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Mostre ed eventi // Pagina 195 di 216
06.01.2007 # 701
Torino | Il longobardi | Fino al 6 gennaio 2008

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Torino | Il longobardi | Fino al 6 gennaio 2008

Fino al 6 gennaio 2008

L'esposizione si sofferma sul periodo che va dal 400 al 700, ossia dalla crisi seguita dalla caduta dell'impero d'Occidente fino al consolidamento dei nuovi stati sorti sulle sue rovine.

L'obiettivo è di definire, nel lungo periodo, un quadro delle trasformazioni strutturali (nelle istituzioni, nell'organizzazione dell'insediamento nelle città e nelle campagne, nel ruolo delle aristocrazie e della Chiesa), per poter meglio apprezzare i cambiamenti introdotti nel primo secolo di dominazione longobarda. E il filo conduttore è quello del confronto culturale e della progressiva fusione tra i barbari e le popolazioni romane: scontro e incontro tra culture in un periodo storico cruciale per la storia europea, nel quale hanno avuto origine la gran parte delle attuali nazioni. Un leit motiv che si sviluppa intrecciando tre diversi orizzonti geografici: il Piemonte, l'Italia, l'Occidente mediterraneo.

Il Piemonte ha un ruolo privilegiato in questa mostra non solo perché la ospita, ma anche per ragioni storiche e per la qualità e quantità dell'informazione prodotta dalla ricerca archeologica. In età longobarda era una regione chiave per la sua posizione geografica di confine con i Franchi, saldamente insediatisi nella Val di Susa fin dagli anni '70 del VI secolo, per il ruolo delle aristocrazie longobarde in grado di esprimere, tra fine VI e prima metà del VII secolo, re come Agilulfo (590-615) e Arioaldo (626-636), entrambi duchi di Torino. La sua importanza politica è confermata dalla ricchezza dei ritrovamenti archeologici della fase gota e longobarda, a partire da quello recente e eccezionale di Collegno (a pochi chilometri da Torino, lungo la strada per le Gallie), dove si sono potuti indagare parallelamente l'abitato e la necropoli.

07.01.2007 # 454
Torino | Il longobardi | Fino al 6 gennaio 2008

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Merano | Sound Zero | Fino al 07 gennaio 2007

Fino al 07 gennaio 2007

SOUND ZERO si presenta come una galassia di eventi: 150 opere esposte, tra manifesti, cover, performance e video e wall paintings. Si parte dagli anni '60 con la nascita della cultura Pop, fenomeno che influenzò il campo artistico e musicale scegliendo un linguaggio universale e accessibile a tutti; si continua con un viaggio nell'arte psichedelica esplosa negli anni '70, per arrivare al periodo della Street Culture, cioé a quella cultura di strada che è stata il terreno fertile per i graffitisti degli anni '80.

07.01.2007 # 408
Torino | Il longobardi | Fino al 6 gennaio 2008

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Roma | ANDY WARHOL | Fino al 7 gennaio 2007

Fino al 7 gennaio 2007

Per il 10° Anniversario del Dart Chiostro del Bramante Andy Warhol torna a Roma.
Pentiti e non peccare più! (Repent and Sin No More!) titolo della grandissima mostra che sarà al Chiostro del Bramante fino al 7 gennaio 2007.
Si tratta di una grande mostra tematica dedicata ad Andy Warhol, con la quale si celebrano i dieci anni di vita del Chiostro del Bramante quale spazio espositivo aperto al contemporaneo, che iniziò la propria attività proprio con una mostra su Andy Warhol, Viaggio in Italia.
La mostra, curata da Gianni Mercurio, è realizzata in collaborazione con The Warhol Museum di Pittsburgh.
Il catalogo, edito da Skira in italiano e inglese, introdotto da un saggio dello stesso curatore, contiene testi espressamente realizzati da Jean Baudrillard, Arthur Danto, Giorgio Montefoschi e di Demetrio Paparoni.
La mostra, composta da circa 80 opere su tela, per lo più di grande formato, fotografie e video provenienti dagli archivi del Warhol Museum, approfondisce un aspetto poco conosciuto dell'arte di Warhol: il suo legame con la spiritualità e la religione. Ridefinisce così la complessità umana dell'artista, il quale affronta con il suo lavoro il difficile rapporto che lega vita e morte.


07.01.2007 # 384
Torino | Il longobardi | Fino al 6 gennaio 2008

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Modena | Yayoi Kusama Metamorfosi| Fino al 7 gennaio 2007

Fino al 7 gennaio 2007

Dal 14 settembre al 7 gennaio 2007, la Galleria Civica di Modena ospiterà una mostra dell'artista giapponese Yayoi Kusama. I visitatori troveranno alla Palazzina dei Giardini quattro installazioni ambientali, quadri e sculture oggettuali. Progettata dall'artista medesima, la mostra si apre con un ambiente dedicato alla sfera e si prolunga con due ambienti oscurati, nei quali vengono distribuiti punti di colore illuminati: un modo per rendere appariscente quanto possa essere allucinato un semplice locale domestico. E per estensione, quanto estranee ci possano diventare le cose che consideriamo più vicine. In un attimo tutto si fa nemico, indecifrabile, ostile. Lo spettatore camminerà poi in una stanza fatta di forme biomorfe e trasformata in un divertente labirinto, per giungere poi ai quadri in cui l'artista dipinge con maniacalità i suoi cerchietti o riempie scatole, scarpe, contenitori improbabili di piccole forme inquietanti, come microrganismi che ci assediano e come piccole escrescenze che crescono senza controllo.
Ecco allora che emergono i fulcri su cui è disegnata l'esposizione e l'intera produzione dell'artista: l'odio/amore per il controllo, appunto, ma anche il fare manuale e la creatività in generale come antidoto all'ansia.

Yayoi Kusama non dice la sua età. Vive e lavora a Tokyo.

06.01.2007 # 714
Torino | Il longobardi | Fino al 6 gennaio 2008

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Roma | Stanley Kubrick | Fino al 6 gennaio 2008

Fino al 6 gennaio 2008

Dedicata a uno dei maestri indiscussi della storia del cinema, la mostra "Stanley Kubrick" presenta l'opera del regista americano ponendola in relazione con il materiale preparatorio e tecnico proveniente dagli archivi dello Stanley Kubrick Estate, resi accessibili per la prima volta in quest'occasione: documenti inediti, copioni, appunti di regia, fotografie, testimonianze e filmati dal backstage, plastici, costumi e ricostruzioni di alcune delle più suggestive ambientazioni sceniche.?L'obiettivo dell'esposizione, ideata e prodotta dal Deutsches Filmmuseum e dal Deutsches Architektur Museum di Francoforte in collaborazione con
Christiane Kubrick e Jan Harlan (The Stanley Kubrick Estate), è quello di condurre il pubblico "dietro la macchina da presa", mettendo in luce il personalissimo metodo di lavoro del regista, il suo costante interesse per l'architettura, il design, l'arte, la musica e la letteratura, e rivelando i segreti che si celano dietro ai numerosi espedienti tecnici che diedero forma ad alcune delle sequenze più celebri dei suoi lavori.
Dopo un'introduzione di carattere biografico, nella quale vengono presentati i reportage per la rivista Look e le pellicole degli esordi (Day of the Fight, Flying Padre, Mr. Lincoln, The Seafarers, Fear and Desire), la mostra si articola per sezioni tematiche atte a ripercorrere l'intera filmografia del regista, compresi i grandi progetti che non hanno mai visto la luce, ma ai quali aveva lavorato a lungo, come Napoleon, Aryan Papers e A.I. (Artificial Intelligence), in seguito realizzato da Steven Spielberg. Alla sezione "Kubrick in bianco e nero", che raggruppa Il bacio dell'assassino, Rapina a mano armata e Lolita, segue quella dedicata ai film con soggetto bellico (Orizzonti di Gloria, Il Dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba e Full Metal Jacket), quella incentrata sui film di carattere storico (Spartacus, Napoleon e Barry Lyndon), i thriller psicologici come Shining e Arancia Meccanica, per finire con Eyes Wide Shut.

06.01.2007 # 711
Torino | Il longobardi | Fino al 6 gennaio 2008

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Roma | Mark Rothko | Fino al 6 gennaio 2008

Fino al 6 gennaio 2008

Rare sono state le occasioni in Italia di assistere a una grande mostra monografica dedicata al pittore americano di origine russa; si ricordano l'unica retrospettiva dell'artista vivente, organizzata dal Museum of Moden Art di New York, portata nel 1962 a Roma e presentata alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, o quella commemorativa a Ca' Pesaro, in occasione della Biennale di Venezia del 1970, subito dopo la sua tragica morte.
Questa retrospettiva su Mark Rothko, curata da Oliver Wick e prodotta dall'Azienda Speciale Palaexpo e da Arthemisia, si presenta quindi come una occasione unica in Italia per vedere riunite così tante opere di uno dei più grandi artisti del secolo scorso.
Noto come espressionista astratto, lo stesso Rothko ha sovente smentito questa affermazione. La mostra mira a fornire un quadro generale della sua produzione, non dimenticando la costante preoccupazione dell'artista di presentare il suo lavoro attraverso gruppi di opere attentamente selezionate, concepiti proprio per accrescere l'impatto visivo sui visitatori. La selezione dei dipinti segue dunque precisi criteri nel percorso espositivo. I dipinti sono una settantina, oltre a un significativo gruppo di opere su carta che illustrano aspetti specifici di ogni periodo.