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Mostre ed eventi // Pagina 143 di 223
02.01.2011 # 1833

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Malmö | Alice Neel. Painted Truth

Fino al 02/01/2011

Alice Neel( 1900-1984) è arrivata tardi al successo, quando l’espressionismo astratto trionfava su tutto, lei cominciò a definire il suo stile a metà tra un realismo quasi grottesco ed un espressionismo non finito. La retrospettiva comprende più di 60 lavori che rappresentano 70 anni di carriera, con ritratti umani e raffigurazioni di paesaggi urbani, con colori di sapore pop che testimoniano con estrema onestà di tutto il “vivaio” umano e non umano che la circondava: amici, parenti, vicini del quartiere Spanish Harlem, angoli di strade e di case, postmodernismo che tratteggia in maniera psicologica e sociologica e sfocia in veri e propri capolavori che culminano nel famoso ritratto di Warhol sfregiato dopo l’attentato del ’68. E ancora, i ritratti degli operai del Greenwich village, le cassi disagiate dello Spanish Harlem, i ritratti di famiglia. Su tutto emerge il distacco, l’ironia, la grande capacità di documentare e di fissare con la pittura attimi di universale e significante materia umana e non. A precedere questa retrospettiva che il Moderna Museet di Malmö le dedica, sono state le mostre alla Withechapel di Londra e al Museum Of Fine Arts di Houston, che è anche l’editor del catalogo.

02.01.2011 # 1794

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Grenoble | Sindrome Italiana

Fino al 02/01/2011

Un’occasione importante per l’arte italiana in Francia, dove spesso “arte italiana” è sinonimo di arte povera o futurismo. Poco si conosce delle tendenze degli ultimi dieci anni e dell’arte del “post Cattelan” e questa è l’occasione giusta per conoscere artisti nati tra gli anni ’70 e ’80, come Vascellari, Trevisani, Favaretto, Frosi, Roccasalva, Vezzoli, Grasso, Cuoghi e Perrone. Ciò che colpisce principalmente di questa collettiva presentata al Magasin di Genoble, è l’eclettismo, la forte presenza, il segno distintivo tra performance, istallazioni attraverso un minimalismo di stampo umanitario, meccanismi surreali e sculture incredibili, concerti rock e istallazioni ambientali. Gli artisti in mostra vivono ed espongono, per la maggior parte in città come Londra, Parigi, Berlino e New York. La Sindrome italiana si snoda e si rappresenta attraverso i mezzi più diversi per testimoniare di un’arte in continuo movimento e trasformazione nelle sue molteplici forme espressive. La mostra sarà accompagnata da due pubblicazioni, sui progetti esposti dagli artisti e sui giovani curatori italiani.

01.01.2011 # 1670

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Milano | A Diary of an Exhibition, Graphic Design Worlds

Fino al 01/01/2011

Ad annunciare la grande mostra dedicata al graphic design internazionale contemporaneo è stato inaugurato nel mese di giugno A Diary of an Exhibition, il diario di Graphic Design Worlds, che aprirà alla Triennale di Milano nel gennaio 2011. Dal graphic design italiano si allarga lo sguardo al graphic design internazionale, attraverso i rapporti, gli scambi e le influenze con la grafica nostrana. La mostra sarà curata da Giorgio Camuffo, e offrirà una lettura originale dei molteplici e variegati mondi del graphic design. Il Diary nasce come spunto di confronto e di riflessione sulle storie e le visoni di graphic designer creativi internazionali e di giovani designer italiani, che precederà la grande mostra di gennaio. Sul blog è aperto il dibattito sulla grafica contemporanea, con interviste, video e i dietro le quinte della mostra.

20.12.2010 # 1893

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Napoli | Bill Viola

Fino al 23/01/2011

Che cosa saremmo senza la capacità di commuoverci? Cosa diventeremmo trattenendo sempre le emozioni? Questa è una delle tematiche fondamentali di Bill Viola, artista americano da sempre affascinato ai temi della vita e della morte, dell’amore e della speranza. In particolare, Bill Viola, è partito da una profonda riflessione sull’arte italiana e in particolare Caravaggio, con cui qui, nel Museo di Capodimonte, dialoga, in virtù delle testimonianze più rilevanti che il grande Museo napoletano custodisce, come la Flagellazione del grande maestro lombardo. Cosa c’è in comune tra Viola, uno dei più significativi artisti contemporanei della video arte e Caravaggio, maestro dei chiaroscuri (ogni tentativo di definizione sarebbe comunque riduttivo in proposito)? Forse c’è proprio la concezione di vita e di morte? Un movimento, un’energia vitale, un defluire delle emozioni, che ognuno di loro utilizza diversamente, che produce effetti diversi ma per arrivare ad una simile concezione artistica. Basta osservare le istallazioni ospitate a Capodimonte da Viola, con sei video di cui cinque mai presentati in Italia, ospitati nella Sala Causa del Museo. I sei video propongono un dialogo a distanza, mediato dall’arte, tra Bill Viola e il grande maestro lombardo. Il progetto, si svolge nell’ambito delle manifestazioni per il quarto centenario della morte di Caravaggio, è stato promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli e la realizzazione si è resa possibile per il diretto coinvolgimento della Regione Campania - Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali grazie al co-finanziamento dell’Unione Europea POR- FESR Campania 2007-2013

15.12.2010 # 1886

Ilas Web Editor // 0 comments

ADOBE MUSEUM OF
DIGITAL MEDIA

01/01/2020

L’Adobe Museum ( AMDM-Adobe Museum of Digital Media) è un nuovissimo museo d’arte contemporanea digitale. Un Museo sempre aperto, senza orari o biglietti da pagare, accessibile da ogni dove e in ogni momento. Un museo che è insieme architettura, grafica, illustrazione, arte digitale, 3D e che non ha nulla da invidiare alle più grandi produzioni della Pixar. L’edificio è progettato dall’architetto italiano Filippo Innocenti, è composto da tre torri biomorfe e ricorda per certi versi Avatar, con il suo luccichio color avorio e la sensazione netta che la pelle delle torri respiri. Un museo che sembra, dunque, vivo e pulsante, seppur creato e collocato in una “realtà virtuale”, in mezzo ad una città ricostruita, ma emblema di ogni museo “vivente” nel reale , nella fisicità del reale, con il suo rapporto con il territorio. In questo caso, il territorio è internet, le infrastrutture da superare sono soltanto quelle relative alla navigazione in rete, non ci sono biglietti da pagare, guardiani, orari di chiusura o apertura. Tutte le problematiche classiche collegate ad un museo reale sono qui dissolte nelle logiche della navigazione, prendono una forma digitale e assumono un pensiero digitale, per un museo avveniristico che non ha nulla da invidiare ai kolossal digitali sfornati oggi da cinema e videogiochi. Il menu, pertanto, è semplice e offre tre possibilità di navigazione. Al momento il museo ospita le mostre di Tony Oursler e di Mariko Mori, mentre in primavera è previsto un progetto di John Maeda direttore del Maeda Lab del Mit di Boston. In comune questi artisti hanno il lavoro sui media digitali e la creazione di interfacce digitali. Di Mariko Mori sorprende la capacità di travestimento ai limiti del riconoscibile cui lei stessa si sottopone, il lavoro che porta avanti attraverso i media digitali, mentre Oursler racconta l’altro lato, quello inquietante, di Internet. Un lato oscuro ed esistenziale, una sorta di “cassa di risonanza dei nostri stati emotivi”. Solitudine, estraniamento, disperazione, si mettono a nudo attraverso internet in maniera quasi “pornografica”. Quando si entra nella mostra di Oursler, viene offerta la possibilità di navigare attraverso 17 simboli disegnati in una lavagna virtuale. Nella sua Mission, il museo si propone di ospitare mostre eclettiche in relazione all’evoluzione del “paesaggio digitale”. Aperto 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, ha anche lo scopo di illustrare l’impatto quotidiano dei digital media su di noi. L’AMDM è Prodotto da Adobe System Incorporated.