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Mostre ed eventi // Pagina 194 di 216
08.01.2007 # 416
Napoli | Bruce Nauman | fino al 8 gennaio 2007

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Napoli | Bruce Nauman | fino al 8 gennaio 2007

Fino al 8 gennaio 2007

Make Me Think Me


a cura di Laurence Sillars

Dopo la grande retrospettiva dedicata al maestro Jannis Kounellis, il Museo d'Arte Donnaregina di Napoli, MADRE organizza, in collaborazione con la Tate Liverpool, la mostra di Bruce Nauman "Make Me Think Me". La mostra, a cura di Laurence Sillars - curatore della Tate Liverpool - che sara' ospitata nei grandiosi spazi del terzo piano del museo dedicati alle mostre temporanee, dal 7 ottobre 2006 all' 8 gennaio 2007, attraversa le fasi piu' salienti della carriera dell'artista. Sessanta lavori, tra sculture, neons, video, performance e disegni, eseguiti tra 1966 ed il 2005, costituiscono il corpus dell'esposizione, concentrandosi in particolare sull'interesse di Nauman per la potenzialita' e la manipolazione del linguaggio, attraverso i giochi di parole e la ripetizione, e sottolineando la sua attenzione verso le forme di controllo e sulle possibili reazioni dello spettatore alle sollecitazioni ambientali da lui create, nonche' sull'attenzione dell'artista nell'uso e nelle potenzialita' del corpo all'interno della societa' tecnologica contemporanea. Bruce Nauman e' universalmente considerato uno degli artisti piu' cruciali ed influenti del Dopoguerra. Le sue ricerche pionieristiche sui significati e le potenzialita' della scultura, dei video, della performance e dell'arte ambientale hanno influenzato intere generazioni d'artisti gia' dagli anni Settanta.

14.01.2007 # 397
Napoli | Bruce Nauman | fino al 8 gennaio 2007

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Padova -Verona - Mantova | Mantegna | Fino al 14 gennaio 2007

Fino al 14 gennaio 2007

Il genio del grande artista, figura di spicco del Rinascimento italiano, sarà celebrato in occasione del quinto centenario della morte, avvenuta nel 1506, con uno storico evento espositivo articolato in tre sedi: Padova, Verona e Mantova.
Tre importanti città d'arte che insieme festeggiano il maestro, capace di innovare profondamente il linguaggio artistico dell'Italia del Nord nella metà del Quattrocento; tre città unite - per la prima volta - in un unico ambizioso progetto espositivo, che intende ripercorre l'opera di Mantegna dagli esordi alla maturità, presentando le sue opere nei luoghi in cui ha vissuto e lavorato e cogliendo l'apporto e l'influsso da lui esercitato sulla cultura del tempo.
350 opere complessive, 64 capolavori di Mantegna, 140 musei prestatori, oltre 56 studiosi coinvolti nei comitati scientifici e consultivi, un convegno internazionale di studio, per un evento irripetibile.

08.01.2007 # 455
Napoli | Bruce Nauman | fino al 8 gennaio 2007

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Rovereto | Schiele, Klimt, Kokoschka | Fino al al 8 gennaio 2007

Fino al al 8 gennaio 2007

Egon Schiele morì nel 1918 a soli 28 anni, ma la sua pittura rimasta "eterna" continua?ad affascinare e incantare il pubblico, oggi come ieri.?Al Mart di Rovereto la mostra "Schiele, Klimt, Kokoschka e gli amici viennesi" presenta?oltre 120 opere provenienti dall'Österreichische Galerie Belvedere di Vienna e altri prestigiosi musei austriaci e tedeschi, fra dipinti, disegni e sculture, molti dei quali mai esposti in Italia, per illustrare la vita e l'opera di Egon Schiele (1890 – 1918), uno dei più celebri esponenti della pittura espressionista.?Un'occasione importante per approfondire il percorso pittorico del grande artista austriaco, ma anche per conoscere l'ambiente culturale della Vienna di inizio secolo scorso attraverso le opere di quel gruppo di artisti che, con Schiele, diedero vita al rinnovamento dell'arte moderna.?Gustav Klimt (1862– 1918), amico e mentore, è certamente una figura centrale, il perno dell'evoluzione artistica del giovane Schiele. Klimt è stato il maestro, alla sua arte si era ispirato così come ne aveva presto abbandonato le linee ondulate e impreziosite da decorazioni auree e vegetali per raggiungere un più crudo realismo, aspro e duro espresso soprattutto nei ritratti e nei corpi nudi.  ?Egon Schiele aveva frequentato l'Accademia d'Arti Figurative di Vienna, presto lasciata a causa  dei contrasti con i suoi insegnanti. Nel 1909 fondò con quindici compagni di studio, tra cui Anton Faistauer e Robin Christian Andersen, il Gruppo Arte Nuova ( Neukunstgruppe).?L'ambiente culturale in cui vive e lavora il giovane Schiele, presentato in questa mostra, offre uno sguardo nuovo sulla sua opera, proponendo interessanti confronti e accostamenti con la produzione artistica dei suoi contemporanei. Sono i suoi amici, gli artisti dell'Avanguardia come Gustav Klimt, Oskar Kokoschka, Anton Faistauer, Anton Kolig, Carl Moll, Koloman Moser, Max Oppenheimer e Anton Peschka che lo accompagnano lungo il percorso artistico che dallo Jugendstil giunge ad "aprire" all'Espressionismo viennese. ?L'esposizione al Mart culmina, infine, con una sezione dedicata alla 49° Mostra della Secessione Viennese del marzo 1918, occasione nella quale Egon Schiele, pochi mesi prima di morire di influenza spagnola, raggiunse un importante successo e riconoscimento di critica. ?In Trentino, in quegli anni, proprio per la sua appartenenza all'area mitteleuropea,?si vivevano e respiravano i fermenti culturali che fortemente "scorrevano" in questi luoghi,?e vivace era lo scambio con la cultura artistica viennese. La mostra "Schiele, Klimt,?Kokoschka e gli amici viennesi" trova, oggi, al Mart di Rovereto il suo ambiente ideale.

07.01.2007 # 481
Napoli | Bruce Nauman | fino al 8 gennaio 2007

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Torino | Il fotogiornalismo in Italia | Fino al 7 gennaio 2007

Fino al 7 gennaio 2007

La mostra è realizzata dall'Associazione AIRE di Torino in collaborazione con le Civiche Raccolte Storiche e promossa da ASCOFOTO - Associazione Nazionale Commercianti di articoli Foto Digital Imaging Fotografi e minilaboratori di Milano con il sostegno della Camera di Commercio di Milano.

La rassegna è curata da Uliano Lucas e ripercorre, attraverso gli scatti di celebri fotogiornalisti, i momenti più significativi della storia d'Italia dal dopoguerra ai nostri giorni.
Il percorso espositivo ripresenta episodi e momenti critici della nostra storia recente (la morte del bandito Giuliano, la strage di piazza Fontana, la contestazione giovanile, il delitto Moro), ma anche i cambiamenti dei costumi, il passaggio da una cultura ancora contadina alla società dei consumi, le trasformazioni indotte dall'irrompere della motorizzazione, dalla televisione, dalle nuove tecnologie.
Sono esposti in mostra lavori di grandi personalità del fotogiornalismo italiano come Federico Garolla, Federico Patellani, Mario De Biase, Giorgio Lotti, Ugo Mulas, solo per ricordarne alcuni, ma anche foto di agenzie, fotografie mai pubblicate, stampe di provini e riproduzioni di testate di giornali: una mostra di immagini, quindi, ma anche una "storia delle immagini" e di quei periodici come L'Europeo, Epoca, L'Espresso che per primi seppero cogliere le potenzialità del nuovo mezzo espressivo.




La mostra avrà luogo presso Palazzo Bricherasio

07.01.2007 # 457
Napoli | Bruce Nauman | fino al 8 gennaio 2007

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Roma | Paul Klee | Fino al 7 gennaio 2007

Fino al 7 gennaio 2007

Collezione Berggruen



Il pittore tedesco Paul Klee (1879-1940) è uno dei più amati artisti del XX secolo. Nato in Svizzera, ha studiato a Monaco di Baviera e viaggiato in Italia prima di ritornare a Berna (nel 1902) dove trascorse un lungo periodo di isolamento, studiando il lavoro di Kandinsky ed i suoi amici di Der Blaue Reiter cosi come i cubisti e Delaunay. È a seguito di un viaggio in Tunisia nel 1914 che cominciò a sviluppare uno suo stile proprio di forme astratte e rappresentazione simbolica. Nelle parole di Sabine Rewald (curatore del Metropolitan Museum, New York), "voltando le spalle alla natura, ricavava i suoi soggetti dalla propria immaginazione, dalle sue reazioni al mondo che lo circondava, esperienze del passato intorno a lui, poesia, musica e cose botaniche e scientifiche – in sintesi, un mondo di fantasia, pieno d'ironia, bizzarria, e humor birichino tuttavia intrecciato, soprattutto verso la fine della sua vita, con la melanconia."

Nel 1920 fu invitato ad unirsi ai docenti del Bauhaus, la scuola d'arte rivoluzionaria in Weimar. Così cominciò la decade più prolifica della sua carriera, producendo principalmente acquarelli e disegni piccoli ma squisiti. Non sorprende che una parte dei dipinti eseguiti durante gli anni al Bauhaus si riferiscono agli argomenti dei suoi corsi. La sua preoccupazione con l'interazione dei colori portò ai così detti dipinti a gradazione di colore, impregnati con un movimento andante dal chiaro allo scuro o dal primo piano allo sfondo. Altri lavori sono, contrariamente, più spiritosi, bizzarri o musicali. Nel 1931 lasciò il Bauhaus e ritornò in Svizzera con l'arrivo del regime nazista. Negli ultimi anni della sua vita, gracile ed ammalato, creò un vasto numero di gouaches e disegni illutsranti figure liriche, evanescenti, immaginarie, spesso rappresentanti angeli.

Nato a Berlino nel 1914, Heinz Berggruen emigrò negli Stati Uniti nel 1936. Dopo la guerra si trasferì a Parigi dove lavorò per l'UNESCO e, nel 1948, prese la decisione determinante di aprire una galleria d'arte sulla rive gauche. La sua lunga carriera è associata al lavoro di artisti quali Picasso, Mirò, Matisse, Juan Gris e molti altri. Ma Paul Klee (che non incontrò mai) occupava un posto speciale tra i suoi affetti e ripetutamente mostrava i suoi lavori, pubblicando cataloghi eleganti per l'occasione. Heinz Berggruen sta collezionando l'opera di Klee dalla metà degli anni 40. Nel 1973, ha donato 13 lavori di Klee al Musée National d'Art Moderne de Paris (oggi Centre George Pompidou), e in seguito 90 opere al Metropolitan Msueum of Art di New York. Un gruppo significativo di opere è anche presente nella collezione del Museo Berggruen di Berlino, museo fondato nel 1996 sotto nell'ambito dello Stiftung Preußischer Kulturbesitz (Soprintendenza del Polo Museale di Berlino). Come omaggio ad una carriera così strettamente associata al lavoro di Klee, l'attuale mostra riunirà lavori dai 3 musei sopra citati così come dalla collezione privata di Heinz Berggruen. Tutti i periodi e supporti sarranno rappresentati in mostra, con particolare enfasi agli anni Bauhaus.

La mostra sarà curata da Olivier Berggruen, figlio minore di Heinz Berggruen. Dopo aver studiato storia dell'arte alla Brown University e al Courtauld Institute di Londra, Olivier Berggruen ha lavorato alla Sotheby's di Londra, prima di curare numerose mostre museali tra cui: Matisse, Yves Klein e Ed Ruscha. Egli è curatore associato dello Schirn Kunsthalle di Francoforte.

Olivier Berggruen

07.01.2007 # 456
Napoli | Bruce Nauman | fino al 8 gennaio 2007

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Torino | CARLO MOLLINO | Fino al 07-01-2007

Fino al 07-01-2007

GAM Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino?Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea




Carlo Mollino, architetto, nasce nel 1905 e si forma al Politecnico di Torino dove si laurea nel 1931. Sciatore, automobilista, pilota di aerei, Mollino si trova ben presto inserito nel vivace ambiente culturale della Torino tra le due guerre, dove stringe amicizia con personalità della cultura e dell'arte. Nei propri progetti, accanto ad una rigorosa preparazione tecnica, particolarmente attenta all'aspetto funzionale, sarà sempre presente un dialogo serrato tra elementi di modernità ed una forte sensibilità rivolta all'antico. Tra il 1933 e il 1973, anno della sua improvvisa scomparsa, realizza in tutto solo una decina di opere architettoniche. Tra i suoi capolavori vanno segnalati la Società Ippica Torinese (1937 – 1940) dove il razionalismo esalta ed amplifica elementi metafisici; l'edificio per la Slittovia del Lago Nero (1946 – 1947) in cui la tradizionale tipologia di costruzione alpina si trova rielaborata in forme inedite e il nuovo Teatro Regio di Torino (1965 – 1973) il cui interno lo stesso Mollino definì come ispirato ad "una forma intermedia tra l'uovo e l'ostrica semiaperta".??Altrettanto importante la sua opera di progettista di interni. Con gusto surrealista concepisce la Casa Miller (1936) e la Casa Devalle (1939 – 1940). Nel 1949 inizia l'insegnamento alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino mentre l'anno successivo è invitato a partecipare ad una mostra itinerante in undici musei americani. Mollino non progetterà mai per la grande industria. La maggior parte dei suoi mobili sono eseguiti come pezzi unici. Gli anni più prolifici della sua carriera professionale si interrompono bruscamente nel dicembre 1953, con la morte del padre Eugenio. L'attività di architetto si sospende a vantaggio delle passioni per l'automobilismo e dell'acrobazia aerea. Nel 1954 progetta la Nube d'argento, un veicolo espositivo per l'azienda nazionale del gas, e l'anno successivo crea, tra le altre, una vettura da competizione, il Bisiluro, che parteciperà quello stesso anno alla 24 Ore di Le Mans. Dà forma in seguito a due auto da record rimaste allo stato di modello. Nel 1960 Mollino riprende il lavoro di architetto e inizia la sistemazione dell'alloggio in via Napione a Torino, oggi Museo Casa Mollino. Di Carlo Mollino scrittore rimangono numerosi saggi e libri che spaziano dalla narrativa all'architettura, dalla tecnica sciistica alla critica fotografica, tra cui ricordiamo Il Messaggio dalla Camera Oscura, scritto nel 1943 e pubblicato nel 1949. ???GAM Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino?La mostra alla GAM offrirà un'ampia visione della ricca esperienza molliniana chiarendone lo spirito, la poetica, le tematiche e le qualità del lavoro dell'architetto, attraverso l'esposizione dei rari mobili autentici, originali unici, tra cui il tavolo per Casa Orengo, un tavolo "a vertebre" conservato presso il Brooklyn Museum di New York e concesso in prestito per la prima volta dal 1950, e una stupefacente scrivania, proveniente dal Centre Pompidou di Parigi.?La mostra presenterà opere provenienti da collezioni private americane ed europee, tra cui la più completa esistente, quella del gallerista svizzero Bruno Bischofberger.?La Facoltà di Architettura dell'Università di Miami ha realizzato, con un apposito corso, alcuni modelli di edifici ed interni che verranno esposti con una selezione dei celebri disegni dell'architetto, a volte eseguiti con entrambe le mani. ?Tra le opere di maggior curiosità in mostra alla GAM: un'auto da record, lunga 5,5 metri, costruita in scala reale dal Gruppo Stola di Cascine Vica, l'automobile Bisiluro, proveniente dal Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, e la ricostruzione di una camera da letto degli anni '30 con pareti di seta capitonné.???Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea?Alla grande passione per la fotografia, che occupa un posto di assoluto rilievo nella produzione di Mollino, è dedicata la rassegna ospitata al terzo piano del Castello di Rivoli dove viene presentata la produzione fotografica dell'autore, con materiali inediti provenienti da collezioni internazionali e dal Museo Casa Mollino. ?Un'ampia selezione di fotografie, oltre duecento esemplari, unitamente a pezzi emblematici, permetterà di riunire i vari momenti di quella che fu sempre una componente intima nel rapporto tra Mollino e la propria creatività. ?L'opera fotografica dell'architetto torinese si può suddividere in cinque capitoli: i fotomontaggi di architetture e le fotografie d'interni per le riviste di settore, la fotografia in bianco e nero di stampo surrealista intorno agli anni Quaranta, la fotografia sullo sci in gran parte finalizzata alla pubblicazione del suo volume di tecnica sciistica, la fotografia della seconda metà degli anni Cinquanta e infine le polaroid, ritratti femminili realizzate dagli anni Sessanta sino alla morte. ???