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Libri e riviste // Pagina 42 di 103
30.10.2012 # 2731
Il marketing della cultura

Daria La Ragione // 0 comments

Il marketing della cultura

Alessandro Bollo

Il sistema dell'arte e della cultura sta vivendo una fase di profondo mutamento che coinvolge gli attori e i meccanismi della produzione, così come i modi e le pratiche con cui le persone consumano e fruiscono di prodotti, beni ed esperienze culturali. Il libro affronta le specificità e gli elementi caratterizzanti del marketing applicato ai contesti artistici e culturali, interrogandosi sul concetto di pubblico evoluto, sulle nuove opportunità di comunicazione e di coinvolgimento derivanti dal mondo digitale, sul punto di equilibrio che consente alla visione artistica di incontrare il mercato.
ed. Carocci

22.01.2013 # 2865
Il marketing della cultura

Daria La Ragione // 0 comments

Grafica editoriale in Europa. Around Europe. Ovvero, un altro modo di viaggiare

AA.VV.

Una maniera diversa per viaggiare attraverso l'Europa. Un viaggio attraverso i tanti paesi europei alla ricerca dei migliori esempi di grafica editoriale. Il libro non vuole essere un'enciclopedia del design, ma semplicemente un riferimento per tutti coloro che amano il design e la grafica, dove trovare ispirazione, alternative, idee.

30.10.2012 # 2733
Il marketing della cultura

Daria La Ragione // 0 comments

Japanese dream. Beato Felice e la scuola di Yokohama

a cura di A. Amerio

"La scoperta del Giappone, della sua geografia come delle sue tradizioni, da parte della cultura europea e americana dell'Ottocento avviene grazie alla fotografia e a coloro che per primi 'fermarono' su carta la memoria di quei misteriosi e lontani luoghi, per oltre due secoli rimasti isolati dagli avvenimenti politici, economici e culturali delle società occidentali. La storia delle origini della fotografia nell'Impero d'Oriente coincide, infatti, con la rivoluzionaria apertura del paese al resto del mondo ed è proprio il nuovo mezzo di rappresentazione della realtà a essere testimone del passaggio del Giappone dalla millenaria società feudale all'età della modernizzazione. Nel marzo 1854, quando il Commodoro statunitense Matthew Calbraith Perry, nella sua seconda missione in Oriente, ottiene dalle autorità giapponesi l'apertura dei porti per il commercio con la sua nazione - accordo allargato un anno dopo anche a Francia, Gran Bretagna, Olanda e Russia - alcuni viaggiatori stranieri realizzano le prime documentazioni fotografiche del Giappone. Stupore, sconcerto, meraviglia sono i sentimenti che prevalgono nella narrazione del viaggiatore occidentale che si avventura alla scoperta del Giappone e per rispondere al desiderio di riportare in patria la testimonianza di quel 'mondo esotico' egli trova nel mezzo fotografico lo strumento ideale con il quale 'esplorare' territori, popolazioni e culture mai viste prima." (Monica Maffioli) ed. Alinari 24ore

30.10.2012 # 2732
Il marketing della cultura

Daria La Ragione // 0 comments

Classic rock posters. 60 anni di manifesti, locandine e arte grafica: 1952-2012

Loren Dennis, Farren Mick

Una storia illustrata della grafica rock attraverso manifesti e locandine, dal primo rock and roll ai giorni nostri. Nessun genere è escluso: con ricchezza di particolari e molte rare immagini sono rappresentati poster dell'età psichedelica, degli anni 60, del Prog, del metal, del punk e della new wave, fino alla techno e al rock alternativo del nostro tempo. Sono quasi 500 illustrazioni, tutte accompagnate da didascalie che le spiegano e le inseriscono nel contesto; con ampie introduzioni per ogni capitolo (otto complessivamente) in cui si raccontano le varie epoche della musica rock e pop, e gli intrecci tra canzoni e arte grafica.
ed. Giunti

30.10.2012 # 2730
Il marketing della cultura

Daria La Ragione // 0 comments

1960. Io reporter

Ermanno Rea

"La fotografia è stata per me una grande passione, breve ma intensa; la Leica, il mio salvagente in una stagione di disillusione politica. Era la fine degli anni cinquanta, non esisteva scollamento, allora, tra pubblico e privato: i dubbi, le contraddizioni, le domande senza risposta su quel che restava del sogno comunista segnarono la nostra generazione. In me, poco più che trentenne, il segno fu tanto profondo da spingermi a lasciare non soltanto la redazione di "Vie Nuove" (il settimanale del Pci per il quale scrivevo dopo l'esperienza all'"Unità") ma addirittura il giornalismo, nella convinzione che continuare a praticarlo avrebbe voluto dire tradire le mie idee e trasformarmi da militante comunista nel suo opposto. Preferii partire alla volta di Berlino e trasformarmi in fotografo giramondo. Per cinque anni non feci altro che viaggiare spiando i volti delle persone nei paesi più lontani. Poi i tempi cambiarono, e con essi, un po' alla volta, anche le mie decisioni."

ed. Feltrinelli

09.10.2012 # 2674
Il marketing della cultura

Daria La Ragione // 0 comments

La pittura cos'è

James Elkins

Questo libro racconta i modi di preparazione della pittura. Descrive i processi che gli artisti compiono, nei loro studi, per trasmutare istanze e significati di materie elementari, acqua, terra, aria e fuoco. È la cucina della pittura. James Elkins, professore e pittore, esamina quadri di Leonardo, Tiziano, Tintoretto, Rembrandt, Monet, Dubuffet, Francis Bacon, Lucien Freud. Ne rileva gli ingredienti, le dosi, gli utensili, ma anche la gestualità e gli umori. Ricette difficili da tramandare, come in ogni cucina che si rispetti, che qui hanno una chiave di volta nel confronto con l’alchimia, cultura dei comportamenti e delle trasformazioni della materia. Elkins va incontro agli storici dell’arte, che si sentono a disagio con gli “impasti” dell’opera, ma vorrebbero capirci di più. Reinterpreta la filosofia dell’immaginazione. E soprattutto dota i semiologi di nuovi strumenti d’analisi, in grado di esplicitare i programmi narrativi della pittura: operazioni concatenate – macerare, miscelare, separare, distillare… – e transizioni di fase – congelazione, sublimazione, precipitazione, putrefazione. Ecco un libro per pensare la pittura dall’interno, prima che diventi historia e per l’incidenza che ha su di essa. C’è una scienza del concreto che finora non ha avuto il giusto credito.

James Elkins insegna Storia dell’arte presso la School of the Art Institute di Chicago e dirige il dipartimento di Storia dell’arte dell’Università di Cork. Tra le sue pubblicazioni: What Painting is (1998), How to Use Your Eyes (2000), Pictures and Tears (2001), On the Strange Place of Religion in Contemporary Art (2004), Six Stories from the End of Representation (2008).

Tiziana Migliore è docente di Letteratura artistica allo Iuav e vicepresidente dell’Associazione Internazionale di Semiotica Visiva. Specialista in semiotica e retorica del visibile, ha pubblicato Miroglifici. Figura e scrittura in Joan Miró (2011) e curato, tra gli altri, Retorica del visibile (2011), Quaderni della Biennale 1, 2 (2011; 2009), Macchina di visione. Futuristi in Biennale (con Beatrice Buscaroli, 2009), Argomentare il visibile (2008).

Edito da Mimesis