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Mostre ed eventi // Pagina 107 di 216
13.08.2012 # 2581
7 ways of seeing

Daria La Ragione // 0 comments

7 ways of seeing

a Venezia fino al 28 ottobre 2012

VENEZIA / CA’ ZENOBIO DEGLI ARMENI /
ROMBERG ARTE CONTEMPORANEA e ARTE EVENTI VENEZIA
presentano

ALESSANDRO BAVARI (video) / MARCO BETOCCHI / CARLO D’ORTA / EROS DE FINIS / CLAUDIO DE MICHELI / GIUSEPPE RIPA / CLAUDIO SPOLETINI / 7 ways of seeing

a cura di Italo Bergantini e Alessandro Trabucco

“L’Elemento decisivo per la fotografia resta sempre il rapporto del fotografo con la sua tecnica”. Questa fulminea frase, apparentemente “lapalissiana”, di Walter Benjamin, è apparsa per la prima volta nel 1931, nel suo brevissimo scritto “Piccola storia della fotografia”. Un’affermazione che può permettere di riflettere sullo statuto estetico della fotografia in quanto tecnica artistica legata soprattutto a procedimenti meccanici, oltre che ad un non meno determinante intervento manuale (soprattutto nelle manipolazioni effettuate in camera oscura) nella resa finale. Anche la questione specifica sullo stile della fotografia ha suscitato nel tempo interessanti dibattiti, partendo proprio dalla differenza sostanziale tra le varie tipologie operative artistiche. Roland Barthes, nella sua Nota sulla fotografia, confessa di non poter amare “tutte le foto di uno stesso fotografo. [...] Io non potevo accedere a quella comoda nozione, quando si vuole parlare di storia, di cultura, di estetica, che si chiama lo stile d’un artista”. Ma l’analisi che il critico francese fa dello statuto linguistico della fotografia non può che suscitare delle perplessità quando il paragone cade sulla tecnica pittorica, e a favore di quest’ultima, ma in sostanza potenzialmente identica a quella fotografica, quando ci si trovi di fronte alla tela bianca oppure alla pellicola vergine prima di essere impressionata e, di seguito, proiettata sul foglio emulsionato in camera oscura. La mostra 7 ways of seeing vuole analizzare le specificità degli approcci (o stili) al mezzo tecnologico fotografico (in un caso anche video) da parte dei 7 artisti coinvolti in mostra, Alessandro Bavari, Marco Betocchi, Carlo D’Orta, Eros De Finis, Claudio De Micheli, Giuseppe Ripa, Claudio Spoletini, 7 modi differenti ma particolarmente identificabili con ricerche complesse e ben strutturate. L’idea della Fotografia quale strumento creativo indipendente da appendici o riferimenti trova nella varietà e nella qualità delle proposte artistiche la sua stessa legittima autonomia. Nel suo imprescindibile saggio “La camera chiara”, Roland Barthes chiude la sua appassionata e fin troppo autobiografica dissertazione sulla Fotografia ipotizzando due metodi opposti utilizzati dalla società contemporanea “...per far rinsavire la Fotografia, per temperare la follia che minaccia ad ogni istante di esplodere in faccia a chi la guarda”. Il primo consiste nel considerarla arte “giacché nessun’arte è pazza”, il secondo nel banalizzarla “... al punto che di fronte a lei non vi sia più nessun’altra immagine rispetto alla quale essa possa spiccare, affermare la sua specialità, il suo scandalo, la sua follia”. A noi piace considerare questa tecnica espressiva come un medium in grado di introdurre nuove visioni e nuovi approcci alle realtà (plurale), sia concrete sia immaginarie, nulla togliendo alla sue specifiche metodologie tecno-logiche, in continua evoluzione ma anche in grado di rinnovarsi all’interno di territori già esplorati ma non per questo esauriti nelle loro infinite potenzialità.

16.08.2012 # 2584
7 ways of seeing

Daria La Ragione // 0 comments

MARISA MERZ

a Torino fino al 23 settembre

Dal 16 maggio al 23 settembre 2012 la Fondazione Merz presenta per la prima volta il lavoro di Marisa Merz con una grande mostra antologica.
L’esposizione, ideata per lo spazio della Fondazione Merz, presenta una molteplicità di opere, sia storiche, a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, sia recenti e spesso inedite, installate sotto la guida acuta e meticolosa dell’artista, con l’intento di esprimere il carattere intimo e visionario della sua poetica.
Tutte le modalità espressive proprie dell’artista saranno presenti: disegno su diversi supporti, sculture in argilla cruda, tessiture di filo di rame e di nylon, oggetti trasformati dalla cera.


16.08.2012 # 2583
7 ways of seeing

Daria La Ragione // 0 comments

Thomas Schütte. Frauen

a Rivoli fino al 23 settembre 2012

Il Castello di Rivoli presenta al pubblico la prima rassegna museale italiana dedicata all’artista tedesco Thomas Schütte. La mostra – allestita in stretta collaborazione con l’artista – è curata da Andrea Bellini, condirettore del Castello di Rivoli e Dieter Schwarz, direttore del Kunstmuseum Winterthur. Co-prodotta dal Museo e dal NMNM Nouveau Musée National de Monaco, la mostra di Torino è il primo di due eventi dedicati alla figura dello storico artista tedesco, il cui lavoro sarà presentato – dal 6 luglio al 10 novembre – anche presso il NMNM del Principato di Monaco. Negli spazi di Villa Paloma il progetto curatoriale si concentra sulla serie dei modelli architettonici delle One Man Houses, accompagnate da un gruppo di opere recentissime ed inedite che trattano diversi temi cari all’artista, come i bunker ed i templi. La mostra al Castello di Rivoli prende invece in considerazione la serie delle Frauen, straordinarie figure di donne i cui corpi vengono sottoposti a deformazioni spaziali e organiche. Ciò che emerge con forza da questo gruppo di opere è la capacità di Schütte di operare una vera e propria rivoluzione formale e immaginativa, non solo rispetto alla nobile tradizione della scultura figurativa occidentale ma anche nell’ambito della sua stessa opera. Le Frauen in bronzo o alluminio derivano direttamente da alcuni modelli in ceramica scelti tra 120 diversi bozzetti realizzati tra il 1997 ed il 1999. Per la prima volta in assoluto le diciotto Frauen verranno presentate tutte insieme nei suggestivi spazi della Manica Lunga, l’antica Pinacoteca sabauda del Settecento, larga 6 metri e lunga 146. Le Frauen saranno accompagnate dalla serie completa dei loro bozzetti in ceramica e da cento acquerelli provenienti dalla collezione privata dell’artista. Al Castello di Rivoli l’artista presenta inoltre due inedite sculture in bronzo alte quattro metri, United Enemies, che saluteranno il visitatore fronteggiandosi suggestivamente davanti all’ingresso del Castello settecentesco.



10.08.2012 # 2580
7 ways of seeing

Daria La Ragione // 0 comments

Opere dalla Fondazione Alessandro Grassi

sottotitoloa Milano fino al 31 dicembre 2012

La Fondazione Stelline apre il 2011 presentando “Collezioni alle Stelline”, un nuovo ciclo espositivo che fa dialogare collezioni private d’arte contemporanea e istituzioni pubbliche, in sintonia con le richieste di un pubblico sempre più numeroso e interessato, esponendo 25 grandi opere dalla Collezione Alessandro Grassi, selezionate sul tema della pittura europea dagli anni Ottanta a oggi.

La mostra di questo importante nucleo della Collezione Alessandro Grassi, - afferma Camillo Fornasieri, presidente della Fondazione Stelline – ci permette di continuare nel nostro progetto di rendere la Fondazione Stelline un luogo vivo 365 giorni all’anno, un punto di riferimento costante per l’offerta di qualità nel panorama non solo cittadino. “Collezioni alle Stelline” è un progetto pensato per disporre il Palazzo a ricevere e condividere una nuova conoscenza, quella di opere del recente passato raccolte e collegate dalla predilezione del collezionista”.

A due anni di distanza dalla scomparsa di Alessandro Grassi, la Fondazione Stelline di Milano accoglie queste opere all’interno degli spazi dello storico palazzo milanese in deposito temporaneo fino al 2012.

Con i suoi scaloni monumentali e i chiostri, la Fondazione Stelline diventa una casa, un luogo dove incontrarsi e sostare per ammirare le tracce dell’espressività umana, un luogo capace di dare supporto al valore pubblico dell’impegno di persone, artisti e collezionisti di tutto il mondo.

La collezione Grassi comprende opere italiane ed europee che testimoniano la ricchezza del panorama artistico dalla Transavanguardia alla giovane pittura del nostro paese, passando attraverso i grandi sperimentatori internazionali.

Opere di Stefano Arienti, John Armleder, Pierpaolo Calzolari, Sandro Chia, Marco Cingolani, Enzo Cucchi, Walter Dahn, Marta Dell'Angelo, Marlene Dumas, Rainer Fetting, Markus Lupertz, Margherita Manzelli, Luca Pancrazzi, A.R. Penck, e altri ancora vengono esposti dal 12 gennaio 2011, in uno dei luoghi più affascinanti di Milano: i chiostri e gli scaloni d’onore della Fondazione Stelline, a pochi passi da Santa Maria delle Grazie.

27.07.2012 # 2554
7 ways of seeing

Daria La Ragione // 0 comments

Stanley Kubrick fotografo

a Napoli fino al 9 settembre 2012

Tra le opere in mostra si possono ammirare il ritratto dedicato al giovane attore Montgomery Clift, ripreso nel suo appartamento; il campione di boxe italo-americano Rocky Graziano, uomo dall'infanzia difficile e migrato oltreoceano, colto da Kubrick sotto la doccia, alla ricerca della sua anima più autentica, lontano dai riflettori. Riprendendo Betsy Furstenberg il regista-fotografo ci fa entrare nel mondo di una bellezza canonica d'altri tempi, simbolo della vita mondana newyorkese, contrapposta alla vita precaria dei piccoli lustrascarpe che si aggirano agli angoli delle strade di New York con il loro sguardo altrove, lontano dalle scarpe che lucidano. Spazio anche per gli artisti del circo, con i loro retroscena, e per il genere poliziesco come in Crimini, dove Kubrick testimonia l'arresto di due malviventi seguendo le strategie dei poliziotti fino all'avvenuta cattura, e lasciando intravedere la vena indagatrice dell'occhio del futuro regista. Negli scatti della Columbia University, il giovane osserva dietro l'obiettivo il luogo d'élite dove l'America formava la classe dirigente del futuro.
Le sue fotografie (passione che ereditò dal padre, insieme a quella degli scacchi) sono in realtà racconti a episodi, storie di vite, di personaggi enigmatici, contraddittori, come è contraddittoria Alice (Nicole Kidman) in Eyes Wide Shut, il suo ultimo film, dove è tormentata tra l'amore fedele per il marito e una lancinante brama sessuale e di mistero.

Contraddizione umana, dramma psicologico, mistero, seduzione, nei personaggi delle fotografie si percepisce la stessa caratterizzazione estetica dei suoi film. L'influenza della fotografia giovanile sulle future opere cinematografiche del regista deriva in parte anche dal metodo della rivista Look, che cercava una narrazione a episodi. I responsabili della rivista volevano cioè che il soggetto fosse seguito costantemente, che venisse fotografato in tutto ciò che faceva.
Sebbene divenuto regista di successo, il legame con la fotografia non si spezza mai: basta considerare i lunghi tempi di inquadratura cinematografica di Kubrick. Il regista passava ore a studiare il particolare dell'immagine, la prospettiva, l'illuminazione, la posizione dei soggetti e degli oggetti in scena, come fosse una fotografia.

27.07.2012 # 2553
7 ways of seeing

Daria La Ragione // 0 comments

ROSSO GASTEL

a Milano fino al 9 settembre 2012

L'esposizione, allestita negli spazi della Fondazione Stelline presenta 12 scatti del fotografo milanese Giovanni Gastel, artista tra i più conosciuti a livello internazionale.

Le sue opere fotografiche ritraggono figure femminili, caratterizzate  dalla presenza, a volte solo accennata, a volte massiccia della  tonalità rossa.
L’iniziativa è uno degli eventi collaterali organizzati in occasione e in contemporanea alla personale di Mario Arlati, ROSSO|RED|ROJO, che negli spazi della Fondazione, fino al 21 luglio, propone ventidue sue opere recenti che invitano il visitatore ad intraprendere un viaggio nel colore rosso.

Ed è proprio rosso, il colore del filo che lega tra di loro queste suggestive immagini, e che si manifesta sia attraverso le forme eleganti dei vestiti che abbigliano le donne  protagoniste delle fotografie, sia attraverso un particolare, come le labbra, una  collana o un’acconciatura, che cattura l’occhio del visitatore, sia mediante un  artificio tecnico, come la stampa virata in rosso, o ancora tramite un’inquietante  nebbia che si allunga sul corpo della modella.


 

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