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Mostre ed eventi // Pagina 142 di 216
26.09.2010 # 1691
Milano | It's not only Rock'n'Roll, Baby!

Ilas Web Editor // 0 comments

Milano | It's not only Rock'n'Roll, Baby!

Fino al 26/09/2010

Musica Rock e arte. Alla Triennale si narra il felice connubio tra quei musicisti rock che si sono espressi attraverso le arti visive. Ci sono, tra gli altri, i dipinti fatti col sangue di Pete Doherty, le polaroid intime in bianco e nero di Patti Smith, i collage di Antony. Alcune sono icone del rock, come Alan Vega, Andy, Antony (Antony and the Johnsons), Bianca Casady (CocoRosie), Chicks on Speed, Devendra Banhart, Fischerspooner, Kyle Field, Patti Smith, Pete Doherty, The Kills, Herman Dune. Molti di loro sono nati artisti prima di darsi al rock. A fare da contorno, eventi e spettacoli che ruoteranno intorno all’iniziativa. La mostra è curata da Jérôme Sans, fondatore ed ex-direttore del Palais de Tokyo di Parigi, oggi direttore del Centro Ullens per l’Arte Contemporanea di Pechino.

26.09.2010 # 1704
Milano | It's not only Rock'n'Roll, Baby!

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Cagliari | W. Eugene Smith e Joan Mirò | Più reale del reale | UBU ROI (1966) litografie

Fino al 26/09/2010

Le fotografie di W.Eugene Smith ( Wichita, Kansas, 1918, Tucson, Arizona, 1978), maestro del fotoreportage del Novecento e le litografie di Joan Mirò. Il primo è al Camu ( Centri d’arte e musei ) di Cagliari. Con Smith possiamo contemplare le immagini dell’inventore di un linguaggio comunicativo, ovvero il saggio fotografico. Dopo di lui, i suoi moduli narrativi sono stati utilizzati migliaia di volte da altri fotoreporter, ma è a lui che si devono. Più reale del reale è la grande retrospettiva che unisce circa 150 scatti originali provenienti dal Center for Creative pothography di Tucson. Famoso reporter, grande collaboratore di Life, fu travolto da un’inesorabile ansia di perfezione, lavorò a lungo per un progetto sulla città di Pittsburgh e partecipò alle prime rivolte ambientaliste giapponesi con la nascita della sua ultima serie Minimata ( nome del villaggio di pescatori contaminato dagli scarichi industriali). Con UBU ROI (1966) litografie di Joan Mirò (Barcellona 1893 – Palma di Maiorca 1983) per la prima volta in Sardegna sono esposte 13 litografie del grande artista spagnolo che raccontano l’opera teatrale UBU ROI di Alfred Jarry. Presentata per la prima volta a Parigi nel 1986 si raccontano i primordi del movimento surrealista, con le sue provocazioni, assurdità, la farsa, la parodia e l’umorismo crasso e sbracato. Presso il Centro multimediale Arca del Tempo a Settimo San Pietro.

26.09.2010 # 1680
Milano | It's not only Rock'n'Roll, Baby!

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Londra | Sargent and the Sea

Fino al 26/09/2010

 


 Alla Royal Academy of Arts di Londra, la personale di John Singer Sargent (1856-1925), artista americano espatriato in Inghilterra. Curioso vedere il modo in cui Sargent affronta il tema marino. L’artista, specializzato in ritratti glamour è qui alle prese con paesaggi costieri, disegni e acquerelli in cui si può ammirare il suo lato meno nato ma forse più interessante.

In circa 80 opere, il frutto dei viaggi estivi di Sargent tra Parigi, Bretagna, Capri e Normandia, oltre a due viaggi oltreoceano. Un artista decisamente da riscoprire in un periodo artistico a cavallo tra impressionismo ed espressionismo, attraverso le sue note cromatiche vibranti e suggestive, che ci portano indietro nel tempo, su quelle spiagge, di fronte ai quei mari.

La mostra è organizzata dalla Corcoran Gallery of Art , Washington, DC in collaborazione con la Royal Academy of Arts , Londra. Sostenuta dalla Fondazione Terra per American Art , Christie's , The Mr & Mrs. Raymond J Horowitz Fondazione per le Arti , Inc , il National Endowment for the Arts.

26.09.2010 # 1666
Milano | It's not only Rock'n'Roll, Baby!

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Acri | JOËL STEIN. Personale retrospettiva dal 1960 ad oggi

Fino al 26/09/2010

Al MACA - Museo Arte Contemporanea di Acri è di scena uno dei maestri più rappresentativi dell’arte cinetica americana del XX secolo, Joël Stein. Un pezzo di storia dell’arte contemporanea importantissimo, che aiuta a comprendere le suggestioni, le correnti, le idee, la filosofia artistica dagli anni ’60 ad oggi. Dal periodo della fondazione del "Groupe Motus" al "Centre de Recherche d'Art Visuel", che diventerà poi Gruppo, Stein diventa teorico e curioso di diverse modalità espressive, attraverso oggetti manipolabili, scatole luminose, triedri, caleidoscopi, fino agli effetti speciali per il cinema di Henri-Georges Clouzot e per i servizi di ricerca dell'ORTF ( l'Ente Radiotelevisivo Francese). Tutto per spiegare il rapporto tra forme e colori, il significato profondo di questa connessione non solo visiva, ma fisica e cinetica ( Kinesis=movimento). Il gioco d’ombre, la moltiplicazione dell’esperienza, le pitture programmate su criteri matematici, gli intrecci, le progressioni cromatiche, i laser, tutto è esperienza, studio e ricerca. La ricerca tra l’oggetto e il soggetto, l’uomo e il mondo, il modo personale di vedere e la realtà attraverso infinite forme, relazioni che interessano l’artista, come colui che manipola, che attraverso l’esperienza crea un dato di fatto, che è comunque soggetto a cambiare continuamente, poiché sottoposto alle leggi naturali. In più, con grande piacere ci preme sottolineare come anche Acri, in Provincia di Cosenza, sia all’altezza dei più grandi musei odierni e con il suo Museo di Arte Contemporanea si renda protagonista del discorso artistico contemporaneo senza nulla da invidiare a New York, Londra o Milano.

19.09.2010 # 1611
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Venezia | Louise Bourgeois. The Fabric Works

Fino al 19/09/2010

 


Louise Bourgeois, artista francese naturalizzata americana, non ha fatto in tempo a vedere l'ultima mostra realizzata a èartire dal 5 giugno presso la Fondazione Vedova di Venezia. Infatti, la Bourgeois è morta il 30 maggio 2010 a 98 anni. Celebre per le sue enormi istallazioni, la Bougeos è stata una protagonista assoluta dell'arte moderna e contemporanea. Amava prendere pezzi di cose e metterli insieme, come ad esempio le stoffe, passione derivata dalla madre. Citiamo a questo proposito le sue stesse parole, un po' anche per capirne lo spirito, tratte dal sito Universitadelledonne.it: " Mio padre provocava in me una continua perdita di autostima. Mia madre rappresentava la fiducia in me stessa. "Non prendertela, sai come sono gli uomini. Dagli ragione, intrattienili; gli uomini sono come bambini." Mi ha convinta. Era la sua forma di femminismo. Mia madre sedeva al sole per ore a aggiustare arazzi. Le piaceva davvero. Questo senso di riparazione è profondamente radicato dentro di me. Rompo tutto ciò che tocco perché sono violenta. Distruggo le mie amicizie, l'amore, i miei figli. La gente in genere non lo sospetta, ma la crudeltà è presente nel lavoro. Rompo le cose perché ho paura e passo il tempo a riparare. Sono sadica perché ho paura. Eppure la riconciliazione tra persone non funziona mai veramente." La mostra ospitata presso la Fondazione Vedova è allestita nel Magazzino del Sale, una monumentale e sorprendente macchina espositiva disegnata da Renzo Piano. La mostra è curata da Germano Celant in collaborazione con lo studio Louise Bourgeois di New York. Sono ospitate moltissime opre, disegni e sculture e la quasi sconosciuta produzione in stoffa, come la ricca serie dei Fabric Drawings, arricchite da una completa antologia di immagini.

 

16.09.2010 # 1655
Milano | It's not only Rock'n'Roll, Baby!

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Washington | Beat Memories: The Photographs of Allen Ginsberg

Fino al 16/09/2010

In mostra nella capitale Americana 70 fotografie di Allen Ginsberg con i celebri ritratti di Jack Kerouac e William S. Burroughs. Tutto nasce quando Allen Ginsberg(1926-1997) acquista nel 1953 una piccola macchina Kodak di seconda mano. Da allora scatta immagini a se stesso e agli amici, agli amanti e ai compagni del suo viaggio "Beat". Smette nel 1963 per riprendere negll'80, incoraggiato dai fotografi Berenice Abbott e Robert Frank. Nelle opere ritroviamo molto più di semplici documenti storici, ma la rappresentazione della poetica della beat generation. Non è forse tutto nell'occhio di Ginsberg poeta, scrittore e infine fotografo? Che con il suo io vedo, non filmico ma fotografico, immortala la realtà da lui conosciuta, evidenziandone la bellezza anche nella volgarità. Sono le immagini che testimoniano di un epoca e la disegnano. O la ridisegnano di volta in volta, a seconda di chi è dietro l'obiettivo. In questo caso, dato che il protagonista è in assoluto uno degli artefici della Beat Generation, la ricostruzione di quell'epoca è di una lucidità assoluta. La National Gallery ospita istantanee e ritratti di fama mondiale, che hanno contraddistinto un'epoca La mostra è realizzata con il supporto dalla Robert Mapplethorpe Foundation.