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Mostre ed eventi // Pagina 137 di 216
25.11.2010 # 1835
Lucca | LUCCAdigitalPHOTOfest!

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Lucca | LUCCAdigitalPHOTOfest!

Fino al 12/12/2010

Il tema di quest’anno è la donna. Fotografa e artista, soggetto o musa ispiratrice. Torna, alla sesta edizione, il festival dedicato alla fotografia tout court. Ma non solo. Video arte, conferenze, incontri e workshop si snoderanno in una ambiente suggestivo e affascinante come il centro storico di Lucca. Il percorso spazia dal fotogiornalismo, con un reportage sulla denuncia della violenza domestica di Donna Ferrato, che mette i riflettori in particolare su un quartiere di New York, Tribeca; ma anche moda e percorsi meno trend, con una retrospettiva dedicata a Eikoh Hosoe. Ci sono le venti immagini dell’artista americana, scomparsa tragicamente 30 anni fa, inquietante e talentuosa, Francesca Woodman, ma c’è spazio per molti italiani di gran pregio come Paola Binante con la mostra Paralipomeni. Ospite d’onore, l’artista americana Sandy Skoglund. Ecco l’elenco di tutti gli artisti, tra video arte e fotografia, che espongono al Ldpf: Sandy Skoglund Bye bye Baby Marilyn Giorgia Fiorio Horst P. Horst Jan Saudek Donna Ferrato Michel Comte Francesca Woodman Sara Munari Missirkov/Bogdanov Nicola Quiriconi Paola Binante World Press Photo 2010 Tracey Moffatt Andrea Di Martino Rania Bellou

09.12.2010 # 1866
Lucca | LUCCAdigitalPHOTOfest!

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Lisbona | Susana De
Sousa Dias. Natureza
morta | Stilleben

16/01/2011

 


Quello di Susana De Sousa Dias è un lavoro inquietante e poetico, a metà tra performance e istallazione cinematografica, fotografia e narrativa. L’opera, ospitata al Museu du Chado di Lisbona( Museu nacional de arte contemporanea) è una derivazione/continuazione del film del 2005 Natureza morta-Visage d’une dictature in cui lo Stillaben del titolo dell’istallazione vuol dire, in olandese, esistenza immobile che corrisponde al concetto latino di Natura morta. Infatti la Dias esplora esattamente questo, il rapporto tra la vita e la morte attraverso l’immobilità del movimento e soprattutto portando alla luce con un nuovo punto di vista e un “taglio” diverso, documenti e immagini della dittatura che per  48 anni governò il Portogallo.

Documenti ufficiali, prigionieri politici dagli sguardi attoniti, immobili,  relazioni di guerra e documentari di propaganda in un montaggio tagliato per il momento definitivo, tutto viene ridotto in termini di velocità dalla Dias per diminuire il divario tra sequenza cinematografica  e fermo immagine. L’artista decostruisce e sovverte le narrazioni ufficiali rivelando l’ incoerenza e l’ astrusità dietro l’iconografia di regime, omettendo il suono del film originale e rigettando ogni forma di narrazione e sottotitolo. Il tutto è completato dalla colonna sonora di António de Sousa Dias, che fa da trait d’union tra le immagini e le sequenze cinematografiche. L’operazione di Susana De Sousa Dias è quindi quella di  un trasformazione di prospettiva, che allontana lo spettatore dalla messa in scena di una memoria collettiva, al fine di concentrarsi su un individualità più intima e ricercata,  distraendo l'attenzione dalla gestualità teatrale del potere allo scopo di tenere uno sguardo accorto ed esteso ai gesti anonimi di sopravvivenza quotidiana. Gli sguardi, i volti, sono spesso quelli di “morti viventi”( in attesa di morire, il cui destino è spesso segnato), presone la cui vita resta sospesa in momenti interminabili, minuti immortalati dalla lastra fotografica o dalla sequenza cinematografica. Eppure, proprio per questo, immortali.

30.11.2010 # 1722
Lucca | LUCCAdigitalPHOTOfest!

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Milano | Fantasilandia

Fino al 30/11/2010

Otto artisti tra i migliori esponenti del pop surrealism espongono a Milano alla galleria Antonio Colombo; tra misticismo, meraviglia, voglia di rompere le convenzioni, figurativismo, onirismo, figure metaforiche, gli artisti spaziano sul concetto Fantasilandia, laddove la loro fantasia senza limiti li può portare. Un modo per guardare da vicino i principali esponenti del Pop Surrealismo americano, come Gary Baseman, Tim Biskup e Eric White, i fuoriclasse del Low Brow come Anthony Ausgang ( proveniente dall’ambiente lowbrow, cultura alternativa dell’hot rod, ovvero automobili customizzate e dell’illustrazione ), Gary Taxali e Heiko Müller, il pittore Nicola Verlato che ha introdotto il movimento in Italia così come lo storyteller della pittura Gabriele Arruzzo. La mostra è curata da Julie Kogler. In più, per completare il quadro d’insieme, è utile raffrontare questa mostra, anzi completarla con la mostra Pop Surrealism ( che abbiamo già segnalato in queste pagine ) ospitata a Palazzo Collicola di Spoleto. 40 artisti americani di rilievo per comprendere meglio l’essenza di questo straordinario movimento, che abbraccia soggetti iconografici ordinari mischiati ai mostri contemporanei, un mix di leggende, miti tradotti in immagini di grande effetto, oniriche e surreali, un po’ come passare dall’altra parte dello specchio, citando il romanzo di Lewis Carrol.

23.11.2010 # 1829
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Parigi | Half Life di Michael
Ackerman

Fino al 11/12/2010

Sono immagini fin troppo riconoscibili quelle di Michael Ackerman. Nato in Israele, classe 1967, cresciuto tra New York, Cracovia e Berlino, ha impiegato sette anni per completare il suo terzo libro Half Life, da cui è tratta questa mostra alla Galerie Vù di Parigi. Le immagini di Ackerman sono in bianco e nero, sfocate, come istanti tratti dalla memoria, dal sogno, dal ricorso, ectoplasmi del suo vissuto. Riconoscibili perché ogni immagine rimanda a luoghi e situazioni della sua vita, con una linearità continuamente spezzata e rimandi continui, uomini senza nome che rinviano all’universo di Jean Genet. Il collegamento tra le fotografie è illusorio perché non fa altro che mettere in crisi gli equilibri, fragile e allucinati. Davanti alle immagini di Ackerman, spesso “nude e crude”, si pensa agli orrori ( ad esempio la Shoah)della seconda guerra mondiale, ad un mondo triste e duro, fatto di edifici tetri e soffocanti, di grigiore diffuso, con corpi rappresentati come nature morte. I volti e i corpi umani non diventano tutt’uno con l’insieme, ma appaiono isolati, come icone mortuarie. Apparizioni, incubi, sogni diurni che lasciano il segno, che non si dimenticano.

21.11.2010 # 1747
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Vicenza | Respiro

Fino al 21/11/2010

Soffio vitale, vita, respiro. Cinque grandi artisti contemporanei si confrontano su questo tema in maniera originale, in vari luoghi e attraverso varie forme espressive legate al suono e all’immagine in movimento, per la città di Padova. Videoarte soprattutto, con rassegne cinematografiche ma anche manifesti che toccano i temi sociali più scottanti dell’umanità, Aids, follia, droga, inquinamento e degrado ambientale. I manifesti sono firmarti da artisti come Sol Lewitt, Robert Raushenberg, Ilya Kabalov, mentre il percorso di suoni e immagini concepito dai cinque artisti presenti andrà da Palazzo Bizzarri Malvezzi al Teatro Comunale, passando per lo spazio Monotono con la scultura che respira di Nikos Nevridis. Un elefante immerso nell’acqua è invece il soggetto dell’indiano Sheba Chhachhi e si continua con il cortometraggio del duo italiano Masebo, i paesaggi di montagna che ondeggiano al ritmo del respiro dell’iraniano Farid Rahimni e l’americano Vito Acconci con un istallazione sonora molto interessante. Il programma completo sul sito.

21.11.2010 # 1743
Lucca | LUCCAdigitalPHOTOfest!

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Düsseldorf | Nam June Paik | Quadriennale 2010

Fino al 21/11/2010

Nam June Paik è il pioniere della video arte e l'artista della celebre frase "Il futuro è ora". Paik è anche l'artista che, nel movimento Fluxus, quello di Joko Ono, portò avanti un discorso legato alla tecnologia nell'arte, alla vanità, all'esclusività e alla bellezza. Tutto si esprimeva bene in questo concetto "La nostra vita è per metà naturale e per metà tecnologica. Non si può negare che l'high tech rappresenti il progresso. Ne abbiamo bisogno per lavoro. Eppure, se si segue solo l'high tech si fa la guerra. Per questo bisogna mantenere forte l'elemento umano per condurre una vita modesta e naturale". L'elemento umano, quelli erotico ( perché l'erotismo deve essere prerogativa di tutte le arti tranne che della musica? Si chiedeva Paik), ad esempio, portato avanti con le sue performances musicali, accanto alla violoncellista Charlotte Moormann che suonava due piccolissimi monitor che sui seni nudi. Televisori accatastati, montor, fili, le sue istallazioni sono sempre state molto partecipate dal pubblico. I suoi video manipolati, su cui il pubblico poteva intervenire, il mix di elementi tecnologici come registratori, strumenti musicali come pianoforti, ma anche pupazzi, specchi e oggetti zen, tutto era concepito per realizzare una performance totale e completa, che si svolgesse all'unisono. Musica, immagini e performance, che diedero una svolta epocale al mondo artistico contribuendo ad abbattere ulteriormente convenzioni sociali anche attraverso lo scandalo e lo stupore. Leone d'oro alla Biennale di Venezia 1990, negli ultimi tempi si era diretto verso l'esplorazione della tecnologia laser, attraverso la proiezione di immagini su garze, sculture e cascate d'acqua. La mostra si inserisce nell'ambito della quadriennale 2010 al Kunst Plast di Düsseldorf. ed è curata da Nam June Paik Kyung-Sook Lee, Tate Liverpool e Susanne Rennert del Museum Kunst Palast.