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Libri e riviste // Pagina 24 di 103
30.07.2014 # 3774
Una storia americana

Daria La Ragione // 0 comments

Una storia americana

Parks Gordon

Gordon Parks. Una storia americana, è il libro che accompagna la mostra omonima presentata presso la Fondazione Forma per la Fotografia dal 25 aprile al 23 giugno 2013.Tra i fotografi più importanti del ventesimo secolo, dagli anni Quaranta fino alla sua morte, nel 2006, Gordon Parks ha raccontato al mondo, soprattutto attraverso le pagine della rivista Life, la difficoltà di esser nero in un mondo di bianchi, la segregazione, la povertà, i pregiudizi, ma anche i grandi interpreti del ventesimo secolo, il mondo della moda e perfino le grandi personalità del mondo in pieno cambiamento, come Malcom X, Muhammed Ali e Martin Luther King. Gordon Parks è un narratore unico dell'America, in grado con il suo apparecchio fotografico e la sua capacità di comprendere e scavare dentro le pieghe della società, rivelare le ingiustizie e i soprusi, portare alla luce la storia di chi non aveva voce per gridare la propria storia.Suddiviso in sei sezioni, In America, Terra di lavoro, Ritratti, La moda, Fiction, Leader neri e movimento per i diritti civili, il volume presenta le diverse realtà fotografate da Parks: storie di gruppi di persone che lottano per sopravvivere, piccole comunità lontane dal mondo ma anche personaggi alla deriva o già sotto i riflettori della cronaca. Gordon Parks costruisce i suoi racconti fotografici come veri storyboard in cui, immagine dopo immagine, è possibile individuare i protagonisti con cui immedesimarsi, vivere i loro problemi e seguirne le conseguenze drammatiche delle loro storie.Personalità eclettica come non mai (“Uomo del Rinascimento”, veniva chiamato già ai tempi della sua collaborazione con Life), oltre che fotografo Parks è stato regista, scrittore, musicista, poeta e se il suo lavoro sfugge a una semplice catalogazione, forse la chiave per comprenderlo al meglio è quella del narratore di professione, lo storyteller della tradizione orale che usa la sua stessa esperienza, vissuta e sofferta, per comporre le storie.Contrasto

07.08.2014 # 3799
Una storia americana

Daria La Ragione // 0 comments

Décollages e retro d'affiches

Mimmo Rotella

Questa monografia approfondisce i tratti distintivi che hanno caratterizzato l’attività iniziale di Mimmo Rotella, autore poliedrico e noto fin dall’inizio degli anni cinquanta per l’invenzione del décollage, forma artistica che si basa su materiali reali prelevati direttamente dall’ambiente esterno e poi rielaborati all’interno dello studio al fine di produrre oggetti artistici. La pubblicazione, e la mostra milanese, si focalizzano sul periodo che si estende dal 1953 quando, seguendo le tracce linguistiche di Kurt Schwitters, Rotella inizia a indagare le possibilità formali date dall’uso di elementi materici non convenzionali (come specchi, vetri, catrami, cartoni, colle e segatura) e si articola fino al 1964, anno che vede la sua partecipazione alla XXXII Biennale di Venezia con una sala personale. Durante questo decennio, in perfetta sintonia con il rinnovato impulso alla sperimentazione prodottasi dopo il periodo postinformale, l’artista elegge a proprio medium privilegiato il manifesto pubblicitario al fine di esaltarne ora l’aspetto materico ora quello iconografico, decostruendo le locandine cinematografiche che hanno reso mitici personaggi come Marilyn Monroe e Elvis Presley. Intrecciando il contesto storico-artistico e socio-economico con l’itinerario linguistico dell’autore, il volume sottolinea la rete di scambi e di interconnessioni che ha caratterizzato la sua attività e i movimenti pittorici e la cultura tra gli anni ’50 e ’60, dal Nouveau Réalisme alla Pop Art.

Germano Celant, storico, critico e teorico dell'arte, direttore della Fondazione Prada di Milano, è curatore della Fondazione Aldo Rossi di Milano e della Fondazione Vedova a Venezia.

Skira Editore

30.07.2014 # 3777
Una storia americana

Daria La Ragione // 0 comments

Henri Cartier-Bresson

Chéroux Clément

"Lo sguardo del secolo", "l'uomo-occhio" o ancora L'occhio assoluto: sono solo alcuni dei superlativi che Henri Cartier Bresson si è visto regolarmente assegnare. Certo, il suo sguardo riusciva, incontestabilmente, a combinare sempre la potenza del documento al lirismo poetico. In questo modo ha creato una delle opere più affascinanti del Ventesimo secolo.

Dal Surrealismo al Maggio '68, passando per la guerra di Spagna, la decolonizzazione e i gloriosi anni Trenta, la retrospettiva dedicata dal Centre Pompidou a Henri Cartier-Bresson segue l'intero percorso del grande fotografo. Dieci anni dopo la sua morte e frutto di un lavoro di ricerca svolto nel corso di molti anni, l'esposizione propone, al di là della facile mitologia, una nuova letturadell'immenso corpus d'immagini che Henri Cartier-Bresson ci ha lasciato. Mettendo insieme oltre 500 tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti, riunendo le sue più importanti icone ma anche le immagini meno conosciute, il Centre Pompidou rintraccia in questa mostra la storia di un' opera e insieme di un intero secolo.

Clément Chéroux è storico della fotografia, conservatore capo del Dipartimento Fotografico del Museo nazionale d'arte moderna al Centre Pompidou di Parigi.

Contrasto

30.07.2014 # 3776
Una storia americana

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Scrittori

Direttore Goffredo Fofi

Scrittori raccoglie una selezione di 250 ritratti di scrittori, dai primi del Novecento ad oggi, scelti da Goffredo Fofi e realizzati da grandi fotografi. Per ogni ritratto, intenso, penetrante, spesso celebre o magari insolito, un testo spiega i perché di questa scelta, ricorda alcuni capolavori che hanno reso lo scrittore immortale e, quando possibile, racconta la storia dell’immagine, di quell’incontro unico e irripetibile che è, appunto, il ritratto. Per Henri Cartier-Bresson ritrarre uno scrittore significa cogliere del soggetto che ha davanti il silenzio interiore, tradurre in fotografia “la personalità e non un’espressione”. Per altri, ritrarre un grande scrittore può voler dire riprendere un amico in una pausa di una battuta di caccia (Robert Capa con Ernest Hemigway) o al contrario, cogliere l’essenza trasgressiva di un giovane talento o la malinconia di un grande vecchio (Richard Avedon con Truman Capote e con W.H. Auden). In ogni caso, è sempre il risultato di un’alchimia complessa e affascinante in cui giocano attrazione, curiosità, capacità di introspezione psicologica, possibili affinità esistenziali. 

I testi che accompagnano le fotografie sono di Maria Baiocchi, Guia Boni,  Goffredo Fofi, Alessandra Mauro,  Carlo Mazza Galanti, Isabella Pedicini,  Alessia Tagliaventi, Anna Tagliavini.

Contrasto

30.07.2014 # 3775
Una storia americana

Daria La Ragione // 0 comments

Nella terra ferita

Brandt Nick

“I ritratti pubblicati nel volume sono stati pensati per catturare lo spirito di questi animali come esseri senzienti, in fondo non troppo diversi da noi. Ho cercato di fotografarli non in movimento, ma in quanto esseri viventi.“


                                                                                                Nick Brandt


Nella Terra ferita è il terzo e ultimo libro della trilogia di Nick Brandt che documenta l’estinzione della flora e della fauna in Africa Orientale. Il titolo di questo volume, strettamente legato ai due precedenti, svela il titolo completo della trilogia On this Earth, A Shadow Falls across the Ravaged Land (In questo mondo scende un’ombra sulla terra ferita).

Il libro offre una visione oscura del mondo che Brandt ha fotografato negli ultimi dieci anni, un mondo ancora ricco di incredibili bellezze, ma ora tragicamente contaminato e velocemente distrutto dalla mano dell’uomo.

Brandt in questa pubblicazione introduce nuovi temi, attraverso una serie di intensi e potenti ritratti di animali che sembrano essere in posa per il fotografo come se fossero in uno studio di ripresa.

Per la prima volta gli esseri umani appaiono nelle immagini di Brandt, come nella foto in cui un gruppo di ranger accovacciati sostiene il peso delle zanne di alcuni elefanti uccisi dai bracconieri.

In una serie di fotografie i trofei di caccia sono collocati nel paesaggio epico dove un tempo queste creature vivevano. Un’altra serie di immagini mostra animali pietrificati dal sale dell’acqua del lago della Rift Valley. In entrambe le serie gli animali appaiono stranamente vivi e senzienti, come se stessero posando per essere ritratti.

Due saggi di Brandt accompagnano le fotografie. In questi testi il fotografo riassume la sua odissea descrivendo i due impulsi che lo hanno spinto a realizzare questo progetto: l’impegno per la salvaguardia del nostro pianeta e la diffusione della fotografia come mezzo per esprime valori morali. Nel 2010, infatti, ha fondato la Big Life Foundation per aiutare a preservare l’ecosistema di Kenya e Tanzania

Contrasto

21.07.2014 # 3764
Una storia americana

Daria La Ragione // 0 comments

VISUAL

Lorenzo Marini

Dieci anni di advertising di uno dei più famosi ed eclettici copywriter italiani, Lorenzo Marini. Il volume raccoglie campagne per alcuni dei più importanti nomi del Made in Italy e non solo, con contributi di Oliviero Toscani, Vincenzo Mollica, Vanni Codeluppi, Gian Paolo Barbieri, Armando Testa e molti altri.

Red Publishing