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Mostre ed eventi // Pagina 197 di 216
26.11.2006 # 426
Milano | PUBBLICITÀ CON GIUDIZIO | Fino al 26 novembre 2006

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Milano | PUBBLICITÀ CON GIUDIZIO | Fino al 26 novembre 2006

Fino al 26 novembre 2006

40 anni di pubblicità vista dal Giurì



In occasione del quarantesimo anno di attività l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, con l'intento di cogliere un particolare aspetto di questo lusinghiero traguardo, il nostro Consiglio Direttivo ha deciso di realizzare una Mostra dal titolo
"PUBBLICITÀ CON GIUDIZIO - 40 anni di pubblicità vista dal Giurì".

La manifestazione si prefigge di far conoscere al pubblico, che solitamente ne percepisce la sola dimensione commerciale, il valore culturale della comunicazione pubblicitaria insito nella sua capacità di rappresentare valori e modalità espressive della società, e di evidenziare nel contempo la capacità della business community della comunicazione di esprimere un elevato grado di responsabilità sociale.

La Mostra, lungo un percorso che sviluppa alcuni temi significativi della produzione pubblicitaria, intende illustrare il delicato e responsabile compito della valutazione dei messaggi pubblicitari. Inoltre, grazie a questa sorta di "dietro le quinte", si offre al pubblico, fuori dall'area specialistica, materiale inedito per meglio apprezzare l'importanza culturale e sociale di un settore che sempre più incide nel nostro costume.

La Mostra verrà inaugurata il
26 ottobre 2006 alle ore 18.00,
presso la Stazione Centrale di Milano, marciapiede binario 21/22, e si protrarrà fino al 26 novembre. In un secondo tempo è prevista analoga iniziativa alla Stazione Termini di Roma.

30.11.2006 # 444
Milano | PUBBLICITÀ CON GIUDIZIO | Fino al 26 novembre 2006

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Milano | La Cena di Tiziano | Fino al 30 novembre 2006

Fino al 30 novembre 2006

La "Cena in Emmaus" di Tiziano, il "Noli me Tangere" di Bernardino Luini e il "Cristo Risorto" di Marco Basaiti sono le opere alle quali è dedicato il grande evento espositivo che ha luogo presso la Pinacoteca Ambrosiana dal 6 aprile al 30 novembre 2006. La mostra offre l'occasione di ammirare la straordinaria tela di Tiziano, la Cena in Emmaus (Emmaus Maffei), che torna in Italia dopo quattro secoli (1662), gentilmente concessa dal Museo del Louvre di Parigi, dove è esposta nella stessa sala della Gioconda, e che, in questo contesto, è messa a confronto con le altre due opere che fanno parte della collezione della Pinacoteca Ambrosiana. Scopo della mostra è quello di puntualizzare tre momenti dell'evento pasquale: la Risurrezione, l'incontro di Cristo con Maria Maddalena davanti al sepolcro e l'apparizione del Risorto ai discepoli in cammino verso Emmaus. La Risurrezione è raffigurata da Marco Basaiti, pittore che opera nell'ambito veneziano agli inizi del 1500, con la sua opera intitolata appunto il Cristo Risorto, che evidenzia la scena in tutta la sua portata sacramentale. Nell'iter espositivo segue l'opera di Bernardino Luini, Noli me Tangere, realizzata dal pittore lombardo intorno al 1530, che narra l'incontro davanti al sepolcro di Maria Maddalena con Cristo risorto e, infine, il visitatore raggiunge il capolavoro di Tiziano, la Cena in Emmaus, che segna il punto di arrivo di un cammino che si snoda fra i due dipinti borromaici e la bellissima tela del Louvre.

26.11.2006 # 414
Milano | PUBBLICITÀ CON GIUDIZIO | Fino al 26 novembre 2006

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Roma | "FLOR" | Fino al 26 novembre 2006

Fino al 26 novembre 2006

IL MISTERO DEL CORPO FEMMINILE


Suggestivi chiaroscuri dalle forme equilibrate e simboliche, nelle 62 opere di Flor Garduño esposte dal 7 ottobre al 26 novembre 2006 al Museo di Roma in Trastevere



Una serie di nudi che ripercorrono le diverse fasi dell'esistenza della donna, un percorso di immagini attraverso i simboli della fertilità e del potere femminile. "Flor" è la mostra ospitata dal prossimo 7 ottobre dal Museo di Roma in Trastevere, promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali Sovraintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con l'Istituto Svizzero di Roma, il Dicastero Cultura del Comune di Ascona ed organizzata da Zètema Progetto Cultura. L'esposizione, dedicata alla fotografa messicana Flor Garduño, presenta le immagini raccolte nel libro "Flor", edito da Peliti Associati e recentemente pubblicato in Europa e negli Stati Uniti, che raccontano di una donna, prima bambina poi adolescente infine matura e consapevole, ma sempre fuori dai canoni e sempre bellissima. L'utilizzo di oggetti, maschere, animali, vegetali e velature suggerisce un mito sulle origini tutto al "femminile", in cui i corpi delle donne recano in sé i simboli di una propria sacralità in quanto dedicati alla vita. Al "maschile" vengono invece concessi un ruolo ed una presenza allusiva, sotto forma di citazione, attraverso una simbologia meditata: una spada, alcuni pistilli, un fascio di luce. Si realizza, così, con una costante dualità di corpi e oggetti una chiave di lettura privilegiata delle opere.

25.11.2006 # 458
Milano | PUBBLICITÀ CON GIUDIZIO | Fino al 26 novembre 2006

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Milano | Mimmo Paladino | Fino al 25 novembre 2006

Fino al 25 novembre 2006

Da circa trent'anni Mimmo Paladino è considerato uno dei maggiori protagonisti della scena artistica internazionale, le sue mostre non mancano mai di stupire e costituiscono un importante evento culturale. La Galleria Cardi e la Galleria Christian Stein di Milano sono liete di annunciare due mostre di grandi tele e installazioni di Mimmo Paladino che testimoniano un momento particolarmente creativo dell'artista campano. Assente dal capoluogo lombardo dalla primavera del 2003, Paladino ha recentemente realizzato come regista Quijote, una riscrittura in chiave filmica del Don Chiscotte di Cervantes. Presentato alla Biennale Cinema di Venezia, Quijote – nel quale recitano tra gli altri Alessandro Bergonzoni, Enzo Cucchi, Lucio Dalla, Remo Girone, Enzo Moscato, Edoardo Sanguineti – ha riscosso un ampio consenso di critica. Alla Galleria Cardi Paladino presenta tra l'altro tre grandi tele, una delle quali chiusa da una cornice barocca a fasce larghe, sulla quale è intervenuto pittoricamente. Altra opera di rilievo presentata è "Fotogrammi / Pitture Armate", un'installazione composta da 34 piccole tele con cornici e inserti di ferro. Come sottolinea il critico Demetrio Paparoni nel testo in catalogo, "I soggetti di Fotogrammi, dipinti armati sono paesaggi, ritratti e nature morte, disposti secondo un ordine che l'artista non considera vincolante. Così come le diverse scene di Quijote sono state realizzate per poi essere assemblate in fase di montaggio, anche le singole tele che costituiscono Fotogrammi, dipinti armati possono prendere l'una il posto dell'altra. L'opera è intesa cioè come un mazzo di carte che, mescolate, offrono di volta in volta combinazioni sempre diverse: spostando la posizione delle singole tele l'opera muta di senso senza tuttavia perdere la sua identità originaria, data dall'indivisibilità dell'insieme. Lo stesso Paladino dice che quest'opera nasce dall'esperienza del suo Don Chisciotte, ma che in corso d'opera ha deciso di renderla autonoma dal progetto originale. L'opera si è caricata così di nuove implicazioni, che l'artista non aveva previsto e che ha prima assecondato e poi governato. Ancora una volta nel suo lavoro è la pratica a suggerire la teoria. Le tele che compongono Fotogrammi, dipinti armati hanno una sottile cornice di ferro, alla quale sono saldati dei manufatti di ferro trovati nell'officina del suo fabbro. Raccogliere degli scarti per Paladino significa prendere una forma che è già nel mondo. Pur utilizzando materiali (e oggetti) trovati, per le sue opere è tuttavia improprio parlare di ready-made: Duchamp si proponeva di eliminare la qualità individuale e artigianale dell'arte, che invece Paladino ha sempre esaltato." Alla Galleria Christian Stein Paladino presenta una grande installazione composta da legni bruciati che rappresentano figure umane e frammenti di corpo. A far da controaltare a quest'installazione sono due grandi tele sulle quali ritroviamo le cifre stilistiche tipiche dell'artista: teste, geometrie, criptogrammi. In queste due nuove mostre milanesi Paladino ripercorre in chiave meditativa le diverse tematiche da lui affrontate sin dagli esordi, prima tra tutte la "poetica del frammento", assemblaggio apparentemente caotico di elementi segnici – teste umane e di cavalli, braccia, mani, gambe, maschere, elmi, simboli criptici che rimandano a geometrie, numeri... – "rubati" alla storia dell'arte e resi attuali attraverso una cifra stilistica personale. "Ancora una volta Paladino conferma che la pittura non è mai morta," afferma Renato Cardi. "Sia per la loro capacità di fuoriuscire dai limiti della bidimensionalità del quadro, sia per il saper guardare a linguaggi quali quelli del cinema e della musica, queste opere," dice ancora Cardi, "dimostrando che oggi si può ancora pensare al quadro in termini nuovi, senza per questo dover negare i valori della tradizione."

25.11.2006 # 398
Milano | PUBBLICITÀ CON GIUDIZIO | Fino al 26 novembre 2006

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Napoli/Roma | DI-SEGNI | Fino al 25 novembre 2006

Fino al 25 novembre 2006

La mostra DI-SEGNI / DRAWING(S) nelle sedi di Napoli (dal 27 settembre) e di Roma (dal 29 settembre) dello Studio Trisorio presenta artisti di diverse generazioni – da Carla Accardi, Trapani 1924, a Wael Shawky, Alessandria d'Egitto 1971 – e di diversa origine e cultura – nati in Italia, in Grecia, in Germania, in India, in Spagna, nel Galles, in Egitto, sulle opposte sponde del Mediterraneo o in riva ai grandi oceani; abitano da tempo grandi centri in cui si sono pienamente integrati, o solo in parte, esuli volontari, migranti o stanziali, oppure vivono ed operano in aree che avremmo detto una volta periferiche, ma non meno dense di vita e di storia, e allora cittadini del mondo attuale nelle sue varie conformazioni. Sono uomini e donne, laici e religiosi, ampiamente riconosciuti nel mercato dell'arte oppure attualmente più defilati. Il mondo di oggi nella sua infinita varietà e ricchezza è il loro terreno comune.
Oltre a questa comune condivisione quel che li unisce in questa occasione è una radice antica quanto la cultura dell'uomo: la pratica del disegno nelle sue molteplici variazioni – appunto, progetto, nota a margine, tracciato incontrollato, o texture pazientemente, appassionatamente, amorosamente, costruita, a segnare un punctum, un momentum della loro esperienza di quel mondo e di quel tempo che condividono, anche quando se ne siano andati, ma che continuano a segnare con la presenza attuale di una loro personalissima traccia.

19.11.2006 # 446
Milano | PUBBLICITÀ CON GIUDIZIO | Fino al 26 novembre 2006

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Napoli | alla scoperta del vesuvio | Fino al 19 novembre 2006

Fino al 19 novembre 2006

obiettivo sul vulcano



Il Centro di documentazione PAN | Palazzo Arti Napoli, che ospita la mostra Alla scoperta del Vesuvio curata da Giuseppe Galasso e Alessandro Nicosia nell'ambito di Mesimex 2006, ha scelto di affiancare la vasta rassegna storica con una sezione di immagini che documentano letture contemporanee del territorio vesuviano. ??Attraverso la fotografia di dodici autori napoletani si ritorna così a riconoscere, con differenti sfumature e molteplici sentimenti, una potente e reciproca appartenenza tra il vulcano e l'area metropolitana di Napoli. ??Per questa descrizione della città contemporanea si assiste, come in una scena mutevole e sorprendente, dove "distante" e "vicino" restano sospesi per l'assenza di un canone, alla continua variazione di punti di osservazione ed ipotesi tematiche che, tuttavia, confermano l'intreccio di relazioni spaziali, ambientali, paesaggistiche, emozionali, culturali, che da quell'appartenenza traggono forza ed identità. ??Dalla visione in cronaca di un'edilizia strutturata, ma anche di margini e di confini stridenti, alla ricerca di quei panorami così rapidamente assimilabili e già ovunque fagocitati in cartolina, icona, spot, attraverso la gestualità del lavoro e quella delle rappresentazioni di simboli, misteri e luoghi comuni; dall'ambizione di bellezza delle rovine archeologiche trasformate in beni, all'inafferrabile e quasi impossibile riproduzione del Vesuvio in primi piani materici, con i suoi colori, odori, vapori, squarci in quota.??In mostra scatti di : Peppe Avallone, Aniello Barone, Cecilia Battimelli, Antonio Biasiucci, Gianni Fiorito, Giacomo Garzya, Paola Pagliuca, Lucia Patalano, Sergio Riccio, Mario Spada, Sergio Varriale e le tele di Annamaria Bova.