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Mostre ed eventi // Pagina 83 di 216
27.04.2013 # 3037
MARIO RACITI. Opere 1962-2012

Daria La Ragione // 0 comments

MARIO RACITI. Opere 1962-2012

Milano - Museo Diocesano

Dal 16 aprile al 9 giugno 2013, al Museo Diocesano di Milano si tiene il nuovo appuntamento di MuDi Contemporanea, con la prima antologica a Milano di Mario Raciti.

La mostra, curata da Paolo Biscottini, presenta 60 opere che ripercorrono 50 anni di attività dell’artista milanese e si concentra su due nuclei di dipinti e carte - il primo del 1962, l’altro del 2012 - in grado di indicare le affinità e le differenze all’interno di un percorso creativo lungo mezzo secolo, durante il quale Raciti ha declinato varie tematiche, pur mantenendo uno sviluppo razionale delle stesse.

Il percorso espositivo si apre con gli esordi figurativi degli anni ’60, durante i quali Raciti s’immerge in un mondo incantato, di favola, in cui i segni si vanno organizzando in immagini plastiche e allungate, spesso verso l'alto o dentro l'orizzonte e le opere sono caratterizzate da titoli che parlano di antenne, di sonde, di giostre, di teleferiche, di tunnel.
Accanto al nucleo di Eden - presentato per la prima volta - questi lavori si contraddistinguono per la loro carica ironica e per la loro affinità con il disegno infantile, con le sue rappresentazioni del mondo, e che rendono, con forza straordinaria, l'atteggiamento proprio di quella irripetibile età della vita, quando gli occhi sono sgranati, aperti a ogni incontro e a ogni emozione.

Nel decennio successivo, Raciti approda a quelle che lui stesso chiama “Presenze-Assenze”, quindi, negli anni '80, alle “Mitologie” infine ai “Misteri” degli anni '90. Intorno a questi, dal 2000 elabora “Mani mine e misteri” - il ciclo dei “Why” (‘Perché’) che rievocano l'interrogazione del Cristo sulla croce e quello dei “Fiori del profondo” che ricorda il mito di Proserpina nell'Ade che comunica con la madre Demetra, facendo nascere sulla terra i fiori a primavera.
Del 2012 appartiene il secondo nucleo di grandi tele, anch'esse inedite, nelle quali i fiori si sono trasformati in dardi.

14.05.2013 # 3049
MARIO RACITI. Opere 1962-2012

Daria La Ragione // 0 comments

Carta che ti passa

a Roma alla Casina di Raffaello

Dai quaderni ai libri, dai giornali agli album per colorare, da scatole e buste fino ad arrivare ai complementi di arredo, la carta è ancora uno dei materiali più familiari per grandi e piccoli. E proprio alla regina dei giochi più semplici e dal sapore un po’ antico sarà dedicata la nuova attività che la Casina di Raffaello - la ludoteca di Villa Borghese che l’Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ha destinato ai bambini dai 3 ai 10 anni – propone al pubblico di scuole e famiglie da giovedì 18 aprile a domenica 30 giugno.

Anche nell’epoca del digitale, la carta è un materiale di uso comune di cui però molti aspetti restano oscuri. Attraverso un approccio ludico-didattico, il percorso proposto dalla Casina di Raffaello aiuterà a conoscere la storia e la tecnica alla base della sua realizzazione e mostrerà la ricca varietà delle diverse tipologie di carta esistenti. Si potranno poi scoprire le sue tante possibilità di impiego osservando una serie di manufatti realizzati con le tecniche più disparate come intaglio, quilling, origami, collage e kirigami.

Durante il laboratorio che accompagna la visita grandi e piccoli potranno cimentarsi nelle diverse tecniche ed imparare come si realizza la carta riciclata partendo dagli “scarti” prodotti.

09.05.2013 # 2956
MARIO RACITI. Opere 1962-2012

Daria La Ragione // 0 comments

Lo sguardo di Michelangelo. Antonioni e le arti

a Ferrara fino al 9 giugno 2013

La straordinaria carriera di Antonioni è narrata a partire dal prezioso patrimonio del Comune di Ferrara: film, libri, dischi, fotografie, oggetti personali, soggetti e sceneggiature originali, documenti rari e lettere dei maggiori artisti e intellettuali dell’epoca, permettono di ripercorrere la vita e l’opera del regista e restituiscono un vivido spaccato del tempo in cui lavorò. Queste testimonianze sono accostate alle opere d’arte dei maestri del Novecento che lo hanno ispirato, da Pollock a Rothko, da De Chirico a Morandi. Il percorso espositivo, articolato in nove sezioni, alterna un racconto cronologico ad alcuni approfondimenti tematici che evidenziano le polarità della sua poetica: le nebbie della nativa pianura padana e la luce abbagliante dei deserti in cui sono ambientati i capolavori della maturità; il periodo “del bianco e nero” e quello “del colore”; la bellezza notturna di Lucia Bosè e la solarità di Monica Vitti; l’indolenza della mascolinità latina protagonista dei primi lungometraggi e la vitalità della gioventù anglosassone degli anni Sessanta e Settanta; la straniante modernità delle grandi metropoli e dei centri industriali e il fascino silenzioso dei rilievi delle Montagne incantate. La rassegna ripercorre così l’intera parabola creativa di Antonioni, attraverso un suggestivo dialogo tra film e pittura, letteratura e fotografia.


27.04.2013 # 3039
MARIO RACITI. Opere 1962-2012

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GEISHE E SAMURAI. Esotismo e fotografia nel Giappone dell'Ottocento

a Genova - Palazzo ducale

L’esposizione presenterà 112 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento, in grado di esplorare l’idea dell’uomo e della donna, sia nell’immaginario occidentale dell'Ottocento, che nelle reali condizioni socio-culturali del tempo.

Dal 18 aprile al 25 agosto 2013, Palazzo Ducale di Genova ospita una mostra che presenta 112 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento. L’esposizione si inserisce tra le iniziative promosse in occasione della quarta edizione di La Storia in Piazza ( dal 18 al 21 aprile), il più importante festival di storia in Italia, dedicato quest’anno al tema “Identità sessuali”.

La rassegna ruota attorno all’idea dell’uomo e della donna giapponesi, così come si sono formate nell’immaginario europeo dell'Ottocento, ritratto nelle fotografie della Scuola di Yokohama, sia nelle reali condizioni socio-culturali del tempo, attraverso i capolavori di uno dei più importanti capitoli della storia della fotografia - nata in Europa ma subito sperimentata in Giappone - proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Europa, influenzando, con le immagini e le espressioni della sua creatività, il gusto dell'intero Occidente.

27.04.2013 # 3038
MARIO RACITI. Opere 1962-2012

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PADIGLIONE NATURA di Bros

Milano, via Pinturicchio 4

Bros e Milano, un connubio d’arte che si arricchisce di un nuovo capitolo.

Martedì 23 aprile, infatti, verrà inaugurato il nuovo progetto dell’artista che prevede un ampio intervento pittorico sulle facciate di un fabbricato in via Pinturicchio 4, nato come sede di alloggi per gli operai di un cantiere.

Ispirandosi alle strutture che ospiteranno, in occasione di Expo 2015, le mostre dei Paesi aderenti, Bros realizza un vero e proprio padiglione ribattezzato Padiglione Natura.

Utilizzando colori contrastanti e smalti brillanti, l’artista ricostruisce la silhouette di un paesaggio, secondo una tecnica che rimanda alle riflessioni sulle diverse teorie del colore proposte, tra il XVIII e il XIX secolo, dai filosofi Goethe e Schopenhauer e, successivamente, dai pittori impressionisti.

Secondo le parole dello stesso Bros: “Padiglione Natura è uno spazio espositivo che indaga sull’importanza del paesaggio all’interno dei contesti urbani nel territorio italiano, in particolare nella città di Milano, sede della prossima Esposizione Internazionale”.

Il Padiglione crea una sorta di dialogo con i numerosi cantieri presenti in città con l’intento di offrire uno spazio di riflessione sulla reale esigenza di luoghi ancora non costruiti e destinati al pubblico.

Il progetto Padiglione Natura nasce anche per evidenziare il cambiamento irreversibile della fisionomia di Milano, simbolo nazionale di sviluppo urbano metropolitano, che oggi sta modificando il proprio scenario, valorizzando un’idea di città-vetrina a scapito di una dimensione più umana.

BROS. PADIGLIONE NATURA


27.04.2013 # 3036
MARIO RACITI. Opere 1962-2012

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Doppio gioco - Andrea Zucchi

Milano - Fondazione Stelline

L’esposizione presenta 50 opere recenti dell’artista milanese, divise in due diversi e autonomi cicli, in grado di creare uno spiazzante “doppio gioco” di contrasti e assonanze tra appropriazione d’immagini fotografiche dell’Ottocento, piccole composizioni e sculture astratte.

Dal 14 aprile al 12 maggio 2013 la Fondazione Stelline di Milano (corso Magenta 61) ospita la mostra “Andrea Zucchi. Doppio gioco - Appropriazioni & Astrazioni”: cinquanta opere recenti del pittore milanese, tra figurazione di lontana ascendenza metafisica e astrazione.

L’iniziativa si inserisce nella sezione Stelline Spazio Aperto, format di ospitalità a eventi ideati da soggetti esterni, realizzati in collaborazione con la Fondazione Stelline.
La rassegna, a cura di Sergio Risaliti, presenta il nuovo progetto espositivo di Andrea Zucchi, in cui l’artista affronta il tema della ri-creazione in due diversi e autonomi cicli di opere che, affiancati simultaneamente, danno luogo a un “doppio gioco” di contrasti e assonanze.

Mai come oggi le pratiche di rielaborazione di materiali preesistenti sono al centro del dibattito delle arti contemporanee, dal cinema alla musica, dalla letteratura alle arti visive. Già nel passato, le opere d’arte si sono nutrite di scambi, metamorfosi e contagi, ma l’uso del computer, aprendo testi e immagini a un’indefinita virtualità, ha portato inevitabilmente a moltiplicare questi procedimenti. La facilità e comodità del “copia e incolla” è talmente diffusa a tutti i livelli da divenire una cifra caratteristica e rivelatrice di questi decenni.
In una serie di lavori, di medie e grandi dimensioni, Zucchi si appropria d’immagini fotografiche dell’Ottocento, traducendole in pittura e virando l’originale bianco e nero in un cromatismo esasperato ed eccentrico. Attraverso una sorta di plagio psichedelico, personaggi storici, figure allegoriche, nudi accademici, scene di genere, paesaggi romantici e nature morte, insomma tutto il repertorio di un’epoca a noi così stranamente familiare e lontana allo stesso tempo, riemerge nei dipinti di Zucchi acquistando un aspetto vivace, ironico che le rende insolitamente Pop. Una “ricreazione ottocentesca” che nella sua dichiarata artificialità si allontana da ogni possibile citazionismo.

In un altro nucleo di opere invece, tutte di piccolo formato, i cartoni da imballaggio degli oggetti elettronici vengono riutilizzati come supporti tridimensionali per composizioni astratte, che si riallacciano, da una parte, alle morbide geometrie biomorfe sviluppate nella prima metà del novecento da Kandinskij, Klee e Arp, e dall’altra alle ricerche sulla superficie oggettuale degli anni sessanta. Sfruttando i pieni e i vuoti di queste strane e variegate sagome, che spesso richiamano elementi architettonici, Zucchi elabora una sorta di sgargiante decorazione tribale che trasfigura in pura forma plastica i fragili gusci di protezione delle nostre merci.
A queste due opposte linee di ricerca si aggiunge infine, come trait d’union, una serie di sculture di panneggi che sembrano fuoriuscite dai dipinti per trasformarsi, una volta abbandonati al suolo, in forme quasi astratte.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo Skira editore con testi di Sergio Risaliti, Luca Scarlini e un’intervista di Silvia Fabbri.

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