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Mostre ed eventi // Pagina 153 di 216
02.05.2010 # 1493
Roma | Il Nostro Mondo - National Geographic

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Roma | Il Nostro Mondo - National Geographic

Fino al 02/05/2010

Si apre al Palazzo delle Esposizioni una splendida mostra fotografica sul tema della condizione umana sul pianeta, rivisitata attraverso gli scatti di 90 fotografi che collaborano con il National Geographic. Dopo "Acqua, Aria, Fuoco, Terra" e "Madre Terra", in cui l’obiettivo era soprattutto il pianeta con i suoi problemi, i cambiamenti climatici, la ricchezza e la miseria di alcuni popoli, la difficoltà di sopravvivenza di alcune specie animali, con questa mostra si mettono i evidenza le diversità e le similitudini tra le persone, nonostante le distanze e le apparenti differenze culturali. Attraverso immagini di donne, uomini, bambini, il percorso espositivo viene costruito a tappe, raccontando la famiglia umana nei luoghi e nelle situazioni più distanti. Le fotografie ci fanno cogliere i contrasti, i vissuti diversi, tutto ciò che ci divide, come la religione, la cultura e l’organizzazione della società e anche quello che ci accomuna, come la gioia di vivere, vecchiaia e gioventù, stress, lavoro, pace e guerra. La fotografia si pone come un mezzo fondamentale per condividere e partecipare, un modo per essere solidali e per vedere quello che altrimenti non potremmo vedere. Sbirciando ad occhi aperti su un’ampia porzione di mondo, riusciamo ad avvertire la fratellanza che ci accomuna a tutti i popoli della terra, a prescindere dai loro nomi, dai loro volti e dalla loro cultura. I fotografi che espongono sono: Lynsey Addario, William Albert Allard, Annie Griffiths Belt, Jonas Bendiksen, James Blair, Alexandra Boulat, Jodi Cobb, Pablo Corral Vega, Meredith Davenport, Peter Essick, Melissa Farlow, Stuart Franklin, Alessandro Gandolfi, Justin Guariglia, David Alan Harvey, Fritz Hoffmann, Chris Johns, Lynn Johnson, Ed Kashi, Ivan Kashinsky, Karen Kasmauski, Tim Laman, Brian Lanker, Gerd Ludwig, Pascal Maitre, Emiliano Mancuso, Steve McCurry, David McLain, Gideon Mendel, Bobby Model, Michael Nichols, Alberto Novelli, Randy Olson, Antonio Politano, Steve Raymer, Nicolas Reynard, Reza, Jim Richardson, Joel Sartore, James L. Stanfield, Maggie Steber, George Steinmetz, Brent Stirton, Tomasz Tomaszewski, Tyrone Turner, Gordon Wiltsie, Kim Wolhuter, Michael Yamashita.

16.05.2010 # 1405
Roma | Il Nostro Mondo - National Geographic

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Londra | Chris Ofili

Fino al 16/05/2010

Alla Tate Modern di Londra grande retrospettiva dedicata all’artista inglese Chris Ofili, insignito del Turner Prize nel 1998. Selezionato nel 2003 per rappresentare l’Inghilterra alla Biennale di Venezia è autore di quadri sontuosi, estremamente popolare e amato sia dalla critica che dal pubblico. Ofili è uno dei pochi artisti inglesi di origine africana a sfondare come membro della Young British Artists (YBA). Presenti circa 45 opere, oltre schizzi, disegni a matita dalla metà degli anni ’90 ad oggi. Le sue opere sono contraddistinte dal connubio sacro e profano, cultura e credenze popolari e infatti, l’influenza dell’arte nigeriana, caraibica e africana in generale è evidente. Lo vediamo nelle sue reminescenze hip-hop, nella spiritualità, nel folklore e natura ma anche nell’uso dei materiali e dei mezzi di comunicazione, come palle di sterco di elefante che costellano la tela e la supportano nella loro base, così come glitter, resina, spille mappa. Egli attinge da una vasta gamma di influenze, dalla pittura delle grotte dello Zimbabwe al cinema blaxploitation, fondendo eroi dei fumetti e le icone del funk e hip-hop. Presente l’opera Cenacolo 1999-2002, Un’ installazione su larga scala di 13 tele, in pannelli di noce in una stanza disegnata dall'architetto David Adjaye che si era occupato anche dell’allestimento del padiglione inglese durante la biennale di Venezia del 2003. I colori sono audaci e spot-lit, radiosi e accattivanti e tutte le sue opere, registrano elementi legati alla mitologia, alla sensualità e sono legati al periodo trascorso a Trinidad, dove si è trasferito nel 2005.

02.05.2010 # 1358
Roma | Il Nostro Mondo - National Geographic

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Parigi | L'elogio del negativo. Gli esordi della fotografia in Italia tra il 1846 e il 1862

Fino al 02/05/2010

L'era della riproducibilità tecnica, citando Walter Benjamin, attraverso un nuovo universo visivo, quello della fotografia, è il tema al centro di questa impredibile mostra allestita presso il Museo del Petit Palais di Parigi, un museo situato in un a struttura storica e bellissima, spesso trascurato a vantaggio delle superstar Louvre e Musée d'Orsay. In esposizione 140 opere provenienti da celebri collezioni italiane e francesi con alcuni inediti. La mostra espone le testimonianze visive di come la fotografia si sia sviluppata in maniera sensibile proprio in Italia, diventando un centro aggregatore e propulsore dell'arte e della tecnica fotografica nell'Europa dell'800. In particolare ci si specializzò nella tecnica di riproduzione del paesaggio, visibile nei negativi e su carta e strumento di indagine e sperimentazione artistica, promotore dell'editoria moderna. Di fatto sarà possibile vedere come all'inizio la contaminazione arte pittorica-lastra fotografia sia stata forte, finché con il tempo la fotografia si è ritagliata un posto speciale nel mondo artistico, ponendosi non solo come opera legata all'immagine ma anche come documento e testimonianza, perdendo di volta in volta l'alone artistico-romantico, la sovrastruttura formale che la concezione artistica dell'epoca sembrava imporgli. Sarà possibile individuare questo percorso attraverso le opere, in particolare, di Giacomo Caneva, Vero Veraci, Luigi Sacchi, Eugène Piot, Frédéric Flachéron, Edouard Delessert, George Wilson Bridges, Calvert Jones, James Graham . La mostra inaugura il 18 febbraio.

27.04.2010 # 1538
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Londra | Museum of brands, packaging and advertising

Mostra permanente

Se passate per Londra, in qualunque momento dell’anno, nel cuore di Notting Hill, a Lonsdale Road, a pochi passi dalla famosa Portobello Road, si può visitare il Museo di marchi, packaging e pubblicità. Presente dal 2005 a Londra, la collezione, ricca di ben 12000 articoli originali della collezione di Robert Opie, fu in un primo momento ospitata a Gloucester, nel Museo della Pubblicità e Packaging ( dal 1981 al 2001). Robert Opie ha cominciato a collezionare i Brands già dai 16 anni, partendo con un pacchetto di Munchies fino ad arrivare ai marchi che comprendono tutti gli aspetti della vita quotidiana, dai giocattoli alle riviste, dalla tecnologia ai viaggi, alla moda e al design sotto forma di oggetti, manifesti, confezioni e pubblicità. Migliaia di pezzi di storia sociale e del consumo sono qui messi insieme e assemblati in un racconto didascalico e divertente, in uno spazio utilizzato anche a scopi didattici per le scolaresche e per conferenze. In particolare, nella Galleria del tempo, si affondano le radici dell’advertising e del marchio dall’epoca vittoriana fino ai giorni nostri. Il percorso espositivo è significativo per il contributo culturale importante relativo alla nascita dei brand, alla sua evoluzione in forma di pubblicità e imballaggio che ha seguito pari passo l’evoluzione sociale e umana, con una forte connotazione antropologica. Tra i sostenitori, gli sponsor e gli affiliati compaiono marchi storici come Nestlé, Kellogg’s, Cadbury Trebor Bassett, Twinings, McVitie's, Diageo e gli Istituti storici  History of Advertising Trust e Institute of Trademark Attorneys.

26.04.2010 # 1234
Roma | Il Nostro Mondo - National Geographic

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New York | Tim Burton | MoMA - The Museum of Modern Art

Fino al 26/04/2010

Il MoMA di New York dedica una mostra al grande e visionario regista americano Tim Burton, classe 1958. Questa importante retrospettiva mette in mostra i film del regista in una galleria espositiva in cui vediamo un Tim Burton a 360 °, nelle vesti di scrittore, illustratore, animatore di live action e di film di animazione, il tutto seguendo l'iter creativo che lo ha accompagnato dall'infanzia fino all'età adulta attraverso le suggestioni e le impressioni riportate poi nella sua arte cinematografica. Partendo dalla cultura pop, Burton ha rivitalizzato il cinema Hollywoodiano rendendolo più spirituale e influenzando molti giovani cineasti emergenti, ma anche appartenenti al mondo della grafica. Esposti ci sono tutti i lavori, su video e su carta, che ne rappresentano il percorso concettuale, che sottolineano e mostrano il lavoro prima di arrivare al progetto finito, all'opera così come viene rappresentata al pubblico. Concept art, disegni di produzione, dipinti artistici d'animazione, marionette, maquettes, storyboard vari, script e sceneggiature, prove audio e video, esempi del suo lavoro di grafico anche per progetti che esulano dal mondo cinematografico. Il mondo di Burton è visionario e infantile, onirico e misterioso, favolistico e spirituale e sempre un po' dark. E' un territorio della mente pieno di suggestioni, saturo di una concezione grafica vivida e vitale, sempre sopra le righe. I film di cui vediamo tracce significative in questa mostra, in ordine cronologico, sono: Vincent (1982), Pee-Wee's Big Adventure (1985), Beetlejuice (1988), Edward mani di forbice (1990), The Nightmare Before Christmas come produttore (1993), Ed Wood (1994), Il mistero di Sleepy Hollow (1999 ), La sposa cadavere (2005) e Sweeney Todd (2007), ma ha realizzato anche progetti per il web e di scrittura come La morte malinconica del bambino ostrica e altre storie (1997) e The World of Stainboy (2000). La mostra è curata da Ron Magliozzi, Assistant Curator, e Jenny Lui, Curatorial Assistant, Department of Film, The Museum of Modern Art. e organizzata da Steven Higgins.

25.04.2010 # 1460
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Firenze | Gerhard Richter e la dissolvenza dell'immagine nell'arte contemporanea

Fino al 25/04/2010

In collaborazione con la Kunsthalle di Amburgo, ospitata dalla Strozzina di Firenze, la mostra mette a confronto le opere di Gerhard Richter, uno dei più importanti artisti della seconda metà del Novecento, con quello di sette artisti contemporanei, il cui nesso è lo scetticismo profondo sulla capacità dell’immagine di veicolare la verità. Tema della mostra è la dissoluzione dell’immagine, in cui si porta all’estremo la sua manipolazione. In particolare, la sua tecnica vede l’uso della pittura in maniera sfocata su fotografie originali. L’artista gioca con la realtà e cerca di mettere in dubbio la chiarezza delle immagini, convertendole da figurative in astratte utilizzando diversi generi su uno stesso piano. Qui si mette a confronto con altri sette artisti che nelle loro opere hanno affrontato il tema della dissoluzione dell’immagine, comne Xie Nanxing (Cina, 1970) che unisce insieme video, fotografia e pittura per dare vita ad immagini che riflettono sulla condizione umana del nostro presente; Lorenzo Banci (Italia, 1974) che studia i confini tra la rappresentazione e l’astrazione; Scott Short (USA, 1964) che con il suo lavoro concettuale ha fotocopiato centinaia di volte lo stesso foglio bianco, che ha portato alla comparsa di segni casuali che potevano essere considerati alla stregua di un’immagine accidentale; Roger Hiorns (Gran Bretagna, 1975), che crea installazioni scultoree in cui componenti chimiche innescano processi di trasformazione che generano nuove forme; Marc Breslin (USA, 1983), che usa la superficie pittorica come un palinsesto, in cui segni, graffi e tracce su diversi strati di pittura creano una metafora della mente umana; Antony Gormley (Gran Bretagna, 1950), che propone un’arte sociale che si muove tra figurazione e astrazione, creando installazioni che evocano il segno del creazione astratta ma che sono il risultato di un processo di dissolvenza della figura umana. Wolfgang Tillmans (Germania, 1968) sperimenta le possibilità e i limiti della fotografia, lavorando su vari generi e spingendosi fino all’astrazione con immagini create direttamente sul negativo.