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Mostre ed eventi // Pagina 160 di 216
31.01.2010 # 1217
Roma | Disegno e Design | Brevetti e creatività italiani

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Roma | Disegno e Design | Brevetti e creatività italiani

Fino al 31/01/2010

Al centro della mostra ospitata nel Museo dell'Ara Pacis c'è la creatività al servizio della produzione industriale. L'accento si pone in maniera particolare sugli aspetti progettuali che precedono la realizzazione di un oggetto di design. Il tutto, rigorosamente Made in Italy. Infatti, protagonista della mostra è il design italiano e la nascita di un oggetto attraverso il cammino e l'evoluzione dell'idea di partenza. Nell'iter espositivo si può ammirare un secolo di design italiano e tutti gli aspetti legati all'innovazione che esso ha prodotto, attraverso le divisioni in settori merceologici come la moda, l'arredamento, i trasporti, l'agroalimentare. Possiamo ammirare, quindi, degli oggetti che ormai rappresentano il Design italiano in tutto il mondo, vere e proprie icone di Italian Style, come ad esempio la Vespa, la Moka Bialetti, la poltrona Vanity Fair, la bottiglietta Campari soda, la scarpa Ferragamo fino ai più recenti oggetti che sono già diventati emblema del design e della creatività progettuale italiana, come il lampadario Hope e lo sgabello Forchets. Questi prodotti sono affiancati da disegni, progetti, bozzetti, filmati, pubblicità e contributi audio presi dagli archivi di Rai Educational, Radio 24 e da Archivi storici e privati. Interessante e direi, imperdibile è l'esposizione di tutti i brevetti originali depositati presso l'Archivio centrale dello Stato e l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, aspetto molto utile per capire gli sviluppi dell'industria nostrana. Completano l'offerta espositiva una serie di workshop e incontri con designers e architetti famosi e importanti industriali italiani proprio per evidenziare e spiegare meglio il rapporto tra creatività, design e industria. La mostra è curata da Alessandra Maria Sette e organizzata dalla Fondazione Valore Italia, in collaborazione con il Ministero per le Attività Culturali ( Direzione generale degli Archivi), Ministero per lo Sviluppo Economico, il Comune di Roma e la Fondazione ADI - Compasso d'Oro.

24.01.2010 # 1238
Roma | Disegno e Design | Brevetti e creatività italiani

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Chicago | Konstantin Grcic | The Art Institute of Chicago

Fino al 24/01/2010

Si apre a Chicago la monografia “Decisive Design” del designer tedesco Konstantin Grcic, in una struttura, come quella dell’Art Institute di Chicago, recentemente ampliata dall’architetto Renzo Piano ( la parte dedicata al design contemporaneo ) e curata da Zoë Ryan. Rigoroso, con un’attenzione maniacale ai dettagli e al processo creativo e progettuale, gli oggetti da lui creati sono caratterizzati da una grande funzionalità e praticità, elemento importante per stabilire che il designer comprende sin dall’inizio a cosa debba servire l’oggetto creato, quale sarà la sua destinazione finale, ovvero le case, gli uffici, luoghi abitati in cui questi oggetti verranno usati. Grcic è reduce dall’esposizione della sua sedia Myto, presentata da Plank al salone del Mobile di Milano, egli progetta usando materiali ispirati all’elasticità della resina plastica, che venne usata nel 1959 da Verner Panton per progettare la sedia Panton Chair, che non aveva l’appoggio delle gambe posteriori. Un materiale da lui sperimentato è un composto di tecnopolimeri prodotti dall’azienda chimica Basf, con cui ha realizzato, partendo da un modello di cartapesta, appunto la su citata sedia Myto, che ha la caratteristica fondamentale di essere completamente riciclabile, spaziosa e dalla linea sinuosa e molto comoda. Un’altra caratteristica dei suoi lavori è la drastica riduzione dei pieni per dare spazio alla leggerezza degli oggetti, l’essenza formale di ognuno di essi. In primis, il designer Grcic, davanti ad una sua “opera”, cerca di trovare una soluzione. Ispirato alla tradizione, ma proteso verso la modernità, egli disegna a schizzo o al computer. Egli ha disegnato oggetti per molte aziende italiane come Cappellini, Flos, Magis, Moroso, Plank, Serafino Zani e per Flos, con la bella lampada ispirata a quella dei meccanici, Mayday, ha vinto il Compasso d’Oro nel 2001. Ma il suo nome è anche associato ai marchi esteri Authentics, Classicon, Hermès, Iittala, Krups, Muji, Vitra, oggi all’avanguardia per le proposte e il design innovativo. In esposizione, qui al The Art Institute of Chicago ci sono ben 100 oggetti disegnati dal grande designer tedesco, che a breve sarà a Londra, presso la Serpentine Gallery come curatore della mostra Design Real.

23.01.2010 # 1251
Roma | Disegno e Design | Brevetti e creatività italiani

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Milano | L'artista e la materia | Galleria Tega

Fino al 23/01/2010

Il tema di questa interessante mostra, la prima di una serie dedicata a questo argomento, è la materia e il suo utilizzo. Una materia in forma di oggetti come fiammiferi, ad esempio, utilizzati per quello che sono, come accade per Kurt Schwitters, oppure la trasformazione organica ed emozionale come nei cretti di Burri. I nomi degli artisti che intorno a cui verte la mostra attraverso l'indagine artistica sul concetto di materia sono di enorme valore e pregio. Ci sono Arman, Alberto Burri, Enrico Baj, Nicola Bolla, Agostino Bonalumi, Pier Paolo Calzolari, Enrico Castellani, Christo, Ettore Colla, Alik Cavaliere, Jim Dine, Nicola De Maria, Nicolas De Stael, Luciano Fabro, Jean Fautrier, Lucio Fontana, Piero Gilardi, Riccardo Gusmaroli, Damien Hirst, Kcho, Yves Klein, Jiri Kolar, Keifer, jannis Kounellis, Richard Long, Piero Manzoni, Mario Merz, Aldo Mondino, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Louise Nevelson, Claes Oldenburg, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Achille Perilli, Giuseppe Penone, Serge Poliakoff, Marc Quin, Mimmo Rotella, Jean Paul Riopelle, Salvatore Scarpitta, Paolo Scheggi, Kurt Schwitters, Julian Schnabel, Antoni Tàpies, Giulio Turcato, Giuseppe Unicini, Sophia Vari, Gilberto Zorio, Chen Zhen. La mostra verte sul confronto di questi artisti sul concetto di materia, per linguaggi formali, concezioni artistiche e visive. La materia: non solo i fiammiferi di Kurt Schwitters che non mutano la loro funzione originaria, ma anche gli intonaci palpabili di Tapis, i cementi di Uncini e le palline di polistirolo di Manzoni fino alla rottura esibita da Lucio Fontana con pietre colorate/ornamento palliativo e alla quantità di sostanza pittorica graffiata nelle opere di Jean Fautrier. La Galleria Tega sarà anche presente ad Art Besel. La mostra è curata da Luciano Aprile.

18.01.2010 # 1250
Roma | Disegno e Design | Brevetti e creatività italiani

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Napoli | Giulio Paolini : L'Ora X. Né prima né dopo | Museo Archeologico nazionale

Fino al 18/01/2010

Le sue opere sono al MoMa, al Guggenheim di New York, alla Tate di Londra, al Pompidou di Parigi. Paolini è oggi il più stimato maestro dell'arte concettuale e adesso le sue opere si possono ammirare al Museo Archeologico di Napoli, nella sala della Meridiana. Di Napoli, dice che è una città straordinariamente aperta all'arte contemporanea, proprio perché poco vivibile e quindi più concentrata sul bisogno estetico, la necessità di bellezza che aiuta a vivere e offre un confronto. Il conforto dell'altre. La paragona alla Torino degli anni 60 in pieno boom industriale, quando non c'era neanche un luogo di ritrovo, un caffè o un circolo per gli artisti. Ma era piena di fermento. La mostra in questione verte soprattutto sui concetti complessi a cui l'artista non sa se tendere di più verso l'arte, in senso stretto, o il discorso sull'arte, sul passato o sul presente piuttosto che sull'avanguardia o sulla classicità. Fondatore dell'arte povera assieme a Pistoletto, Merz, Anselmo, Pascali, Penone, nel 1967 i suoi lavori furono riuniti in una mostra dal critico Germano Celant in una galleria di Genova assieme a Boetti, Fabro, Kounellis, Pascali. Esordisce nel '60 con Disegno geometrico, dove si limitava a squadrare con una matita una tela bianca. Poi continua sempre ad approfondire il discorso artistico, lontano dai clamori in cui l'arte contemporanea ormai vive. Lontano dagli Happening, dove si è consumata un' arte usa e getta, lontano dagli ambienti radical chic di alcuni grandi nomi, come le grandi vedettes dell'architettura e dell'arte. Oggi l'artista non è più "maledetto", sostiene, ma fin troppo "benedetto". Il pubblico è chiassoso, la cerchia è fin troppo allargata, ma siamo sicuri che comunque l'arte sia capita e apprezzata o ha solo valore di evento, valore di mercato? Oggi gli artisti sono delle superstar, più delle opere, mentre Giulio Paolini sostiene esattamente il contrario. In effetti, quando si legge un libro, si guarda un film o si è davanti ad un'opera d'arte visiva, l'autore deve essere dimenticato, e questo deve essere in grado di farlo l'opera stessa, per il suo valore intrinseco. Anzi, questo è proprio il valore primario dell'opera d'arte.

17.01.2010 # 1293
Roma | Disegno e Design | Brevetti e creatività italiani

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Pisa | CHAGALL E IL MEDITERRANEO

Fino al 17/01/2010

Presso il Blu Palazzo d'Arte e Cultura, in mostra oltre 150 opere, dipinti, sculture, ceramiche, litografie create dal grande artista russo Marc Chagall (Vitebsk, 1887 - Saint-Paul-de-Vence, 1985) che dal 1926 in poi incontrò la cultura e le tradizioni del mediterraneo e li raccontò nelle sue opere attraverso la luce, i paesaggi, le suggestioni del colore. Questa mostra è la prima di un ciclo triennale dedicato ai grandi maestri dell’arte del ‘900. Il tema resta sempre quello dell’incontro tra gli artisti e la luce mediterranea, la cultura e le tradizioni, che, nel caso di Chagall, rivoluzionarono profondamente il suo modo di fare arte: i colori e le luci della Palestina, i paesaggi della Costa Azzurra, in cui egli si trasferì per viverci nel 1950, i colori vivaci della Grecia, il tutto unito comunque alla tradizione russa e bielorussa in cui ogni pennellata e tratto artistico è caratterizzato da una joie de vivre definita dallo stesso Chagall mercurio fiammeggiante, ovvero qualcosa che permeava l’arte in ogni suo stadio e la rendeva viva e vibrante, secondo la poetica del grande artista russo. La mostra di Pisa, quindi, coglie esattamente il passaggio e la transizione tra il periodo precedente al 26, in cui egli resta profondamente ancorato alla tradizione e questo nuovo periodo influenzato e caratterizzato dall’ambiente mediterraneo, con i suoi colori e la sue luce, attraverso i paesaggi e i racconti mitologici e fiabeschi. La mostra è curata dalla nipote di Chagall, Meret Meyer e da Claudia Beltramo Ceppi.

17.01.2010 # 1291
Roma | Disegno e Design | Brevetti e creatività italiani

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Mosca | Konstantin Zvezdochetov

Fino al 17/01/2010

Presso il Moscow Museum of Modern Art, per la celebrazione del suo decimo anniversario si aprono importanti mostre monografiche che mettono in evidenza le tendenze più recenti nell'arte russa, tra cui "Don't Stand" di Konstantin Zvezdochetov, uno dei più grandi artisti attuali russi. Negli anni ottanta leader dell'arte new wave, in cui si mescolavano arte concettuale, rock'nroll e cultura di strada, fu membro del gruppo artistico Amanita ma è rimasto coerente con la sua arte "poco nobile" anche negli anni più difficili per l'arte contemporanea. Per la prima volta Mosca gli dedica una retrospettiva così ampia che occupa ben quattro piani del museo con le sue opere e istallazioni, oltre alla presentazione di due nuove opere. In questo contesto esporranno altri artisti russi celebri come Aidan Salakhova, Victor Pivovarov, Boris Orlov, Oleg Kulik, Irina Korina, Vladislav Efimov, Aristarco Chernyshev e Alexei Shulgin. Se siamo rimasti a Chagall, questa è l'occasione giusta per capire in che direzione sta andando l'arte russa, anche perché spesso, proprio l'arte, ci svela le pulsazioni più intime e vibranti della società in cui è prodotta.