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Mostre ed eventi // Pagina 26 di 220
17.05.2015 # 4172

Daria La Ragione // 0 comments

Stratis Vogiatzis. Memorie sospese

a Torino fino al 21 Giugno 2015

Saranno esposte 26 fotografie della collezione Inner World, un progetto realizzato tra il 2007 e il 2010 sull’isola di Chios.
Stratis Vogiatzis è un sognatore e un artista appassionato, determinato a conservare i valori in cui crede. Dopo aver lavorato in diversi paesi del mondo, con questo progetto torna alla sua amata terra e rivisita i luoghi della sua infanzia. Con la macchina fotografica Vogiatzis cattura un pezzo della cultura popolare dell’Egeo, scopre e ci rivela il mondo nascosto dei cosiddetti “villaggi del mastice” di Chios.
Questi borghi medievali sono diventati ricchi e famosi grazie alla coltivazione di un piccolo albero che "lacrima" una resina profumata ampiamente utilizzata dal 14° secolo. In epoca recente questo commercio ha perso la sua importanza, così interi villaggi sono stati abbandonati.

Case, bar, negozi, cantine, scuole: luoghi dimenticati di una cultura popolare collettiva, che è rimasta come sospesa nel tempo e nella memoria. Stratis usa il suo talento e la sua sensibilità per esplorare, senza invadenza, questi luoghi privati, per cogliere l'anima delle persone che vi abitavano, per intuire il senso della loro vita. La figura umana è completamente assente negli scatti, ma dietro ogni assenza si avverte una presenza forte: gli oggetti abbandonati, tracce evidenti di semplice vita quotidiana, tradiscono abitudini e raccontano tradizioni. La polvere che li ricopre è un monito all’effimera condizione dell’esistenza. Sono cose lasciate come se all’improvviso qualcuno potesse entrare… le persone non torneranno, ma hanno lasciato un segno indelebile. Sono paesaggi interiori e scenari al limite tra memoria e realtà, che diventano testimonianze di un passato recente, un documento storico di vita vissuta.

Le immagini sono sobrie ed essenziali, mai pretenziose, caratterizzate da colori drammatici e dettagli così sorprendenti da creare un'intensa atmosfera emotiva. Avevo la netta sensazione che ogni stanza fosse il ritratto del suo proprietario, uno spaccato nell'anima delle persone che l’avevano abitata. Si potrebbe pensare che gli oggetti, dopo così tanti anni trascorsi a fianco delle persone e delle loro storie, abbiano acquisito un'anima. Mi muovevo e respiravo lentamente per paura di disturbare questo rapporto erotico tra gli oggetti e il tempo.
Stratis Vogiatzis



17.05.2015 # 4171

Daria La Ragione // 0 comments

Güler Ates - Il segreto nel silenzio

a Napoli fino al 30 Giugno 2015

Espone per la prima volta in Italia l'artista turca Güler Ates.
Il segreto nel silenzio è la personale curata dal critico Massimo Sgroi e sarà inaugurata venerdì 15 maggio alle 19 in esclusiva per la Galleria Spazio Nea. Le donne invisibili sotto i veli colorati che attraversano con la leggerezza silenziosa dei luoghi fortemente evocativi, incidono nella memoria profonda attraverso gli spendenti cromatismi della nuova visione medialica. Esse appartengono alla terra come all’infosfera; sono ragionamento oggettuale sulle pratiche di trasformazione dell’umano, risonanze di un'appartenenza alla storia così come proiezioni virtuali della natura indeterminata contemporanea.

Güler Ates attraversa i luoghi contaminando gli spazi, facendoli diventare potenti alterità della visione, universi fisici e mentali in cui il passaggio delle donne velate piega lo spazio facendole abitare il mondo. Le sue figure vivono l’alterità dello specchio laddove la topologia dell’immagine fotografica sovrappone ciò che è vicino a ciò che è lontano, l’interno e l’esterno, l’oggetto della visione ed il soggetto fino a proiettare queste contiguità all’interno della nostra stessa mente. È la forza di una evocazione straordinaria che non prescinde dalla profonda percezione sensoriale.

Per l’artista turca vale l’assunto di far divenire, attraverso il suo progetto artistico, le forme della vita meno aleatorie e transitorie pur cercando di rappresentare ciò che paradossalmente non è rappresentabile. Nel testo critico si legge: "La valenza estetica delle donne velate e dei landscape della memoria in cui sono inscritte mette in relazione, nel suo produrre sensi comunicabili, tutte le cose che entrano nel raggio della visione. L’opera finisce di essere inerte per diventare qualcosa che serve alla vita piuttosto che mero bene di consumo.L’immagine centrale delle opere di Güler Ates finisce per essere uno degli archetipi, in particolare mediterranei, che amplificano l’interazione fra persone, cose e luoghi del mondo. E proprio questo genere di versazioni affettive sono alla base di quella che noi definiamo, anche in senso più esteso, cultura; è l’oggetto dell’arte che crea, per dirla con una definizione di Durkheim, il cambiamento intorno a sé. La funzione, allora, di questo genere di opere, proprio perché presuppone memoria, attestazione di realtà (contemporanea) e creazione di un immaginario futuro, allorchè si basa su di una grande forza istintuale estetica, assolve esattamente al suo compito: quello di ri-velare, di s-velare esattamente coprendo il centro stesso dell’opera con un velo". Tutto questo fascino, questo mistero e questo silenzio sarà in mostra allo Spazionea fino al 30 giugno 2015.

17.05.2015 # 4170

Daria La Ragione // 0 comments

Ghizzardi/Berengo Gardin

Boretto | Reggio Emilia fino al 2 giugno 2015

La Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi” e l’Associazione Culturale “Pietro Ghizzardi” – Centro Documentale e Archivio Storico sono liete di presentare, nell’ambito del Festival Fotografia Europea 2015 – Effetto Terra, l’esposizione fotografica GHIZZARDI/BERENGO GARDIN, 15 scatti inediti degli anni ’70 del grande fotografo italiano, appartenenti all’Archivio Storico della Casa Museo, in cui è immortalata l’essenza del pittore-contadino di Boretto.

La mostra inaugurerà, alla presenza di Gianni Berengo Gardin, sabato 16 maggio 2015 alle ore 17.30 e resterà aperta al pubblico, ad ingresso gratuito, per tutti i week-end del mese di maggio ed il 2 giugno, giorno del finissage.
Le fotografie di Berengo Gardin, vincitore, tra gli altri, di World Press Photo e del Leica Oskar Barnak Award, mai divulgate prima della mostra, costituiscono un patrimonio unico e prezioso, custodito sul territorio reggiano, presentato quindi in prima nazionale a Boretto.

La cornice della mostra sarà la sala espositiva principale della Casa Museo “Pietro Ghizzardi” e l’esibizione snoderà una narrazione che è al contempo privata e collettiva, poiché, attraverso le immagini della quotidianità di Ghizzardi – realizzate mentre erano in corso le ricerche per Un paese vent’anni dopo – viene registrato il ‘canto del cigno’ della civiltà contadina, l’inesorabile perdita delle radici che profondamente legano l’uomo alla terra. Inoltre, le fotografie di Berengo Gardin esposte all’interno della Casa Museo hanno la possibilità di dialogare direttamente con le opere di Ghizzardi, attraverso un confronto iconografico immediato di grande suggestione.
Per la Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi” la realizzazione di questa mostra inserita all’interno del circuito di Fotografia Europea 2015 – Effetto Terra rappresenta un ulteriore momento per promuovere e valorizzare il patrimonio artistico ed archivistico che essa conserva, rafforzando la propria presenza sul territorio ed allo stesso tempo aprendosi ad una fruizione più ampia legata alla circuitazione di un pubblico eterogeneo per composizione ed interessi – quello del Festival –  offerta dalla manifestazione, particolarmente in forza della qualità estetica della proposta espositiva.


17.05.2015 # 4169

Daria La Ragione // 0 comments

Food Art Food Mood.

a Venezia fino al 24 Giugno 2015

Elvezia Allari, Silvia Battisti, Françoise Calcagno, Cristina Cortese, Mario Esposito, Hélène Galante, Angela Grazia Galletto, Cate Maggia, Concetta Nasone, Rossella Pavan, Gabriele Perissinotto, Agustina Ponce, Luigi Rifani, Katia Scotti, Paola Volpato.

La connessione tra realtà ambientale e produzione alimentare annovera un legame secolare con l’uomo, responsabile primario dell’interdipendenza tra l’ambiente circostante e le risorse fruibili da esso, garanti del sostentamento mondiale. È in questa prospettiva dunque che si ritiene necessario guardare alla Terra come fonte di vita e al cibo come energia essenziale.
Il rinnovato gruppo Boiler presenta così la sua V mostra collettiva il cui filo conduttore, data la contemporaneità con l’EXPO milanese, è proprio il cibo che diviene energia essenziale. Esso è, oggi, elemento da osservare, gustare, annusare e toccare, soggetto di forme esteticamente funzionali e motore di sviluppo di una vera e propria “arte del cibo”.

La realtà terrestre offre innumerevoli risorse le quali, insieme, confluiscono verso il principio base dell’esistenza stessa: l’acqua. “L’oro blu”, principio originario di ogni forma di vita, si configura come elemento essenziale per il sostentamento dell’uomo, il cui cardine è, appunto, l’alimentazione.
Gli artisti dunque si propongono di indagare, tramite la propria arte, l’aspetto costitutivo della vita e del suo mantenimento, considerando i mezzi che la natura offre e riconoscendo nel cibo un importante mezzo di intima espressione, adatto ad investigare gli aspetti più profondi e, nel medesimo tempo, idoneo a sollecitare un’attenta riflessione in merito alle grandi divergenze alimentari del pianeta.
Con il contributo di Chiara Marcenta, Elvezia Allari, Ivana Galli.



08.05.2015 # 4154

Daria La Ragione // 0 comments

Jorit Agoch. Human Tribe

a Roma fino al 29 maggio 2015

Non è un caso che il giovane Jorit chiami Tribù Umana i suoi ritratti. Il concetto di tribù non implica per forza una unità territoriale, lui unisce in una grande comunità tutti i rappresentanti della razza umana indagandone il volto che è il principale interesse della sua ricerca. Nei visi così dettagliati cerca e scopre il silenzio e la tensione interiore del soggetto ritratto. I suoi personaggi preferiti vengono dal mondo rap, che rappresenta per lui la libertà da tutte le imposizioni sociali. E’ attratto dalla spontaneità che la strada propone. Formatosi attraverso i tag tracciati sui muri della metropoli partenopea, decide poi di raffinare la sua tecnica laureandosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Jorit cresce a Quarto, una cittadina alle porte di Napoli, dove intorno all’officina dei treni fioriscono i suoi ritratti, concessi democraticamente alla vista di chi ha la voglia e la curiosità di ammirarli. Insieme a personaggi famosi del mondo rap si possono scorgere volti di gente comune, persone che ama ritrarre più di altre per percepirne la profondità della loro vera natura. Nessuno si aspetterebbe di vedere la vasta gamma di umanità che egli ritrae, dal famoso critico d’arte al suo amico del cuore, dal personaggio alla moda, al vicino di casa. Questo è il suo modo di indagare l’Human Tribe. È con grande orgoglio che LaStellina ArteContemporanea inaugura il 5 maggio la personale di Jorit Agoch a cura di Rossella Alessandrucci. Non si vuole presentare uno Street Artist, non si vuole presentare un abile pittore iperrealista, è nostra intenzione invece presentare un artista in piena evoluzione che attraverso la sua personale sperimentazione sta giungendo sempre di più ad una piena maturità artistica, che non si ferma al solo consenso delle mode, ma va oltre la sua innata curiosità. Durante il vernissage, per chi prenota un ritratto, sarà realizzato uno shooting fotografico dall’artista per la sua realizzazione.

Inside Ilas