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Mostre ed eventi // Pagina 187 di 216
25.05.2007 # 638
Roma | Angela Bulloch - Repeat Refrain | Fino al 25 maggio 2007

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Roma | Angela Bulloch - Repeat Refrain | Fino al 25 maggio 2007

Fino al 25 maggio 2007

Creare un'opera pubblica visibile dall'esterno che potesse dialogare con un monumento-
simbolo così carico di storia come l'Ara Pacis, recentemente ricoperto dalla struttura ideata
dall'architetto Richard Meier, può non essere stata un'impresa facile.
Per il progetto Enel Contemporanea, Angela Bulloch, artista inglese nata in
Canada nel 1966, crea Repeat Refrain (Strofa Ripetuta), 2007.

Partendo dalle fondamentali realtà storiche e architettoniche dell'Ara Pacis, luogo simbolico
di Roma, l'artista pensa al modo migliore per entrare in collegamento e armonia con esso.
Angela Bulloch immagina quindi un pallone aerostatico di 5 metri di diametro e 15,70
metri di circonferenza e lo colloca sopra il tetto del museo, in prossimità dell'altare. Il
pallone diventa così simbolo elevato ad oggetto sacrificale in onore della storia che ha
visto come protagonista l'Ara. Dall'11 al 25 maggio l'opera Repeat Refrain è esposta nel
cielo romano come sacrificio offerto sull'altare. L'oggetto sacrificale non solo fluttua
nell'aria, ma prende vita attraverso un vasto repertorio di immagini e di giochi di luci e
ombre che, proiettate, abbracciano la sfera ricordando suggestive visioni di fasi lunari. Un
ciclo di video proiezioni e immagini di diapositive raccolte dall'artista presso diversi
osservatori astronomici, è stato ideato dalla Bulloch per mettere in scena ogni sera sempre
la stessa eclissi lunare, come la "strofa ripetuta" del verso di una poesia o di una canzone.

10.06.2007 # 570
Roma | Angela Bulloch - Repeat Refrain | Fino al 25 maggio 2007

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Milano | TIMER | Fino al 10 giugno 2007

Fino al 10 giugno 2007

La Triennale di Milano organizza e produce il progetto d'arte contemporanea TIMER. La mostra nella nuova Triennale Bovisa si preannuncia come una delle più importanti realizzate in Italia negli ultimi anni e si propone di affermare il ruolo di Milano come uno dei potenziali riferimenti europei dell'arte dei nostri giorni. Nel corso di tre edizioni i due curatori, Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni, presenteranno oltre duecentocinquanta artisti scelti tra i più rappresentativi sulla scena internazionale attuale. Tutte le opere in mostra sono realizzate dopo l'11 settembre 2001, data che ha segnato una svolta epocale e la vera entrata nel nuovo millennio. Una larga rappresentanza di artisti provenienti da tutto il mondo e in gran parte già noti a livello internazionale con lavori di grande dimensione saranno dunque i protagonisti di questa grande rassegna concepita in tre diverse edizioni concatenate tra di loro. La prima edizione di TIMER ha come tema "Intimità/Intimacy" e affronta il rapporto che l'artista ha con se stesso nell'era della rivoluzione telematica.

10.06.2007 # 544
Roma | Angela Bulloch - Repeat Refrain | Fino al 25 maggio 2007

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Torino | I macchiaioli - Sentimento del vero | Fino al 10 giugno 2007

Fino al 10 giugno 2007

La mostra, curata da Francesca Dini, propone un itinerario di oltre cento opere, articolato in otto sezioni, volto a studiare l'originale e rigoroso rapporto dei Macchiaioli con "i principi del vero". La prima sezione (Origine e affermazione della "macchia") esemplifica con noti capolavori di Signorini (Pascoli a Castiglioncello, Ritorno dalla capitale e Giovani pescatori), De Tivoli (Una pastura), Vito D'ancona, Giovanni Fattori, Raffaello Sernesi, l'invenzione della "macchia", strumento ed emblema del movimento dei realisti toscani. La seconda sezione (Castiglioncello e Piagentina, realtà e lirica del paesaggio) introduce al momento più poetico della storia dei Macchiaioli come movimento unitario. Nel corso degli anni sessanta infatti tali artisti alternarono la loro presenza tra la villa del critico e mecenate Diego Martelli a Castiglioncello e la campagna fiorentina di Piagentina: le splendide predelle di Borrani, Sernesi, Abbati (di quest'ultimo in particolare si segnala l'inedito Paese di Vada nella Maremma toscana), straordinari capolavori di Fattori (Riposo in Maremma, Criniere al vento, Pasture in Maremma, Diego Martelli a Castiglioncello), Signorini (I renaioli sull'Arno), Lega (La visita in villa), attestano un nuovo modo di rapportarsi con il paesaggio. La terza sezione (L'epica del quotidiano) ruota attorno al ritrovato capolavoro di Telemaco Signorini L'alzaia, oggi proprietà di una collezione inglese, e raggruppa splendidi dipinti (di Fattori - Le macchiaiole e Raccolta del fieno in Maremma, di Borrani - Cucitrici di camicie rosse, di Abbati - L'orazione, di Lega - Educazione al lavoro) esemplificativi di quella sublimazione del tema lavoro e della realtà della vita quotidiana italiana del tempo, che è dimensione primaria di questi pittori. La quarta sezione (Presagi di Naturalismo nella pittura dei Macchiaioli) si raccoglie attorno al magnifico Ave Maria di Fattori, non più visto da oltre cinquant'anni, attestando l'insinuarsi nella poetica dei Nostri di inevitabili influenze internazionali, che contemperano da un lato la pittura dei campi di Jules Breton (Cristiano Banti, Confidenze), e dall'altro il caldo olandesismo degli interni di Alfred Stevens e di James Tissot (Signorini -Non potendo aspettare, Borrani - Una visita al mio studio, D'Ancona - Signora in conversazione). La quinta sezione (La declinazione "gentile" del vero) documenta l'impegno di artisti macchiaioli della seconda generazione ad una trascrizione "oggettiva" del vero che, depotenziando i valori di sintesi e di tensione etica della precedente produzione macchiaiola approda dopo il 1870 ad un fare più piacevolmente narrativo. Sono esposte le opere di Gioli (Il Monte di Pietà e Boscaiole di San Rossore), Cannicci (Il girotondo e Primi raggi), Ferroni. A partire dagli anni Ottanta i capiscuola macchiaioli, pur rimanendo fedeli ai temi precipui del Realismo, tendono a sviluppare percorsi individuali, Fattori esprimendo con rigore nel verismo integrale dei grandi quadri maremmani, il sentimento di appartenenza alla civiltà della sua terra (Sesta sezione: La "verità" di Fattori) Signorini privilegiando il "carattere" nella tipizzazione dei volti di Riomaggiore (Settima sezione: Il "carattere" di Signorini); Lega accentuando la spiritualità delle sue donne del Gabbro (Ottava sezione: Il "Sentimento" di Lega). E' attraverso questi tre grandi maestri che l'eredità dei Macchiaioli si consegna al Novecento.

06.06.2007 # 639
Roma | Angela Bulloch - Repeat Refrain | Fino al 25 maggio 2007

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Milano | Tobias Rehberger - On Otto | Fino al 6 giugno 2007

Fino al 6 giugno 2007

Per questa occasione l'artista presenterà "On Otto," un progetto appositamente realizzato per la Fondazione Prada, costituito dalla realizzazione di un film e da un'installazione architettonica.

Con "On Otto" l'artista sovverte il processo filmico realizzando un'opera che si svolge al contrario: ha inizio con la locandina del film per finire con la sceneggiatura. L'opera non costituisce un film compiuto, bensì un'installazione che si realizza nel percorso espositivo. Elemento chiave dell'opera è il coinvolgimento di star del cinema quali Kim Basinger, Willem Dafoe, Emmy Rossum, Justin Henry e Danny DeVito, ripresi nella platea di un cinema deserto. Gli attori assumono così il ruolo di spettatori, mentre i visitatori dell'installazione divengono le star del grande schermo.

Tobias Rehberger, tra i più noti artisti tedeschi contemporanei, ha cominciato a lavorare agli inizi degli anni Novanta, affermandosi a livello internazionale per la produzione di opere dalle diverse forme: sculture, oggetti industriali e manufatti artigianali. Tema principale intorno a cui ruota e si sviluppa il percorso di Rehberger è il concetto di trasformazione. Il suo campo di sperimentazione si concentra sui processi percettivi e di conoscenza, sulla temporalità e il senso di caducità, sulla discontinuità e l'ambiguità, sulla mutazione e le relazioni così come la rete di connessioni esistenti tra gli oggetti e la realtà che li/ci circonda.

"Penso che guardando la mia opera – dice l'artista - non si colga alcuna linearità, ma piuttosto delle tematiche attorno alle quali il lavoro si aggira manifestandosi in modi diversi. Come possono essere lette le cose che ci circondano? È veramente possibile 'vedere' un'opera nella sua interezza o è l'opera piuttosto ad essere composta da qualcosa di più?... gran parte del mio lavoro si fonda sulle cose che non è possibile vedere". Tobias Rehberger

27.05.2007 # 607
Roma | Angela Bulloch - Repeat Refrain | Fino al 25 maggio 2007

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Torino | Sulla via di Alessandro | Fino al 27 maggio 2007

Fino al 27 maggio 2007

La mostra si propone di illustrare le vicende culturali, artistiche, politiche e economiche dell'Asia dopo le conquiste di Alessandro e, in particolare, l'incontro della civiltà ellenistica con quella mesopotamica, quella iranica e quella del subcontinente indiano, focalizzando l'attenzione sull'arte della Babilonia, con particolare riferimento alla città di Seleucia al Tigri, e sull'arte del Gandhara, regioni che costituiscono la nostra maggiore fonte di informazione sulla situazione tra il IV sec. a.C. e il III d.C. dei territori appartenuti al Macedone. Torino, Palazzo Madama.

27.05.2007 # 606
Roma | Angela Bulloch - Repeat Refrain | Fino al 25 maggio 2007

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Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

Fino al 27 maggio 2007

Sarà presentata una selezione di capolavori di altissima forza evocativa e poetica che non potrà non lasciare il segno tra i visitatori. E anche un'occasione unica per vedere, oltre alla più ampia selezione mai offerta nel nostro paese di opere metafisiche e dei primi anni '20, molti dipinti straordinari che non compaiono in mostre pubbliche o private da prima della seconda guerra mondiale. Nato a Volo, in Grecia, nel 1888 e morto a Roma nel 1978, Giorgio de Chirico, inventore della pittura metafisica, è stato l'artista italiano che ha avuto più influenza sull'arte moderna. Egli chiamò Metafisica l'arte che rivela i misteri e gli enigmi della realtà che ci circonda. Osservare il mondo come un enorme museo di stranezze e guardare tutto come chi "vede" per la prima volta, sono le regole che governano la sua pittura e con le quali egli muove alla scoperta di ciò che sta oltre la materia visibile. De Chirico si pose infatti come obbiettivo di "dipingere ciò che non si può vedere", e ottenne il suo scopo accostando le immagini in modo da creare sensazioni insolite e profonde emozioni poetiche, capaci di indurre nello spettatore l'intuizione di quell' inafferrabile non senso che governa il mondo: non un mistero divino situato nell'alto dei cieli, ma un "mistero laico" annunciato dalle cose comuni di tutti i giorni, osservate con spirito nuovo. Padova, Palazzo Zabarella.