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Mostre ed eventi // Pagina 111 di 216
18.06.2012 # 2460
Dennis Oppenheim - Electric City

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Dennis Oppenheim - Electric City

Fino al 9 settembre 2012

Dal 19 maggio al 9 settembre 2012, Merano Arte ospita una mostra, curata da Valerio Dehò, in collaborazione con Amy Plumb Oppenheim curatrice del Dennis Oppenheim Studio di New York e la Galleria Fumagalli di  Bergamo, che presenta 9 sculture-installazioni realizzate da Oppenheim tra la metà degli anni Ottanta e la fine del decennio successivo.  Fu quello un momento in cui la sua libertà espressiva conobbe una particolare fecondità e nel quale sperimentò una pluralità di ricerche legate a una rifondazione della scultura. Il filo rosso che lega tra loro le opere esposte a Merano è caratterizzato dall’idea di una continua metamorfosi delle forme in cui gli elementi costruttivi e decostruttivi si sommano, dando vita a effetti emozionalmente forti. 

Oppeneheim non ha mai cercato la ripetizione; la sua analisi dei simboli, delle immagini e delle soluzioni plastiche non conobbe mai interruzione. La sua figurazione fu assolutamente libera e attingeva dall’immaginario collettivo, dall’universo biomorfo o da suggestioni surreali, paradossali, ironiche. In tutti i suoi lavori, sia quelli di medie dimensioni che nelle grandi installazioni ambientali, Oppenheim ha privilegiato il sovvertimento dei canoni, il capovolgimento delle situazioni. Proprio la “discontinuità” è stata la sua cifra più caratteristica, rendendo imprevedibile ogni sua fase creativa.  Anche le opere esposte a Merano non forniscono al visitatore punti di riferimento fissi, ma propongono una visione dell’arte contemporanea problematica ma sempre affascinante. Il suo interesse per i simboli e le macchine, ha condotto Oppenheim a realizzare installazioni sorprendenti. L'artista, che ha spaziato dalla Land art al video, dalla Body art al Concettuale, ha cercato e trovato un codice personale, coerente con l’idea di arte intesa come ricerca senza fine.  Il percorso espositivo, che si arricchisce di una completa rassegna video, rende la giusta riconoscenza a un genio dell’ironia e della creatività nomade e senza confini ed evidenzierà la sua capacità di affrontare il nomadismo linguistico come caratteristica di una ricerca fondata sull’attenta osservazione della realtà.  Il titolo della mostra, Electric City, riecheggia il nome della città, vicino a Washington, dove Oppenheim è nato nel 1938, che sembra aver prefigurato la sua futura attività non solo legata ai media, ma anche all’elettricità dei suoi lavori, contenitori ed evocatori di forza, energia, movimento. Proprio il flusso vitale delle sue opere è il punto più alto dell'eredità che ha lasciato.

18.06.2012 # 2464
Dennis Oppenheim - Electric City

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Summer Pop

Fino al 30 settembre 2012

Summer Pop Otranto 2012. Omaggio a Andy Warhol, è, invece, la rassegna collaterale alla grande mostra, a cura di Raffaela Zizzari. Il tema scelto quest'anno è sintetizzato in un famoso aforisma dello stesso Andy Warhol: “La pop art è un modo di amare le cose”. Gioia di vivere, pleasure, art de vivre, un mix di convivialità, contaminazioni fertili e virtuose, in tutti i campi dell’arte, dalla pittura di Ninì Elia e Franco Baldassarre alla scultura di Bruno Maggio, dai limbi dei fratelli Colì alla musica di Andrea Vadrucci, dalle reinterpretazioni di Vincenzo Mascoli alla boatpeople di Luigi Orione Amato, dal calendario pop comunale alla ceramica d’uso di Grottaglie, per finire nei laboratori del sé di Veronica Amato. Una joie de vivre fatta di vibranti oggetti multicolore, note ritmate, pennellate vivaci che trasmettono energia, ottimismo, dinamismo, creatività e spirito cosmopolita ma rigorosamente pop. Infatti, i linguaggi impiegati dai protagonisti sono molteplici, e ciò rende Summer Pop un caleidoscopio di idee e suggestioni che rendono ancora una volta Otranto un appuntamento imperdibile per tutti i “viaggiatori” alla ricerca di una bellezza visiva, percettiva, etica, educativa e funzionale. Summer Pop continua il percorso di marketing innovativo intrapreso nel 2009 con la nuova direzione artistica del castello, amplificando l’attrattività e l’offerta culturale della Città di Otranto e dell’intero territorio del Salento.

18.06.2012 # 2463
Dennis Oppenheim - Electric City

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Andy Warhol. I want to be a machine

a Otranto fino al 30 settembre 2012

Andy Warhol. I want to be a machine, a cura di Gianni Mercurio, apre la quarta stagione artistica del Castello di Otranto, contenitore culturale gestito dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie e dalla Società Cooperativa Sistema Museo di Perugia, con la direzione dell’architetto Raffaela Zizzari.

La mostra, attraverso circa cinquanta opere provenienti da collezioni private italiane e prodotte da Andy Warhol con la tecnica meccanica della serigrafia, presenta i temi fondanti dell’estetica dell’artista statunitense scomparso nel 1987: mito bellezza-successo (Marilyn), consumismo (Campbell’s Soup), simboli tragici (Electric Chair). Inoltre, saranno esposte opere significative come la serie dei Flowers, il Vesuvio(realizzato in occasione del suo soggiorno napoletano grazie al gallerista Lucio Amelio), i simboli del potere (Falce e Martello, Dollar Sign) e altre ancora.

18.06.2012 # 2462
Dennis Oppenheim - Electric City

Daria La Ragione // 0 comments

Gilbert & George - London Pictures

fino al 28 luglio 2012

Gilbert & George, per la nuova mostra negli spazi di Piazza dei Martiri, presenteranno 13 lavori tratti dal nuovo ciclo London Pictures, la più grande serie mai creata dagli artisti inglesi.


18.06.2012 # 2454
Dennis Oppenheim - Electric City

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CliCiak

fino al 1 luglio 2012

IL VOLTO INEDITO DEL CINEMA ITALIANO ALLA CASA DEL CINEMAUna mostra frutto della selezione delle circa 1.800 immagini, inviate da quasi una sessantina di fotografi alla quindicesima edizione di CliCiak, concorso nazionale per fotografi di scena organizzato dal Centro Cinema Città di Cesena, a partire dal 1998. Iniziativa unica nel suo genere, CliCiak mette a confronto le foto dei film, anche documentari, cortometraggi e per la televisione, dell’ultimo triennio (2009-2011), chiamando una giuria di esperti ad indicare la miglior fotografia in bianco e nero e a colori, e la miglior serie, sia in bianco e nero che a colori. A questi, si aggiungono i premi speciali “Ritratto di attore sul set” assegnato dalla direzione di «Ciak» e “Giuseppe e Alda Palmas” (per un fotografo per la prima volta presente al concorso). La giuria di quest’anno, composta dal fotografo Franco Bellomo, dal critico Cesare Biarese, dallo storico della fotografia Denis Curti, dal regista Davide Ferrario e dalla photo editor Viviana Gandini ha premiato i fotografi Fabrizio De Blasio (Atelier Fontana), Gianni Fiorito (This Must Be the Place) Claudio Iannone (Un altro mondo),  Angelo R. Turetta (Bar Sport), Philippe Antonello (Habemus Papam), Loris T. Zambelli (La peggior settimana della mia vita), Simona Pampallona (Corpo celeste). Segnalazioni sono andate a Leonardo Baldini (Io e Marylin, Finalmente la felicità), Andrea Catoni (Il cuore grande delle ragazze), Tullio Deorsola (Amici miei – Come tutto ebbe inizio), Fabio Lovino(Diarchia), Maria Marin (The Wholly Family), Kash Gabriele Torsello (Il villaggio di cartone).Il premio speciale “Ciak ritratto d’attore” è stato assegnato a Angelo R. Turetta (Terraferma) e a Nicola Casamassima (Il mio domani).

Al di là della competizione, CliCiak è stato pensato da un lato per rendere testimonianza del lavoro prezioso dei fotografi di scena e dall’altro per dare vita ad un fototeca sul cinema italiano contemporaneo, che ha quasi raggiunto le 13.000 stampe.

18.06.2012 # 2453
Dennis Oppenheim - Electric City

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ADDIO ANNI 70. Arte a Milano 1969 - 1980

Fino al 2 settembre 2012

Palazzo Reale prosegue il suo dialogo con l'arte contemporanea con un viaggio attraverso opere, artisti e situazioni protagonisti a Milano nel decennio compreso tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Ottanta. La mostra è ideata e prodotta dal Comune di Milano - Cultura e Palazzo Reale, su un progetto di Francesco Bonami e Paola Nicolin, con il sostegno di 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE e pone l'accento sul sistema dell'arte a Milano e sulla produzione culturale legata alle arti visive che caratterizzò la scena cittadina di quegli anni, attraversati dalla tempesta della politica. Una grande mostra, con oltre 2500 mq espositivi per oltre 60 artisti rappresentati, che racconta in modo inequivocabile come negli anni Settanta Milano sia stata una delle capitali europee dell'arte e della cultura in un momento fondamentale della storia della cultura internazionale.

Il percorso espositivo è strutturato non tanto come una ricostruzione storica, una rassegna o una mappa cronologica, quanto piuttosto come una delle letture possibili di quegli anni, una sequenza di opere e voci che fotografano una situazione viva, mettendo a confronto opere di pittura, scultura, fotografia, video e film d'artista, installazioni, documentazione video e sonora. Azioni irripetibili come performance, happening, concerti, spettacoli teatrali e di teatro danz sono completate da una selezione di materiale editoriale, proveniente da archivi privati e pubblici. Dalla Milano di Ugo Mulas a quella di Gianni Berengo Gardin e Gabriele Basilico, dalle installazioni di Luciano Fabro e di Luise Nevelson alle sculture di Arnaldo Pomodoro, da Christo alla biro su carta di Alighiero Boetti. La mostra coinvolge direttamente anche alcuni protagonisti del tempo, che hanno curato alcune sale della mostra, sospesi tra lo sguardo del testimone e il "senno di poi" del curatore: Nanni Balestrini, Gianni Emilio Simonetti, Sergio Dangelo con Arturo Schwarz e Daniel Spoerri con Gino Di Maggio. Apre e chiude il percorso una reading room, progettata grazie alla collaborazione di Artek e Domus e realizzata con tavoli e sedie di Enzo Mari, legate all'esperienza dell'Autoprogettazione che egli presentò per la prima volta alla Galleria Milano nel 1974. Nella sala saranno visibili anche le interviste a critici e protagonisti del decennio realizzate appositamente per la mostra insieme alla documentazione editoriale d'epoca.

Inside Ilas