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Mostre ed eventi // Pagina 68 di 216
08.10.2013 # 3302
NATIONAL GEOGRAPHIC 125 anni nel mondo - 15 in Italia

Daria La Ragione // 0 comments

NATIONAL GEOGRAPHIC 125 anni nel mondo - 15 in Italia

a Roma fino al 2 febbraio 2014

Quando il 13 gennaio del 1888 un gruppo di 33 uomini si incontrò al Cosmos Club di Washington, DC, per discutere come incrementare e diffondere la conoscenza geografica, nessuno ancora pensava che la National Geographic Society sarebbe diventata una delle organizzazioni scientifiche e pedagogiche più famose al mondo.

Oggi, a distanza di 125 anni dalla sua fondazione, la mostra fotografica  "La Grande Avventura" vuole celebrare la storia di questo marchio che negli ultimi anni si è radicato in molti paesi del mondo. E infatti insieme ai 125 anni della Society la mostra festeggia anche i 15 anni di National Geographic Italia.

Tra imprese memorabili e personaggi leggendari, tra ricerca in laboratorio e spedizioni nei luoghi più sperduti del Pianeta, tra le culture di grandi popolazioni e quelle di tribù sconosciute, tra la bellezza della vita animale e di quella vegetale, tra l'impegno per la conoscenza e quello per la salvaguardia di Madre Terra, "La Grande Avventura" ripercorre le tappe di un lungo viaggio affascinante, straordinario, unico. Dentro l'inconfondibile cornice gialla della rivista sono state raccontate vicende epiche: la scoperta leggendaria della città perduta di Machu Picchu, l'avventurosa spedizione di Robert Peary al Polo Nord, gli incontri memorabili tra Jane Goodall e gli scimpanzé, le straordinarie imprese sottomarine di Jacques Cousteau e James Cameron.

Attraverso le immagini dei suoi più grandi fotografi, la mostra ripercorre i momenti più importanti della storia della Society. Dai primi scatti fotografici apparsi sul magazine ai giorni nostri, con l'evoluzione della comunicazione e delle tecnologie che grazie a Internet e alla Tv garantiscono oggi un seguito di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, di cui trenta milioni di lettori del magazine e oltre un milione di lettori e "navigatori" in Italia.

Ma se è cambiata la comunicazione, la Society non ha cambiato invece il suo obiettivo, la propria missione: esplorare il Pianeta e diffondere una maggiore consapevolezza dell'uomo nei suoi confronti. La mostra darà a tutti la possibilità di conoscere e capire da vicino quale impegno e quanta professionalità vi siano nel lavoro della National Geographic Society, una comunità di persone - fotografi, giornalisti, impiegati, tecnici, ricercatori, scrittori - che mette al primo posto la parola "passione". I 125 anni della Society e i 15 della rivista italiana raccontano appunto una storia appassionante che non potrà che stupire anche il più distratto dei visitatori.

15.10.2013 # 3311
NATIONAL GEOGRAPHIC 125 anni nel mondo - 15 in Italia

Daria La Ragione // 0 comments

VEDOVA TINTORETTO

a Venezia fino al 3 novembre 2013

Il giovane Emilio Vedova entra alla Scuola Grande di San Rocco a soli diciassette anni e rimane folgorato dalla visione d'insieme dello straordinario ciclo tintorettiano. Un sentimento autentico che diventerà poi un'ossessione imprimendo un segno distintivo che possiamo ritrovare nelle diverse fasi del suo percorso artistico.  

Vedova ritrova, nella fascinazione dello spazio prospettico e nella sacralità del luogo, i temi e segnali di una conversazione-lacerazione, che svela tutto l'innamoramento per un artista completo quale è Tintoretto.

La Scuola Grande di San Rocco, che ospita il grandioso ciclo dei Teleri di Jacopo Tintoretto, si apre all'arte moderna e contemporanea con il progetto San Rocco Contemporaneo: in dialogo con Tintoretto, il progetto mette in relazione cinque grandi artisti del Novecento internazionale con l'opera del Maestro Manierista.

Il primo appuntamento di questo ciclo è dedicato alla figura di Emilio Vedova, un protagonista della scena internazionale del Novecento. Le opere direttamente riferite a Jacopo Tintoretto saranno esposte, secondo il progetto di Germano Celant e Stefano Cecchetto, come in un ideale viaggio e dialogo nel tempo.

La mostra VEDOVA TINTORETTO è un'iniziativa promossa dall'Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, prodotta e organizzata da Civita Tre Venezie con il contributo della Regione Veneto e la Cassa di Risparmio di Venezia e il patrocinio della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano, della Provincia, del Comune di Venezia e della Fondazione di Venezia.

15.10.2013 # 3310
NATIONAL GEOGRAPHIC 125 anni nel mondo - 15 in Italia

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JOLE VENEZIANI. Alta moda e società a Milano

a Milano fino al 24 novembre 2013

Un’esposizione rievoca, attraverso un’attenta selezione dei materiali dell’Archivio Veneziani, la figura e la carriera della stilista che è stata tra i fondatori dell’Alta moda italiana e pioniera del Made in Italy nel mondo.

Quello di Milano è il primo appuntamento di un progetto che, una volta terminato lo studio sul patrimonio dell’Archivio, si concretizzerà in una grande mostra itinerante che porterà l’Atelier Veneziani nelle capitali europee e del Far East.

Dal 10 ottobre al 24 novembre 2013, Villa Necchi Campiglio a Milano, la casa museo di proprietà del FAI - Fondo Ambiente Italiano, ospiterà una mostra che rievoca la storia di Jole Veneziani (1901-1989), protagonista della creazione, negli anni Cinquanta e Sessanta, dell’Alta moda italiana e pioniera dell’affermazione del Made in Italy nel mondo, nonché figura di primo piano della rinascita postbellica di Milano.

15.10.2013 # 3309
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Daria La Ragione // 0 comments

RODIN. Il marmo, la vita

a Milano fino al 26 gennaio 2014

Dal 17 ottobre 2013 al 26 gennaio 2014, nella monumentale Sala delle Cariatidi, al piano nobile di Palazzo Reale a Milano, sarà allestita una grande mostra dedicata ad Auguste Rodin (Parigi 1840 – Meudon 1917), che con Michelangelo è uno dei più grandi rivoluzionari della tradizione plastica moderna.

Promossa e prodotta dal Comune di Milano — Cultura, Palazzo Reale, Musée Rodin di Parigi, Civita e Electa, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, l’esposizione è curata da Aline Magnien, Conservatore capo del patrimonio del Musée Rodin di Parigi, in collaborazione con Flavio Arensi. La rassegna presenta un corpus di oltre 60 opere con un numero tanto vasto di sculture in marmo da costituire la più completa rassegna che sia stata allestita sui marmi di Auguste Rodin.

L’illusione della carne e della sensualità è il tema intorno a cui si sviluppa la prima sezione, nella quale sono raccolte alcune opere giovanili, di stampo classico, fra cui il celeberrimo Homme au nez cassé, rifiutato dal Salon parigino del 1864, un ritratto omaggio al grande genio Michelangelo. Al vertice di questa sezione sarà Il bacio, la scandalosa scultura che rappresenta due amanti e fece scalpore nella Francia di fine Ottocento, opera che ancora conquista i visitatori del Musée Rodin.

La seconda sezione propone alcune fra le sculture più conosciute di Rodin e dimostra la piena maturità del maestro anche dal punto di vista della capacità di elaborazione delle figure che emergono dai candidi blocchi di pietra. Accanto a ritratti di grande intensità, lontani dalla fredda precisione d’inizio carriera, come il busto dedicato alla compagna di una vita Rose Beuret, si alternano richiami all’eros e alla disinibita ricerca formale ed estetica del maestro, manifestando la sua necessità di tentare nuovi percorsi scultorei. Qui le bellissime Mains d’amant sono un richiamo lirico all’amore e alla sensualità, ma lasciano già pienamente comprendere il lavoro di recupero della tradizione che Rodin conduce insieme all’affermazione di una nuova idea di scultura.

La poetica dell’incompiuto caratterizza la terza sezione dove si rappresenta il trionfo del “non finito”, l’artificio linguistico che rimanda immediatamente a Michelangelo e che Rodin svolge in una chiave di assoluta modernità, poi ampiamente assunta dai suoi colleghi. Qui sono ordinati alcuni fra i più bei ritratti eseguiti dall’artista, fra i quali quello a Victor Hugo e un altro, poco noto, di Puvis de Chavannes, il grande “decoratore di muri”, uno fra gli artisti più in voga della sua epoca.

15.10.2013 # 3308
NATIONAL GEOGRAPHIC 125 anni nel mondo - 15 in Italia

Daria La Ragione // 0 comments

ANDY WARHOL. Una storia americana

a Pisa fino al 2 febbraio

Nessun artista è stato capace di incarnare le contraddizioni degli Stati Uniti come Andy Warhol.

Osservare l’evoluzione degli Stati Uniti nella filigrana della sua opera  significa ripercorrere le grandi serie tematiche cha hanno caratterizzato la sua produzione, dai primi anni della sua produzione newyorkese all’anno della morte, tentando di fare interagire le immagini del divismo da rotocalco, con la cronaca giornalistica e con gli oggetti comuni della società dei consumi.

Se, come in un celebre aforisma di Warhol,”la Pop art è amare le cose”, per comprendere l’estetica americana occorre tornare a osservare le “cose” della Pop Art. Le celebri tavole della Campbell’s Soup e i Brillo Boxes vengono restituiti allo spettatore nella loro realtà di trompe l’oeil o, ancora meglio, in quanto monumentalizzazioni del quotidiano considerato nella sua trivialità iterativa, seriale



Dietro l’impersonalità della copia e della serigrafia si nasconde tuttavia anche quella concezione laboratoriale e “artigianale” della produzione artistica che Warhol non rinnegherà mai come ad esempio nella bellissima serie dei dipinti dei Flowers dalle tinte accese, che non appassiscono mai. È qui, è nel colore pulsante e ossessivo dei petali che l’estetica del Pop inizia a manifestare qualcosa come un lato oscuro, una componente velenosa o cancerogena che la assale dall’interno e la disgrega e che assumerà altrove le sembianze della morte individuale e della tragedia collettiva.

Osservare l’America attraverso Warhol significa infatti guardare negli occhi gli eventi che sconvolgono la cronaca e la storia: dalla serie dedicata ai Most Wanted Men a Gun, da Knives alla serie di sedie elettriche, fino alle immagini dell’assassinio di John Kennedy. «Il pop viene dall’esterno», avverte l’artista, che re-incornicia, filtra, scompone e rimonta le immagini mediatiche sotto gli occhi di tutti, vi pone sopra una patina estetizzante, che allo stesso tempo vela e rivela tratti non immediatamente percepibili.

“Con la reiterazione Andy ha voluto mostrarci che in realtà non c’è ripetizione, che tutto ciò che guardiamo è degno della nostra attenzione. Ed è stata, mi sembra, un’importante indicazione per comprendere tutto il XX secolo” John Cage

08.10.2013 # 3303
NATIONAL GEOGRAPHIC 125 anni nel mondo - 15 in Italia

Daria La Ragione // 0 comments

GIANNI DE TORA. TERRITORIO INDETERMINATO

a Napoli fino al 27 ottobre 2013

Territorio indeterminato è il titolo della prima concept exhibition antologica dedicata al Maestro Gianni De Tora, esponente dell'astrattismo geometrico e co-fondatore del gruppo Geometria e Ricerca, scomparso nel Giugno 2007.
Giovedì 3 Ottobre alle ore 17 la Sala Villani dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ospiterà il vernissage di presentazione della prima mostra del percorso espositivo intitolato Territorio Indeterminato, che toccherà successivamente le città di Caserta (Novembre 2013 - Reggia di Caserta - Cavallerizze Reali), di Benevento (Dicembre 2013 - Rocca dei Rettori) e di Roma (Marzo 2014 - Galleria Angelica – Biblioteca Angelica).
La prima delle quattro mostre del percorso espositivo si terrà dal 3 al 27 Ottobre proprio negli spazi del Piano Mostre dell’Università Suor Orsola Benincasa, già sede del Museo Storico del Suor Orsola e del Museo del Giocattolo di Napoli, eccezionalmente aperti per la serata del vernissage.
Il Progetto di Territorio Indeterminato
Si tratta di un'opera su carta del 1981, scoperta quasi per caso tra i disegni dell'artista: è un richiamo, un messaggio di speranza, un luogo sospeso nel tempo e nello spazio dell'indeterminatezza, dal quale ripartire, ricominciare, ricostruire un mondo ormai distrutto dall'uomo stesso, vuoto.
Un percorso artistico, che parte come un omaggio alla sua opera, ma vuole aprirsi al dialogo con il futuro, rappresentato dalle giovani generazioni, siano bambini, studenti, o giovani artisti.
«Quando i viventi avevano finalmente determinato il proprio territorio, la propria casa, il proprio benessere... avevano costruito grandi  grattacieli con ogni comodità...avevano sottratto lo spazio agli oppressi, conservando in poderosi forzieri grandi ricchezze...avevano comprato l'immortalità... ma la terra tremò e tutti, uomini, animali e cose scomparvero...rimase soltanto un grande, immenso, metafisico TERRITORIO INDETERMINATO....da ricostruire».
 
Il percorso espositivo di Territorio Indeterminato è sviluppato su quattro differenti mostre, ospitate in altrettanti luoghi-chiave della vita e della ricerca di De Tora:
1.      NAPOLI - La prima mostra (Ottobre 2013) si svolgerà nelle sale dell'Università degli Studi ‘Suor Orsola Benincasa’ – Napoli e vedrà esposte opere del periodo astratto/geometrico (anni '70 e '80).
2.      CASERTA - La seconda mostra (Novembre 2013) sarà allestita negli spazi delle Reali Cavallerizze del Palazzo Reale di Caserta, città natale dell'artista, e presenterà opere del periodo post-geometrico/segnico [anni '80].
3.      BENEVENTO - La terza tappa (Dicembre 2013) avrà luogo nelle sale della prestigiosa Rocca dei Rettori di Benevento, dove saranno presentate le opere degli anni ’90 e installazioni ambientali.
4.      ROMA - Il quarto ed ultimo evento italiano (Marzo 2014) si terrà nella prestigiosa Galleria Angelica di Roma, all’interno di una delle Biblioteche più belle del mondo, la Biblioteca Angelica. Saranno esposte in questa sala le opere degli anni 2000 da “Il Sole 2000” alle pittosculture in ferro e legno.

Per l’interesse costante del Maestro De Tora al dialogo con le giovani generazioni, si è ritenuto interessante, da parte degli organizzatori, invitare il giovane critico d’arte napoletano Stefano Taccone (un cui contributo è inserito nel catalogo della mostra) per l’individuazione di 4 giovani operatori della scena artistica contemporanea territoriale (Vincenzo Frattini, Salvatore Manzi, Nunzio Figliolini e Neal Peruffo) che potranno interagire con le opere di De Tora, ognuno esprimendosi con il proprio linguaggio ed elaborando opere inedite.

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