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Libri e riviste // Pagina 18 di 103
13.01.2015 # 3997

Daria La Ragione // 0 comments

Segantini - Ritorno a Milano

a cura di Annie-Paul Quinsac e Diana Segantini

Giovanni Segantini (1858-1899), uno dei più grandi pittori europei di fine Ottocento, ebbe in Milano una vera e propria patria dello spirito, una città di riferimento per tutta la sua breve vita. Anche dopo il trasferimento in Svizzera, infatti, Milano restò il fulcro della sua parabola artistica e piazza favorita per l’esposizione delle sue opere.
Realizzata in collaborazione con Mazzotta e pubblicata in occasione della grande retrospettiva milanese, questa monografia ripercorre l’itinerario artistico e la vita del pittore dall’infanzia, trascorsa nella vivace Milano post-unitaria, al trasferimento tra le montagne dell’Engadina, uno degli ultimi incontaminati paradisi naturalistici.
Il suo avventuroso pellegrinaggio dai colli della Brianza alle Alpi svizzere narra la storia straordinaria della creatività culturale che si sviluppò nelle valli tra l’Italia e la Svizzera all’inizio del secolo scorso.
Introdotto dalla Cronologia, che illustra il percorso esistenziale e la vicenda artistica di Giovanni Segantini e dai saggi di Annie-Paule Quinsac (Milano, le Alpi, il mondo) e di Diana Segantini (Lettere da Casa Segantini), il volume riunisce i contributi di Pietro Bellasi, Luigi Zanzi, Dora Lardelli, Guido Magnaguagno, Beat Stutzer, Gianluca Poldi, Stefania Frezzotti e Letizia Montalbano.
Il catalogo delle opere presenta oltre 120 dipinti e disegni provenienti da importanti musei e collezioni europee e statunitensi ed è suddiviso in otto sezioni (Gli esordi; L’evoluzione del ritratto; Il vero ripensato: la natura morta; Natura e vita dei campi; Natura e simbolo; La maternità; Fonti letterarie e illustrazioni; Il trittico), ciascuna delle quali dedicata a un aspetto dell’arte di Segantini e rappresentata da alcuni dei maggiori capolavori del grande artista.

13.01.2015 # 3996

Daria La Ragione // 0 comments

Roy Lichtenstein - Opera prima

a cura di Danilo Eccher

Realizzata in stretta collaborazione con l’Estate e la Roy Lichtenstein Foundation e pubblicata in occasione della grande esposizione torinese, la monografia presenta una straordinaria selezione di oltre duecento opere su carta del maestro americano provenienti autorevoli musei come la National Gallery di Washington, il Museum of Modern Art e il Whitney Museum di New York, l’Art Institute di Chicago e da collezioni pubbliche e private europee e statunitensi.
Dedicato alle opere su carta che rappresentano la parte più privata e poetica della produzione di Roy Lichtenstein, il volume offre una prospettiva unica per conoscere e apprezzare il lavoro di questo artista attraverso l’Opera prima, ovvero le idee primigenie, fonte di ispirazione di opere che in un secondo tempo sono divenuti i grandi capolavori internazionalmente noti. Alle opere su carta vengono affiancati alcuni grandi dipinti e sculture, oltre a una ricca selezione di materiale fotografico che documenta l’artista al lavoro.
Il volume comprende i testi di Danilo Eccher (Opera prima), Dorothy Lichtenstein (Il disegno come origine), Bernice Rose (Il disegno come “proiezione”), Jack Cowart (I disegni in bianco e nero di Lichtenstein), Thomas Zacharias (Lichtenstein disegna) e Andrea C. Theil (I quaderni di schizzi di Roy Lichtenstein), la cronologia (a cura di Clare Bell) e l’elenco delle esposizioni in Italia.

13.01.2015 # 3995

Daria La Ragione // 0 comments

Jean-Michel Basquiat

a cura di Olivier Berggruen

Il volume comprende un insieme rappresentativo di opere incentrate soprattutto sulla visione frammentata che l’artista aveva del corpo umano. Dalla fine degli anni settanta quando si firmava con l’acronimo SAMO “SAMe Old Shit” (letteralmente la solita vecchia merda) fino alla precoce morte nel 1988, Basquiat dipinse soggetti che affermavano il carattere precario dell’esperienza urbana: corpi scheletrici, figure nere, immagini che affondano le radici nel paesaggio della sua giovinezza (auto, aerei, grattacieli, poliziotti, giochi infantili, cartoni animati e fumetti, graffiti, saturazione di simboli come © o la corona), a cui sarebbero seguite poco dopo composizioni più dense realizzate su tele collocate su rudimentali telai visibili. Il corpo, costantemente evocato, si trasforma in una idea, una traccia di una presenza spettrale che si trasmette attraverso l’energia fisica che caratterizza l’artista. L’immagine del “corpo” si presenta inizialmente come quella dell’artista stesso, sotto varie sembianze e in termini anatomici. Successivamente si può intendere come “corpo scenico”, o “corpo recitante”: il cosiddetto “graffitismo”. Si osserva anche nel suo interesse per le immagini di grandi musicisti e sportivi: non si tratta solo della loro “fama”, ma della capacità di trasmettere qualcosa di spontaneo, che al tempo stesso risulta sublime.
Come sostiene Olivier Berggruen, curatore del catalogo, l’artista rafforza la sua presenza attraverso l’evocazione di frammenti, un modo per “scacciare i fantasmi”, frase prediletta che compare in almeno tre dei sui quadri. La presenza schiacciante di creature somiglianti a zombie che sembrano tornate dal mondo dei morti, i resti di scritte, a volte cancellate e altre volte incise nella tela con forza inaudita, affermano la particolare situazione di Basquiat nel cercare di superare l’abisso che esiste tra la fugacità della vita e la riaffermazione della stessa attraverso il gesto del pittore.


13.01.2015 # 3994

Daria La Ragione // 0 comments

Schiele e il suo tempo

a cura di R. Leopold e F. Smola

Le opere di Schiele e dei principali protagonisti della cultura viennese del primo Novecento.

Realizzato in collaborazione con il Leopold Museum di Vienna (che possiede la maggiore raccolta al mondo di opere di Schiele) e pubblicato in occasione della mostra milanese, il volume presenta un’ampia selezione di dipinti e opere su carta dell’artista, accompagnati da capolavori di Klimt, Kokoschka, Gerstl, Moser e di altri protagonisti della cultura viennese del primo Novecento. È infatti impossibile e fuorviante sganciare la personalità artistica di Schiele dal contesto storico-culturale in cui egli visse. Per questo motivo Schiele e il suo tempo ricostruisce attorno al celebrato maestro, il clima culturale della capitale austriaca dei primi anni del XX secolo, partendo dalla fondazione della Secessione, attraversando le tendenze espressioniste della generazione successiva, fino al 1918, anno segnato dalla fine della prima guerra mondiale e dalla morte di Klimt e Schiele. Un breve ma intenso periodo, in cui a Vienna si assiste allo sviluppo di tendenze espressioniste da parte di giovani artisti “dissidenti” (primi tra tutti Schiele, Kokoschka, Gerstl) accomunati dal rifiuto della tradizione, dall’uso di un segno primitivo ed elementare, dall’impiego antinaturalistico del colore, dalla tendenza alla deformazione e alla riduzione delle forme a pure sagome, da un linguaggio pittorico convulso e corposo.

13.01.2015 # 3993

Daria La Ragione // 0 comments

Da Corot a Monet

a cura di S.F. Eisenman

Da Corot a Monet. La sinfonia della natura propone per la prima volta un’analisi approfondita e complessiva del rapporto tra Impressionismo e Natura e di come gli Impressionisti, con il loro linguaggio artistico innovativo, non solo abbiano reso testimonianza visiva dell’impatto della modernità sul paesaggio francese, in una coesistenza di passato e presente, ma abbiano abbracciato una nuova prospettiva olistica, che rivela il dinamismo e la contingenza di ogni sistema sociale e naturale.
Curato da Stephen F. Eisenman, Ordinario di Storia dell’Arte alla Northwestern University di Chicago, e pubblicato in occasione della nuova mostra del Vittoriano, il volume esamina la corrente pittorica impressionista secondo una prospettiva originale e innovativa, mettendo per la prima volta in relazione le straordinarie innovazioni, attraverso le quali gli Impressionisti rivoluzionarono la pittura tradizionale, con una comprensione più ampia della natura, della cultura e della modernizzazione del loro tempo.
Oltre 170 opere, tra dipinti, opere su carta e fotografie d’epoca, ripercorrono l’evoluzione della rappresentazione della natura nella pittura francese dell’Ottocento, partendo dalle prime innovazioni ai canoni classici apportate dai pittori della Scuola di Barbizon, esplorando a fondo la rivoluzione degli Impressionisti, per arrivare al trionfo cromatico delle Ninfee di Monet.
Attraverso una selezione di dipinti provenienti dai più importanti musei, gallerie e collezioni private di tutto il mondo, Da Corot a Monet. La sinfonia della natura guida il lettore in un percorso affascinante nella pittura di paesaggio dell’Ottocento francese, presentando, accanto ai capolavori di grandi maestri dell’impressionismo come Monet, Sisley e Pissarro, le opere meno conosciute dei pittori della Scuola di Barbizon e dei realisti francesi, accostate a fotografie d’epoca, che raffigurano gli stessi panorami immortalati nelle tele.

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