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30.06.2014 # 3733
Facebook ammette l'esperimento sugli utenti

Daria La Ragione // 0 comments

Facebook ammette l'esperimento sugli utenti

Blog! di Daria La Ragione

È notizia della ultime ore: Facebook ha ammesso di aver effettuato un esperimento in collaborazione con due ricercatori dei dipartimenti di Psicologia Cognitiva dell'Università della California e della Cornell University.

La ricerca è stata pubblicata online sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Un campione di 689.000 utenti di Facebook è stato inconsapevole partecipante alla ricerca sul contagio emotivo attraverso i social network: l'algoritmo che regola lo stream delle bacheche degli utenti nel mondo, è stato manipolato per mostrare in prevalenza notizie con uno specifico contenuto emotivo: prevalentemente negativo o prevalentemente positivo.

E indovinate un po'? Sorpresa sorpresa: chi leggeva soprattutto notizie negative, ne pubblicava a sua volta, lo stesso accadeva per chi ne riceveva di positive.

Insomma, uno studio che ha coinvolto due università e una società quotata in borsa ha dimostrato scientificamente che avere a che fare con persone arrabbiate, deluse, frustrate ci mette di cattivo umore! E che al contrario, circondarci di persone positive e allegre ci stimola a esserlo.

Meno male che ci sono gli scienziati americani!

In compenso però, quello che sta davvero facendo discutere in questi giorni è il fatto che le emozioni dei partecipanti all'esperimento siano state manipolate senza il loro consenso e senza che ne fossero informati (lo studio si è svolto nel 2012), fino alla pubblicazione della ricerca se non altro.

Facebook si difende dichiarando che è prevista dalle condizioni d'uso la possibilità che delle ricerche vengano effettuate per 'migliorare le condizioni del servizio', e i ricercatori si scusano per il modo in cui sono stati divulgati gli esiti della ricerca. Nessuno insomma dei ricercatori ritiene di scusarsi per aver manipolato le persone, un po' come dire: è vero, ti ho mentito, mi addolora che tu lo abbia scoperto in modo brutale, sono certo che se lo avessi saputo in un altro modo ti avrebbe fatto quasi piacere!

01.07.2014 # 3732
Facebook ammette l'esperimento sugli utenti

Daria La Ragione // 0 comments

Buon compleanno M&M's e U.S.P.

Blog! di Daria La Ragione

Un articolo di Wired ci informa che oggi è il compleanno di quelle deliziose noccioline ricoperte di zucchero colorato e ci racconta anche la loro storia. Di come siano nate dal figlio un po' ribelle del signor Mars (si, proprio quel Mars!), di come abbiano accompagnato soldati e perfino astronauti (in tutte le missioni degli shuttle), insomma una bella storia, che si chiude con una riconciliazione (Mars ed M&M's si fondono in un'unica azienda) e molta segretezza.

Quello che l'articolo non dice è da dove nasca il claim che ha accompagnato la comunicazione aziendale per gran parte di questa storia: "M&M candies melts in your mouth and not in your hand", si sciolgono in bocca non in mano, è opera di un grande copywriter. 

Fu infatti Rosser Reeves a coniarlo, fedele alla sua idea che bisognasse trovare la Unique Selling Proposition e intorno a essa far ruotare tutta la comunicazione.



La U.S.P. consiste in quel vantaggio che il prodotto può offrire in esclusiva (o per primo). Nel caso di M&M's la qualità del rivestimento di zucchero, qualche anno fa era la videochiamata per una nota azienda di telefonia e ancora prima, una società produttrice di telefoni cellulari, aveva il vantaggio unico di aver inventato un cellulare con lo sportello!, uno che vibrava invece di squillare etc.

Reeves fu il primo a formulare l'acronimo che tutti usiamo in pubblicità e ne fece di sicuro la sua fortuna.

11.06.2014 # 3700
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Daria La Ragione // 0 comments

Nike - The last game

Il cartoon commercial lanciato in occasione del mondiale 2014

Risk everything è il claim delle campagne lanciate da  Nike  a ridosso di questo mondiale brasiliano. L'ultima in ordine di tempo è un cartoon, (ma lo era anche - in un piccolo notevole passaggio - dare to be brazilian,  di un paio di mesi fa), che rinnova una tradizione di Nike, quella della lotta per salvare il calcio.


I primi nemici da abbattere erano stati i demoni degli anni '90, sfidati tra gli altri da un giovanissimo Paolo Maldini e da un Eric Cantona in veste (ancora) di giocatore in carriera. 

Good vs Evil  era un colossal se confrontato con le campagne a cui eravamo abituati in italia fino a quel momento, ed era stato un evento abbastanza eclatante da diventare l'oggetto di una parodia che fu la sigla di apertura di uno dei programmi cult di quegli anni, Mai dire Gol.



Negli anni successivi  Nike  ha affinato il nostro palato con campagne che sempre di più rappresentavano il nuovo. E non si può non citare a questo proposito l'agenzia con cui la società ha un sodalizio che dura dal 1980:  Wieden and Kennedy,  che non a caso è anche l'agenzia di  Coca Cola, Heineken, Abc, Tiffany  per citare solo qualche nome.

Qualche anno, nel 2000, dopo venne  The Mission,  Figo, Davids, Nakata, Totti sfidavano un esercito di robot per recuperare uno speciale pallone (più rotondo) realizzato in occasione dei campionati europei.



Quattordici anni dopo i protagonisti del calcio sono cambiati (ma Totti è ancora lì che se la batte), e lo sono quelli del nuovo episodio della serie 'Salviamo il calcio dai cattivi', dal titolo  The last game.


 

Questa volta ci sono Cristiano Ronaldo, Rooney, Neymar, Ibrahimović, Iniesta. E i cattivi sono una specie selezionata di calciatori ogm che spogliano lo sport della sua componente imprevedibile e fantasiosa.

È un piccolo gioiello di animazione questo commercial, di quelli che conteranno su youtube un numero di condivisioni di tutto rispetto.

Cosa non è cambiato mai in tutti questi anni? In che modo Nike resta fedele a se stessa? Continuando a raccontarci lo sport come una sfida di virtuosismi, come il palcoscenico di uno spettacolo che deve divertire non solo chi lo guarda, ma soprattutto chi lo fa.

Io che di calcio non sono appassionata mi diverto invece con questi gioiellini che Nike e W+K continuano a regalarci. 

27.05.2014 # 3660
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Daria La Ragione // 0 comments

Addio a Massimo Vignelli

Si è spento a New York il grande designer

Ci ha lasciati oggi, 27 maggio,  Massimo Vignelli,  il più celebre designer italiano. 

Con il suo stile inconfondibile ha esportato il modernismo europeo negli Stati Uniti, diventando un modello per i designer di tutto il mondo disegnando per Amercian Airlines, Bloomingdales, Knoll; il suo magnifico lavoro per la metropolitana di New York lo ha reso l'ambasciatore dell'Helvetica nel mondo, una font come lui: essenziale ed elegante.



Sul sito del suo studio di design (suo e dell'inseparabile moglie e collaboratrice, Lella) è possibile scaricare gratuitamente  Vignelli Canon  la sua pubblicazione più famosa.

Amava dire "design is one" , intendendo che, fatte salve le competenze necessarie per ogni ambito, chi sa progettare sa farlo sempre. "Design is one: Lella & Massimo Vignelli"  è il titolo di un documentario prodotto nel 2012 Diretto da Kathy Brew e Roberto Guerra.


Ciao Maestro






28.04.2014 # 3629
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I will survive

Blog di Daria La Ragione

È di questi giorni la campagna pubblicitaria I will survive di Del Campo Saatchi & Saatchi, Argentina contro il bullismo, che sta facendo sorridere molti e discutere altri.

Un film commercial in versione musical che mostra ragazzini e ragazzine vessati dai coetanei, mentre cantano una versione ad hoc della celebre hit di Gloria Gaynor.

Come spesso accade in pubblicità si sfruttano gli stereotipi: i bulli sono alti, più adulti, più carini, più atletici e più stupidi; mentre le vittime sono bruttine, cicciottelle, ma anche ambiziose e intelligenti.

E guardano avanti, molto avanti, al giorno in cui quelli che li stanno umiliando saranno loro dipendenti. E quel giorno la storia cambierà i protagonisti.



È  ben fatto, strappa un sorriso ma, a ben guardare, oltre questo primo 'livello di lettura' - come amano dire alcuni esegeti della pubblicità - il messaggio è poco chiaro, e ancora meno chiaro il target: se fosse rivolta ai bulli (come, ingenuamente forse, ci aspetteremmo da una campagna del genere), potrebbe essere un monito del genere «non sputare in cielo…», monito della cui efficacia mi sento di dubitare; il target potrebbe esser allora la vittima, ma anche qui qual è il messaggio? Sopporta in attesa di una crudele vendetta? Diventa uno squalo così potrai devastare la vita adulta di chi ha reso la tua infanzia un incubo?

Non sono sicura che sia un messaggio appropriato a una campagna sociale, mi sembra invece uno di quei commercial girati pensando allo scaffale con un posto vuoto nella sala d'attesa dell'agenzia, o nell'ufficio del direttore creativo. Uno di quelli girati pensando ai festival, ai premi, alla visibilità, all'ego di chi lo fatto e non certo a quello martoriato di chi vive il bullismo come un problema reale e ci si confronta ogni giorno.

Un bell'esercizio di stile, non molto di più



04.03.2014 # 3516
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Daria La Ragione // 0 comments

Selfies & Brand

Blog di Daria La Ragione

Oltre 3.100.000  retweets, il record dei record per il  selfie  scattato da Bradley Cooper e condiviso da Ellen DeGeneres, presentatrice - tra l'altro - della notte degli Oscar.

Nella foto c'è il gotha di Hollywood: Meryl Streep, Brad e Angelina, Jennifer Lewrence, Kevin Spacey, Julia Roberts. Sembra una goliardata, un momento di divertimento come ce ne sono stati tanti durante la serata: la dissacrante presentatrice ha twittato parecchi scatti della kermesse oltre questo.

Invece è  advertising: sono sempre di più le aziende che usano i  selfies  come strumento di  social marketing, tanto che in occasione degli Shorty Awards, che premiano le migliori campagne social, il main sponsor ha diffuso un'infografica (pubblicata da adweek) che racconta quali aziende hanno saputo trarne i maggiori vantaggi.

Va da sé che chi ha davvero sbancato è stata Samsung, tra i principali sponsor della notte degli Oscar, che ha fornito alla presentatrice il telefono con cui scattare e divulgare le immagini che hanno battuto tutti i record.


Peccato solo per un particolare: il tempo di tornare dietro le quinte e la DeGeneres si era già riappropriata del suo iPhone.

Inside Ilas