Marco Maraviglia //
Napoli omaggia Federico Fellini Al Blu di Prussia
I disegni erotici del Maestro e sei foto dal set di Patrizia Mannajuolo
Fino al 31 ottobre in mostra, per la prima volta a Napoli, ventinove disegni originali su carta di Federico Fellini e sei fotografie tratte dall‘archivio di Patrizia Mannajuolo scattate sul set di La città delle donne del maestro riminese.
Disegni erotici ironici e sarcastici. Tra i 130 ereditati dalla nipote di Fellini, Daniela Barbiani.
Donne opulenti, giunoniche, scolpite da un improbabile culturismo e dai volti distorti come se avessero subito una chirurgia estetica dall‘Ignoranza Artificiale. L‘esagerazione, l‘amplificazione delle parti sessuali che contrastano con i corpi minuti e sottomessi degli uomini. Donne a tre mammelle che sembrano citare Artemide Efesia e la fertilità femminile. Capezzoli sporgenti come appendici. Falli eretti come colonne monumentali e sederi femminili imperiali. Scene paradossali.
La prevaricazione della donna sull‘uomo e il ninfomanismo consapevole di una libertà sessuale. Dove la vecchiaia è un gioco di cui prendersi gioco. E con simpatia e sorriso vanno lette queste scene.
Disegni onirici, dove l‘immaginazione a volte supera desideri inconfessabili ma comunque allegri, divertenti e mai morbosi. Mai volgari. Perché l‘eros, in fondo, è un piacere e non ottenebrazione mentale. L‘eros non è perversione, non è pornografia quando è dissacrata con l‘ironia. Come certe storie di Bukowski.
I disegni esposti Al Blu di Prussia ritraggono una serie di personaggi che dialogano con il proprio alter-ego sessuale, protagonisti di giochi di parole e significato, tra doppi sensi e metafore. Una serie di personaggi che mettono a nudo i propri genitali, omini impauriti davanti a donne prosperose. I protagonisti di questa collezione sono gli organi sessuali stessi, sempre enormi, esagerati, sproporzionati, genitali che sovrastano l‘uomo.
- Mario Pellegrino
Federico Fellini, fabbricatore di sogni surreali. Il dissacratore del perbenismo borghese, già nel 1960, con La dolce vita. Romagnolo e quindi schietto, diretto, giocoso e godereccio.
Quello che sceglieva personalmente fino all‘ultima comparsa per i suoi film e nel mentre cambiava occhiali per continuare a disegnare alla sua scrivania dettagli di personaggi, scene, costumi. Caricature della vita immaginata.
Questo dello scarabocchiare è una mania antica che mi porto appresso da sempre. Ai miei collaboratori, allo scenografo, al costumista, al truccatore soprattutto, cerco di dare delle idee meno approssimative di quelle che riuscirei a dare esprimendomi a voce, quindi fornendo già un‘esemplificazione grafica del trucco che desidero su quel volto che ho scelto, o del costume alla costumista, o un‘idea scenografica dell‘ambiente, un tentativo di bozzetto. E un modo per cominciare a vedere il film in faccia, per cominciare ad abitare in maniera fisica con i personaggi, cominciare a mettermeli intorno. Fino a quando il film non comincia, la preparazione non entra in una fase di autentica preparazione, è soltanto un‘immaginazione, una serie di immagini, di volti, di situazioni, di colori che abitano nella sfera dell‘immaginativo, quindi estremamente fluttuante, eterica, impalpabile, imprendibile. Un modo per cominciare a vederlo materializzato è un pochino questo qui di usare pennarelli, colori...
- Federico Fellini, “Dizionario intimo per parole e immagini” a cura di Daniela Barbiani
Il mondo di Fellini è immenso e Patrizia Mannajuolo ne entrò in contatto come fotografa di scena per alcuni suoi film tra cui La città delle donne e di cui sono esposti cinque suoi scatti inediti in bianconero e uno a colori.
Immagini che rendono magistralmente l‘atmosfera del set e la personalità anfitrionica del regista.
Patrizia Mannajuolo. Napoletana, si dedica alla fotografia sin da giovanissima, a Roma, frequentando lo studio di Vittorugo Contino e collaborando con registi, attori e produttori come Roberto Rossellini e il figlio Renzo, Liliana Cavani, Alberto Sordi, Monica Vitti, Augusto Caminito e Federico Fellini. L‘opportunità di fotografare il fuori scena del film “La città delle donne” fu per lei l‘occasione di conoscere e mettere a fuoco un Fellini capace di grande empatia, intransigente e tenero al tempo stesso, visionario e geniale.
Daniela Barbiani. Nipote di Federico Fellini, è stata sua assistente alla regia dal 1980 al 1993 negli ultimi suoi quattro film, E la nave va, Ginger e Fred, Intervista, La voce della luna. È autrice di testi e articoli per pubblicazioni, riviste e cataloghi, fra i quali Cahiers du Cinéma, Quoi de neuf, Fellini Amacord, Rivista di studi felliniani, I libri di casa mia, La biblioteca di Federico Fellini, Fellinicittà.
Nel 2011 ha pubblicato per Baldini&Castoldi il romanzo Infedele. È proprietaria e curatrice di una collezione di 130 disegni che Fellini le ha regalato e che sono stati esposti in importanti musei e festival di cinema in tutto il mondo.
FEDRICO FELLINI – “disegni erotici - fotografie dal set”
Al Blu di Prussia
via Filangieri 42 - Napoli,
Dal 18 aprile al 31 ottobre 2024
Orari: martedì-venerdì 10.30-13/16-20; sabato 10.30-13
Foto sotto: La città delle donne © Patrizia Mannajuolo
In copertina: La fuga; autoritratto con donna alle spalle









