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Mostre ed eventi // Pagina 35 di 220
08.12.2014 # 3967

Daria La Ragione // 0 comments

RENATO AMORUSO. Il Colore dei Sentimenti umani

a Torino fino al 9 gennaio 2015

Il percorso espositivo raccoglie una selezione di cinquanta dipinti che riveleranno al pubblico la suggestiva storia di questo artista che vive a Firenze e che offre una pittura tutta personale, solitaria, silenziosa che non rientra in nessuna catalogazione metodologica del sistema dell’arte; una pittura che appartiene a quella zona intima dell’uomo che Aristotele chiama la Forma dell’Anima.

Come afferma Marisa Vescovo nel suo saggio in catalogo, “Tutta la ricerca di Renato Amoruso è divaricabile in due ampi capitoli, uno legato alla leggerezza (intesa come voleva Italo Calvino), e un altro legato alla materialità cromatica. (…) Si tratta di una vita di lavoro, in cui il nostro autore è rimasto straniero in patria, ma non straniero al suo stesso tempo, nel quale è possibile trovare la verità del proprio sé: una verità appunto che si può cogliere soltanto in esilio, da una extraterritorialità di ricerca, da cui si può leggere la costellazione chiave della modernità”.

Amoruso è nato artista. Le sue opere vivono nei colori che guardano la Natura e si rispecchiano nei suoi sogni. Sono lavori liberi da ogni titolazione che, oltrepassando ogni segno pittorico, parlano di Sentimenti Umani e hanno l’obiettivo di ricordare quei valori primari insiti nell’animo umano come il rispetto dell’Uomo e della Natura.

RENATO AMORUSO. Il Colore dei Sentimenti umani

Torino, Spaziobianco (via Saluzzo 23/bis)

29 novembre 2014 - 9 gennaio 2015

08.12.2014 # 3966

Daria La Ragione // 0 comments

Servet Kocyigit | TRUTH SERUM

a Milano fino al 7 febbraio 2015

Dal 27 novembre 2014 al 7 febbraio 2015, Officine dell’Immagine di Milano ospita la prima personale italiana di Servet Kocyigit (Kaman, 1971), uno degli autori più interessanti della scena contemporanea turca.

Curata da Silvia Cirelli, la mostra dal titolo Truth Serum esplora il percorso artistico di questo poliedrico interprete, raccogliendo una selezione di opere, tra fotografie, installazioni e video, mai esposte in Italia.

L’attuale ricerca espressiva di Servet Kocyigit cattura la mappatura intima di un paese, la Turchia, che da diversi decenni vive in costante bilico fra Occidente e Oriente, fra stato laico e islamico, nell’incessante disputa fra desiderio di modernizzazione e salvaguardia della tradizione.
Questa dialettica viene esplorata con grande originalità, traducendo le ambivalenze della propria nazione e soprattutto spostando l’attenzione verso una dimensione più collettiva, che evoca abilmente l’inaffidabilità della verità e la sua ingannevole alterazione.
Questi tratti stilistici sono sicuramente stati influenzati dalla sua esperienza personale; non bisogna dimenticare, infatti, che la sua generazione è cresciuta dopo il golpe del 1980, quando la censura sempre più rigida obbligava le persone a credere in una verità indiscussa e soprattutto imposta.
La precarietà della verità, come anche il suo confronto con il concetto di libertà, hanno un ruolo preponderante nella sua sintesi poetica. “È stato proprio attraverso l’arte - ha avuto modo di affermare lo stesso Kocyigit - che ho capito cosa fosse davvero la libertà”.


08.12.2014 # 3965

Daria La Ragione // 0 comments

AMOS GITAI. Strade/Ways

a Milano fino al 1 febbraio 2015

Una mostra/installazione creata dal grande regista israeliano per la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale di Milano che, con sue fotografie in grande formato, sequenze di suoi film, dispositivi sonori e visivi, indica i legami che uniscono culture, storie e persone nelle terre del medio e del lontano Oriente.

Sequenze di film, fotografie, documenti, tappeti antichi e dispositivi visivi e sonori compongono l’opera che trae ispirazione da tre differenti percorsi. Il primo, è il film Lullaby to my father, dedicato alla vita di suo padre, l’architetto del Bauhaus Munio Weinraub che, costretto a fuggire dai nazisti, si trasferirà in Palestina e svolgerà un ruolo decisivo nella nascita dell’architettura israeliana; il secondo, è la conversazione tra Gitai e il grande fotografo milanese Gabriele Basilico, sulla fotografia, l’architettura, gli scenari del film Free Zone dedicato ad un luogo/non luogo che raggiunsero insieme; il terzo, che occupa l’intera sala delle Cariatidi, ricostruisce il processo che porta alla nascita di Carpet, il nuovo film del regista, le cui riprese non sono ancora iniziate.

La pellicola racconterà la storia a ritroso di un tappeto, dalla casa d’asta dove è stato battuto fino al luogo della sua produzione, attraverso immagini di luoghi, paesaggi, popoli e persone raccolte lungo tutto il viaggio.

In questa ambientazione, coinvolgente ed emozionante, alcuni straordinari tappeti, scelti da Moshe Tabibnia nella sua collezione, segneranno i passaggi dei luoghi, delle culture, delle storie e dei popoli che vivono e viaggiano tra il Mediterraneo e l’Oriente.

“Carpet - afferma Gitai - propone un viaggio in diversi territori e rappresenta al contempo un oggetto concreto, ossia un bellissimo tappeto, frutto di tradizioni e abilità artigianali secolari, ma anche una metafora delle relazioni che nel corso dei secoli sono state intessute tra i popoli orientali nonché tra Oriente e Occidente”.


08.12.2014 # 3964

Daria La Ragione // 0 comments

LA SOVVERSIONE DEL SENSIBILE

a Milano fino al 11 gennaio 2015

L’esposizione presenta una selezione di opere di nove artisti che hanno partecipato alle varie edizioni della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo

Dal 5 dicembre 2014 all’11 gennaio 2015, la Fabbrica del Vapore di Milano (via Procaccini 4) ospita il progetto La sovversione del sensibile che presenta le opere realizzate da nove artisti che hanno partecipato alle varie edizioni della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo: Gruppo A12 (IT), Charbel Samuel Aoun (LB), Embroiderers of actuality (Abdelaziz Zerrou - MA; Aglaia Haritz - CH), Gian Maria Tosatti (IT), Alexandros Kaklamanos (GR), Sigurdur Atli Sigurdsson (IS), Khaled Jarrar (PS), Didem Erk (TR), Moussa Sarr (F).
L’iniziativa, curata da Marco Trulli, promossa dal Comune di Milano, è organizzata da BJCEM, Associazione Internazionale senza scopo di lucro fondata nel 2001 con l’obiettivo di promuovere la creatività artistica giovanile, supportandone la mobilità e la formazione. Proprio in questa linea progettuale s’inserisce la Biennale dedicata a giovani artisti sotto i 35 anni provenienti dall’area Euro-mediterranea.
Il titolo della rassegna trae origine dalle tesi di Jacques Rancière, il quale nel suo La distribuzione del sensibile, compie una lettura critica dei ‘regimi d’informazione’; allo stesso modo, l’esposizione propone una riflessione su quelle forme artistiche che si concentrano sulla relazione tra arte e politica immaginando “nuove configurazioni del visibile, del dicibile e del pensabile e, dunque, un paesaggio nuovo del possibile.”
Alla Fabbrica del Vapore, gli artisti, utilizzando una pluralità di media che vanno dal video all’installazione, dalla fotografia al ricamo, si interrogano sulla relazione inestricabile tra le forme del poetico e del politico, producendo “finzioni necessarie” all’interpretazione del reale. In particolare, riflettono sulla posizione dell’autore nel contesto sociale, culturale e urbano mediterraneo.


LA SOVVERSIONE DEL SENSIBILE

Milano, Fabbrica del Vapore - Sala delle colonne (via Procaccini 4)

5 dicembre 2014 - 11 gennaio 2015

08.12.2014 # 3963

Daria La Ragione // 0 comments

I TESORI DELLA FONDAZIONE BUCCELLATI

a Firenze fino al 22 febbraio 2015

Nelle monumentali sale del Museo degli Argenti, si terrà la mostra I TESORI DELLA FONDAZIONE BUCCELLATI. Da Mario a Gianmaria, 100 anni di storia dell’arte orafa, curata da Riccardo Gennaioli, frutto della collaborazione tra la Fondazione Gianmaria Buccellati e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, che presenterà una selezione di oltre cento opere, tra gioielli, lavori di oreficeria e di argenteria disegnati da Mario e Gianmaria Buccellati, due tra i nomi più significativi del panorama orafo mondiale, eredi della illustre tradizione italiana, fiorita nel Rinascimento con Benvenuto Cellini, uno dei massimi artisti di ogni epoca.

Fu proprio seguendo i canoni rinascimentali che Mario Buccellati, definito da Gabriele d’Annunzio, di cui fu amico e sodale, il ‘Principe degli orafi’, creava le sue opere, reinterpretandole in modo assolutamente personale, unico e facilmente riconoscibile. A lui, va assegnato il merito di aver fatto conoscere lo ‘stile Buccellati’ capace di diventare un mito dell’arte orafa, apprezzato dai membri delle case regnanti, da pontefici e uomini di cultura.

La rassegna si aprirà con un omaggio a Mario Buccellati (Ancona, 1891 - Milano, 1965). Saranno esposti alcuni tra i pezzi più preziosi ideati dal fondatore del marchio, come i bracciali, le spille o la tiara, lavorati a ‘tulle’ o a ‘nido d’ape’, vero segno distintivo di Casa Buccellati, in cui la finezza del traforo è esaltata dall’incastonatura dei brillanti e delle pietre preziose.


I TESORI DELLA FONDAZIONE BUCCELLATI

Da Mario a Gianmaria, 100 anni di storia dell’arte orafa

Firenze, Palazzo Pitti - Museo degli Argenti (Piazza Pitti 1)

2 dicembre 2014 – 22 febbraio 2015

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