano come i momenti buoni e quelli bui.

Fin qui siamo tutti concordi.

Poi però, quando Mundo aventura, parco giochi di Bogota, decide che questo è un argomento persuasivo da usare per la campagna che deve informare sui nuovi orari di apertura, le cose non sono più così ovvie e scontate.

Facciamo chiarezza.




Gli annunci sono divertenti e molto ben costruiti: semplici, con pochi elementi ma molto ben leggibili. e raccontano situazioni di vita quotidiana in cui le cose non sono andate per il verso giusto.

Dopo che abbiamo sorriso e pensato ogni bene di questo annuncio facciamoci una domanda: ci è venuta più voglia di andare a visitare questo parco giochi? Sapere che la vita è come le montagne russe lo rende un posto irresistibile per me?

Adesso conosciamo il nome di Mundo Aventura, ma che idea ce ne siamo fatti? 

Ecco un esempio (e quanti ce ne sono), di campagna molto carina e divertente che serve a poco, perché la pubblicità non è gioco, una barzellette né una battuta: è un servizio che si integra in una strategia di marketing, e se non serve a vendere, o fare awarness, allora non serve e basta.

Un po’ come accade per quelle campagne che ci hanno strappato il sorriso, che continuiamo a ricordarci, salvo non avere idea di quale prodotto stessero promuovendo.


La regina delle campagna “senza prodotto” è sempre lei: Buonaseeeera



Credits per Mundo Aventura

Advertising Agency: DDB, Bogota, Colombia

CCO: Leo Macias

Creative Director: Marco Muñoz, Daniel Calle

Art Director: Mauricio Cortés, Maryluz Guzmán, Camilo Londoño

Copywriter: Luisa Consuegra, Oscar Mejía, Luis Morales Brome, Juan Pablo Valencia

06.05.2016 # 4528

Daria La Ragione // 0 comments

La prevenzione dolce

Blog! di Daria La Ragione

Spoon è una catena di ristoranti costaricana con un servizio pasticceria. 

Una catena molto attenta alla comunicazione, che in questi giorni ha pubblicato sul suo canale Youtube un commercial molto molto carino opera di GarnierBBDO.


La caratteristica di questo commercial è che si vedono tante tortine, cupcake per la precisione, con una forma particolare: quelle di ben altre cup, cioè i seni (il gioco di parole in italiano non funziona). 

Queste tortine vengono usate per spiegare alle donne quali movimenti devono essere fatte per l’autopalpazione, elemento fondamentale nella prevenzione del tumore al seno. Il tone of voice è allegro e rassicurante, il topping al cioccolato indica quali movimenti vanno fatti con le mani e l’atmosfera rilassata aiuta a dare il messaggio in modo molto efficace: non c’è ansia, né paura, piuttosto l’idea che qualcosa di molto semplice si possa fare in pochi secondi per prendersi cura di sé.


Proprio bravi in Garnier BBDO e molto intelligenti quelli di Spoon, che investono per una comunicazione che non è ostinatamente aggrappata al prodotto ma che fa un’ottima azione di branding, trasferendo su Spoon queste stesse caratteristiche di simpatia, qualità (il video è ben girato) e attenzione verso le consumatrici.

 


Advertising Agency: GarnierBBDO, San José, Costa Rica

Chief Creative Director: Manuel Travisany

Creative Director: Alan Carmona

Copywriters: Alejandro Aguilar, Sergio Chinchilla

Art Director: Roberto Leitón

06.05.2016 # 4527

Daria La Ragione // 0 comments

L’obesità si combatte a colpi di piatto (e persuasione, forse).

Blog! di Daria La Ragione

Thai Health Promotion Foundation ha promosso un’iniziativa molto interessante per contribuire alla lotta all’obesità.


Hanno inventato un piatto capace di assorbire parte dei grassi contenuti nel cibo, (sono i grassi a fare i danni maggiore), partendo dal presupposto che modificare le abitudini dei cittadini obesi era troppo difficile. Così, una volta trovata l’idea, si sono affidati a BBDO, Bangkok, per creare questo commercial che spiega molto efficacemente a cosa serve questo piatto e perché funziona.

 


La persuasione è una cosa complicata, si sa, soprattutto quando si stratta di cambiare delle abitudini, e non tutti scelgono l’approccio rassegnato dei thailandesi.

Ecco qui due commercial americani (l’ottavo paese al mondo per incidenza dell’obesità), che affrontano il problema alla radice: l’educazione dei bambini.

Esempio ed educazione sono certamente determinanti, ma questi commercial puntano il dito contro il genitore, invitandolo ad agire nei confronti dei pargoli a partire dai sensi colpa.

Domanda: sono efficaci i sensi di colpa in pubblicità?

Risposta: molto poco. Mi spiego meglio: ognuno di noi è letteralmente bombardato di messaggi pubblicitari, messaggi che ormai abbiamo imparato a riconoscere subito, così da poter alzare uno schermo per proteggerci: si chiama attenzione selettiva, e non è una cosa che usiamo solo per proteggerci dalla pubblicità. 

Non ci difendiamo solo dalla pubblicità e da tutti i messaggi che riteniamo poco interessanti per noi, ma lo facciamo sopratutto per allontanare tutto ciò che ci fa stare male, che ci crea disagio o sofferenza. Come i sensi di colpa. O la paura.

Dagli studi sulla persuasione, per esempio, è emerso che una paura moderata è un buono stimolo all’azione, ma se diventa troppo forte ottiene l’effetto opposto: ci paralizza o ci porta alla fuga.


Blue Cross and Blue Shield of Minnesota

 


Strong4life

 


Se volete qualche dato sul tema obesità quest’infografica è molto carina e piena di informazioni.