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Libri e riviste // Pagina 70 di 103
03.02.2010 # 1352
Printmaking: traditional and contemporary techniques | di Ann d'Arcy Hughes e HebeVernon-Morris

Ilas Web Editor // 0 comments

Printmaking: traditional and contemporary techniques | di Ann d'Arcy Hughes e HebeVernon-Morris

Edizione: Logos Books

Un libro ricchissimo dei progetti più creativi e d’avanguardia in ambito internazionale, una fonte irrinunciabile per tutti gli stampatori, graphic designer, artisti e studenti. Printmaking: traditional and contemporary techniques è una sorta di enciclopedia visiva che spazia dalle tecniche più tradizionali a quelle contemporanee, attraverso le immagini e le interviste ai protagonisti con la spiegazione dei vari impieghi. I capitoli sono dedicati alle varie tecniche di stampa illustrate passo dopo passo con la spiegazione delle diverse metodologie applicate e con una sezione finale dedicata ai fornitori, agli studi, alle stamperie, agli inchiostri e alla carta. Veramente imperdibile per chi voglia avere una visone ampia e articolata del mondo della stampa.

17.02.2010 # 1403
Printmaking: traditional and contemporary techniques | di Ann d'Arcy Hughes e HebeVernon-Morris

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Till Neuburg | Astri e disastri | Manuale di sopravvivenza all'astrologia e altre superstizioni

Fazi Editore

Espressamente contro gli oroscopi, Till Neuburg, creativo pubblicitario, ci propone un ironico pamphlet più che un saggio, pieno zeppo di quelle che sono ormai delle vere e proprie “fissazioni” contemporanee, legate alla credulità della gente che, per paura del quotidiano è disposta a credere agli oroscopi e a molto peggio, grazie ad un meccanismo che lui definisce infarcito dei soliti ingredienti, ovvero, il bastone, la carota e le frasi fatte. Puntualmente, dopo capodanno imperversano oroscopi di tutti i tipi fatti dagli imbonitori strizzacervelli che per vendere merendine, partiti politici, segni zodiacali e qualsiasi altra cosa usano con generosità gli ingredienti qui descritti. Il libro fa ridere e pensare allo stesso tempo, qualità ormai decisamente rare. Neuburg conosce tutti i trucchi della comunicazione e seduzione verbale, banale e strumentale e nella prefazione leggiamo: «Questo libro non è un saggio. Per dirla in modo un po’ scanzonato, la saggezza non è il mio forte. Se proprio volessimo raccogliere queste pagine in un dossier, potremmo scriverci, sopra: “Condensato d’incredulità, di satira e d’indignazione”. È un pamphlet che tratta di luci, ombre e penombre, ma anche di una nuova selva oscura. Di un’oscurità terrena che non rispecchia affatto lo splendore che osserviamo quando alziamo lo sguardo verso il cielo. Chi si avvicina a malapena ai primi rudimenti del sapere sulle stelle rimane rapito dalla bellezza e dallo splendore fisico, concettuale e dimensionale di ciò che va sotto il non comune denominatore dell’Astronomia. Credo che chiunque approfondisca quel sapere e quelle prospettive, precipiti inevitabilmente verso un rapporto con gli umani decisamente diverso da chi spettegola sulle panchine nei condomini o sulle poltrone del governo.». Neuburg è copywriter, graphic designer, critico cinematografico, progettista di font, direttore creativo di agenzie internazionali, produttore e regista di spot, docente di Crossover culturali e di audiovisivi all'Accademia di Comunicazione di Milano e consigliere dell'Art directors club italiano.

09.02.2010 # 1370
Printmaking: traditional and contemporary techniques | di Ann d'Arcy Hughes e HebeVernon-Morris

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Advermarketing: nuove forme della comunicazione d'impresa

di Daniele Pittèri e Anna Pellegrino | Carocci Editore

 


Mercoledì 10 febbraio 2010, ore 18.00 presso Feltrinelli Libri e Musica - Piazza dei Martiri a Napoli, in occasione della pubblicazione del libro di Daniele Pittèri e Anna Pellegrino Advermarketing: nuove forme della comunicazione d'impresa, si terrà la conferenza : Le cose cambiano. Impresa, consumi e comunicazione. Con discussione di Massimo Lo Cicero, Mario Mattioli e Daniele Pittèri, e Alfonso Ruffo, direttore de Il denaro come moderatore. Il libro parla di come sono cambiati i rapporti tra impresa e mercato nelle società globali e di come si è evoluto il ruolo del consumatore nel rapporto con le merci, di come si sono trasformati marketing e comunicazione nei confronti di questi cambiamenti, attraverso la descrizione delle strategie di mercato e degli advermarketing, una via di mezzo tra l’advertising e il marketing basato su nuovi processi comunicativi.

04.02.2010 # 1356
Printmaking: traditional and contemporary techniques | di Ann d'Arcy Hughes e HebeVernon-Morris

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Eureka | 101 strane storie al limite della scienza | di Mark Pilkington

Edizione: Nuovi Mondi

La storia la scrivono i vincitori e questo è vero anche nel mondo della scienza. Questo libro raccoglie tutti i racconti sulla scienza che avrebbe potuto essere e che potrebbe ancora essere, attraverso la narrazione degli esperimenti non riusciti, di geni ed inventori che sono stati tenuti al margine del mondo scientifico perché ritenuti delle minacce rispetto allo status quo, con un potere in qualche modo sovversivo e inaccettabile. Tutti i personaggi presenti in questo libro formato CD di Mark Pilkington, con le loro storie sulla scienza, dimenticate, sono comunque personaggi storici e che rispondono a tutta una serie di curiosità legittime su fallimenti intriganti, su invenzioni sconosciute e occultate negli ultimi secoli.

28.01.2010 # 1340
Printmaking: traditional and contemporary techniques | di Ann d'Arcy Hughes e HebeVernon-Morris

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Censura 2009. Le 25 notizie più censurate | Di Peter Phillips e Poject Censored

Editore : Nuovi Mondi

La globalizzazione, anche nel campo della comunicazione e in senso stretto, del giornalismo, oggi deve fare i conti con un’enorme censura. L’erogazione di informazioni, chiamata giornalismo, viene distillata e selezionata accuratamente e determinate notizie, per volontà politiche precise, si fermano e non riescono a produrre il feedback necessario  allo stimolo di una reazione. In questo annuario, come ogni anno, vengono raccolti gli esempi più eclatanti di censura, elencando notizie che avrebbero dovuto essere annoverate nelle prime pagine dei giornali ma che invece sono state completamente ignorate. Tengono “banco”, al contrario, notizie di nessuna importanza, dal punto di vista dell’informazione, che servono semplicemente per “distrarre” e sottrarre tempo alle vere notizie, come ad esempio l’eterna saga di Briteney Spears piuttosto che le vicende coniugali di Brad Pitt e Angelina Jolie. Ecco, invece alcune delle notizie censurate: “ ancora oggi nel mondo esistono 27 milioni di schiavi. Globalizzazione, povertà, violenza e avidità facilitano la crescita di nuove forme di schiavitù, non solo nel Terzo Mondo ma anche nei paesi sviluppati. Dietro la facciata di una qualsiasi capitale o città del mondo, esiste un fiorente commercio di esseri umani; un commercio che tiene testa a quello di droga o di armi. Finora le Nazioni Unite, i cui principi fondanti richiamano alla lotta alla schiavitù in ogni sua forma, hanno fatto ben poco per combattere tali forme di schiavitù moderna.” E ancora  “gli Stati Uniti e Israele stanno impedendo alla Palestina di sfruttare un giacimento di gas che si trova a due miglia dalla costa e il cui valore è stimato attorno ai 2 miliardi di sterline. Il Palestinian InvestmenteFund stava negoziando per la vendita del gas all’Egitto ma ha dovuto riconsiderare Israele come acquirente dopo aver ricevuto delle pressioni dall’allora primo ministro inglese Toby Blair. Tuttavia dopo la vittoria elettorale di Hamas, tale processo ha subito un notevole rallentamento. Nel gennaio 2008 la British Gas ha annunciato che stavo lavorando per la ripresa dei negoziati con Israele ma che stava ancora considerando l’Egitto come un possibile compratore. A partire da quell’annuncio, Israele ha radicalmente aumentato le sue sanzioni, tagliato interamente i rifornimenti di petrolio e aumentato la sua campagna militare nella regione palestinese.”

Project Censored è un importante gruppo statunitense di ricerca sui media che si propone di dare impulso al il ruolo “del giornalismo indipendente in una società democratica”. Nasce nel 1976 da un'idea di Carl Jensen, docente di Scienze della Comunicazione presso la Sonoma State University, California, e dal 1996 è guidato da Peter Phillips, docente di Sociologia e da molto tempo attivo in organizzazioni no profit.

 

21.01.2010 # 1328
Printmaking: traditional and contemporary techniques | di Ann d'Arcy Hughes e HebeVernon-Morris

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Go Green | Il nuovo trend della comunicazione | di Diego Masi

Editore Fausto Lupetti

La Green communication s’inserisce in quella che oggi viene comunemente definita Green Economy. Ma cos’è? Risulta riduttivo spiegare la Green Economy semplicemente come la somma di tutti quei lavori che si possono collegare alla svolta “verde” dell’economia, perché la Green economy è soprattutto un nuovo modo di ragionare e di pensare alle cose, una rivoluzione nel modo di vivere finalizzato ad un auspicabile cambiamento  di rotta nei confronti di un pianeta che si sta auto-distruggendo. Un libro interessante dove viene tratteggiato il nuovo tipo di consumatore perfettamente inserito in questo clima di profondo cambiamento, in cui il fattore umano sta mettendo a rischio con procedimenti invasivi legati all’industria, allo sfruttamento delle risorse naturali, tutto l’ecosistema terreste. La Green Economy, quindi, cerca di salvare la specie per la prima volta ponendo la questione in maniera funzionale rispetto alla collettività e facendone, appunto, un discorso globale e non più limitato a settori specifici. Attraverso i Social Media e i Social Networks, attraverso i blog, i cittadini hanno in mano un potenziale enorme e soprattutto la capacità di cerare un Tam Tam che rimbalzi da una parte all’altra del pianeta per informare e sensibilizzare sui disastri provocati dalla pessima gestione che l’uomo sta facendo delle risorse terrestri. In questo contesto, in cui il consumatore non è più passivo ma diventa sempre più partecipativo e critico nei confronti del prodotto, sono premiate soprattutto trasparenza e chiarezza e la campagna di Obama è una pertinente testimonianza di questo. Le aziende sono costrette a cambiare strategia e la parola d’ordine dovrà essere Brand Reputation, ovvero la reputazione del brand, del marchio, costruita attraverso lungimiranza e creatività e non con budget stellari. L’autore, Diego Masi parte dalla ricerca “Gli italiani, la Green Economy & Communication” effettuata da GfK-Eurisko per UPA e AssoComunicazione, associazione di cui Masi è presidente.