• Adobe-Authorized-Training-Centre
  • Autodesk-Authorised-Training-Centre
  • Pearson-Vue-Authorized-Training-Centre
Libri e riviste // Pagina 25 di 105
07.08.2014 # 3800
One Hundred Portraits

Daria La Ragione // 0 comments

One Hundred Portraits

Angela Lo Priore

Jeremy Irons, Scarlett Johansson, Catherine Zeta Jones, Al Pacino, Charlize Theron, Brad Pitt, Angelina Jolie, George Clooney, Gwyneth Paltrow, Anne Hathaway, Keira Knightley, Wim Wenders, Willem Dafoe, Maria Grazia Cucinotta, Gabriele Salvatores, Gabriele Muccino, Paolo Sorrentino, Stefano Accorsi, Toni Servillo, Giancarlo Giannini… Una galleria di 100 ritratti della fotografa italiana Angela Lo Priore. 

One Hundred Portraits è un vero e proprio esercizio di stile dotato di una sorprendente freschezza; la complicità che la fotografa stabilisce con le persone che ritrae non ci esclude, ma ci avvicina a uomini e donne di cui scopriamo – pagina dopo pagina – quella profonda umanità che troppo spesso sta nascosta dietro la facciata della loro immagine ufficiale. 

 

“Gli attori, le attrici davanti a una macchina da presa entrano nel personaggio, sentendosi a loro agio; davanti a una macchina fotografica in certi casi provano invece disagio, si sentono scrutati dentro. E non recitano.”

Angela Lo Priore

07.08.2014 # 3801
One Hundred Portraits

Daria La Ragione // 0 comments

Hidden Forms

Franco Clivio

Pubblicato a corredo dell’esposizione in Triennale, il volume presenta una selezione di circa 1.000 oggetti classificati per funzione, tipologia, materiale o per associazioni formali.

Da diversi decenni, Franco Clivio ricerca e colleziona oggetti di uso comune solitamente considerati banali ma che racchiudono qualità tecniche ed estetiche straordinarie.

Da osservatore perspicace e curioso, Clivio mette in evidenzia l’ingegnosità e l’intelligenza di questi utensili dal design spesso anonimo.

Vero e proprio “cabinet de curiosités”, Hidden Forms è un omaggio a oggetti a priori insignificanti che però hanno modificato e migliorato la qualità della nostra vita.

 

Gli autori:

Franco Clivio presenta gli oggetti trovati nel corso di molti anni, accompagnandoli con personalissimi commenti sul loro aspetto progettuale.

Entusiasta, Hans Hansen li ha fotografati dando vita a composizioni limpide e poetiche.

Pierre Mendell, con la collaborazione di Annette Kröger, ha dato forma, attraverso testi, fotografie e disegni, a un libro da com-prendere.

Peter von Kornatzki mette in luce i punti che il designer Franco Clivio, il fotografo Hans Hansen e il grafico Pierre Mendell hanno in comune. Gerrit Terstiege intervista Franco Clivio indagando i motivi che hanno ispirato la sua collezione.

Tomás Maldonado espone le sue riflessioni filosofiche sulle raccolte di oggetti d’uso quotidiano e sul collezionismo.

07.08.2014 # 3799
One Hundred Portraits

Daria La Ragione // 0 comments

Décollages e retro d'affiches

Mimmo Rotella

Questa monografia approfondisce i tratti distintivi che hanno caratterizzato l’attività iniziale di Mimmo Rotella, autore poliedrico e noto fin dall’inizio degli anni cinquanta per l’invenzione del décollage, forma artistica che si basa su materiali reali prelevati direttamente dall’ambiente esterno e poi rielaborati all’interno dello studio al fine di produrre oggetti artistici. La pubblicazione, e la mostra milanese, si focalizzano sul periodo che si estende dal 1953 quando, seguendo le tracce linguistiche di Kurt Schwitters, Rotella inizia a indagare le possibilità formali date dall’uso di elementi materici non convenzionali (come specchi, vetri, catrami, cartoni, colle e segatura) e si articola fino al 1964, anno che vede la sua partecipazione alla XXXII Biennale di Venezia con una sala personale. Durante questo decennio, in perfetta sintonia con il rinnovato impulso alla sperimentazione prodottasi dopo il periodo postinformale, l’artista elegge a proprio medium privilegiato il manifesto pubblicitario al fine di esaltarne ora l’aspetto materico ora quello iconografico, decostruendo le locandine cinematografiche che hanno reso mitici personaggi come Marilyn Monroe e Elvis Presley. Intrecciando il contesto storico-artistico e socio-economico con l’itinerario linguistico dell’autore, il volume sottolinea la rete di scambi e di interconnessioni che ha caratterizzato la sua attività e i movimenti pittorici e la cultura tra gli anni ’50 e ’60, dal Nouveau Réalisme alla Pop Art.

Germano Celant, storico, critico e teorico dell'arte, direttore della Fondazione Prada di Milano, è curatore della Fondazione Aldo Rossi di Milano e della Fondazione Vedova a Venezia.

Skira Editore

30.07.2014 # 3777
One Hundred Portraits

Daria La Ragione // 0 comments

Henri Cartier-Bresson

Chéroux Clément

"Lo sguardo del secolo", "l'uomo-occhio" o ancora L'occhio assoluto: sono solo alcuni dei superlativi che Henri Cartier Bresson si è visto regolarmente assegnare. Certo, il suo sguardo riusciva, incontestabilmente, a combinare sempre la potenza del documento al lirismo poetico. In questo modo ha creato una delle opere più affascinanti del Ventesimo secolo.

Dal Surrealismo al Maggio '68, passando per la guerra di Spagna, la decolonizzazione e i gloriosi anni Trenta, la retrospettiva dedicata dal Centre Pompidou a Henri Cartier-Bresson segue l'intero percorso del grande fotografo. Dieci anni dopo la sua morte e frutto di un lavoro di ricerca svolto nel corso di molti anni, l'esposizione propone, al di là della facile mitologia, una nuova letturadell'immenso corpus d'immagini che Henri Cartier-Bresson ci ha lasciato. Mettendo insieme oltre 500 tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti, riunendo le sue più importanti icone ma anche le immagini meno conosciute, il Centre Pompidou rintraccia in questa mostra la storia di un' opera e insieme di un intero secolo.

Clément Chéroux è storico della fotografia, conservatore capo del Dipartimento Fotografico del Museo nazionale d'arte moderna al Centre Pompidou di Parigi.

Contrasto

30.07.2014 # 3776
One Hundred Portraits

Daria La Ragione // 0 comments

Scrittori

Direttore Goffredo Fofi

Scrittori raccoglie una selezione di 250 ritratti di scrittori, dai primi del Novecento ad oggi, scelti da Goffredo Fofi e realizzati da grandi fotografi. Per ogni ritratto, intenso, penetrante, spesso celebre o magari insolito, un testo spiega i perché di questa scelta, ricorda alcuni capolavori che hanno reso lo scrittore immortale e, quando possibile, racconta la storia dell’immagine, di quell’incontro unico e irripetibile che è, appunto, il ritratto. Per Henri Cartier-Bresson ritrarre uno scrittore significa cogliere del soggetto che ha davanti il silenzio interiore, tradurre in fotografia “la personalità e non un’espressione”. Per altri, ritrarre un grande scrittore può voler dire riprendere un amico in una pausa di una battuta di caccia (Robert Capa con Ernest Hemigway) o al contrario, cogliere l’essenza trasgressiva di un giovane talento o la malinconia di un grande vecchio (Richard Avedon con Truman Capote e con W.H. Auden). In ogni caso, è sempre il risultato di un’alchimia complessa e affascinante in cui giocano attrazione, curiosità, capacità di introspezione psicologica, possibili affinità esistenziali. 

I testi che accompagnano le fotografie sono di Maria Baiocchi, Guia Boni,  Goffredo Fofi, Alessandra Mauro,  Carlo Mazza Galanti, Isabella Pedicini,  Alessia Tagliaventi, Anna Tagliavini.

Contrasto

30.07.2014 # 3775
One Hundred Portraits

Daria La Ragione // 0 comments

Nella terra ferita

Brandt Nick

“I ritratti pubblicati nel volume sono stati pensati per catturare lo spirito di questi animali come esseri senzienti, in fondo non troppo diversi da noi. Ho cercato di fotografarli non in movimento, ma in quanto esseri viventi.“


                                                                                                Nick Brandt


Nella Terra ferita è il terzo e ultimo libro della trilogia di Nick Brandt che documenta l’estinzione della flora e della fauna in Africa Orientale. Il titolo di questo volume, strettamente legato ai due precedenti, svela il titolo completo della trilogia On this Earth, A Shadow Falls across the Ravaged Land (In questo mondo scende un’ombra sulla terra ferita).

Il libro offre una visione oscura del mondo che Brandt ha fotografato negli ultimi dieci anni, un mondo ancora ricco di incredibili bellezze, ma ora tragicamente contaminato e velocemente distrutto dalla mano dell’uomo.

Brandt in questa pubblicazione introduce nuovi temi, attraverso una serie di intensi e potenti ritratti di animali che sembrano essere in posa per il fotografo come se fossero in uno studio di ripresa.

Per la prima volta gli esseri umani appaiono nelle immagini di Brandt, come nella foto in cui un gruppo di ranger accovacciati sostiene il peso delle zanne di alcuni elefanti uccisi dai bracconieri.

In una serie di fotografie i trofei di caccia sono collocati nel paesaggio epico dove un tempo queste creature vivevano. Un’altra serie di immagini mostra animali pietrificati dal sale dell’acqua del lago della Rift Valley. In entrambe le serie gli animali appaiono stranamente vivi e senzienti, come se stessero posando per essere ritratti.

Due saggi di Brandt accompagnano le fotografie. In questi testi il fotografo riassume la sua odissea descrivendo i due impulsi che lo hanno spinto a realizzare questo progetto: l’impegno per la salvaguardia del nostro pianeta e la diffusione della fotografia come mezzo per esprime valori morali. Nel 2010, infatti, ha fondato la Big Life Foundation per aiutare a preservare l’ecosistema di Kenya e Tanzania

Contrasto