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Mostre ed eventi // Pagina 205 di 216
04.06.2006 # 281
Napoli | David LaChapelle - V.I.P. | Fino al 4 giugno 2006

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Napoli | David LaChapelle - V.I.P. | Fino al 4 giugno 2006

Fino al 4 giugno 2006

V.I.P.: Very Important Portraits
L'evento nasce come link contemporaneo alla mostra "Tiziano e il Ritratto di Corte da Raffaello ai Carracci", organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano col sostegno della Regione Campania. Il parallelo, apparentemente ironico e irriverente, tra il genio italiano del cinquecento e l'estroso fotografo contemporaneo è basato sul tema del ritratto, genere prediletto da entrambi gli artisti, e da una riflessione sulle differenti committenze. Pontefici, aristocratici ed imperatori, ritratti da Tiziano nell'età della Rinascenza, diventano gli antecedenti dei v.i.p. appartenenti al mondo dello "star-system", della musica e della moda che emergono dall'obiettivo di David LaChapelle.



AD UNO SGUARDO ATTENTO L'ESTETICA CONTEMPORANEA DI LACHAPELLE RISULTA ESSERE UNA COLTA RIFLESSIONE SULL'ICONOGRAFIA CLASSICA DEL RITRATTO, DENSA DI CITAZIONI E ACCOSTAMENTI SPESSO PUNTUALI. DAL RITRATTO UFFICIALE (HILLARY CLINTON) A QUELLO BORGHESE (LIZ TAYLOR), DAL RITRATTO ALLEGORICO (KAHINDE WILEY) AL RITRATTO DI GRUPPO (SMASHING PUMPKINS), L'ARTISTA DIMOSTRA SEMPRE UNO STUDIO DELLE AMBIENTAZIONI, CURATE IN MANIERA QUASI MANIACALE, E DEL CARATTERE DEI PERSONAGGI, RIPROPONENDO UNA VERSIONE CONTEMPORANEA DELLA CAPACITÀ DI INTROSPEZIONE PSICOLOGICA PROPRIA DEI RITRATTI DI TIZIANO. ALCUNE POSE DEI PERSONAGGI RITRATTI RICHIAMANO PIÙ APERTAMENTE L'ICONOGRAFIA CONSEGNATACI DALLA STORIA DELL'ARTE: MARILYN MANSON DIVENTA UN CRISTO ALLA COLONNA POST-UMANO, MENTRE CRISTINA AGUILERA A CAVALLO SEMBRA QUASI LA VERSIONE "POP" DEL MODELLO PARADIGMATICO DEL RITRATTO DI STATO (E DEL FAMOSO CARLO V A CAVALLO DI TIZIANO).



David LaChapelle è considerato uno dei dieci migliori fotografi al mondo ed è tra i più ambiti da editori e star internazionali. Lo stile dell'artista è caratterizzato da una grande capacità di giocare sui contrasti e di fondere i linguaggi della pubblicità e del reportage fotografico tramite l'utilizzo di colori saturi e atmosfere estreme. Il "New York Time Magazine" ha definito LaChapelle "il Fellini della fotografia" per l'impianto visivo visionario e la capacità narrativa che gli consente di raccontare una storia attraverso un singolo scatto, quasi un fermo immagine più che una fotografia.
Le sue immagini surreali, bizzarre, esuberanti, erotiche ed estreme, grottesche, impossibili eppure affascinanti, dai contenuti e rappresentazioni sovente al limite dell'oltraggio, diventano lo specchio del nostro tempo: volgare, caotico, spudorato, edonistico e a tratti vacuo, la presa di coscienza e l'analisi spietata di un artista geniale, fedele cronista del proprio tempo.



La continua e infaticabile ricerca dell'originalità di LaChapelle è ormai diventata una leggenda nel mondo della moda e della comunicazione.




Dal 24 marzo al 4 giugno al MUSEO DI CAPODIMONTE

 

04.06.2006 # 282
Napoli | David LaChapelle - V.I.P. | Fino al 4 giugno 2006

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Milano | Helmut Newton - Sex and landscapes | Fino al 04/06/2006

Fino al 04/06/2006

Il Comune di Milano, Assessorato alla Cultura e Assessorato Moda, Turismo e Tempo Libero, Palazzo Reale e Federico Motta Editore, presentano una grande mostra dedicata ad Helmut Newton.

Allestita nelle sale di Palazzo Reale la mostra presenta 90 scatti del grande fotografo tedesco/australiano.
Donne forti, tra eros e provocazione, gioco e mistero, glamour e fashion, sadomasochismo e feticismo, sullo sfondo di scenari urbani e stilizzati, interni asettici o barocchi e pareti nude; ma anche lune che si specchiano nel mare, orizzonti desertici, paesaggi.

Corpi di donna la cui femminilità è un manifesto di erotismo. Seduzione. Libertinaggio d'arte. Libertà. Ingenuità: questo è stato ed è ancora Helmut Newton, morto a Los Angeles nel 2003 a ottantatre anni, dopo essersi guadagnato una grande fama lavorando per l'affascinante e conturbante mondo della moda.

La mostra ripercorre questo accattivante mondo attraverso una selezione dei più celebri scatti di nudi e corpi femminili, ma non solo. Aldilà delle produzioni per la moda e per la pubblicità, Helmut Newton viaggiava costantemente con la sua macchina fotografica, registrando le immagini di tutto ciò che lo affascinava: interni, scenari urbani, marine, paesaggi, edifici entrano così a far parte del prezioso patrimonio lasciato in eredità dal grande fotografo.
L'esposizione indaga anche questo aspetto più intimo ma meno noto di Newton, offrendo al visitatore inconsueti scatti di marine cupe e minacciose, onde fragorose, lunghe strade che corrono all'infinito, palazzi enigmatici, vedute aeree e insoliti paesaggi.

Ne scaturisce un affascinate percorso che alterna immagini di forte erotismo voyeuristico a vedute di paesaggi nati dalla più profonda intimità di Helmut Newton e trasformati con la sua arma più forte: l'obiettivo fotografico.

Così descrive il fotografo June Newton - la moglie amatissima che divise con lui tutta la vita diventandone essa stessa grande interprete con lo pseudonimo di Alice Springs - «Non volle mai definirsi un artista. Preferiva definirsi un mercenario che affittava il suo talento a chi pagava di più».
Quando, sedicenne, fuggito dalla Germania nazista per salvarsi dalle persecuzioni razziali, cominciò a lavorare in Australia come fotografo, decise di accettare qualsiasi lavoro per guadagnare quanto serviva per vivere. «Scattavo foto ovunque – racconta Newton nella sua autobiografia - ma non ho mai pensato che il mio lavoro fosse una forma d'arte. In ogni caso volevo prostituire questo talento che mi era stato dato».

Newton accettava la realtà ma solo per renderla sogno: fu questa - estesa alla costante sessuale espressa in forme crudeli, ossessive, quasi riti trasgressivi - una delle chiavi del suo successo.

04.06.2006 # 252
Napoli | David LaChapelle - V.I.P. | Fino al 4 giugno 2006

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Napoli | Tiziano e il ritratto di corte | fino al 4 giugno 2006

Fino al 4 giugno 2006

La mostra, allestita al piano nobile della Reggia di Capodimonte per poi trasferirsi, il prossimo autunno, al Musèe du Luxembourg di Parigi, rappresenta uno dei più importanti eventi espositivi del 2006. Partendo dagli straordinari ritratti realizzati da Tiziano per la famiglia di Paolo III Farnese, il percorso sarà arricchito da oltre trenta dipinti dell'artista veneto, provenienti dai principali musei europei e americani, e da circa cento opere dei più grandi ritrattisti italiani del Cinquecento, da Raffaello ai Carracci. I ritratti rappresentano personaggi delle più prestigiose corti europee, illustri poeti e letterati, dame famose e seducenti, costituendo preziose testimonianze visive della storia di quel periodo. Tuttavia i ritratti di Tiziano come di Raffaello, di Pontormo o di Bronzino, di Parmigianino o di Moroni e di tanti altri che, tra Rinascimento e Maniera, hanno dato vita ad una delle stagioni più luminose dell'arte italiana ed europea, ci restituiscono non solo l'aspetto fisico e il lusso ostentato dei loro abiti preziosi. Sono, infatti, tutti ritratti 'di dentro': quasi il risultato dello scrutare nel profondo gli aspetti più intimi e segreti di uomini e donne, giovani e vecchi, raffigurati con le loro ambizioni, speranze, attese o illusioni, al di là di atteggiamenti 'ufficiali' o di parata, sempre restituendoci, di principi e pontefici, imperatori e poeti, regine e 'favorite', le reazioni sentimentali più vere e profonde.


31.05.2006 # 294
Napoli | David LaChapelle - V.I.P. | Fino al 4 giugno 2006

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Roma | FotoGrafia | Fino al 31 maggio 2006

Fino al 31 maggio 2006



Parte la quinta edizione di FotoGrafia (4 aprile- 31 maggio 2006), con un format che comprende i principali musei e gallerie di Roma, le accademie straniere, e inoltre librerie, teatri, stazioni ferroviarie, bar e club. Più di 80 mostre, oltre ad eventi, incontri e proiezioni. Tra i luoghi confermati: i Musei Capitolini, il Museo di Roma in Trastevere, Palazzo Braschi, Palazzo Fontana di Trevi, la Galleria Nazionale di Arte Moderna e il Museo Andersen.
Il tema di quest'anno, dopo "La Memoria" (2002), "Roma e le comunità" (2003), "Dura Bellezza" (2004) e "Oriented" (2005), è "Novecento, la necessità della fotografia".

Dopo Josef Koudelka, Olivo Barbieri, e Anders Petersen, FotoGrafia ha affidato quest'anno a Martin Parr la realizzazione in esclusiva di un lavoro originale sulla città di Roma: "TuttaRoma" è il titolo provvisorio della mostra che indaga il fenomeno del turismo di massa nella "città eterna".

In cinque anni FotoGrafia ha presentato a un pubblico sempre crescente oltre 600 artisti, 150 solo nell'ultima edizione, a cui hanno partecipato 20 curatori e più di 100 giornalisti accreditati, con oltre 100.000 visitatori, di cui il 30% provenienti dall'estero. FotoGrafia oggi è membro fondatore del Mese Europeo della Fotografia, insieme a Parigi, Berlino, Mosca, Bratislava, Lussemburgo, Vienna e Budapest ed è il partner italiano del Photo Festival Union, l'associazione che raggruppa 23 festival europei di settore.


21.05.2006 # 317
Napoli | David LaChapelle - V.I.P. | Fino al 4 giugno 2006

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Milano | Il Codice da Vinci | Fino al 21 maggio 2006

Fino al 21 maggio 2006

Dal 24 marzo al 21 maggio 2006, nella Sala delle Asse del Castello Sforzesco si tiene la mostra sul "Il Codice di Leonardo da Vinci" noto come il Codice Trivulziano, che sarà esposto eccezionalmente per due mesi.
Il visitatore potrà ammirare, insieme al prezioso codice, la produzione libraria, manoscritta e a stampa della Milano sforzesca, che contribuisce a ricostruire nelle sue linee fondamentali la Biblioteca di Leonardo, a partire dagli anni milanesi.

Codici miniati sforzeschi, incunaboli e cinquecentine, fanno da corollario all'esposizione del prezioso manoscritto vinciano, conservato nella Biblioteca Trivulziana che, insieme al Codice Atlantico (custodito nella Biblioteca Ambrosiana), costituisce uno dei due soli codici leonardeschi tuttora presenti nella città che ospitò Leonardo per oltre un ventennio della sua vita.
L'anno della mostra, il 2006, coincide, fra l'altro, con il quinto centenario del ritorno di Leonardo (avvenuto appunto nel 1506) nella città lombarda, dove l'artista rimase fino al 1513.
Viene proposta la ricostruzione, attraverso i fondi della Biblioteca Trivulziana di Milano, (integrata da esemplari della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano e della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze), della "biblioteca" di Leonardo, ricomposta sulla base dei tre elenchi di libri stilati dallo stesso artista nei suoi appunti manoscritti.

Il Codice Trivulziano, che accoglie note e disegni realizzati dal sommo artista almeno tra il 1487 e il 1490, viene fatto inoltre oggetto di una nuova analisi filologica relativamente agli elenchi di vocaboli in esso contenuti (ottomila), preziosa testimonianza sul lessico dotto del tempo, e alle fonti utilizzate da Leonardo: le sue pagine sono riprodotte in mostra una ad una e confrontate con i testi da lui consultati.
Oltre alle liste lessicali, le pagine del Codice racchiudono spettacolari disegni e note tra i quali studi di caricature, studi per il Duomo di Milano, studi d'arte militare. Le pagine più significative dell'originale di Leonardo, eccezionalmente esposto per due mesi, saranno visibili a rotazione.

La mostra ha la sua sede nella Sala delle Asse che conserva affreschi di Leonardo. La decorazione pittorica della volta, commissionata da Ludovico il Moro, fu progettata dal Maestro fiorentino che ideò un complesso e originale sistema decorativo formato dai rami fioriti e fittamente intrecciati di sedici alberi, ai quali si annoda, con un gioco prezioso, una corda d'oro. La splendida composizione naturalistica, giunta a noi in condizioni non ottimali, racchiude in sé profondi significati simbolici e indicazioni politiche, nonché di encomio nei confronti del principe.

21.05.2006 # 259
Napoli | David LaChapelle - V.I.P. | Fino al 4 giugno 2006

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Venezia | 1948-1986: La scena dell'Arte | Fino al 21-05-2006

Fino al 21 maggio 2006

Arte, storia e costume dal 1948 al 1986 alla Collezione Peggy Guggenheim: la scena dell'arte internazionale rivive negli oltre 150 scatti di una straordinaria testimonianza fotografica.


La mostra, curata da Luca Massimo Barbero, presenta oltre 150 fotografie appartenenti all'ARCHIVIO ARTE FONDAZIONE MODENA: un viaggio straordinario attraverso immagini con scatti inediti e sorprendenti che ritraggono artisti e protagonisti delle Biennali di Venezia dal
1948 al 1986, da Picasso a Matisse, da Dalí, a Vedova, Fontana e Rauschenberg. Fotografie a suo tempo realizzate per riviste come "Time", "Life", "Epoca" e ora protagoniste di un percorso che non è solo testimonianza storica di una realtà importante della città lagunare, ma è soprattutto testimonianza artistica degli eventi che hanno segnato il mondo dell'arte del periodo postbellico.
Il percorso della mostra presenta una scelta tra gli oltre 12.000 negativi acquisiti dall'archivio dell'agenzia fotografica Cameraphoto di Venezia da parte dell'ARCHIVIOARTE FONDAZIONE, un nuovo progetto della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI MODENA creato appositamente per raccogliere materiali inediti, carteggi, fotografie, archivi personali e di artisti. L'Archivio è destinato a diventare centro di studio e consultazione.