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Mostre ed eventi // Pagina 215 di 216
01.01.1970 # 3782
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Daria La Ragione // 0 comments

VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

a Torino fino al 2 novembre

Lʼesposizione intende indagare le implicazioni storiche e sociali del mondo vegetale alla luce della sempre più frequente rivendicazione del “verde” quale agente di cambiamento dei processi economici in atto e lʼattuale crisi. Attribuire a una pianta un tempo storico significa analizzare lʼelemento vegetale non solo nella sua componente biologica, ma anche in relazione agli aspetti sociali e politici che lo vedono già al centro delle prime forme di globalizzazione economica. Nel XVII e XVIII secolo, attraverso le piantagioni coloniali e i mercati via mare, si definivano infatti i primi sistemi di controllo delle specie e prendevano forma condizioni di espropriazione e sfruttamento territoriale nella lotta per il monopolio delle spezie. Allʼinterno di questa storia la mostra intende evidenziare quelle tappe in cui lʼelemento vegetale ha rappresentato un segno di emancipazione sociale.

Articolata sul doppio registro di storia e attualità, Vegetation as a political agent mette insieme, e sullo stesso piano, interventi artistici e architettonici di tredici artisti internazionali, documenti di figure pionieristiche delle prime rivoluzioni ecologiche e apparati scientifici provenienti dal mondo botanico. Insieme alle opere e alle installazioni, la mostra comprende una vasta serie di illustrazioni e campioni vegetali, materiali dʼarchivio e manifesti prodotti in unʼampia varietà di contesti culturali differenti. La geopolitica che ne fa da sfondo va dallʼOceano Indiano (Isole Mauritius e Réunion) alla Guinea-Bissau, dal Sudafrica al territorio messicano. 

Al Parco Arte Vivente di Torino

20.04.2005 # 33
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Ilas Web Editor // 0 comments

Napoli | Non toccare la donna bianca | Fino al 20 aprile 2005

"Il provocatorio titolo Non Toccare la Donna Bianca vuole essere una riflessione su come la donna come soggetto storico rappresenti il simbolo della diversità e della liberazione della nostra società contemporanea" (F. Bonami curatore della mostra).
L'esposizione, il cui titolo è ispirato ad un lungometraggio del 1974 di Marco Ferreri, riunisce in una collettiva diciannove artiste provenienti da paesi attraversati da profonde tensioni sociali e politiche.
La mostra è anche occasione per presentare insieme una pluralità di esperienze diverse; s'incontrano nel percorso artiste molto diverse tra loro: dalle ben note Marlene Dumas, Mona Hatoum e Shirin Neshat ad artiste che hanno esposto per la prima volta in Italia, come la performer afroamericana Senga Nengudi e la brasiliana Valeska Soares.
Napoli, Castel dell'Ovo, fino al 20 aprile 2005

13.04.2005 # 90
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Ilas Web Editor // 0 comments

Milano | LA CITTA' DEL DESIGN | Fino al 18 aprile 2005

Triennale di Milano

Questa avventura nasce in un contesto culturale particolare, legata alla storia industriale della Regione.
Memoria e attualità si nutrono l'una dall'altra in seno ai musei di Saint Etienne le cui collezioni sono uniche in Europa.
Ma l'attualità creatrice della città si esprime prima di tutto attraverso la Biennale Internazionale Design Saint Etienne, iniziata nel 1998 dalla Scuola Regionale delle Belle Arti il cui scopo è di federare le energie e di radunare in Francia gli attori del mondo del design.
Oggi, l'obiettivo di Saint Etienne Métropole è di rinforzare il suo dinamismo puntando sulla complementarità degli sviluppi culturali ed economici. Si avvia in un'avventura inedita in Francia : la creazione di una "Città del Design", progetto di portata internazionale dalle dimensioni culturali, scientifiche ed industriali, per fondare il suo mutamento economico e dotarsi di un materiale che sembra naturale rispetto alla sua storia.
La città del design si articola attorno a tre assi maggiori, connessi gli uni tra gli altri : ricerca, cultura e industria.
Nel cuore del dispositivo, il dipartimento design della Scuola delle Belle Arti ha stabilito un legame con le università e le scuole di ingegneria e di commercio, nello scopo di generare un insieme di formazioni attorno alla ricerca nel campo del design.
Questi giovani ricercatori rappresentano il motore dell'attività della Città.
Ubicata nel cuore della città, la Città del Design ridà vita a un luogo chiuso al pubblico da più anni.
Costituisce un nuovo centro di animazione urbana.

LA CITTÀ DEL DESIGN PRESENTA ALLA TRIENNALEDI MILANO LA SUA PRIMA ESPOSIZIONE :

il progetto architettonico della Città, Concorso internazionale di Architettura vinto dagli architetti Finn GEIPEL e Julia ANDI dell'agenzia LIN (Berlino)

Workshop Design in Africa (coproduzione AFAA e Saint Etienne)
Selezione di oggetti prodotti da designers di tutto il continente africano che si sono incontrati a Dakar.

I designers a Saint Etienne :
Studio CAHEN &GREGORI, FRANCOIS BAUCHET, DELO LINDO, JEAN-FRANçOIS DINGJIAN, SYLVIE FILLERE, IK DESIGN, ERIC JOURDAN, MATHIEU LEHANNEUR, CELINE SAVOYE.
Questo gruppo di designers la cui storia è legata a Saint Etienne (insegnanti o studenti diplomati) ci propongono la loro creazione dedicata alla sistemazione.

AZIMUTS, rivista di Design e di Ricerca, creata nel 1991, luogo di espressione e supporto di comunicazione per i progetti di ricerca.

Fino al 18/04/2005

01.01.1970 # 3491
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Daria La Ragione // 0 comments

L'INFORMALE IN ITALIA

a Modena fino al 13 aprile 2014

La Galleria civica di Modena inaugura sabato 22 febbraio alle 17.30 "L’Informale in Italia. Opere su carta dalla collezione della Galleria civica di Modena”, una mostra realizzata interamente con materiale proveniente dalle proprie raccolte e dalla collezione di Don Casimiro Bettelli, ceduta in comodato alla Galleria dalla curia modenese.

Curata dal direttore del museo Marco Pierini, promossa e organizzata dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la mostra propone al pubblico più di cento disegni e incisioni dei massimi esponenti dell’Informale italiano in un arco cronologico compreso fra la metà degli anni Quaranta e la fine degli anni Sessanta.

La libertà d’espressione, il rifiuto delle norme – tanto quelle dettate dalla tradizione, quanto quelle ormai ridotte a formalismo stabilite dalle avanguardie storiche – e la forte componente esistenziale, condussero gli artisti di questa corrente a sperimentare tecniche, materiali e modalità espressive molto diverse tra loro. I risultati di questa incessante sperimentazione sono perfettamente leggibili anche nelle opere su carta, esiti spesso perfettamente compiuti e autonomi, piuttosto che abbozzi e appunti di carattere progettuale.
I principali orientamenti linguistici dell’Informale italiano sono ben rappresentati all’interno della collezione della Galleria civica, i cui fogli testimoniano il prevalere, di volta in volta, del segno, del gesto, della materia, dell’articolazione spaziale.

Allestito nelle sale superiori di Palazzo Santa Margherita, il percorso espositivo presenta una sala dedicata alla grafica di Alberto Burri, sempre innovativo e sorprendente per i materiali e le tecniche utilizzate, e una a Lucio Fontana, dove oltre a sette disegni di periodi e soggetti diversi, si possono ammirare numerose incisioni, comprese le splendide tavole realizzate per "Six contes de La Fontaine", un libro di favole pubblicato nel 1964 e per “Apocalissi e sedici traduzioni” di Giuseppe Ungaretti, stampato nel 1965 in 150 esemplari.
La raccolta del disegno della Galleria civica di Modena possiede anche numerose testimonianze degli esordi, di stampo chiaramente informale, di artisti che nella fase matura del loro cammino seguirono strade diverse come Vasco Bendini, Concetto Pozzati e Claudio Verna. Fogli poco noti che, al pari dei lavori di artisti talvolta ingiustamente relegati ai margini della storiografia come Annibale Biglione o Mario Nanni, rappresentano forse uno dei maggiori motivi d’interesse di questo allestimento.
L’esposizione dedicata all’Informale in Italia è, infine, anche un modo per rileggere la storia della Galleria civica e quella del formarsi della sua collezione, dal momento che nel corso degli ultimi trent’anni sono state allestite dal museo modenese personali dedicate ad Accardi, Afro, Bendini, Fontana, Novelli, Peverelli, Pozzati, Scanavino, Scialoja e Turcato.

01.01.1970 # 3048
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Daria La Ragione // 0 comments

GENESI di Sebastião Salgado

a Roma - Ara Pacis

Le foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea; i ghiacci dell’Antartide e le terre artiche, la taiga dell’Alaska i deserti dell’America e dell’Africa, le montagne dell’America, del Cile e della Siberia. Genesi di Sebastião Salgado è un viaggio fotografico nei cinque continenti per documentare, con immagini in bianco e nero di grande impatto, le bellezze incontaminate del nostro pianeta.

La mostra, a cura di Lélia Wanick Salgado, sarà aperta al pubblico dal 15 maggio al 15 settembre al Museo dell’Ara Pacis di Roma e si svolgerà in contemporanea con altre grandi capitali: Londra, Rio De Janeiro e Toronto.

Oltre 200 fotografie attraverso le quali il più grande fotografo documentario dei nostri tempi ci racconta quelle zone del nostro pianeta ancora incontaminate dove gli elementi – la terra, la flora, gli animali e l’uomo – vivono in un’armonia miracolosa, come in una perfetta sinfonia della natura. Un progetto, a cui Salgado ha lavorato per 8 anni, che vuole essere un grido di allarme e un monito affinché si preservi questo mondo ancora incontaminato e affinchè sviluppo non sia sinonimo di distruzione.



01.01.1970 # 3040
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Daria La Ragione // 0 comments

GEISHE E SAMURAIi Esotismo e fotografia nel Giappone dell'Ottocento

a Genova - Palazzo ducale

L’esposizione presenterà 112 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento, in grado di esplorare l’idea dell’uomo e della donna, sia nell’immaginario occidentale dell'Ottocento, che nelle reali condizioni socio-culturali del tempo.

Dal 18 aprile al 25 agosto 2013, Palazzo Ducale di Genova ospita una mostra che presenta 112 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento. L’esposizione si inserisce tra le iniziative promosse in occasione della quarta edizione di La Storia in Piazza ( dal 18 al 21 aprile), il più importante festival di storia in Italia, dedicato quest’anno al tema “Identità sessuali”.

La rassegna ruota attorno all’idea dell’uomo e della donna giapponesi, così come si sono formate nell’immaginario europeo dell'Ottocento, ritratto nelle fotografie della Scuola di Yokohama, sia nelle reali condizioni socio-culturali del tempo, attraverso i capolavori di uno dei più importanti capitoli della storia della fotografia - nata in Europa ma subito sperimentata in Giappone - proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Europa, influenzando, con le immagini e le espressioni della sua creatività, il gusto dell'intero Occidente.