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Mostre ed eventi // Pagina 17 di 220
18.12.2015 # 4415

Daria La Ragione // 0 comments

Toulouse-Lautrec

a Roma fino al 8 maggio 2016

La mostra, promossa e prodotta da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, consentirà di portare a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata al Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), uno dei più importanti in Europa, con capolavori che vanno dal Medioevo al Novecento. 

In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) lasceranno Budapest per essere esposte al Museo dell’Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016. 

Attraverso questa esposizione sarà possibile conoscere a tutto tondo l'opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell'artista.



10.12.2015 # 4410

Daria La Ragione // 0 comments

ALDO MANUZIO in Ambrosiana

a Milano fino al 28 febbraio 2016

Se si maneggiassero di più i libri che le armi,

non si vedrebbero tante stragi, tanti misfatti e tante brutture

Aldo Manuzio


Dal 2 dicembre 2015 al 28 febbraio 2016, la Pinacoteca Ambrosiana ospita una mostra che celebra Aldo Manuzio (1449-1515), il più importante stampatore della storia dell’editoria, a 500 anni dalla sua scomparsa.

L’esposizione, curata da Marina Bonomelli e Angelo Colombo, in partnership con Generali Italia, ripercorre l’attività dell’editore principe del Rinascimento europeo, attraverso una selezione di circa 30 stampati custoditi in Ambrosiana.

Il patrimonio aldino dell’Ambrosiana occupa, nel panorama nazionale e internazionale, un posto considerevole. Sono infatti ben 107 le edizioni originali presenti in Ambrosiana sulle 131 edizioni uscite dai torchi di Manuzio dal 1494 al 1515. L’importanza di questo fondo è dovuta al fatto che vi è rappresentata la quasi totalità delle edizioni stampate da Aldo, con un numero complessivo di 296 esemplari. Si tratta senza dubbio di un bene di notevole rilevanza se lo si raffronta con quello della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia e con quello custodito presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la Biblioteca Medicea Laurenziana.

Il percorso espositivo, arricchito da strumenti tipografici d’epoca provenienti dalla collezione dell’editore Enrico Tallone, copre l’intera attività di Manuzio, dall’Erotemata del Lascaris, stampata il 28 febbraio 1495, al De rerum natura di Lucrezio, pubblicata nel gennaio del 1515, che segna la chiusura della produzione aldina.

Fra gli incunaboli non mancano i grandi capolavori, come il De Aetna dell’amico Pietro Bembo (1495). L’opera, che segna l’esordio letterario del futuro cardinale Bembo, descrive in forma di dialogo il suo soggiorno siciliano e la sua salita sull’Etna. Nel 1496 la stampa di questo libro intensificò il rapporto di Manuzio con la famiglia patrizia dei Bembo che possedeva una ricca biblioteca umanistica, dove Aldo ebbe modo di ispirarsi per creare con l’intagliatore Francesco Griffo il bellissimo carattere romano, considerato un modello insuperabile di eleganza formale. Inoltre, in questa sezione si possono ammirare le Epistole di Santa Caterina da Siena (1499), nel quale Manuzio sperimenta per la prima volta il carattere corsivo nelle parole Jesu dolce, Jesu amore, e come l’Hypnerotomachia Poliphili (1499), riconosciuto come il più bel libro illustrato del Rinascimento.

Quanto invece alle cinquecentine si evidenziano punte di eccezione con sette esemplari prodotti nel 1502 e tre nel 1501, tra cui il Virgilio del 1501, la prima edizione in ottavo e in carattere corsivo, la cui dimensione tascabile - libelli portatiles in formam enchiridii -, permise la grande circolazione del libro nell’Europa del Cinquecento, facilitando la rinascita della cultura classica.

Non vanno dimenticati i Moralia di Plutarco del 1509, un ponderoso volume di 1068 pagine contenente novantadue trattati, di cui l’Ambrosiana possiede anche l’archetipo manoscritto duecentesco usato da Aldo Manuzio per la stampa.



09.12.2015 # 4411

Daria La Ragione // 0 comments

THROUGH THE BARRICADES.

a Milano fino al 10 gennaio 2016

30 anni di Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.

L’Associazione internazionale BJCEM celebra i primi trent’anni della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, con una mostra in programma dal 3 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016 alla Fabbrica del Vapore di Milano.

L’esposizione, curata da Andrea Bruciati, organizzata da BJCEM in collaborazione e con il sostegno del Comune di Milano e con il supporto del Programma Creative Europe dell’Unione Europea presenta oltre venti opere dei maggiori talenti emersi dalla partecipazione alle prime 16 edizioni della Biennale, nell’ambito delle arti visive, dal collettivo Irwin a Grazia Toderi, da Miltos Manetas a Vanessa Beecroft, da Tobias Putrih a Damir Ocko ad altri.

Il titolo della rassegna, Through the Barricades, riprende quello di un famoso brano degli Spandau Ballet, uno dei gruppi di culto degli anni ’80. E proprio in quel decennio ebbe inizio l’avventura di BJCEM, con Tendencias, una rassegna organizzata nel 1984 a Barcellona.

“Quel decennio - ricorda Andrea Bruciati - caratterizzato da incoscienza, slancio anarchico e ottimismo trovava nell’apertura delle frontiere attraverso la creatività uno dei suoi punti strutturali e originali di forza. Uno sguardo orizzontale rivolto a tutti i media concorrevano per la prima volta a formare una piattaforma trasversale, dove utopisticamente si affermava la volontà di ripartire dalla costruzione di una nuova società attraverso le sue dinamiche positive e pulsionali che animavano quelle generazioni per l’abbattimento di ogni qualsivoglia barriera”.

Con Through the Barricades si vuole evidenziare lo spirito, improntato alla ricerca e alla sperimentazione, supportato dalla Biennale negli ultimi 30 anni, attraverso alcuni dei più luminosi talenti, emersi delle partecipazioni per le arti visive di queste 16 edizioni.



08.12.2015 # 4409

Daria La Ragione // 0 comments

ROBERT PAN. Mahdī

a Milano fino al 6 febbraio 2016

Nuovi lavori inediti, tra opere di grande formato ed altre più intime, presentano alla Galleria Giovanni Bonelli di Milano l’attività più recente di Robert Pan (Bolzano, 1969). In mostra l’evoluzione di una ricerca che da sempre si muove nell’orbita dell’astrattismo, con possenti campiture pittoriche ottenute dalla sovrapposizione di resine e polimeri sintetici, frutto di un duplice procedimento di addizione e poi sottrazione della materia, che risulta letteralmente scavata e poi uniformata.

Il titolo dell’esposizione conferma la ricca profondità del lavoro di Pan: con Mahdī si fa infatti esplicito riferimento all’escatologia islamica, là dove propone una rielaborazione della figura messianica già riconosciuta dall'ebraismo. Proprio alla figura del Mahdī, letteralmente il “ben guidato da Dio”, la tradizione coranica affida il compito di radunare le forze del Bene in vista dello scontro fatale con quelle del Male. Per estensione, quindi, mahdī diventa nell’opera di Pan termine positivo per antonomasia, spirito di reazione nei confronti della negatività, azione di rottura che prelude ad un cambiamento in favore del Bene.

Una riflessione che si pone in continuità con le operazioni realizzate dall’artista negli ultimi vent’anni, e che lo hanno visto attingere senza soluzione di continuità a diversi referenti concettuali mutuati dalle filosofie sia orientali e medio-orientali che occidentali, sempre cercando elementi di affinità e congruenza.

Tali concetti sono stati spesso assunti come parole chiave per riassumere lo spirito di ogni mostra: passando da akasha, in cui gli Indù riconoscono l’essenza fondamentale di ogni elemento materiale a līlā, che ancora nella cultura induista allude all’incontrollata spontaneità dell’atto creativo; da dharma, legge naturale dalla forte carica mistico-religiosa, fino a zenit, punto focale per definizione; arrivando a Quasar, nuclei di galassie più luminosi dell'universo.



08.12.2015 # 4408

Daria La Ragione // 0 comments

Raffaello. Il Sole delle Arti

a Torino fino al 24 gennaio 2016

Il fulcro della mostra è costituito da un nucleo di celebri capolavori di Raffaello, che evocano il racconto della sua prodigiosa carriera artistica, le persone che ha conosciuto, le diverse città dove ha vissuto. A documentare gli anni della sua formazione è una scelta di opere dei maestri che hanno avuto un ruolo fondamentale, vale a dire il padre Giovanni Santi, il Perugino, il Pinturicchio e Luca Signorelli.

La mostra intende accostarsi alla geniale personalità di Raffaello anche da un punto di vista inconsueto e imprevedibile, vale a dire illustrando il suo impegno creativo verso le cosiddette “arti applicate”, che tradussero nelle rispettive tecniche suoi cartoni e disegni nonché incisioni tratte dalla sua opera, e che nel corso del Cinque e Seicento costituirono il veicolo privilegiato per la diffusione e la conoscenza in Italia e nel resto d’Europa delle invenzioni figurative dell’Urbinate: arazzi, maioliche, monete, cristalli di rocca, placchette, smalti, vetri, armature, intagli.

Per le richieste di prestito delle opere sono coinvolte le più importanti istituzioni museali italiane e straniere come i Musei Vaticani, il Residenzschloss di Dresda, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Victoria and Albert Museum di Londra, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, gli Uffizi, la Galleria Palatina di Palazzo Pitti, il Museo Nazionale del Bargello e il Palazzo Corsini di Firenze, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, i Musei Civici di Pesaro e il Museo di Capodimonte di Napoli.


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