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Mostre ed eventi // Pagina 141 di 216
09.10.2010 # 1709
Bologna | Design Per 2010 | Settimana Internazionale della Grafica

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Bologna | Design Per 2010 | Settimana Internazionale della Grafica

5 - 9 ottobre 2010

Campi e pratiche del progetto di comunicazione visiva. L'evento presentato da Aiap (Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva ) comprende workshop per studenti e professionisti, conferenze, tavole rotonde, mostre, incontri, seminari, workshop, open studio, laboratori tipografici, proiezioni su editoria, ambiente, packaging, impresa. conversazioni, conferenze, seminari, studi aperti e laboratori tipografici. Design Per ospiterà più di 50 tra autorevoli studiosi, autori e professionsiti che ci faranno da guida con i loro contributi nei diversi campi e settori attraverso i quali si articola oggi il design grafico. Da segnalare, all'interno Alimenti Grafici, ovvero "Mangiare con gli occhi" esprime bene quel senso di desiderio che colori, grafica, immagini e testi, sono in grado di suggerire. Suggerisce come il gusto finisca per diventare non il primo ma l'ultimo dei sensi coinvolti. Spesso per progettare un alimento si parte proprio dalla percezione visiva e a questa si abbina un sapore..Realizzato in collaborazione con in collaborazione con Biblioteca Salaborsa, Urban Center, Accademia di Belle Arti di Bologna, Design Center, Mambo e con il patrocinio di Regione Emilia Romagna

Provincia di Bologna, Comune di Bologna, Icograda, AGI, Ambassade van het Koninkrijk der Nederlanden.

10.10.2010 # 1729
Bologna | Design Per 2010 | Settimana Internazionale della Grafica

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Milano | Il segno Alfa

Fino al 10/10/2010

L’Alfa Romeo compie 100 anni e in suo onore, la Triennale di Milano, chiude il centenario con una mostra importante. Importante perché la storia dell’Alfa si intreccia con la storia quotidiana d’Italia, con la rappresentazione di un decennio per ogni sala. Dalle parole del curatore Francesco Casetti: “L’esposizione cerca di ricostruire il lessico dell’Italia novecentesca, in una dialettica continua tra contesto ed immaginario”. Perché il segno Alfa? Perché è il segno anche grafico che ha espresso visivamente un’epoca nel suo cambiamento, attraverso l’industria e la tecnologia, i pannelli e i cartelloni pubblicitari, le gigantografie di pagine di giornali che troviamo esposte alla mostra. In più, dipinti d’epoca e video che fanno comprendere l’importanza del “segno Alfa” nella mutazione della vita socio-culturale dell’epoca, spezzoni di film, pubblicità ed eventi che come un puzzle ricostruiscono la scena al cui centro, ma anche nei retrovia, troviamo lo stesso identico segno. Tra le sezioni estrapoliamo la BL Super Sport color metallo, un originale pezzo da museo per collezionisti, attorniato da cartelli pubblicitari di quegli anni e un De Chirico d’eccezione: “Interno magico” del 1927; in una teca si può ammirare una delle prime radio. E ancora: la 6C 1750 Gran Sport, stupenda e perfetta biposto bianca, accompagnata da un’opera inquietante di Sironi: “Composizione monumentale con statua equestre”. Per gli anni Quaranta troviamo come testimonial Alfa una Les Mans bordeaux e nelle teche, pagine di riviste illustrate al fianco di due opere di Fausto Pirandello. Per gli Anni Cinquanta, gli anni dell’haute couture, c’è la leggendaria Giulietta. Seguono nella sala centrale storici capolavori Alfa come la 15 HP Corsa, l’Alfetta del 1951 fino alla nuova Giulietta classe 10 giugno 2010, in ricordo della data di nascita a Milano (1910) dell’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, divisione del gruppo Fiat dal 1986. Con gli anni ’60 nasce la Giulia Sprint GTA ( chi non la ricorda?) affiancata dall’opera di riferimento del decennio “Autolavaggio mentale” di Valerio Adami, in cui si evince il cambiamento epocale con il cinema e la televisione che decretano la loro leadership visiva e comunicativa. E poi? Ci sono gli anni ’70, il terrorismo, i videogiochi, gli anni ’80, i pc, i socialnetwork e…la bicicletta, forse il mezzo del futuro, chissà. Si tratta di una mostra epocale, che riunisce arte, brand, industria, tecnologia, costume, insomma, qualcosa di realmente imperdibile in un luogo meraviglioso come ala Triennale di Milano. Da vedere ad ogni costo.

10.10.2010 # 1627
Bologna | Design Per 2010 | Settimana Internazionale della Grafica

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Roma | India. I volti del sacro. La donazione Giacomo Mutti al Museo nazionale d'arte orientale

Fino al 10/10/2010

Al Museo nazionale d'arte orientale è possibile ammirare i capolavori dell’arte sacra indiana donati allo stato da Giacomo Mutti, prestigioso collezionista. La raccolta si è formata in 35 anni di viaggi in India e in Italia ed è l’unica nel suo genere per la varietà dei periodi storici rappresentata. Le opere sono un mix tra provenienza colta e popolare, una parametro fondante della società indiana. La mostra si divide in percorsi che simboleggiano anche i temi fondamentali della cosmogonia e cosmologia indiana, la vita del villaggio, il vegetarianesimo, la religione e la non violenza. Le sezioni sono tre: il tempio, il villaggio, il Jainismo, religione della non-violenza. Un patrimonio ricco di suggestioni, spunti e riflessioni sull’arte, la cultura, la vita, il senso del sacro nella sua forma quotidiana.

03.10.2010 # 1322
Bologna | Design Per 2010 | Settimana Internazionale della Grafica

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Milano | Roy Lichtenstein | Meditations on Art

Fino al 03/10/2010

Realizzata in collaborazione con The Roy Lichtenstein Foundation e prodotta dalla Triennale di Milano e da Alphaomega Art, in collaborazione con il Comune di Milano,la mostra di Roy Lichtenstein si preannuncia come uno degli eventi artistici di maggior richiamo del 2010. Curata da Gianni Mercurio, la mostra prevede l'esposizione di più di 100 opere, la maggior parte di grande formato e numerosi disegni, collages e sculture provenienti da importanti collezioni pubbliche e private come Ludwig Museum di Colonia, il Ludwig Forum di Aachen, il Louisiana Museum di Copenaghen, il Whitney Museum e il Gugghenheim Museum di New York, il Moderner Kunst Museum di Vienna, the Broad Art Foundation di Los Angeles. Mercurio, il curatore, noto per aver firmato inoltre alla Triennale di Milano grandi mostre antologiche dedicate ad Andy Warhol, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, ha organizzato una retrospettiva di Lichtenstein che è una sorta di sunto magistrale tra tutte le opere che l'artista ha realizzato ispirandosi all'arte moderna. Si tratta di un aspetto che per la prima volta viene messo in luce delle opere di Lichtenstein, evidenziando il debito che il post moderno ha nei confronti dell'arte moderna e contemporanea in generale, cosa che si può benissimo vedere nelle rielaborazioni di Picasso, Matisse, Monet, Cézanne, Léger, Marc, Mondrian, Dalì, Carrà, in cui l'arte viene ridotta ad oggetto stampato e commercializzato. Ci sono poi le opere ispirate al Cubismo, all'Espressionismo, al Futurismo, al Modernismo degli anni '30, all'astrazione minimalista, all'Action Painting, e ai generi del paesaggio e della natura morta. Egli fa un sunto di tutto e ce lo ripropone rielaborato nella sua magnifica concezione artistica, seppur quasi mercificato. In fondo questo è l'aspetto più importante della pop art.

30.09.2010 # 1588
Bologna | Design Per 2010 | Settimana Internazionale della Grafica

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Milano | Ettore Spalletti. Ho visto con i miei occhi quanto è lontana la terra

Fino al 30/09/2010

Per il nuovo spazio aperto a Milano, in Via Stilicone 19, 2000 mq distribuiti su 4 piani, Lia Rumma inaugura con una mostra di Ettore Spalletti (Cappelle sul Tavo, 1940). La peculiarità di Spalletti è quella di aver creato un linguaggio sospeso tra pittura e scultura, rivolgendo una certa attenzione agli elementi spaziali e luminosi, ispirati all’astrazione moderna e alle geometrie rinascimentali. In questa mostra,l’artista pescarese condensa tutta la sua intensa poetica in venti opere recenti. Il suo lavoro è stato riconosciuto dai critici come la declinazione più originale dell’Arte povera. Nelle opere esposte non si vede una linea di demarcazione precisa tra le forme e il colore. Il colore predominante è l’azzurro, il suo preferito, proprio perché, come egli stesso dice è “ l’unico che non esiste in natura ma ci avvolge. Dal cielo al mare. Per questo assume la valenza simbolica dell’infinito.” Del rosa dice invece che lo usa perché è :” il colore dell’incarnato, quindi ha sempre la possibilità di trasformarsi a seconda della nostra emozionalità. Nel dormiveglia del mare troviamo il grigio argento”; mentre il grigio “è accoglienza, è un colore che si muove verso il bianco ma anche verso il nero, che offre la più alta qualità di tutti i colori.” Diverse le mostre personali dedicate a Spalletti da istituzioni prestigiose, tra gli altri, il Guggenheim Museum di New York, il Museo di Capodimonte a Napoli, Il Musée de Strasbourg, lo SMAK di Gent e il MUHKA di Anversa, la South London Gallery di Londra, il Musée d'Art Modern de la Ville de Paris, il Kunstverein di Monaco, il Museum Folkwang di Essen, la Henry Moore Foundation di Leeds, Villa Medici a Roma ed il Museum Kurhaus di Kleve. Diverse le partecipazioni a mostre internazionali, tra cui Documenta VII e IX a Kassel e la XL, XLIV, XLVI, XLVII Biennale di Venezia.

30.09.2010 # 1582
Bologna | Design Per 2010 | Settimana Internazionale della Grafica

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Montecarlo e Venezia | Damien Hirst. Cornucopia e Death in Venice

Fino al 30/09/2010

Damien Hirst è protagonista tra Montecarlo e Venezia con ben due mostre. La prima, Cornucopia, è ospitata fino al 30 settembre al Museo Oceanografico di Monaco, in occasione del centenario del museo. Qui sono esposte circa una sessantina di opere che ripercorrono la carriera di Hirst dal 1955 ad oggi. Ci saranno istallazioni, sculture, quadri in un dialogo serrato tra arte e scienza. La seconda mostra, Death in Venice, ospitata presso la Galleria Michela Rizzo di Venezia fino al 31 luglio, è un’esposizione con venti opere recenti dell’artista, tra cui una serie di sei teschi intitolati Dead, due grandi grafiche Sceptic e Faithles e un grande Spin painting (tele dipinte durante un movimento rotatorio). In particolare, le sue tecniche definite spin painting, sono realizzate dipingendo su una superficie circolare in rotazione come un vinile sul giradischi, mentre le spot paintings, consistono in righe di cerchi colorati spesso emulate dalla grafica pubblicitaria degli ultimi anni. Damien Hirst è uno degli artisti più controverso degli ultimi anni. Nel 1995 vince il Turner Prize dicendo di sé, in diretta televisiva: “ É incredibile dove si possa arrivare con un quattro in arte, un’immaginazione bacata e una sega elettrica”. Ottimo imprenditore di sé stesso, ha avuto moltissime stroncature ma le sue quotazioni sono state subito altissime. Di Lui colpisce in particolare la macabra miscela tra arte, scienza, ironia, sesso, satira e tecnologia con cui esplora tutte le tematiche dell’esistenza, a partire dal celebre squalo in formaldeide. La morte, in particolare, è sempre stata il tema centrale della sua poetica anche se in realtà, citando le sue stesse parole” le mie opere esprimono una preoccupazione per a vita….la società nasconde la morte sotto il tappeto. Per vivere è necessario invece affrontarla. E’ l’avvenimento più importante della vita”. Oggi, oltre ad essere tra gli artisti viventi più quotati, nonostante alcune sue opere, come gli Spin Paintings, non richiedono neanche il suo intervento diretto ( infatti basta mettere tele e colori su una specie di piatto del giradischi e accendere il motore, l’opera si autorealizzerà grazie alla forza centrifuga), è anche uno dei pochi artisti che Charles Saatchi ritiene che sarà presente nei libri di storia dell’arte in futuro: nel 2105, sostiene il celebre gallerista, quasi tutti gli artisti della seconda metà del ‘900 avranno una nota a fondo pagina, tranne Hirst, Pollock, Warhol e Judd.