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Mostre ed eventi // Pagina 156 di 216
07.03.2010 # 1428
New York | Art is back | Armory Show

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New York | Art is back | Armory Show

Fino al 07/03/2010

L'arte è tornata, Art is back, come recita lo slogan dell'Armory Show, appuntamento atteso da trecento espositori e gallerie convogliate sul territorio e sul mercato americano, a New York. Il più importante appuntamento del mercato d'arte americano è figlio del successo di Art Basel Miami Beach, la fiera di Miami dedicata all'arte e a centinaia di espositori mondiali. I risultati sono stati ottimi e l'entusiasmo per la manifestazione si può toccare con mano. In questa sede ci saranno anche gallerie nuove grazie agli affitti crollati. L'entusiasmo è tale che per un opera di Giacometti, un bronzo battuto da Sothesby's, sono stati spesi 74 milioni di euro. In concomitanza con l'Armory, nella stessa settimana, ci sarà la Biennale del Whitney diretta da Francesco Bonomi, la mostra dedicata a alla collezione Joannou presentata da Jeff Koons e tre fiere satellite. Gli artisti sono un misto di giovanissimi e di artisti più affermati. Il trend di vendita delle opere, citando il New York Times, sembra preferire opere molto fredde, poco emotive. E il mercato, si sa, in questo senso, detta legge.

21.03.2010 # 1309
New York | Art is back | Armory Show

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Palermo | La camera dello sguardo-Fotografi italiani

Fino al 21/03/2010

Palazzo S.Elia di Palermo ospita una mostra imperdibile: 50 anni di grande fotografia italiana vissuti attraverso gli occhi di 29 maestri, da Claudio Abate, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Antonio Biasucci, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Mario Cresci, Luciano D'Alessandro, Franco Fontana, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Raffaella Mariniello, Paolo Mussat Sartor, Ferdinando Scianna, Paul Thorel, Aniello Barone, Luca Campigotto, Federico Garolla, Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Ugo Mulas, Lia Pasqualino, Beatrice Pediconi, Dino Pedriali, Paolo Pellegrin, Marialba Russo, Paola Salerno a Oliviero Toscani. Promossa dalla Provincia e organizzata da Civita Sicilia, Camera dello sguardo per osservare e catturare la realtà e ritrarre un mondo dalla giusta distanza. Un grande evento culturale, un viaggio per immagini dall'Italia e dal mondo degli anni'50 fino ad oggi, caratterizzato dall'eterogeneità espressiva dei vari artisti che hanno saputo cogliere, ognuno di loro, aspetti importanti del vissuto quotidiano ma anche scorci significativi di grandi città. Foto storiche e artistiche insieme, grande testimonianza di una cultura eccezionale, quella italiana, ricca di innumerevoli suggestioni che vanno da uno sguardo distaccato, assente, quasi nichilista, ma che riesce a cogliere l'intimo profondo delle persone, come in Gianni Berengo Gardin fino a Basilico, Scianna e alle provocazioni di Oliviero Toscani, passando attraverso l'humus antropologico del divenire con il distacco, la "civile ipocrisia" del fotografo, per citare il curatore Achille Bonito Oliva.

14.03.2010 # 1346
New York | Art is back | Armory Show

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Catania | Burri e Fontana, materia e spazio.

Fino al 14/03/2010

 Il primato della materia di Albero Burri e la concezione spaziale di Lucio Fontana, insieme, in una mostra che è dialogo e apertura alla comunicazione e al linguaggio artistico incorniciata dagli splendidi saloni, capolavoro del barocco catanese, di Palazzo Valle, presso la Fondazione Pugliesi Casentino per l’arte di Catania. L’intento della mostra è quello di sottolineare, oltre l’importanza che i due artisti hanno avuto nell’arte contemporanea, anche quella di individuare i nuclei più indicativi della loro opera creativa. Attraverso circa 100 opere scelte da Bruno Corà, curatore della mostra, vediamo dispiegarsi la concezione materia di Burri nelle elaborazioni dei “Catrami”, dei “Sacchi”, delle “Plastiche”, delle “Combustioni”, dei “Ferri”, dei “Cellotex”, dei “Cretti”, fino all’incredibile “Cretto di Gibellina”, un verosimile/inverosimile monumento, labirinto desolato, desolante, vivo e simbolico sorto in un luogo disastrato, ma “adottato” dall’arte e ri-formato da essa, reso significante e vitale, reso, appunto materia. Accanto a questo vediamo i celebri “Concetti spaziali”, di Fontana, a partire dalle sculture del ‘47 o fino ai “Buchi” e i “Tagli _ Attese” degli anni tra il ’49 e del ’58, oppure gli “Ambienti”, le “Nature”, i “Quanta” e i “Teatrini”, arrivando alle eccezionali creazioni in metallo o al neon del suo percorso artistico finale. Una sezione dell’iter espositivo è dedicata alle grafiche dei due artisti in cui si potranno approfondire e analizzare i disegni preliminari alle opere.

14.03.2010 # 1285
New York | Art is back | Armory Show

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Catanzaro | Antoni Tàpies. Materia e tempo

Fino al 14/03/2010

Al Marca di Catanzaro, in mostra dipinti, sculture, disegni, composizioni calligrafiche, libri illustrati e per la prima volta in Italia i famosi”muri” di Antoni Tàpies, il più importante artista spagnolo del dopoguerra. Tra i principiali maestri dell’informale, la sua arte trova piena espressione nella poetica dei “muri”, ovvero strutture di una certa grandezza, dotate di incisioni o dipinte che significano diverse cose: dalla separazione alla clausura e all’isolamento, fino al senso di equilibrio o all’annientamento delle passioni. Le sue opere hanno influenzato Joseph Beuys e Jannis Kounellis. Classe 1923, la giovinezza di Tàpies è contraddistinta dalla dittatura di Franco e dalla guerra civile spagnola, un dramma che ancora si sente nella sua opera, che ne è la linfa vitale. I suoi inizi si ispiravano al surrealismo, poi fu influenzato da Klee, Ernst, Mirò, che con la sua ricerca sui mondi invisibili ebbe un grande ascendente sul suo lavoro. Nel 1940 Tàpies partecipò alla fondazione del gruppo Dau al Set ( La settima faccia del dado), un’alternativa alla dittatura franchista, che si ispirava al dadaismo e al surrealismo. Nel 1950, a Parigi, conobbe Picasso, ma dopo un anno ritorna in Spagna, in piena dittatura e viene continuamente sorvegliato. Nonostante questo riesce a produrre i suoi lavori più importanti ed espone a New York, Londra, Vienna, Colonia e Buffalo, dove ottiene la consacrazione internazionale.Vivendo concretamente, continuando a lavorare senza avere gli atteggiamenti da star system che hanno oggi gli artisti famosi, Tàpies continua la sua ricerca artistica intorno alla materia, in cui l’arte serve sostanzialmente a migliorare la società per poterla guardare da un altro punto di vista. Nei suoi lavori si mescolano arte e filosofia, magia e pensiero concreto che si interroga sulle questioni fondamentali dell’umanità, come la morte.

14.03.2010 # 1276
New York | Art is back | Armory Show

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Milano | Maurice Henry. Une poétique de l'humour

Fino al 14/03/2010

Il disegno umoristico caratterizzò gran parte della sua vita. La galleria Gruppo Credito Valtellinese gli dedica una mostra, la più importante e ampia fin'ora in Italia, dove è possibile ammirare oltre trecento opere tra cui disegni surrealisti e umoristici, oggetti-sculture e dipinti su tela. Maurice Henry, nato nel 1907 e morto nel 1984, surrealista per vocazione, appartenne al gruppo Le Grand Jeu nel 1927 assieme ad Harfaux, Daumal, Vailland, Gilbert-Lecomte che si ispiravano a Breton. Le sue prime opere sono caratterizzate da un umorismo enigmatico, che ha il carattere liberatorio e un po' catartico nei confronti di un mondo in cui c'è ben poco da ridere. Così, il motto di spirito, può aiutare e in questo caso l'humour poétique ci regala un sorriso in un contesto, allora come oggi, poco divertente. Dal 1964 frequenta Milano con assiduità e la città resta colpita dallo spirito di questo grande artista, dalla sua poetica pittorica, dalla mondanità. Breton disse di lui : "L'immagine surrealista, in tutta la sua freschezza originaria, continua a manifestarsi in Maurice Henry. Ogni volta che, in un mattino ancora insonnolito, mi porta la primizia d'uno dei suoi disegni fatti per il giornale sono contento e penso che con i bei modi, i suoi, abbiamo capito il mondo". Fu pittore, scenografo e regista e lascia oltre a numerose opere pittoriche anche moltissimi disegni e illustrazioni comparsi sulle riviste francesi dagli anni trenta ai sessanta, che rivelano la complessità della sua opera. La mostra, esaustiva nella rappresentazione di questa complessità, celebra anche il periodo post-humour, dal 1968, ovvero quando Henry lasciò la Francia e si stabilì a Milano dedicandosi alla pittura. Di grande livello i curatori della mostra: Arturo Schwarz, Alain Jouffroy, Daniel Abadie, George Fall, Nelly Feuerhahn, François Dufrêne e Dominique Stella, con opere provenienti dal Centre Pompidou di Parigi, dal Musée Tomi Ungerer di Strasburgo e da collezioni straniere e italiane, da Guido Peruz e l'Archivio Maurice Henry.

13.03.2010 # 1435
New York | Art is back | Armory Show

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Milano | BeB Italia Portraits

Fino al 13/03/2010

Cinque fotografi internazionali interpretano altrettanti oggetti culto di design, realizzati dalle superstar mondiali del design, come Zaha Hadid, Patricia Urquiola, Antonio Citterio e Naoto Fukasawa. Gli scatti d'autore saranno documentati dai video dei backstage. Dall'11 al 13 marzo è allestita a Milano la mostra B&B Italia Portraits curata da Case da Abitare. Filo conduttore della mostra, le suggestioni legate all’arte e all’architettura, ospitate nello store milanese B&B Italia. Tra i fotografi, Adrian Gaut, a cui è stato affidato il discorso tra le poltrone da outdoor Crinoline di Patricia Urquiola e lo skyline newyorkese visto dalla High Line, la vecchia ferrovia riqualificata dagli architetti Diller Scofidio+Renfro. Suoi lavori su Wallpaper, Men's Vogue, Pin-up, Fortune, Mark, Muse, Tokion, London Sunday, Times Magazine, Spin, Monocle e Wired. Tra i suoi clienti, 3.1 Phillip Lim, Yohji Yamamoto, Jack Spade, Boeing, Mazda, Nike e Starbucks. A seguire Lucilla Barbieri e Fabrizio Coppi, milanesi ma londinesi d’adozione, hanno lavorato per American Airlines, Audi, Bulgari, Fendi, Gucci, Mercedes, Issey Miyake. I loro lavori sono stati pubblicati su L'Uomo Vogue, GQ, Vogue Italia e Giappone, New York Times, T Magazine, Wallpaper, W gioiello e The World of Interiors. Dean Kaufman, con all’attivo lavori per ilThe New York Times Magazine, W Magazine, Vogue, Wallpaper e lavori per American Express, Apple, Bottega Veneta, Chanel, IBM e Timberland. Grégoire Alexandre, le cui opere sono descritte da Christian Lacroix d come "poesia contemporanea", i suoi scatti sono apparsi su Libération, Wallpaper
, Beaux-Arts Magazine, le Monde d'Hermès, GQ Style e Blast. Tra i suoi clienti Sony, Orange, Louis Vuitton, Citroën, Absolut e EBay. Infine, Tom Mannion che ha lavorato per Vogue UK e America, Elle Decoration, The World of Interiors, In Style, Habitat, Armani Casa, che qui presenta gli scatti della poltrona Grande Papilio di Naoto Fukasawa, fotografata all'interno di una residenza barocca inglese, in una dimensione incantata e senza tempo, tra storia e modernità.