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Mostre ed eventi // Pagina 35 di 223
21.01.2015 # 4019

Daria La Ragione // 0 comments

Blow up. Fotografia a Napoli 1980-1990

A Napoli fino all’8 febbraio 2015

Al  Museo Pignatelli viene presentata la mostra ' Blow up. Fotografia a Napoli 1980-1990 ', un'occasione rilevante per il progetto Villa Pignatelli-Casa della fotografia di rileggere il contributo che la città di Napoli ha dato alla cultura fotografica italiana e internazionale, accostando al reportage nuove modalità narrative e di ricerca artistica.

La mostra, realizzata dalla Soprintendenza Speciale  per il patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta col sostegno di  Incontri Internazionali d’arte, è promossa e finanziata dal Servizio architettura e arte contemporanee della Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

L’esposizione presenta circa 140 fotografie, frutto di una ricognizione sugli interventi fotografici di artisti italiani e stranieri presenti a Napoli nel corso di un decennio vitale. Il percorso accosta le diverse anime che attraversano la fotografia, illustra i rapporti della stessa con il sistema dell’arte e della cultura e rende conto dello sviluppo di un collezionismo napoletano attento e consapevole.

All'inizio degli anni Ottanta, con il ciclo di mostre curate da Cesare De Seta grazie al sostegno della Azienda Autonoma di Soggiorno Cura e Turismo di Napoli, vennero invitati i fotografi più innovativi della scena internazionale a rappresentare la città, rileggendo i luoghi urbani quali sedi di memoria e di storia, in una ricerca fotografica che stringe un sodalizio con la storia dell'arte, l'architettura e l'urbanistica.
Dal 1981 al 1985 passano a Napoli maestri quali Gabriele Basilico, Arnaud Claas, Mario Cresci, Franco Fontana, Joan Fontcuberta, Lee Friedlander, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Claude Nori, Charles Traub che si misurano con i fotografi napoletani.

A questa scena se ne affianca un'altra che, grazie alla vitalità delle gallerie private, quali quelle di Lucio Amelio, Giuseppe Morra,  Lia Rumma e Pasquale Trisorio, favorisce l’affermarsi dell’arte fotografica attraverso grandi artisti internazionali come Clegg & Guttmann, Andreas Gursky, Robert Mapplethorpe, Helmut Newton, Thomas Ruff, Cindy Sherman e Thomas Struth.

Accanto alle fotografie che illustrano i percorsi sopra indicati e la contemporanea produzione di fotografi napoletani, viene presentato un ricco materiale documentario che ricostruisce la complessità di un decennio nel corso del quale spazi indipendenti, associazioni culturali e centri studi hanno concorso a promuovere una ricerca e a stimolare una discussione in un settore ancora considerato marginale rispetto ad altri linguaggi artistici.
La mostra, a cura di Denise Maria Pagano e di Giuliano Sergio, è organizzata da Civita ed illustrata da un catalogo edito da ARTE’M.


21.01.2015 # 4018

Daria La Ragione // 0 comments

Rewind. Arte a Napoli 1980-1990

A Napoli fino all’8 febbraio 2015

Rewind. Arte a Napoli 1980-1990 è dedicata alla nuova generazione di artisti napoletani attiva negli anni Ottanta e a coloro che in quel decennio testimoniano con il loro lavoro la svolta radicale del linguaggio figurativo che ha fatto parlare di “fine dell’avanguardia” e presenta, tra le altre, opere di: Carlo Alfano, Mimmo Paladino, Luigi Mainolfi, Nino Longobardi, Ernesto Tafafiore, Francesco Clemente. Nomi che non esauriscono la ricchezza di prospettive con la quale si è voluto rappresentare il decennio.

Sono state coinvolte nel progetto le principali gallerie d'arte operanti in quel periodo come quella di Lucio Amelio, Il Centro, lo Studio Trisorio, lo Studio Morra, Lia Rumma, Alfonso Artiaco; queste ultime, ancora attive, sono state chiamate a individuare opere, presenti in collezioni private campane, essenziali per descrivere adeguatamente quel contesto che fece di Napoli un crocevia internazionale. Per citare alcuni nomi degli artisti non napoletani si va da Gino De Dominicis, Alberto Burri, Jean Michel Alberola, Joseph Beuys a Hermann Nitsch, Sol LeWitt, James Brown, Ronnie Cutrone, Kenny Scharf, Luigi Ontani.
Si ricostruiranno, inoltre, alcune collettive di quel decennio, Evacuare Napoli. L’ultima generazione, 1985 e L'officina di Scafati, 1986, proponendone una lettura evocativa.

21.01.2015 # 4017

Daria La Ragione // 0 comments

Luigi Veronelli - camminare la terra

a Milano fino al 22 febbraio 2015

“Chi cammina la terra sa che  l’importante  non  è arrivare, ma  procedere,  passo  dopo  passo.  Cam- minare  la terra è  esprimere  il nostro  vivere  in  continuo  movimento. Talvolta  occorre fermarsi  per riposare o per pensare  e per gioire o per piangere,  e alla fine  ricominciare  a camminare. Fermarsi anche  per ricordare e rivivere la strada  percorsa”.

Luigi Veronelli – camminare la terra” è una mostra dedicata a una grande figura di intellettuale, che ha sempre privilegiato l’azione sul campo rispetto ai ruoli e agli equilibri del potere. Rappresenta anche, attraverso più di 600 documenti e oggetti esposti, un viaggio nel Paese, alla ricerca del “vero”, inteso come persone, territori e prodotti che non hanno perduto la propria identità.
Intorno alla Cantina di Veronelli, si sviluppano le tappe della sua vita e delle sue opere: La scelta: editoria e giornalismo; Il boom economico e la cucina; Il lungo viaggio in Italia; Il vino, i vini; La Rai e L‘Etichetta; I No e l’impegno civile; L’ultima grande battaglia: l’olio.
Certamente il vino e il cibo al centro, ma soprattutto il rispetto del lavoro, della terra e delle sue trasformazioni, che non sono solo di carattere alimentare. I riti e i miti, nuovi modelli di relazioni, tra il contadino e il mercato, tra la natura e la scienza, tra le nostre tradizioni secolari e le nuove visioni del mondo, perché è la diversità dei punti di vista a far crescere la conoscenza come la democrazia. E il vino come il cibo costituisce, in questo processo infinito, la parte per il tutto.



21.01.2015 # 4016

Daria La Ragione // 0 comments

Vicino / lontano - Milena Meller

a Roma fino al 15 marzo 2015

Fra pittura e fotografia vi è, fin dall’invenzione di quest’ultimo mezzo espressivo un fitto dialogo. In un labirinto di immagini preesistenti e di soggetti da lei stessa fotografati a Roma e nel suo paese d’origine, in Tirolo, come anche fermo immagini da film western e della propria cultura locale, l’artista austriaca Milena Meller (classe 1964) fa confluire queste in modo raffinato con la pittura e con fotografie rielaborate pittoricamente. Nei propri lavori si interroga in modo innovativo sulla verità e veridicità dei mezzi espressivi impiegati.

13.01.2015 # 4003

Daria La Ragione // 0 comments

MICHELE ZAZA. Corpo cosmico

a Lissone fino al 15 febbraio 2015

Tra i più acclamati maestri della fotografia concettuale italiana, Zaza ha sempre scandagliato la condizione umana, in particolar modo il corpo e il volto dei suoi protagonisti/ performer. Il volto è inteso sia come spazio, sia come luogo dell’identità: “tratto somatico” della creatività. Si vedano in questo senso i trittici Paesaggio primo del 2000 e Paesaggio segreto del 2005; le sequenze fotografiche scandiscono gesti minimi ma eloquenti, gestualità che l’artista associa al colore. Il corpo dipinto evidenzia infatti le funzioni vitali, delineando un universo interiore e magico al con-tempo (per Zaza “la magia è una necessità”). Ne nasce un racconto per immagini in cui le figure assumono la valenza di viaggiatori che risalgono alla propria origine per riscoprire se stessi, portando così a compimento una ciclicità e una circolarità archetipica.
Oltre a creare relazioni interpersonali, le foto-grafie sono “rivelazioni” che convertono il pensiero in immagine. Le idee (vale a dire le “astrazioni”) si contrappongono al reale (ba-nal, standardizzato, effimero), ragion per cui l’artista dissimula il reale in ambienti disadorni e atmosfere rarefatte. Spazi magici-arcaici-spirituali dominati da un blu profondo, cosmico, onirico, segreto.
La mostra al MAC di Lissone presenta un excursus della quarantennale attività di Zaza, dagli anni Settanta fino ai giorni nostri, una piccola antologia che è anche un compendio della propria poetica. A latere dell’esposizione, allestita al secondo piano del museo, l’artista ha inoltre realizzato un progetto speciale appositamente per la cittadina briantea. Fulgido esempio di quel mondo onirico ed estraneo alla dinamica convenzionale del quotidiano, il progetto dal titolo Corpo cosmico occuperà le cinque grandi vetrate al pian-terreno che si affacciano sul viale della stazione ferroviaria. Le immagini, che saranno visibili di giorno e di notte per i successivi cinque mesi, “dialogheranno” con i passanti, rivelando loro quell’ineffabile che da sempre caratterizza l’arte di Michele Zaza.