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Mostre ed eventi // Pagina 126 di 216
06.03.2011 # 1896
Miami Beach | Isaac  Julien. Creative  Caribbean Network

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Miami Beach | Isaac
Julien. Creative
Caribbean Network

06/03/2011

Isaac Julien è un rappresentante, di fama e di successo, della Videoarte. Ma cos’è la video arte? Si può considerare arte tout court oppure ha a che vedere con il cinema, con il cortometraggio, che a sua volta è considerato un’opera d’arte? Quando si parla di un certo cinema, a volte, si usa la parola “capolavoro”. La Videoarte è un messaggio, è la trasmissione di un’idea attraverso un mezzo a suo modo artistico. L’arte di mettere insieme immagini, anche un’unica immagine, imprimendole un’idea specifica, attraverso un linguaggio fortemente voluto e spesso coniato dall’artista spesso, a volte preso in prestito da altri codici rappresentativi, come pittura, performance, istallazioni, cinema d’autore, pittura, fotografia, scultura, tutto può servire allo scopo. Julien, artista londinese con origini creole, si presenta con una personalità ibrida, amante della cronaca, delle leggende, delle favole e di allegorie sensuali e incombenti. L’oggetto principale della sua opera è spesso il conflitto di identità scaturito dalle società multietniche, la diversità culturale, sociopolitica e sessuale. Sopra tutto, il mare, costante che l’artista usa per placare gli istinti di libertà e avventura, mare che separa e che unisce, spesso un ostacolo insormontabile ma anche simbolo di vita e di liberazione( come i viaggi degli immigrati per approdare su lidi migliori). Si attinge a man bassa da favole, leggende e storie vere, spesso tragedie, come quella accaduta a un gruppo di 20 clandestini cinesi morti annegati mentre pescano molluschi nella baia di Morecambe in Inghilterra. I clandestini sono simbolicamente avvolti nel mito, in un istallazione video di 55 minuti, Ten Thousand Waves. C’è un po’ anche dell’allegoria di Géricault, con la sua Zattera della medusa e tra gli interpreti figurano, oltre alle moltissime comparse, attori emergenti, un video artista, un maestro calligrafo, una poetessa(  Wang Ping la cui Small Boat fa da sfondo a tutta la videositallazione). Prima dell’esposizione presso il Bass Museum di Miami Beach, Julien ha esposto alla Haywartd Gallery di Londra fino al 9 gennaio 2011 e, spempre per restare nel Vecchio continente, le sue opere sono trattate dalla galleria londinese Victoria Miro.



06.03.2011 # 1730
Miami Beach | Isaac  Julien. Creative  Caribbean Network

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Passariano di Codroipo | Munch e lo spirito del nord | Scandinavia nel secondo ottocento

Fino al 06/03/2011

Quanto può essere miracoloso un girasole fiorito su una spiaggia del nord Europa? In una luce estiva intensa e digradante verso il bagliore notturno, di quelle notti estive scandinave che durano poche ore. Ci sono i fiordi norvegesi, le lunghe notti finlandesi, le lune estive abbaglianti, le luci e i sogni delle estati svedesi e c’è Munch. Con 30 quadri malinconici e sognanti e 10 opere su carta che identificano lo “ spirito del nord”, compreso in 130 dipinti di Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca. Paesaggi, più che figure, compaiono a rappresentare luci e ombre del nord. I paesaggi la fanno da padroni per via di quell’esclusivo rapporto che l’uomo del nord ha con la natura, un rapporto privilegiato che lo avvicina alla sua idea divina. L’asse uomo, arte, natura, Dio è sempre presente nelle opere scandinave, anche in quelle letterarie e filosofiche. A Villa Manin possiamo ammirare le opere della "Golden Age" in Danimarca, con le opere prima di Eckersberg e poi di Kobke, Lundbye, P.C. Skovgaard e Dreyer. Per la Norvegia una breve presentazione sarà riservata a Dahl, Fearnley, Balke e Gude; in Svezia almeno a Larson, Berg e Wahlberg e in Finlandia a von Wright e Holmberg. Il percorso tende ad evidenziare come il paesaggio fisico diventi man mano paesaggio dell’anima. Si prosegue con Ring, Philipsen, Krøyer e soprattutto Hammershøi (cui sarà dedicata un'intera sala a Villa Manin) in Danimarca. Si continua con Hertervig, Cappelen, Killand, Thaulow, Krøgh, Sohlberg in Norvegia; e poi Larrsson, Nordström, Zorn, Ekström, Prince Eugen, Strindberg in Svezia; Edelfelt, Gallen- Kallela, Järnefelt, Churberg, Halonen, Thesleff in Finlandia. Un’ottima occasione per il pubblico italiano di conoscere, con una mostra ampia e documentata, pittura in Scandinavia e di coglierne e comprenderne più da vicino l’humus e l’essenza primaria. Dopo questa mostra anche Munch avrà una “luce diversa”.

02.03.2011 # 2014
Miami Beach | Isaac  Julien. Creative  Caribbean Network

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Milano | INTOLERANCE ZERO
Fotografie di Donata Pizzi

Fino al 31/03/2011

Una profonda riflessione attraverso le immagini, fotografando i luoghi resi “famosi” per episodi di violenza, sopraffazione e discriminazione, come Ulitsa Lesnaja a Mosca, via Valdonica a Bologna, Barron Road a Barnwell, dove hanno perso la vita Anna Politkovskaja, Marco Biagi, Fiona e Francesca Pilkington. Un viaggio negli spazi della coscienza, per tentare di sensibilizzare il mondo sulla necessità del diritto ad una corretta informazione, sulla libertà di pensiero, sul rispetto di culture o valori diversi dai nostri, sull’integrazione di chi è portatore di handicap o parte di una minoranza etnica, religiosa o di genere. Una riflessione su tutti gli aspetti che riguardano la tolleranza, inizio di un progetto più grande e articolato. Si racconta, tra gli altri, di Hina Saleem, la ragazza pakistana uccisa l’11 agosto 2006 vicino a Brescia, nella casa di famiglia, dal padre e da alcuni parenti per non aver accettato il marito pachistano scelto dalla famiglia. Di padre Anthony Kaiser, ucciso a Naivasha, in Kenya, per aver denunciato la corruzione del governo e aver difeso il diritto agli insediamenti delle tribù keniote più deboli. E ancora: Eudy Simelane, capitano della nazionale sudafricana di calcio, 25 anni, violentata e uccisa nel 2008 in uno stupro collettivo nella township di Kwa Tema, nel Gauteng, in Sudafrica, dove era nata e dove viveva apertamente la sua omosessualità. L’ l’autrice di queste immagini, Donata Pizzi, racconta del suo lavoro: “Queste persone che muoiono ora, sono vicinissime a me, sono miei coetanei, e tante sono donne, che vivono e lottano nel mio stesso tempo. Ho pensato di testimoniare il loro impegno fotografando i luoghi dove sono state assassinate, per ricordarle oltre il momento cruento della cronaca. Tutti questi luoghi, lontanissimi tra loro, ma vicinissimi alla vita di ognuno di noi (una qualsiasi strada, un anonimo interno, un grande magazzino, un paesaggio), vogliono ricordare l’incongruità e la diffusione oggi di una violenza che ci riporta ai secoli bui. Nella mia convinzione le immagini ci aiutano a non dimenticare, a riflettere, per mantenere vivi l’energia e l’impegno di queste persone generose e libere, che hanno vissuto vite vere “. La mostra, ospitata alla Triennale di Milano, si pone come un work in progress, arricchita dalla partecipazione dei navigatori in rete, degli studenti, dei giornalisti e di chiunque vorrà portare una sua testimonianza su questo argomento.

27.02.2011 # 1831
Miami Beach | Isaac  Julien. Creative  Caribbean Network

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Roma | Mexico.
Carlos Amorales.
Remix

27/02/2011

 Amorales, artista messicano, classe 1970, è noto per le sue immagini e performances in bianco e nero, tutte facenti parte di un grande archivio digitale, L’Archivio Liquido, realizzato a partire dagli anni ’90. Un archivio in continua espansione, con immagini e disegni ricavati da riviste libri, cataloghi, foto di Amorales o prese da Internet. Il tutto rielaborato e trasformato con processi creativi tecnici in disegni, diapositive video, collage, dipinti, sculture, installazioni, copertine di dischi. Un glossario, insomma, da cui attingere non solo per se stesso ma anche per gli altri, come ha fatto, ad esempio, un gruppo di studenti che ha installato, re-interpretandoli, i lavori El estudio por la ventana e Black Cloud, nell’ambito del seminario del Professor Claudio Zambianchi della Facoltà di Scienze Umanistiche dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". La mostra, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, può essere considerata funzionale alle altre due grandi mostra ospitate nel Palazzo e dedicate al Messico e alla civiltà messicana attraverso le immagini, i documenti, la storia: Mexico. Immagini di una Rivoluzione e Mexico. Teotihuacan. La città degli Dei. Il passato, la politica, la storia e il futuro, con i suoi sogni, le sue tendenze, espresse nell’arte di Carlos Amorales. Il consiglio è quello di partire dalla mostra su Teotihuacan. La città degli Dei, di proseguire con le immagini della rivoluzione e di completare il percorso con Remix di Amorales. Que viva Mexico! Dunque.

 

27.02.2011 # 1810
Miami Beach | Isaac  Julien. Creative  Caribbean Network

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Bologna | Bologna Art First

Fino al 27/02/2011

Arte Fiera è una delle prime fiere internazionali d’arte moderna e contemporanea nate in Italia negli anni ’70. Probabilmente la prima fiera d’arte italiana. Per la sua 35esima edizione, riparte a Bologna dal 28 gennaio al 27 febbraio 2011, con nuove proposte espositive, circa 200 gallerie ospitate nei 15000 mq espositivi. Suddivisi in settori dedicata adll’arte moderna, contemporanea e alle ultime tendenze –con un’attenzione particolare alle gallerie giovani con non più di 5 anni di esistenza-mira ad avvicinare sempre di più il mercato dell’arte e il collezionismo ad un pubblico sempre più ampio. Tra i vari appuntamenti, la tavola rotonda organizzata da IACCA – International Association of Corporate Collections of Contemporary Art dal titolo ‘Art Education Programs’. In più, all’interno della kermesse, quinta edizione del Premio Euromobil - main sponsor di Arte Fiera Art First - dedicato al miglior artista under 30 presentato ad Arte Fiera che verrà premiato in questa occasione all’interno dell’installazione “I luoghi dell’arte”, da una giuria qualificata di critici e operatori del settore. L’opera vincitrice entrerà a far parte della collezione d’arte dei fratelli Lucchetta, proprietari del marchio. E ancora, dal comunicato stampa : ottava edizione del Premio Furla ritorna quest’anno con una tavola rotonda che ha come protagonisti i curatori invitati e gli artisti selezionati per questa edizione. Lo Spazio Art Café, in collaborazione con Corraini Edizioni, è dedicato anche quest’anno alle presentazioni di libri e cataloghi pubblicati dai più importanti editori del settore presenti in Fiera. Tra gli eventi organizzati da Arte Fiera Art First in città, 6° edizione di Bologna Art First. Una vera e propria mostra dal titolo ‘Se un giorno d’inverno un viaggiatore’ a cura di Julia Draganovic, che diventa un percorso unico che ogni visitatore è libero di crearsi individualmente come un viaggio intimo e personale attraverso le installazioni di artisti contemporanei italiani e stranieri, rappresentati dalle gallerie presenti in Fiera, che si confrontano con luoghi storici del centro della città. Sabato 29 Gennaio Bologna si trasforma in un palcoscenico per l’arte contemporanea con Art White Night, la notte bianca con aperture straordinarie fino alla mezzanotte di musei, palazzi, gallerie e negozi.

27.02.2011 # 1767
Miami Beach | Isaac  Julien. Creative  Caribbean Network

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Varese | Robert Rauschenberg. Gluts

Fino al 27/02/2011

Rauschenberg ( 1925, Port Arthur-2008, Captiva Island) è famoso per le sue poetiche opere frutto di assemblaggi di materiali vari, i Guts. Esposti i questa mostra a Villa Panza, appartenuta al collezionista e mecenate lombardo Giuseppe Panza, oggi patrimonio Fao. Panza è stato il primo collezionista italiano ad acquistare le opere di Rauschenberg e il tour internazionale di mostre termina, non a caso, proprio nelle sale della bella Villa di Varese, regalando nuove opere alla collezione. Tra opere provenienti da collezioni private e altri musei, si possono ammirare in tutto 40 lavori, frutto di assemblaggi di materiali presi in una grande discarica della Florida e messi insieme in maniera spiritosa e geniale.
Nel 1964 Rauschenberg partecipò alla Biennale di Venezia e vinse il Gran Premio per la Pittura con un opera della collezione Panza: la celebre scultura Gift For Apollo. Citiamo le parole del suo mecenate italiano, che cominciò ad acquistare i suoi lavori dal 1959: "Alla fine degli anni '50 ho acquistato Rauschenberg che considero un trait d'union tra l'Espressionismo Astratto e la Pop Art, perché utilizza immagini della vita reale per creare un rapporto con il passato come memoria. Se si guarda alle sue opere si vede anche il segno dipinto non solo il collage e l'oggetto. Per questa ragione era naturale capire la Pop Art … Quando i Rauschenberg arrivarono a casa vi erano pochissime persone interessate. Sentivo un grande interesse per lui perché vedevo nei dettagli una relazione ad avvenimenti del passato. E' una sollecitazione della memoria. Sono relazioni a cose reali che spariscono lontano come tutti gli avvenimenti di molto tempo fa anche quando l'artista era giovane. Il ricordo diventa più forte perché rivive dentro di noi tutto ciò che è accaduto in un passato distante, è dalla memoria cambiato, diventa più bello, perché perde realtà, diventa una realtà più ideale …" Giuseppe Panza, 1987 . Negli anni '80 l'artista americano si dedicò soprattutto al recupero di materiali e oggetti metallici, in alluminio, bronzo, ottone, rame, cercando di catturare le proprietà riflettenti, materiche e scultoree del materiale. I Gluts (1986–89 e 1991–95), seguono questa scia e rappresentano l'ultima serie di opere scultoree da lui realizzate. "E' il momento dell'eccesso, l'avidità è rampante. Tento solo di mostrarlo, cercando di svegliare la gente. Voglio semplicemente rappresentare le persone con le loro rovine […] Penso ai Gluts come a souvenir privi di nostalgia. Ciò che devono realmente fare è offrire alle persone l'esperienza di guardare le cose in relazione alle loro molteplici possibilità". Non è solo il loro valore quotidiano a spingere Rauschenberg alla scelta di questi oggetti, ma anche e soprattutto le loro potenzialità e proprietà formali. La sua empatia per gli oggetti di scarto è quasi viscerale. "Gli oggetti abbandonati mi fanno simpatia e così cerco di salvarne il più possibile." La mostra è a cura di Susan Davidson, Senior Curator, Collections & Exhibitions, Museo Solomon R. Guggenheim, e David White, Curator, Robert Rauschenberg Estate. Organizzata da il FAI - Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e il Robert Rauschenberg Estate di New York.