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Mostre ed eventi // Pagina 122 di 216
11.04.2011 # 2077
Parigi | Société Réaliste.

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Parigi | Société Réaliste.

Fino all’08/05/2011

Empire, State, Building. Ovvero, tre concezioni e prospettive di lavoro della Società realista, che si condensano nel celebre grattacielo newyorchese, mitico ed emblematico degli States e fonte d’ispirazione per l’arte del XX secolo. C’è l’impero, il potere, che passa per lo stato. Le costruzioni, i building, il costruito, il costruibile. Tutto viene indagato attraverso i segni visivi, dal punto di vista antropologico, storico ed economico. Si prende spunto dalle fotografie, dalla cartografia, dalla tipografia per esplorare i segni della politica, della storia, le tracce intorno a noi. Lo fanno egregiamente Ferenc Gróf e Jean-Baptiste Naudy, collettivo o duo, cooperativa che forma Società Realista. Tutte le opere recenti si articolano soprattutto intorno a due oevres pivots, The Fountainhead (2010) e Culte de l’Humanitée (2011). In tutto questo, quello che emerge è che il mito, è alterato continuamente dal disordine dei simboli, che si sovrappongono, cercano di sostituirsi, non sono cancellati in maniera esemplare come in un vero regime ma sono confusi, soppiantati da altri, anche questo, simbolo dei tempi, della politica e del potere. Alla Galleria Jeu de Paume di Parigi.

10.04.2011 # 1884
Parigi | Société Réaliste.

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New York | Norman
Rockwell: Behind the
Camera

10/04/2011

Norman Rockwell è uno dei più famosi illustratori americani, ammirato da intellettuali, musicisti, pittori, cineasti come Lucas e Spielberg. Anche Google, quest’anno, lo ha celebrato dedicandogli la home page nel giorno della sua nascita, il 3 febbraio.Norman Rockwell, nato a New York nel 1894, conobbe presto l’amore per l’illustrazione, disegnando, fin da piccolo, le storie che il padre raccontava la sera. Dopo avere frequentato le migliori scuole d’arte del luogo, Rockwell cominciò prestissimo la sua carriera di “cantastorie romantico”, che in breve tempo e fino alla fine, con le sue più di 300 copertine per il Saturday Evening Post, ammaliò tutta l’America. Il suo lavoro è permeato da un sottile umorismo, un’ ironia che spesso si dispiega in giochetti divertenti come il collocare particolari incongruenti in illustrazioni come ne il Pesce d’Aprile ( 3 aprile ’48). Per le sue illustrazioni cominciò ad un certo punto ad aiutarsi con la fotografia, che gli serviva a fissare meglio le pose. Si servì soprattutto del Balopticon, una macchina che, come lui stesso riferiva, “produce assuefazione ma fa risparmiare tempo ed è di grande aiuto”. Il suo motto era “la storia è per me la prima e l’ultima cosa” e fino alla fine coltivò l’idea di dipingere la grande opera che avrebbe cambiato il mondo. Nel frattempo, le sue copertine, che annoverano ogni tipo di prodotto, tema simbolico legato all’immaginario consumistico americano, si arricchivano di nuovi dettagli. La sua opera fu importante anche per l’impatto ottimistico sulle menti degli americani, in cui l’attualità veniva tratteggiata in maniera garbata, ironica e la pubblicità ( calzini, bibite, chewing gum e dolciumi) era espressa in maniera intensa e vivida. Con il tempo nelle sue tematiche entrò anche la questione razziale, con la raffigurazione di Ruby Bidges per la rivista Look, una bambina di origine afroamericane che sfidò il razzismo americano frequentando una scuola per soli WASP( americani bianchi). La mostra è ospitata al Brooklyn Museum di New York, con la collaborazione del Norman Rockwell Museum in Stockbridge, Massachusett, che ha contribuito a digitalizzare più di 20 mila negativi dell’artista.


08.04.2011 # 2074
Parigi | Société Réaliste.

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Bologna | James Casebere.
Landscapes with Houses

Scade il 30/04/2011

Fotografie di case. Case tipicamente americane, ma potrebbero essere anche nordeuropee. Case colorate, coi i tetti a spiovente rossi, bianchi, grigi, lilla. Fotografate dall’alto, da varie angolazioni, con luci diverse, come fossero persone. Case che parlano, hanno qualcosa da dire. Il tutto è estremamente rassicurante, come i colori pastello, le siepi ben curate, i verdi prati, le piscine, i bambini che giocano. Un “contorno” ridente, buonista. Qualcosa di patriottico e inquietante. Questo è quello che ritrae James Casebere, nato in Michgigan nel 1953. Un mondo bello ma posticcio. I particolari, inquietanti, sono nella palese finzione, nelle macchine che sono giocattoli, modellini in gesso, cartone e gommapiuma. L’ordine, la simmetria, le luci brillanti ma artificiali, le atmosfere seriali, austere, sospese. Questa serie, presentata a Parigi fino al 9 aprile, prosegue a Bologna, alla Galleria Marabini, con gli scatti dal 1975 al 1991. Le sue fotografie da sempre vogliono dimostrare che la fotografia è una forma d’arte che non cattura mai le immagini in maniera oggettiva. Su questo concetto, egli dice: “più diventiamo consapevoli delle nostre costruzioni di realtà, meno saremo portati a imporle agli altri nel nome di una verità oggettiva”.

07.04.2011 # 2071
Parigi | Société Réaliste.

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Modica | Moira Ricci /
Amir Yatziv

Fino al 17/03/2011

In comune hanno la capacità di manipolazione delle immagini, a partire da un fatto vero, storico. Il punto di arrivo, però, non è reale. Assomiglia ad un gioco, forse un gioco della memoria, qualcosa legato all’inconscio. Moira Ricci e Amir Yatziv, di Grosseto la prima, classe ‘77 e israeliano il secondo, classe 1972, espongono insieme alla Galleria Laveronica di Modica. La prima fa bellissimo lavoro sulle immagini fotografiche, prendendo spunto dalla morte della madre, avvenuta nel 2004. Ricci fa una serie fotografica ritraendo la madre in tutti i momenti della sua vita. Cerca di fissare la storia, il momento, il ricordo, cerca di vivere quelle immagini nel presente, illudendosi di “essere li”. Yatziv, invece, immagina una fantomatica battaglia tra i nazisti e l’esercito dello Stato di Israele in una foresta polacca. Un gioco di ruolo, un sogno, un incubo? Eppure l’umanità dei volti, la storia, le immagini, i racconti, le scene che sembrano, appunto, prese da un sogno, si “assomigliano”. Raccontano un mondo che c’è, ma non si vede. Un mondo che gli artisti ci fanno vedere, in quel momento, in nessun luogo, dove noi siamo.

06.04.2011 # 2064
Parigi | Société Réaliste.

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The 45th Edition of Art Cologne |
Internationaler Kunstmarkt

Fino al 17/04/2011

Attiva dal 1967 è la prima delle fiere europee, con una media di 60 mila visitatori e ben 230 gallerie. Quest’anno, oltre a dare una particolare importanza al lavoro dei giovani talenti, punterà soprattutto sulla qualità. Tutte le oltre 200 gallerie esporranno, al Cologne Exhibition Centre cimentandosi con il genere del modernismo classic, con l’arte contemporanea e del dopo guerra. In particolare, le gallerie più conosciute ritornano per un altro giro, nuovamente ad esporre anche quest’anno. M non solo. Tutti i trend dell’arte contemporanea saranno ospitati nella sezione Open Space, new contenporaries e New positions. Dal 13 al 17 aprile 2011.

05.04.2011 # 2062
Parigi | Société Réaliste.

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Francoforte | Oggetti surreali.
Lavoro a tre dimensioni
da Dalì a Man Ray

Fino al 29/05/2011

L’immagine presentata in Home page, sul sito della Galleria Schrin Kunstalle di Francoforte è l’Aphrodisiac telephone di Dalì. Un’aragosta poggiata a mò di cornetta su di un telefono. E ancora, La toupie di Belimer, un oggetto non ben identificato a forma di grappolo formato da seni. Questo e altro nella mostra Oggetti surreali, ovvero SURREALE DINGE. SKULPTUREN UND OBJEKTE VON DALÍ BIS MAN RAY. Ci sono frammenti del quotidiano, oggetti comuni reinterpreti in maniera insolita, dal punto di vista di artisti come Man Ray o Dalì. Assemblaggi “poco ortodossi” eccentrici o suggestivi, che richiamano ossessioni o desideri erotici, tabù e immagini oniriche sepolte nell’inconscio. Ma anche le immagini poetiche di Ernst o i manichini di Denise Hugnet, macchine da scrivere definite “onanistiche”, tavolini dalle zampe d’uccello, tutto questo per celebrare i 25 anni di attività della celebre galleria. Da non perdere.