Adelma Rago //
Saatchi & Saatchi firma la campagna integrata di Global Women per l’8 marzo
Per la Festa della Donna l’agenzia “la tocca piano”, come è giusto che sia.
8 marzo 2021. Pandemia in corso. Si sente dire ovunque che l’intero mondo è cambiato da un anno a questa parte: stili di vita, tempo libero, abitudini, lavoro. Eppure, Saatchi & Saatchi, con la sua ironia graffiante ci ricorda che la disuguaglianza di genere - in certi casi - è una di quelle cose che fatica a cambiare.
Non è affatto casuale che proprio nel giorno della Festa della Donna, Global Women torni a parlare della disparità di genere sul luogo di lavoro, denunciandone uno degli aspetti più inquietanti: quello legato alla limitazione della carriera per le donne che decidono di essere madri.

Attraverso una campagna integrata composta da spot e annunci, Global Women infatti, ci racconta che la maternità rappresenta ancora oggi, in alcune circostanze, un limite concreto al normale percorso lavorativo di una donna. Nonostante si siano fatti notevoli progressi in tal senso, dalla Nuova Zelanda - paese per il quale è stata prodotta la campagna - arriva un dato allarmante: una donna lavoratrice che decide di avere un bambino, può arrivare a perdere il 12,5% del suo potenziale guadagno nell’arco della sua intera carriera, e può veder svanire le possibilità di concorrere per un’eventuale posizione di leadership.

Saatchi & Saatchi ha deciso di trattare il problema con un umorismo nero, che - nei toni - ricorda vagamente la celebre campagna Never say no to Panda. Con le dovute differenze, infatti, vediamo l’irresistibile protagonista dello spot dare fastidio ai suoi colleghi e al suo capo con gesti dispettosi, apparentemente gratuiti, volti a renderla detestabile. La sensazione è che, con tali gesti, voglia rendere la vita difficile sia a sé stessa, che agli altri. A chiudere le tre situazioni messe in scena nel filmato, c’è la prima parte del titolo “Career-Limiting”, seguita, dopo qualche istante, da altre due parti di esso, che appaiono contemporaneamente a formare la frase “But not as career-limiting as having a baby.”. Una chiusura eloquente, lapidaria, non soggetta ad interpretazioni, che accende ancora una volta i riflettori sull’annosa questione della motherhood penalty.
Con il suo inconfondibile stile, Saatchi & Saachi prende bene la mira e va a segno, grazie ad una campagna che non le manda a dire e che, con ironia pungente, arriva dritto al cuore del problema.























