• Adobe-Authorized-Training-Centre
  • Autodesk-Authorised-Training-Centre
  • Pearson-Vue-Authorized-Training-Centre
Mostre ed eventi // Pagina 190 di 216
25.03.2007 # 567
Milano | Cartier-Bresson | Fino al 25 marzo 2007

Ilas Web Editor // 0 comments

Milano | Cartier-Bresson | Fino al 25 marzo 2007

Fino al 25 marzo 2007

Henry Cartier-Bresson è stato definito l'occhio del secolo e, effettivamente, nessuno come lui ha saputo condensare nella sua vita e negli anni di intensa attività fotografica e artistica, un'osservazione sempre puntuale e profonda, attenta e originale, sul mondo intorno a sè, i protagonisti, gli avvenimenti principali ma anche i piccoli, apparentemente insignificanti ma densi di vita, attimi decisivi che lui 'e solo lui' riusciva a cogliere con la sua macchina fotografica quando, come affermava, si riesce a mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l'occhio. Il patrimonio di immagini e di contenuti di Cartier-Bresson è enorme e la Fondazione che porta il suo nome, insieme a Magnum Photos, ha messo a punto una grande mostra retrospettiva realizzata quando l'autore era ancora in vita e quindi sotto la sua diretta supervisione. Stampe originali, disegni, dipinti, documenti e testimonianze, film e ingrandimenti fotografici: il materiale espositivo accompagna il visitatore a scoprire (o a riscoprire) l'importanza e la portata della vita e dell'opera di un grande maestro del Novecento. Spazio Forma, Milano.

31.03.2007 # 562
Milano | Cartier-Bresson | Fino al 25 marzo 2007

Ilas Web Editor // 0 comments

Milano | Tobias Zielony - The hidden | Fino al 31 marzo 2007

Fino al 31 marzo 2007

La Galleria Lia Rumma di Milano presenta The Hidden, la prima mostra personale in Italia del giovane fotografo tedesco Tobias Zielony.
Il titolo della mostra si riferisce all'ultima serie fotografica realizzata dall'artista alla periferia di Los Angeles. The Hidden, intende mettere in luce una realtà sociale nascosta, solitamente posta ai margini rispetto ai grossi centri. Le foto di Zielony, infatti, partono tutte da un'indagine compiuta tra i sobborghi delle città e presentano interessanti combinazioni tra architettura e ritratto. I giovani volti catturati dall'obiettivo dell'artista hanno spesso uno sguardo assente o sfuggente e rivelano le delicate dinamiche adolescenziali: inquietudine, isolamento, smarrimento, logica del branco, desiderio di appartenenza a un gruppo. In altri casi l'architettura è l'unica protagonista delle foto. Tuttavia, queste immagini risultano essere complementari rispetto alla serie dei ritratti e concludono un'indagine che appare univoca. L'interesse dell'artista per il paesaggio urbano, infatti, non è legato alla sua potenzialità estetica, quanto al suo valore di "habitat". Si tratta del contesto, del luogo nel quale i protagonisti delle sue foto, si trovano ad interagire, che ci permette di aggiungere dei tasselli mancanti alle loro storie nascoste.

25.03.2007 # 563
Milano | Cartier-Bresson | Fino al 25 marzo 2007

Ilas Web Editor // 0 comments

Milano | Happy-People-Love | Fino al 25 marzo 2007

Fino al 25 marzo 2007

La personale di Sarah Van De Hoe, giovane talento belga (classe 1983) che gioca col creare un mondo onirico e pop in cui predomina la dimensione ironica: un lavoro al confine tra citazioni classiche, figurazione contemporanea, mondo della moda e del fumetto, fino ai codici utilizzati dalla pubblicità e ai più attuali fenomeni mediatici di grande successo in tutto il mondo. Un linguaggio artistico decisamente originale che rivela la duplice formazione di Sarah a cavallo tra il suo paese d'origine,il Belgio, e la nazione in cui ha successivamente studiato e nella quale spesso risiede, l'Italia.

25.03.2007 # 464
Milano | Cartier-Bresson | Fino al 25 marzo 2007

Ilas Web Editor // 0 comments

Brescia | Turner e gli impressionisti | Fino al 25 marzo 2007

Fino al 25 marzo 2007

Brescia,
Museo di Santa Giulia


Composta di circa 270 opere e divisa in 5 ampie sezioni, la mostra per la prima volta in Italia tratteggia l'importante vicenda della nascita del paesaggio impressionista. Facendolo però da un punto di vista molto più dilatato e così storicamente fondato. Infatti, la prima sezione indicherà, attraverso l'opera di Constable e Turner, le maggiori preesistenze in Europa, al di fuori della Francia, nei termini della più elevata qualità quanto a una nuova interpretazione del paesaggio. Questo capitolo introduttivo sarà già l'affondo dentro una natura descritta e interpretata in modo assai diverso rispetto al XVIII secolo. Con Constable seguendo le vie di un realismo che si tramuta in lume nuovo sulle cose, e con Turner lungo i sentieri di quella dissoluzione della natura nella luce e nel colore che conteranno così tanto appunto per Claude Monet. La seconda sezione, intitolata Dall'Accademia al primo plein air, intende illustrare l'evoluzione del paesaggio da fondale scenografico, luogo in cui accadono le storie della Mitologia e delle Sacre scritture, a genere in cui la natura, pur non assumendo mai quella rilevanza che, negli stessi anni, le era propria con l'opera di Constable e Turner, viene consapevolmente studiata dal vero da pittori come Granet, Constantin, Valenciennes e, naturalmente, Corot. Poi sarà l'impressionismo a guadagnare gradualmente il centro della scena. E, naturalmente, volendo spiegare cosa abbia rappresentato per quel gruppo straordinario di pittori, il paesaggio, bisognerà partire da Barbizon. Nella terza sezione infatti, intitolata Da Barbizon al primo paesaggio impressionista, si avrà modo di misurare quale fu la vera, incredibile novità introdotta da quei pittori, i cui esordi sono da ricondurre ai primissimi anni trenta, riconosciuti come gli artefici di una rottura che segna la fine dell'ascendente teorico ed estetico del paesaggio classico. La natura non è più quella di un'Italia pittoresca e idealizzata, ma quella di una Francia scoperta gradualmente. Intitolata Paesaggi dell'impressionismo, la quarta sezione abbraccia oltre 150 opere, dunque il cuore vero di tutta la mostra. Non più solo il paesaggio, ma i paesaggi. Un plurale che si rende necessario per raccontare la ricchezza e diversità di visione che a partire dai primi anni settanta, e fino agli albori del nuovo secolo, tanti pittori della generazione impressionista hanno saputo tradurre nelle loro opere. In quasi quarant'anni di pittura, non solo matura e giunge a compimento il linguaggio impressionista più universalmente noto, ma di lì si evolvono in modo assolutamente perentorio singole figure di artisti che apportano ulteriori e più fecondi elementi di novità.

25.03.2007 # 463
Milano | Cartier-Bresson | Fino al 25 marzo 2007

Ilas Web Editor // 0 comments

Brescia | Mondrian | Fino al 25 marzo 2007

Fino al 25 marzo 2007

Brescia,
Museo di Santa Giulia


Ha i contorni della straordinarietà questa mostra che raccoglie oltre ottanta capolavori di Mondrian, in buona parte eccezionalmente concessi in prestito dal Gemeentemuseum dell'Aia. Eccezionalità che deriva dall'assoluta qualità delle opere esposte e dall'essere la prima esposizione italiana che illustra, nella sua distesa completezza di percorso storico, l'intera opera del grande pittore olandese. Con una prevalenza per il periodo precedente il celeberrimo cammino astratto di Mondrian, e che i due curatori, Marco Goldin e Fred Leeman, hanno volutamente desiderato porre in maggiore evidenza. Poiché sconosciuto certamente alla maggioranza del pubblico, ma poco noto anche a coloro che, pur appassionati, non hanno avuto modo di visitare proprio il museo dell'Aia che ne custodisce la quasi totalità degli esempi. Sarà quindi un'assoluta sorpresa, e crediamo colma di emozione, la visita alla mostra di Mondrian, soprattutto per questa parte figurativa che occupa quasi un quindicennio, prima di giungere, al principio del secondo decennio del secolo XX, a quel punto stringente di passaggio che, attraverso il tema dell'albero, congiunge mano a mano la descrizione della natura all'astrazione sempre più geometrizzante.

24.03.2007 # 501
Milano | Cartier-Bresson | Fino al 25 marzo 2007

Ilas Web Editor // 0 comments

Imagine iT. La celebrazione delle differenze culturali

dal 22 al 24 marzo 2007

Più di 30 relatori, da 20 paesi diversi, in rappresentanza di 15  nazionalità: si definisce la lista dei partecipanti a Imagine iT,  convegno internazionale, primo del suo genere in Italia, che affronta il tema delle differenze culturali a partire dal mondo della scrittura, della tipografia, del graphic design e della comunicazione visiva, in programma nell' Accademia di Belle Arti a Bologna dal 22 al 24 marzo 2007.
 
Nelle conferenze, si va da autori che hanno fatto la storia del graphic design come George Hardie (sua la copertina di The Dark Side of the Room dei Pink Floyd)  e Piero de Macchi (autore del carattere tipografico delle nostrane Pagine Gialle), a protagonisti della comunicazione contemporanea come Etienne Mineur (membro dello studio francese Incandescente, e designer per Issey Miyake), Mirko Pajé (direttore creativo di Mediaset), Andreu Balius (fondatore del barcellonese Typerware). Poi, studiosi di levatura internazionale come Brian Lucid (Massachusetts College of Art) e Giovanni Anceschi (IUAV Venezia).