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Libri e riviste // Pagina 39 di 103
09.04.2013 # 3009
Vice Versa

Daria La Ragione // 0 comments

Vice Versa

Stefano Cerio

Piste da sci di notte, parchi acquatici d’inverno, navi da crociera vuote: Stefano Cerio nel suo nuovo libro, Vice Versa, lavora sui temi dell’assenza e del silenzio. Il fotografo si concentra infatti sulla rappresentazione artistica di spazi che rivelano la loro essenza surreale e straniante poiché immortalati dall’obiettivo fotografico quando sono insolitamente vuoti. Il libro è diviso in tre sezioni e presenta altrettanti lavori di Stefano Cerio: Night Ski, Winter Aquapark e Navi da crociera. Lo sguardo del fotografo offre una panoramica del tutto inedita di luoghi conosciutissimi del turismo di massa.



21.05.2013 # 3068
Vice Versa

Daria La Ragione // 0 comments

Il design della ceramica in Italia / 1850-2000

Elena Della Piana

Il volume si propone di delineare la storia del design della ceramica in Italia dalla fine dell'Ottocento a oggi: dal dibattito sulle arti applicate e la prima industrializzazione alla nascita dei distretti produttivi e la trasformazione industriale, dal Novecento con i grandi numeri e le autorialità di designer e imprese al panorama contemporaneo tra moda e ricerca.

Il volume indaga come il sistema di lavorazione della terra affidata al fuoco si affermi, a partire da fine Ottocento, come campo di sperimentazione ideale per la nascente industrializzazione, oltre che per la circolazione e la diffusione di linguaggi formali e decorativi ripetibili.

La variegata realtà dei distretti produttivi italiani è documentata attraverso un'analisi della loro evoluzione che a partire da lavorazioni tradizionali si rivolge alla modernità avviando significative trasformazioni tecniche e di mercato.

Il volume, articolato in cinque ampi capitoli, dimostra come la ceramica, mediante le sue caratteristiche di lunga durata, di serialità formale e di profondo e persistente rapporto con la quotidianità, possa divenire uno dei riflessi delle mutazioni di significato del design contemporaneo.

09.04.2013 # 3010
Vice Versa

Daria La Ragione // 0 comments

IL RACCONTO DEL RISO

Gianni Berengo Gardin

Un libro che offre un’occasione straordinaria: ripercorrere un pezzo di storia italiana, fatta di immagini, tradizione e memoria, negli scatti in bianco e nero di Gianni Berengo Gardin intorno alla famiglia Rondolino e alla loro azienda.

Vicino a Vercelli si trova La Colombara, il piccolo paese che ospita la cascina di famiglia e dove sono ancora racchiusi le memorie e i ricordi di chi, negli anni, ha dedicato la propria vita alla coltivazione del riso per farne una eccellenza italiana di livello internazionale: il riso Acquerello.

Quello realizzato da Gianni Berengo Gardin è un racconto vario e composto, appassionato e vibrante come nelle corde nei del maestro della fotografia italiana.  Immagine dopo immagine, vediamo il tempo scorrere, i campi che si trasfigurano con il passare delle stagioni, gli strumenti per lavorare la terra, i volti degli uomini e delle donne che vi lavorano.
Comprendiamo così le diverse fasi di un rito che si rinnova lungo l’arco dei dodici mesi e che coinvolge esperienze antiche ma anche nuove tecniche ed esperimenti innovativi.
Una tradizione che prosegue con ogni nuovo raccolto, con ogni nuova stagione.

Nel volume, le immagini di Gianni Berengo Gardin sono accompagnate da testi (in italiano e inglese) di Carlo Petrini, Gianni Rondolino, Marco Vallora e da una antologia di brani scelti intorno alla coltivazione del riso e alla sua cultura.

Il libro accompagna la mostra omonima presentata presso Forma Galleria dal 6 al 27 aprile 2013.

“Gianni Berengo Gardin, fotografo che più di ogni altro ha saputo interpretare visivamente le trasformazioni del Novecento italiano ci narra, con un esercizio fotografico sorprendente, questo silenzio assordante che caratterizza le terre che in primavera si fanno acqua per generare uno degli alimenti più importanti per la vita dell’uomo: il riso.”
Carlo Petrini

02.04.2013 # 2996
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Daria La Ragione // 0 comments

Designart. La poetica degli oggetti bastardi

Agudio Elena

Tra arte e design compare la designart, un neologismo che definisce oggetti limited edition dal design ricercato rivolti a un numero limitato di fruitori, e opere di artisti che hanno fatto della progettazione la loro chiave di volta (i designartists). Cosa unisce design e arte in una forma inedita e a sé stante? Un aggettivo: tricky, "bastardo". Bastardi come l'ambiguità che caratterizza gli oggetti in questione, che, da un punto di vista di utilità e pragmatismo, non hanno un campo di fruizione definito, mettono in discussione il valore normativo dell'arte e richiedono un ripensamento della definizione di "utile" rispetto a un sistema di valori scardinato alle fondamenta. In Appendice due saggi inediti in Italia: Alex Coles, "DesignArt. On art's romance with design e Joe Scanlan, "Please, Eat the Daisies".

02.04.2013 # 2995
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Daria La Ragione // 0 comments

Design. Progettare gli oggetti quotidiani

Alberto Bassi

Una lampada, una bicicletta, un computer, ma anche libri, siti web, sistemi e servizi. All'origine delle "cose", fìsiche o immateriali, che ogni giorno entrano nelle nostre vite, esiste un processo globale di progettazione nel quale convergono ideazione, produzione, comunicazione, utilizzo, consumo e riuso: è il design. Dopo averne descritto le caratteristiche e il campo d'azione, l'autore ci guida nelle sue diverse declinazioni nel contesto internazionale, ed in quello italiano, dove il design ha trovato un terreno fertile per esprimersi ai massimi livelli trasformando alcuni oggetti in icone del vivere quotidiano. E domani? Quali sfide per il design del terzo millennio?

25.03.2013 # 2975
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Daria La Ragione // 0 comments

La caffettiera del masochista

donald norman

A chi non à mai capitato di spingere una porta invece di tirarla o di rinunciare a lavarsi le mani perché non riesce ad azionare il rubinetto? In questi casi la sensazione di incapacità personale è molto forte: eppure, sostiene Norman, la colpa non è dell'utente, bensì di chi ha progettato questi oggetti d'uso comune senza considerare le normali attività mentali la cui conoscenza è essenziale per la progettazione di un ambiente ben organizzato e rispondente alle esigenze della mente. L'autore nel corso del libro passa in rassegna un gran numero di oggetti, accompagnando l'analisi del design con aneddoti e analizzando atti mancati, errori piccoli e grandi, incidenti, dimostrando che il responsabile è il design che induce ad errore.