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Mostre ed eventi // Pagina 192 di 216
28.01.2007 # 440
Roma | Cina. Nascita di un Impero | Fino al al 28 gennaio 2007

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Roma | Cina. Nascita di un Impero | Fino al al 28 gennaio 2007

Fino al al 28 gennaio 2007

La mostra intende presentare al pubblico la civiltà cinese nel periodo che va dall'ultima dinastia pre-imperiale dei Zhou (1045 - 221 a.C.) alle due dinastie imperiali dei Qin (221 - 206 a.C.) e degli Han Occidentali (206 a.C.- 23 d.C.) in un grande, affascinante, affresco che abbraccia oltre dieci secoli. La mostra comprenderà più di 400 reperti di grande raffinatezza e impatto, alcuni dei quali mai usciti finora dalla Cina e provenienti da 14 musei cinesi. Sono esposti per la prima volta in Italia bronzi provenienti dalla tomba del Marchese Yi di Zeng (433 a.C.), un sarcofago di legno laccato dipinto ove giaceva una delle sue concubine e un famoso 'poggiatamburo' a forma di uccello, con corna di cervo in bronzo, unico nel suo genere. Non mancheranno giade, vasi in bronzo intarsiato e in ceramica invetriata, céladon, lacche e gioielli. Ma la grande attrazione saranno certamente i famosi soldati di terracotta del Primo Imperatore, un'armata imponente composta da migliaia di guerrieri, cavalli, carri da combattimento, tutti a grandezza naturale e diversi tra loro, rinvenuti in più fosse situate nei pressi del mausoleo, ancora inviolato, a Lintong (Xi'an, Shaanxi), nei pressi dell'antica capitale imperiale. Dopo Qin Shi Huangdi, tutti gli imperatori vollero eserciti di terracotta all'interno dei propri corredi funerari. Verranno esposti parte dei corredi funerari del primo imperatore Han (Gaodi, 206 - 195 a.C.) e del quarto (Jingdi, 157 - 141 a.C.), oltre duecento statue in terracotta dipinta alte fino a 70 cm: fanti, cavalli, cavalieri, servitori, animali domestici, ritrovati a migliaia in tombe satelliti e fosse situate nei pressi dei mausolei, inviolati anch'essi come quello del Primo Imperatore.




Scuderie del Quirinale, Roma - Via XXIV Maggio 16

26.02.2007 # 438
Roma | Cina. Nascita di un Impero | Fino al al 28 gennaio 2007

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Napoli | EGITTOMANIA. ISIDE E IL MISTERO | Fino al 26 febbraio 2006

Fino al 26 febbraio 2006

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli una mostra che ripercorre i rapporti tra Egitto e Campania a partire dal IX sec. a.C., già all'inizio di quel periodo definito Orientalizzante che vide la penisola italiana investita e trasformata da due fenomeni: la colonizzazione greca e il commercio fenicio. Nell'ambito di tali traffici commerciali, accanto a preziose mercanzie in oro, argento, bronzo, avorio, oltre a vini e tessuti raffinati, arrivarono in Campania numerosi aegyptiaca, autentici o di imitazione: ovvero amuleti egizi in forma di scarabei, collane, pendagli e statuette, in faïence, argento, ambra e pasta vitrea.

18.02.2007 # 529
Roma | Cina. Nascita di un Impero | Fino al al 28 gennaio 2007

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Firenze | ANDREJ TARKOVSKIJ - LO SPECCHIO DELLA MEMORIA | Fino al 18 febbraio 2007

Fino al 18 febbraio 2007

La riscoperta del cinema tarkovskiano, con il suo portato di bellezza e di esistenzialità, può sicuramente rappresentare una strada importante per un rinnovato rapporto tra le arti, la comunicazione visiva e la coscienza dell'uomo. Grazie alla collaborazione dell'Ass.to alla Cultura e dell'Assessorato alla Toponomastica del Comune di Firenze, dell'Archivio storico del Comune di Firenze, della Mediateca Regionale Toscana e dell'Apt nonché della prestigiosa etichetta ECM Records, l'Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij ha organizzato in occasione del Ventennale della scomparsa del regista russo, cinque importanti eventi quali l'apposizione della targa commemorativa presso l'abitazione del regista di Via S. Niccolò, una tavola rotonda: Andrei Tarkovskij. Poesia e immagine, due concerti di assoluto valore artistico al Teatro Goldoni: il nuovo lavoro del pianista francese Francois Couturier Nostalgia – Song for Tarkovsky, e il nuovo quartetto del pianista italiano Stefano Maurizi - World Music Quartet. E infine, la mostra fotografica Lo specchio della memoria. La mostra racconta la genesi del film autobiografico di Andrej Tarkovskij, Lo specchio. Molte immagini del film sono state create usando vecchie fotografie della famiglia risalenti alla prima metà del secolo scorso. Una ricomposizione dei frammenti di memoria delle persone care, dei luoghi, della storia del proprio paese racchiusi in una preziosissima raccolta fotografica, trasmessa dai genitori al regista come una vera e propria eredità storica e spirituale della famiglia. Una fonte documentaria dalla quale Tarkovskij attingeva le immagini per rappresentare la sua infanzia, il volto sofferente della giovane madre, il ricordo del padre al fronte, con il mitra a tracolla e gli occhi pieni dell'orrore della guerra.
Si tratta di più di cinquecento fotografie e negativi su vetro degli anni trenta scattate in gran parte da Lev Gornung, il grande fotografo e amico del poeta Arsenij Tarkovskij, padre del regista. Questa raccolta, conservata oggi a Firenze nell'Archivio Tarkovskij, rappresenta una testimonianza unica e irripetibile non soltanto dell'infanzia del cineasta, ma della storia russa del primo Novecento.
Una scelta accurata di circa 60 fotografie restaurate e ristampate guiderà lo spettatore attraverso il mondo dei ricordi e dei sogni dell'artista, assieme alle immagini delle riprese del film, dove i personaggi e i ricordi prendono vita e corpo nelle figure degli attori e nelle ricostruzioni scenografiche. Un percorso spirituale all'interno della vita e dell'opera di un grande artista, due ambiti che per lui sono sempre stati indivisibili. Tra i documenti verranno pubblicati la sceneggiatura, i diari di lavorazione e altri materiali inediti in Italia.

04.02.2007 # 445
Roma | Cina. Nascita di un Impero | Fino al al 28 gennaio 2007

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Roma | MATISSE e BONNARD Viva la pittura! | Fino al 4 febbraio 2006

Fino al 4 febbraio 2006

"Viva la pittura!" Con questo motto emblematico e pieno di entusiasmo inizia la corrispondenza tra due grandi artisti, Henri Matisse e Pierre Bonnard,
un carteggio specchio di un'amicizia durata quasi quaranta anni e interrotta soltanto dalla morte. Matisse e Bonnard
rappresentano due direzioni fondamentali dell'arte del Novecento: Matisse verso il moderno, Bonnard nel costante legame con la tradizione. Non un
confronto tra opere diverse per segno e resa formale, bensì un incontro tra due grandi della pittura del Novecento, uniti da una fortissima stima
reciproca e dalla comune indagine sulle capacità espressive del colore.

Gli aspetti che legano Henri Matisse e Pierre Bonnard sono molteplici. Nonostante la sua sconcertante precocità, l'influenza che ebbe su
Toulouse-Lautrec ed il suo ruolo cruciale nel movimento Nabis, Bonnard è stato spesso considerato come l'ultimo impressionista. In realtà, egli
trasforma l'indagine obbiettiva sul reale degli Impressionisti in uno sguardo volto verso una realtà interiore. Egli è solo di due anni più vecchio
dell'amico e condivide con lui momenti fondamentali del suo percorso. Per entrambi la prima mostra personale è alla Galleria Ambroise Vollard,
sostituita, a partire dalla seconda metà degli anni '10, dalla Galleria Bernheim-Jeune; entrambi vivono la loro stagione matura nel Midi della Francia.
Sanno di essere due sopravvissuti, due uomini, per usare le parole di Rodin, "che hanno avuto la fortuna di perseguire con passione ciò che hanno
amato": l'Arte.
In mostra a Roma, Complesso del Vittoriano.

03.02.2007 # 686
Roma | Cina. Nascita di un Impero | Fino al al 28 gennaio 2007

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Rovereto | DeperoPubblicitario | Fino al 3 febbraio 2007

Fino al 3 febbraio 2007

Dall'auto-réclame all'architettura pubblicitaria
Dalla fine dei secondi anni Dieci del secolo scorso, Fortunato Depero si applicò con la sua straordinaria vitalità, sorretta dalla fede futurista, nel campo della grafica pubblicitaria, un settore che, proprio all’inizio del secolo, aveva compiuto i primi passi, esplorando una nuova frontiera della creatività artistica, quella della pubblicità appunto, al cui servizio si misero ben presto molti talenti.
La produzione di Depero centrò subito l’obiettivo con un ricchissimo repertorio di manifesti, locandine, disegni, collage, che la mostra presenta in una completezza, mai prima d’ora fatta oggetto di una esposizione.
La mostra valorizza in particolare il ricchissimo patrimonio di opere che il Mart fin dal 1990 ha avuto in comodato dal Comune di Rovereto, anche se non mancheranno molti lavori prodotti per ditte italiane e americane, provenienti da collezioni private.
Un ricco catalogo, ampiamente illustrato, farà da corredo all’esposizione, documentando per esteso l’eccezionale produzione di Depero, che anche in questo campo manifestò al meglio la sua straordinaria ricchezza creativa.

03.02.2007 # 485
Roma | Cina. Nascita di un Impero | Fino al al 28 gennaio 2007

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Mantova | clorofilla | Fino al 3 febbraio 2007

Fino al 3 febbraio 2007

Uno dei protagonisti più originali del panorama figurativo italiano, FULVIO DI PIAZZA, è il protagonista del prossimo appuntamento espositivo della Galleria Bonelli Arte di Mantova in programma dal 16 dicembre al 3 febbraio.

Il titolo della mostra, clorofilla, offre al pubblico una chiave di lettura per questo suo nuovo ciclo di lavori, frutto di una ricerca biennale sul tema della natura.

Venti olii su tela dell'artista siciliano, in gran parte inediti, ci condurranno attraverso un suggestivo percorso fatto di mondi lussureggianti, con alberi che si trasformano in esseri umani o in oggetti.
Emblematico in tal senso è il dipinto Vespaliptus dove un grosso tronco assume le sembianze di un famoso ciclomotore.

Di Piazza, da alcuni definito un "Bosch contemporaneo", accompagna lo spettatore in un territorio rigoglioso e pieno di colori, con opere che sono il risultato di una sua nuova ricerca sul tema della natura antropomorfa.
È un mondo incantato e spiazzante, carico di particolari che però non vengono immediatamente percepiti, sopraffatti come si è dalla sua grande abilità nel disegnare un universo, in cui l'artista travestito da mago compie i suoi incantesimi, trasformando il pennello in bacchetta magica.

Catalogo edito da Publi Paolini con testi di Andrea Bruciati e Maurizio Sciaccaluga.