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Mostre ed eventi // Pagina 44 di 216
17.06.2014 # 3712
Mimmo Rotella. Décollages e retro d'affiches

Daria La Ragione // 0 comments

Mimmo Rotella. Décollages e retro d'affiches

a Milano fino al 31 agosto

L’esposizione nel modo in cui è stata concepita, costituisce una prima puntuale ricognizione sull’attività iniziale di Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 - Milano, 2006), artista poliedrico e noto per l’invenzione del décollage, forma artistica da lui ideata e realizzata a partire dai primi anni Cinquanta.

La mostra – in cui sono presenti circa centosessanta opere - si focalizza sul periodo che si estende dal 1953, anno delle prime sperimentazioni sul manifesto lacerato, per arrivare al 1964 quando Rotella partecipa alla XXXII Biennale di Venezia. Un momento specifico di massima ricerca a livello mondiale che si avvale di importanti prestiti da collezioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, tra cui il Museo del Novecento di Milano, MACRO di Roma, Carré d’Art-Musée d’art contemporain di Nîmes e Musée National d’art moderne - Centre Pompidou di Parigi, Tate Modern, Londra, Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma.

Per contestualizzare l’opera di Rotella all’interno del panorama artistico internazionale dell’epoca e comprendere il suo contributo e la sua originalità, vengono esposti alcuni lavori che si confrontano con quelli di altri grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea, europei e americani, quali Filippo Tommaso Marinetti, Enrico Prampolini, Kurt Schwitters, Hannah Höch, Jean Fautrier, Alberto Burri, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Jacques Mahé de la Villeglé, Raymond Hains, Andy Warhol e Michelangelo Pistoletto.

Il percorso dell’esposizione analizza alcuni momenti fondanti dell'inizio della carriera dell’artista. A Roma, dove si trasferisce subito dopo il rientro in Italia dalla residenza alla Kansas City University del 1952, Rotella stabilisce un dialogo sia con la generazione precedente sia con i suoi coetanei. È in questo ambito che ricorre a un simbolo del rinato contesto urbano: il manifesto pubblicitario.
La sua sperimentazione lo porta a rimodulare il poster in ogni modo possibile: quale unità di partenza per lo studio dell’aspetto materico che esso assume a contatto con la tela grezza, quale particella elementare per la costruzione di un immaginario astratto e quale studio della forma che va a costituirsi sul retro del manifesto, tramite l’azione di colle e ruggini.

Seguendo il percorso della carriera di Rotella sono individuati e presentati in mostra quei lavori realizzati a ridosso degli anni Sessanta, momento in cui intesse i primi rapporti con la Francia - tramite il Nouveau Réalisme - e gli Stati Uniti, dove già nel 1961 partecipa presso il Museum of Modern Art a New York a “The Art of Assemblage”. Sempre più attivo tra Roma e Parigi, Rotella ha modo di lavorare a stretto contatto con gli artisti della Pop Art e di aprire i suoi orizzonti sul contesto americano, esperienza che culmina nel 1962 con la personale alla Galleria Bonino di Buenos Aires e con la partecipazione a “New Realists”, presso la galleria Sidney Janis a New York.

30.06.2014 # 3717
Mimmo Rotella. Décollages e retro d'affiches

Daria La Ragione // 0 comments

Abiti da lavoro

a Milano fino al 31 agosto 2014

In mostra 40 abiti da lavoro ideati da progettisti di tutto il mondo: Afran, Rodrigo Almeida, Alberto Aspesi, Gentucca Bini, Denise Bonapace, Andrea Branzi, Nacho Carbonell, Klaudio Cetina, Cano, CoopHimelb(l)au, Dea Curic, Nathalie Du Pasquier, Elio Fiorucci, Matteo Guarnaccia, Nuala Goodman , Daniele Innamorato, Mella Jaarsma, Toshiyuiki Kita, Guda Koster, Colomba Leddi, Antonio Marras, Franco Mazzucchelli, Alessandro Mendini, Angela Missoni, Issey Miyake, Amba Molly, Frédérique Morrel, Margherita Palli, Lucia Pescador, Bertjan Pot, Clara Rota, Andrea Salvetti, Nanni Strada, Tarshito, Faye Toogood, Otto von Busch, Vivienne Westwood, Allan Wexler, Erwin Wurm, Melissa Zexter.

Abiti da Lavoro nasce dalla generosità di alcuni dei 40 progettisti coinvolti, che, insieme all’Associazione Tam-Tam, hanno voluto accettare la sfida di Arkadia onlus per favorire l’inserimento lavorativo di giovani disabili.

“Il percorso è quello usuale della sartoria: si insegna ai ragazzi che frequentano il workshop gratuito di Tam-Tam come si trasforma uno schizzo in un cartamodello. Trasmettiamo questi cartamodelli ad Arkadia Onlus, dove un gruppo di persone  con disabilità li trasforma in abiti veri e propri. Abiti da Lavoro, appunto. Le ragazze e i ragazzi di Arkadia misurano, tagliano, cuciono, stirano. Lo stanno facendo anche in questo momento” raccontano Alessandra Zucchi e Alessandro Guerriero.

Abiti da Lavoro propone una riflessione socio-antropologica: un tempo l’abito faceva il monaco, il metalmeccanico, l’avvocato, il banchiere, la signora alla moda, il fantino, il musicista, il cuoco, il marinaio, la prostituta, il poliziotto, il medico, il portiere, il giudice, il muratore.

Ma oggi?

L’attuale centralità dell’individuo ha mutato il senso di ciò che indossiamo: la funzione sociale svanisce e l’abito assume soprattutto il valore dell’espressione individuale: diventa travestimento e forma dei nostri pensieri. Se prima era l’immagine che il mondo ci attribuiva oggi è l’immagine di ciò che noi vogliamo essere nel mondo.


17.06.2014 # 3711
Mimmo Rotella. Décollages e retro d'affiches

Daria La Ragione // 0 comments

LINDA CARRARA. Be. Per agire occorre essere avvolti nell'illusione.

a Milano fino al 12 luglio

Dal 12 giugno al 12 luglio 2014, la Fondazione Rivoli2 di Milano (via Rivoli 2) ospiterà la personale di Linda Carrara (Bergamo, 1984).

L’esposizione, dal titolo Be. Per agire occorre essere avvolti nell’illusione, nata da un progetto di Linda Carrara appositamente studiato per gli spazi di Rivoli2, propone un percorso che si snoda sui tre piani della Fondazione in grado di creare un racconto narrativo personale, attraverso una serie di opere recenti, come dipinti, disegni, video.
La struttura della materia nella relazione di armonia o conflitto con lo spazio, la sua natura illusoria: questi sono gli elementi costitutivi principali del lavoro che l’artista ha pensato per lo spazio milanese.
“L’illusione necessaria all’azione - spiega Linda Carrara - è come un passaggio da un ponte che collega ciò che immediatamente ci appare e che riusciamo a decodificare con qualcosa che rimane nel retro di un’impressione, di un’idea, intrappolato in uno spazio ‘illusorio’. Il progetto che ho pensato per Rivoli2 vuole riflettere e giocare sulla materia e sull'illusione dello spazio come luogo di passaggio dalla duplice valenza: quella fisica del viaggio e quella psicologica della messa in scena”.

L’esposizione inizia al piano terreno con The space between, una tela di grandi dimensioni che descrive l'unione delle principali caratteristiche del lavoro pittorico di Linda Carrara, e presenta diversi livelli di un’architettura vuota, sia quelli visibili che suddividono lo spazio, sia quelli ideali su cui è distribuita l’illusione pittorica e della materia.

Al primo piano di Rivolidue  saranno allestiti una serie di taccuini, una sorta di diari di viaggio, che l’artista bergamasca ma milanese d’adozione ha realizzato durante le sue residenze a Bruxelles tra il 2012 e il 2014, che contengono appunti di un’esperienza che hanno segnato profondamente il suo percorso creativo.

Chiude idealmente la mostra un video, media col quale l’artista si è recentemente confrontata, che, acquistando un’accezione pittorica, diventa strumento su cui annotare le proprie idee.

17.06.2014 # 3710
Mimmo Rotella. Décollages e retro d'affiches

Daria La Ragione // 0 comments

POTENZA DEL COLORE. Mario Arlati

a Milano fino al 12 settembre 2014

L’esposizione raccoglie 27 opere dell’artista milanese che dialogano con quelle di grandi maestri del passato quali Guido Reni, Marco Ricci, Carlo Cignani, Giambattista Crosato, e altri in un innovativo percorso di riflessione sul colore

Dal 12 giugno al 12 settembre 2014, nella sede di Banca Generali Private Banking, in Piazza Sant’Alessandro 4 a Milano, si terrà la mostra “Potenza del colore” che propone un viaggio nell’universo cromatico di Mario Arlati (Milano, 1947) in costante dialettica con i maestri classici sulla base dell’esaltazione del colore.

Curata da Elisabetta Longari, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Brera, e prodotta da Banca Generali in collaborazione con “Contini Galleria D’Arte” e “Giorgio Baratti Gallerie”, la rassegna presenterà 27 opere realizzate dall’artista milanese tra la metà degli anni Settanta ai nostri giorni, attraverso un percorso di ricerca che inizia dai “muri”, ai “monocromi” (realizzati appena giunto ad Ibiza alla fine degli anni ’70), per poi passare alla “luce”, gli “ori”, i “trapos” nati dall’incidentale caduta di colore sugli stracci.

L’esposizione nasce dall'accostamento di dipinti di Arlati a opere storiche di autori quali Guido Reni, Marco Ricci, Carlo Cignani, Giambattista Crosato e altri. Il legame classico-contemporaneo, secondo una logica di eloquenti rimandi, rappresenta una proposta innovativa di grande rilievo; un esempio sperimentale di un percorso dell'arte incentrato sul colore, rivolto prima di tutto all'immediatezza della percezione.

17.06.2014 # 3709
Mimmo Rotella. Décollages e retro d'affiches

Daria La Ragione // 0 comments

BERTOZZI & CASONI. Dove Come Quando

a Mantova fino al 20 agosto 2014

Dal 7 giugno al 20 agosto 2014, le sale di Palazzo Te a Mantova accoglieranno Bertozzi & Casoni, assoluti maestri della scultura in ceramica policroma.

L’esposizione, dal titolo Dove Come Quando, curata da Marco Tonelli, presenterà 19 opere tipiche del linguaggio espressivo di Bertozzi & Casoni. Questi lavori, nei quali convivono realtà e finzione, meraviglia e ordinarietà, saranno in grado di produrre agli occhi dei visitatori inganni visivi, ricreando, secondo un’ottica contemporanea, l’atmosfera di festa, svago, piacere dei sensi che la residenza gonzaghesca ha saputo suscitare nei secoli.

Palazzo Te, con le sue stanze monumentali, i suoi affreschi, le sue decorazioni, il cortile interno, le prospettive dei suoi giardini, i loggiati e gli affacci sull’acqua delle peschiere, è stato fin dalla sua costruzione un set di miraggi visivi, veri e propri “lucidi inganni” come definito da illustri storici dell’arte.
Il percorso espositivo si caratterizzerà per la presenza di due sculture dedicate alla figura della Madonna, una sedia elettrica, una Cuccia Brillo, vasi e zolle con fiori, accumuli di ossa, animali a grandezza naturale, barili, cassettiere del pronto soccorso, tavolini da bar, tutti in ceramica. Per l’occasione, Bertozzi & Casoni creeranno una scultura che farà esplicito riferimento agli emblemi classici dei Gonzaga, come la salamandra, l’animale simbolo. Oppure faranno dialogare le loro costellazioni con quelle rappresentate nella Sala dei Venti del Palazzo.

Nella Sala dei Cavalli si troverà la monumentale opera Composizione in bianco, un orso polare su un pack, imprigionato dalla rete che contiene i resti del suo orrido pasto e i rifiuti di una spedizione polare.

A corollario, sarà allestita una sezione didattica allo scopo di rivelare i segreti del loro lavoro, confermando una magistrale conoscenza tecnica e inventiva.

17.06.2014 # 3708
Mimmo Rotella. Décollages e retro d'affiches

Daria La Ragione // 0 comments

RACHELE BIANCHI. Intensità semantica

a Milano fino al 6 luglio 2014

Dal 6 giugno al 6 luglio 2014, il Palazzo del Senato di Milano, sede dell’Archivio di Stato (via Senato 10) ospita la personale di Rachele Bianchi (Milano, 1925), decana delle artiste italiane, considerata dalla critica uno degli anelli di congiunzione tra l’arte del Novecento e le nuove avanguardie della seconda metà del secolo scorso, soprattutto in ambito plastico.

L’esposizione, curata da Anselmo Villata, promossa dall’I.N.A.C. - Istituto Nazionale d'Arte Contemporanea in collaborazione con l’Archivio di Stato di Milano, col patrocinio del Ministero Beni e delle Attività Culturali, col contributo di Verso l’Arte Edizioni, presenta settanta opere, tra sculture in bronzo e dipinti recenti dell’artista milanese.

Durante la serata inaugurale, giovedì 5 giugno 2014, alle ore 18.00, sarà collocata in maniera permanente la scultura Personaggio, donata da Rachele Bianchi, in collaborazione con l’I.N.A.C., all’Archivio di Stato di Milano.
Il soggetto è una delle sue donne, in bronzo, capaci di contenere una molteplicità di sentimenti e di concetti, oltre che, naturalmente, il valore estetico della forma e dei volumi. Così Rachele Bianchi concretizza il suo amore per le donne di tutto il mondo e per la sua Milano.

Nel corso della sua vita, Rachele Bianchi ha declinato la sua ricerca artistica esplorando non solo la scultura ma anche la pittura e la ceramica, utilizzando diversi materiali come il bronzo, il marmo, la terracotta. Al centro del suo interesse vi è la figura umana, in particolare quella femminile.
Tra i temi ricorrenti nelle sue opere sono il legame con la spiritualità, le citazioni letterarie e la ricerca esistenziale dell'artista.
Artista eclettica, si è cimentata in vari generi ma lungo il cammino ha prediletto la scultura. In tempi recenti, ha riscoperto il colore e gli effetti luministici; in questo modo, i suoi dipinti rientrano a pieno titolo tra le nuove ricerche internazionali.
Nei suoi lavori si possono ravvisare le trasformazioni volumetriche auspicate da Arturo Martini, gli insegnamenti di Constantin Brancusi, le soluzioni plastiche di Giacomo Manzù.
Come afferma Anselmo Villata, “Rachele Bianchi è autrice e sceneggiatrice del testo della vita, attraverso le sue sculture, interpreti inossidabili della quotidianità. Si può così comprendere che la facilità di lettura delle sue opere è soltanto apparente, perché l’evento scultoreo è un evento esclusivo tra artista e materia che avviene in religiosa intimità, guidato dalla mente e dall'emozione”.

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