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Mostre ed eventi // Pagina 45 di 216
17.06.2014 # 3710
POTENZA DEL COLORE. Mario Arlati

Daria La Ragione // 0 comments

POTENZA DEL COLORE. Mario Arlati

a Milano fino al 12 settembre 2014

L’esposizione raccoglie 27 opere dell’artista milanese che dialogano con quelle di grandi maestri del passato quali Guido Reni, Marco Ricci, Carlo Cignani, Giambattista Crosato, e altri in un innovativo percorso di riflessione sul colore

Dal 12 giugno al 12 settembre 2014, nella sede di Banca Generali Private Banking, in Piazza Sant’Alessandro 4 a Milano, si terrà la mostra “Potenza del colore” che propone un viaggio nell’universo cromatico di Mario Arlati (Milano, 1947) in costante dialettica con i maestri classici sulla base dell’esaltazione del colore.

Curata da Elisabetta Longari, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Brera, e prodotta da Banca Generali in collaborazione con “Contini Galleria D’Arte” e “Giorgio Baratti Gallerie”, la rassegna presenterà 27 opere realizzate dall’artista milanese tra la metà degli anni Settanta ai nostri giorni, attraverso un percorso di ricerca che inizia dai “muri”, ai “monocromi” (realizzati appena giunto ad Ibiza alla fine degli anni ’70), per poi passare alla “luce”, gli “ori”, i “trapos” nati dall’incidentale caduta di colore sugli stracci.

L’esposizione nasce dall'accostamento di dipinti di Arlati a opere storiche di autori quali Guido Reni, Marco Ricci, Carlo Cignani, Giambattista Crosato e altri. Il legame classico-contemporaneo, secondo una logica di eloquenti rimandi, rappresenta una proposta innovativa di grande rilievo; un esempio sperimentale di un percorso dell'arte incentrato sul colore, rivolto prima di tutto all'immediatezza della percezione.

17.06.2014 # 3711
POTENZA DEL COLORE. Mario Arlati

Daria La Ragione // 0 comments

LINDA CARRARA. Be. Per agire occorre essere avvolti nell'illusione.

a Milano fino al 12 luglio

Dal 12 giugno al 12 luglio 2014, la Fondazione Rivoli2 di Milano (via Rivoli 2) ospiterà la personale di Linda Carrara (Bergamo, 1984).

L’esposizione, dal titolo Be. Per agire occorre essere avvolti nell’illusione, nata da un progetto di Linda Carrara appositamente studiato per gli spazi di Rivoli2, propone un percorso che si snoda sui tre piani della Fondazione in grado di creare un racconto narrativo personale, attraverso una serie di opere recenti, come dipinti, disegni, video.
La struttura della materia nella relazione di armonia o conflitto con lo spazio, la sua natura illusoria: questi sono gli elementi costitutivi principali del lavoro che l’artista ha pensato per lo spazio milanese.
“L’illusione necessaria all’azione - spiega Linda Carrara - è come un passaggio da un ponte che collega ciò che immediatamente ci appare e che riusciamo a decodificare con qualcosa che rimane nel retro di un’impressione, di un’idea, intrappolato in uno spazio ‘illusorio’. Il progetto che ho pensato per Rivoli2 vuole riflettere e giocare sulla materia e sull'illusione dello spazio come luogo di passaggio dalla duplice valenza: quella fisica del viaggio e quella psicologica della messa in scena”.

L’esposizione inizia al piano terreno con The space between, una tela di grandi dimensioni che descrive l'unione delle principali caratteristiche del lavoro pittorico di Linda Carrara, e presenta diversi livelli di un’architettura vuota, sia quelli visibili che suddividono lo spazio, sia quelli ideali su cui è distribuita l’illusione pittorica e della materia.

Al primo piano di Rivolidue  saranno allestiti una serie di taccuini, una sorta di diari di viaggio, che l’artista bergamasca ma milanese d’adozione ha realizzato durante le sue residenze a Bruxelles tra il 2012 e il 2014, che contengono appunti di un’esperienza che hanno segnato profondamente il suo percorso creativo.

Chiude idealmente la mostra un video, media col quale l’artista si è recentemente confrontata, che, acquistando un’accezione pittorica, diventa strumento su cui annotare le proprie idee.

17.06.2014 # 3709
POTENZA DEL COLORE. Mario Arlati

Daria La Ragione // 0 comments

BERTOZZI & CASONI. Dove Come Quando

a Mantova fino al 20 agosto 2014

Dal 7 giugno al 20 agosto 2014, le sale di Palazzo Te a Mantova accoglieranno Bertozzi & Casoni, assoluti maestri della scultura in ceramica policroma.

L’esposizione, dal titolo Dove Come Quando, curata da Marco Tonelli, presenterà 19 opere tipiche del linguaggio espressivo di Bertozzi & Casoni. Questi lavori, nei quali convivono realtà e finzione, meraviglia e ordinarietà, saranno in grado di produrre agli occhi dei visitatori inganni visivi, ricreando, secondo un’ottica contemporanea, l’atmosfera di festa, svago, piacere dei sensi che la residenza gonzaghesca ha saputo suscitare nei secoli.

Palazzo Te, con le sue stanze monumentali, i suoi affreschi, le sue decorazioni, il cortile interno, le prospettive dei suoi giardini, i loggiati e gli affacci sull’acqua delle peschiere, è stato fin dalla sua costruzione un set di miraggi visivi, veri e propri “lucidi inganni” come definito da illustri storici dell’arte.
Il percorso espositivo si caratterizzerà per la presenza di due sculture dedicate alla figura della Madonna, una sedia elettrica, una Cuccia Brillo, vasi e zolle con fiori, accumuli di ossa, animali a grandezza naturale, barili, cassettiere del pronto soccorso, tavolini da bar, tutti in ceramica. Per l’occasione, Bertozzi & Casoni creeranno una scultura che farà esplicito riferimento agli emblemi classici dei Gonzaga, come la salamandra, l’animale simbolo. Oppure faranno dialogare le loro costellazioni con quelle rappresentate nella Sala dei Venti del Palazzo.

Nella Sala dei Cavalli si troverà la monumentale opera Composizione in bianco, un orso polare su un pack, imprigionato dalla rete che contiene i resti del suo orrido pasto e i rifiuti di una spedizione polare.

A corollario, sarà allestita una sezione didattica allo scopo di rivelare i segreti del loro lavoro, confermando una magistrale conoscenza tecnica e inventiva.

17.06.2014 # 3708
POTENZA DEL COLORE. Mario Arlati

Daria La Ragione // 0 comments

RACHELE BIANCHI. Intensità semantica

a Milano fino al 6 luglio 2014

Dal 6 giugno al 6 luglio 2014, il Palazzo del Senato di Milano, sede dell’Archivio di Stato (via Senato 10) ospita la personale di Rachele Bianchi (Milano, 1925), decana delle artiste italiane, considerata dalla critica uno degli anelli di congiunzione tra l’arte del Novecento e le nuove avanguardie della seconda metà del secolo scorso, soprattutto in ambito plastico.

L’esposizione, curata da Anselmo Villata, promossa dall’I.N.A.C. - Istituto Nazionale d'Arte Contemporanea in collaborazione con l’Archivio di Stato di Milano, col patrocinio del Ministero Beni e delle Attività Culturali, col contributo di Verso l’Arte Edizioni, presenta settanta opere, tra sculture in bronzo e dipinti recenti dell’artista milanese.

Durante la serata inaugurale, giovedì 5 giugno 2014, alle ore 18.00, sarà collocata in maniera permanente la scultura Personaggio, donata da Rachele Bianchi, in collaborazione con l’I.N.A.C., all’Archivio di Stato di Milano.
Il soggetto è una delle sue donne, in bronzo, capaci di contenere una molteplicità di sentimenti e di concetti, oltre che, naturalmente, il valore estetico della forma e dei volumi. Così Rachele Bianchi concretizza il suo amore per le donne di tutto il mondo e per la sua Milano.

Nel corso della sua vita, Rachele Bianchi ha declinato la sua ricerca artistica esplorando non solo la scultura ma anche la pittura e la ceramica, utilizzando diversi materiali come il bronzo, il marmo, la terracotta. Al centro del suo interesse vi è la figura umana, in particolare quella femminile.
Tra i temi ricorrenti nelle sue opere sono il legame con la spiritualità, le citazioni letterarie e la ricerca esistenziale dell'artista.
Artista eclettica, si è cimentata in vari generi ma lungo il cammino ha prediletto la scultura. In tempi recenti, ha riscoperto il colore e gli effetti luministici; in questo modo, i suoi dipinti rientrano a pieno titolo tra le nuove ricerche internazionali.
Nei suoi lavori si possono ravvisare le trasformazioni volumetriche auspicate da Arturo Martini, gli insegnamenti di Constantin Brancusi, le soluzioni plastiche di Giacomo Manzù.
Come afferma Anselmo Villata, “Rachele Bianchi è autrice e sceneggiatrice del testo della vita, attraverso le sue sculture, interpreti inossidabili della quotidianità. Si può così comprendere che la facilità di lettura delle sue opere è soltanto apparente, perché l’evento scultoreo è un evento esclusivo tra artista e materia che avviene in religiosa intimità, guidato dalla mente e dall'emozione”.

09.06.2014 # 3692
POTENZA DEL COLORE. Mario Arlati

Daria La Ragione // 0 comments

Sarah Moon - Alchimie

a Reggio Emilia fino al 27 luglio 2014

Figura di spicco della fotografia contemporanea e autrice di grande sensibilità, Sarah Moon ha inventato una scrittura visiva unica e inconfondibile. Ben più che uno stile, un modo di vedere e trasformare la realtà che, fin dai primi passi nella fotografia, si è andato sviluppando nell’arco di trent’anni, tanto nei suoi lavori per il mondo della moda quanto in quelli più personali, fotografici o cinematografici, in un rinnovarsi permanente.

Sarah Moon ha creato un universo originale fatto di grazia, immaginazione e poesia, un universo onirico e ludico dove regna una gaia nostalgia. Nostalgia del primo Novecento, dell’infanzia e di un tempo incantato che, come un filo, tiene insieme tutti i suoi lavori.

In acrobatico equilibrio tra vero e falso, tra favole e finzioni, ogni immagine risuona di mille echi e fa pensare alla scena di un piccolo teatro. Paesaggi di nuvole di cotone e cieli d’inchiostro, boschi incantati e mari di ghiaccio, vecchie case di famiglia senza età dove tutto è sospeso e che, a volte, fanno da sfondo a rare e strane apparizioni.

Aggraziate creature allora volteggiano e traversano lo spazio; animali vivi o impagliati dimenticati nelle loro gabbie o in dimore abbandonate sembrano prigionieri dei propri e dei sogni altrui.


09.06.2014 # 3690
POTENZA DEL COLORE. Mario Arlati

Daria La Ragione // 0 comments

When Now is Minimal. Il lato sconosciuto della Collezione Goetz

a Bolzano fino al 5 ottobre 2014

La Sammlung Goetz di Monaco è tra le collezioni private di arte contemporanea più importanti a livello internazionale. La mostra mette in luce come diverse generazioni di artisti si siano confrontate con il tema del minimalismo e abbiano realizzato le loro idee nell’ampia varietà delle possibilità d’espressione dell’arte contemporanea. Accanto ad alcune posizioni che hanno influenzato fortemente il discorso artistico sul minimalismo dagli anni ’60, l’esposizione presenta una giovane generazione di artisti che in maniera leggera, libera, giocosa e talvolta dissacrante riprende le idee dei “padri” e le cambia, realizzando uno stile personale. La maggior parte dei lavori è presentata al pubblico per la prima volta. Dall’ampia varietà dei media utilizzati, dalle opere su carta ai dipinti, dalla scultura fino a installazioni a parete e opere di luce, emerge l’attualità del tema oltre i limiti dei generi e le generazioni.


Una cooperazione tra Museion Bolzano, Sammlung Goetz e Neues Museum. Staatliches Museum für Kunst und Design in Nürnberg


Artisti: Martin Boyce, Alan Charlton, Wade Guyton, Peter Halley, Imi Knoebel, Anthony McCall, Blinky Palermo, Gerwald Rockenschaub, Reiner Ruthenbeck, Fred Sandback, Wolfgang Tillmans etc.