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Mostre ed eventi // Pagina 93 di 216
21.01.2013 # 2863
Sol LeWitt. L'artista e i suoi artisti

Daria La Ragione // 0 comments

Sol LeWitt. L'artista e i suoi artisti

a Napoli fino al 1 aprile 2013

La mostra è il primo omaggio museale italiano reso a questo grande protagonista dell'arte contemporanea internazionale (LeWitt nasce a Hartford, Connecticut nel 1928) dalla sua scomparsa nel 2007 a New York, a 78 anni. Come suggerisce il titolo, l'esposizione intende mostrare il carattere polimorfo e variegato dell'attività artistica di LeWitt. La mostra di Napoli illustra con originalità un percorso artistico di quasi 50 anni suddividendolo in tre sezioni, corrispondenti ad altrettanti nuclei tematici, con opere inedite progettate dall'artista e realizzate oggi dai suoi assistenti, con opere mai esposte al pubblico precedentemente, con opere infine di altri artisti ma collezionate da LeWitt.


21.01.2013 # 2864
Sol LeWitt. L'artista e i suoi artisti

Daria La Ragione // 0 comments

Alessandro Valeri - PANorama

a Napoli fino al 10 febbraio 2013

Le opere di Alessandro Valeri, artista e fotografo italiano, rappresentano volti, corpi, città e territori evocando una mappatura umana e urbana in espansione. La sua tecnica fotografica è di grande raffinatezza. A volte i suoi lavori si coniugano a graffi e segnali dipinti sopra la stampa, come per creare un codice alternativo di lettura. Il corpo umano diventa un paesaggio. Così Valeri dimostra la verità profonda dei soggetti raffigurati. Si può parlare del ritratto e dell'istante, ma intesi come progetto che esula dallo stereotipo e che si espande a tutto raggio, cogliendo ed evocando i contesti. 
Il nucleo della mostra è costituito da opere che rappresentano i luoghi storici di New York frequentati da Andy Warhol durante il suo ultimo anno di vita. Si tratta di seducenti vedute degli anni '80, dense di una contemporaneità ormai scomparsa. Le immagini mostrano l'accumulo urbano della metropoli con scene di strada, edifici cadenti e personaggi ancora vicini nel tempo e nella memoria.
I volti e i corpi dinamici fotografati da Alessandro Valeri focalizzano aspetti del movimento e del divenire. Rappresentano uno spazio e un tempo invertiti di significato. Rendono un effetto quasi sciamanico attraverso segnali pittorici dettati da un gesto unico e irripetibile, che sintetizza con eleganza la dimensione tribale e la tragicità estetica.
 
I ritratti di Naomi Campbell, Valentino Rossi o i volti di trapezisti, acrobati, domatori e clown esprimono un altro simbolismo. Sono icone dell'immaginario collettivo, fuggite dal quotidiano e dall'universo della pubblicità, simboli residuali di un mondo in trasformazione. La personale di Alessandro Valeri al PAN di Napoli è la prima tappa di Panorama, un ampio progetto di mostre in spazi pubblici italiani curate da Francesca Pietracci & Jonathan Turner.



21.01.2013 # 2862
Sol LeWitt. L'artista e i suoi artisti

Daria La Ragione // 0 comments

GIAMBATTISTA TIEPOLO

a Udine fino al 7 aprile 2013


Giambattista Tiepolo e villa Manin a Passariano: si tratta di un binomio che evoca un evento straordinario, la mostra del 1971 realizzata in occasione dei duecento anni dalla morte del pittore e destinata a segnare il punto di svolta nella sua fortuna critica.

A distanza di tempo l'Azienda Speciale Villa Manin e la Regione Friuli Venezia Giulia realizzano in quella stessa sede un'esposizione monografica in grado di attraversare la complessa parabola artistica del pittore: una mostra di grande impegno che anche alla luce dei numerosi studi susseguitisi da allora consente oggi una valutazione più̀ ampia e approfondita del Tiepolo. Se ne documenta l'evoluzione stilistica, con l'individuazione di alcuni momenti chiave del rapporto del Tiepolo con i suoi mecenati. Accanto all'esame dei singoli dipinti vengono quindi ricordati i maggiori committenti e gli intellettuali - come Scipione Maffei, Francesco Algarotti, i cugini Zanetti - che hanno seguito l'artista fin dagli esordi, influendo sulla sua formazione culturale.

Impegnativi restauri promossi proprio in occasione della mostra permettono inoltre di accostarsi ad opere difficilmente visibili per la loro ubicazione o che hanno rischiato di essere compromesse da recenti, traumatici, avvenimenti.

21.01.2013 # 2861
Sol LeWitt. L'artista e i suoi artisti

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BRUEGHEL. MERAVIGLIE DELL'ARTE FIAMMINGA

a Roma fino al 2 giugno 2013

Il Chiostro del Bramante ospita dal 18 dicembre 2012 al 2 giugno 2013 una grande mostra suicapolavori della dinastia Brueghel che ripercorre la storia e l’eccezionale talento della più importante stirpe di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo, attraverso oltre 100 opere tra dipinti, disegni e grafiche. Le opere, provenienti da importanti collezioni private e musei italiani e stranieri - tra cui il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Tel Aviv Museum of Art, il la Pinacoteca Ambrosiana di Milano e il Museo di Capodimonte di Napoli - presentano al pubblico le relazioni e il percorso artistico di quattro generazioni di pittori della nobile stirpe.

La dinastia dei Brueghel ha segnato con il suo talento e la sua visione dell’umanità - a volte grottesca - la storia dell’arte europea dei secoli a venire. La vita a tratti misteriosa e la scarsità di notizie certe sulla biografia del capostipite Pieter Brueghel il Vecchio, sono i presupposti narrativi dell’esposizione che inizia con la relazione tra Brueghel il Vecchio e Hieronymus Bosch. Un altro presupposto storico della mostra è presentare le visioni allegoriche, moralistiche e fantastiche prima d’ora inimmaginabili ma paradossalmente diventate concrete grazie alle conquiste della pittura del cinquecento. Brueghel influenzato da Bosch, ne incarna la capacità di osservazione e di rappresentazione, non limitandosi all’insegnamento morale, ma riuscendo a tratteggiare un vasto universo di tipologie umane. I registri del comico e del grottesco assumono una valenza educativa che il padre trasmette ai figli: Pieter il Giovane e Jan il Vecchio.

La dinastia, quindi, comincia ad articolarsi e la mostra trasmette fedelmente la corrispondenza tra le vicende familiari e l’evoluzione pittorica dei protagonisti. La genealogia prosegue e si ramifica con i figli dei figli del capostipite, in una complicata rete di relazioni presentata con precisione e rigore, fino agli undici figli di Jan, cinque dei quali anch’essi pittori. Il percorso si focalizza attorno alle vicende di ciascun artista e si sviluppa secondo una logica a rete, abbracciando i riferimenti internazionali e i fatti storici del periodo di riferimento, come l’esperienza di Jan van Kessel I, figlio di Paschasia, sorella di Jan Brueghel e di Ambrosius Brueghel, artista di grandissima qualità ma poco conosciuto e studiato. Il percorso espositivo si chiude idealmente con David Teniers il Giovane, legato alla dinastia dei Brueghel per aver sposato Anna, figlia di Ambrosius. Attraverso le opere di Pieter Brueghel il Vecchio e della sua genealogia la mostra proporrà un viaggio appassionante nell’epoca d’oro della pittura fiamminga del Seicento.

21.01.2013 # 2860
Sol LeWitt. L'artista e i suoi artisti

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GUY BOURDIN - A MESSAGE FOR YOU

a Firenze fino al 10 marzo 2013

Guy Bourdin è considerato uno degli autori più interessanti del panorama artistico e fotografico del XX secolo: un artista con una percezione dell’arte, della moda, della pubblicità e della vita, unica nel suo genere, caratterizzata da una costante ricerca della perfezione.
Alla fine degli anni ’70 con i suoi scatti Bourdin è stato il promotore e fautore di un radicale cambiamento nell’ambito della fotografia di moda e della creazione per immagini. Nella sua carriera ha lavorato per Vogue e Harper’s Bazaar firmando molte collaborazioni e campagne importanti come quelle per Charles Jourdan, Versace, Gianfranco Ferrè, Ungaro, Lancetti e Roland Pierre. E proprio quaranta anni fa, nel 1972, pubblicava il suo primo servizio fotografico per Vogue Italia.
Ispirato dal suo mentore Man Ray, dal fotografo Edward Weston e dai pittori surrealisti René Magritte e Balthus, Bourdin ha trascorso gli anni della sua formazione nella Francia reazionaria del dopo guerra, culturalmente intrisa di taboo e censure. Influenzato dalla libertà di espressione tipica del movimento surrealista, e con un certo gusto per la provocazione e la stilizzazione, ha esplorato con grande passione il concetto di desiderio come espressione autentica dell’essere, proponendo nelle sue fotografie ricostruzioni sceniche ambigue, narrazioni suggestive e un'estetica dirompente. La ricerca della bellezza, il tema della vita e della morte, e la sessualità, da lui considerati momenti chiave di ogni esistenza, sono aspetti che ricorrono spesso nei suoi lavori più noti. Visionario dall’immaginazione fervida nelle sue fotografie ha utilizzato spesso la metafora per indagare realtà contraddittorie esaltandone le qualità più sublimi e irrazionali. Capace di creare immagini affascinanti sotto il profilo narrativo, della composizione e dei colori, Bourdin ha esplorato la distanza fra l’assurdo e il sublime. Per quanto molte siano state le sue fonti di ispirazione il suo corpus di lavori restituisce una visione artistica unica e mai convenzionale, il suo sguardo ha rotto ogni convenzione preesistente nella fotografia commerciale e ha contribuito a rinnovare, e spesso a espandere, i limiti della fotografia di moda e dei suoi immaginari più consueti.
A distanza di anni le fotografie di Bourdin non hanno perso quella forza provocatoria che le ha viste nascere e, a quasi 18 anni dalla sua morte, la sua eredità artistica è celebrata dai musei di tutto il mondo e continua a ispirare generazioni di fotografi.

21.01.2013 # 2859
Sol LeWitt. L'artista e i suoi artisti

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VITRINE - HELENA HLADILOVA

a Torino fino al 24 febbraio 2013

Prosegue alla GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino la seconda edizione di Vitrine, il progetto dedicato alla giovane ricerca artistica sviluppata in Piemonte. L’edizione di quest’anno è stata affidata a Stefano Collicelli Cagol che ha selezionato cinque artiste legate in modi diversi al Piemonte, nate tra gli anni Settanta e Ottanta: Paola Anziché (1975), Helena Hladilova (1983), Sara Enrico (1979), Ludovica Carbotta (1982) e Dafne Boggeri (1975).  

Dopo il primo appuntamento con Paola Anziché, la seconda artistaselezionata è Helena Hladilova che presenta un lavoro inedito visibile alla GAM dal 16 gennaio al 24 febbraio 2013. 
Come spesso accade nel suo lavoro, Helena Hladilova reagisce al contesto istituzionale e espositivo in cui è invitata a operare. Nel caso di 270°, l’artista ha preso spunto dal tema del secondo ciclo diVitrine che invita a confrontarsi con uno spazio determinato, caratterizzato da un angolo di 90° posto nell’atrio della GAM e ha creato così una scultura mobile, pensata per essere presentata inizialmente nell’angolo e in un secondo momento in altre zone dell’atrio del museo. Eliminato il plinto, il basamento tradizionale per esporre una scultura, Helena Hladilova munisce l’opera di piccole ruote in modo da consentirle una mobilità all’interno dell’ingresso della GAM mettendo così in discussione il legame tra l’immobilità tradizionalmente riferita a una scultura e l’area espositiva a cui viene assegnata. Negando all’opera un display definitivo, Hladilova interroga il ruolo giocato dall’allestimento nella comprensione della scultura, pone l’accento sulla relazione tra artista e istituzione e propone allo spettatore una diversa esperienza dell’opera ogni qualvolta entrerà nello spazio del museo.  Attivando l’attenzione dei visitatori e giocando sulla tensione creata tra spazio destinato all’allestimento lasciato vuoto e l’iterazione dell’opera con i nuovi spazi in cui si viene a trovare, Hladilova stravolge l’abituale relazione tra spazio museale e esperienza dell’opera d’arte.  
L’opera, costruita in plastilina, è destinata a modificarsi leggermente nel tempo, a causa della pressione delle mani di chi la sposterà.


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