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Mostre ed eventi // Pagina 5 di 220
31.12.2016 # 4737

Daria La Ragione // 0 comments

Mark Leckey

a Napoli fino al 18 gennaio 2017

Organizzata dal Madre in collaborazione con WIELS, Bruxelles e Haus der Kunst, Monaco di Baviera, Mark Leckey. DESIDERATA (in media res) è la prima retrospettiva, e la prima mostra personale in un’istituzione pubblica italiana, dedicata all’artista britannico Mark Leckey (Birkenhead, 1964), vincitore nel 2008 dei prestigiosi Turner Prize, promosso dalla TATE Britain, e Central Art Award, promosso dalla KölnischerKunstverein di Colonia.


A cura di Elena Filipovic e Andrea Viliani, la mostra presenta nuove produzioni accanto a un’ampia selezione di opere storiche, in ciascuno dei mezzi espressivi utilizzati dall’artista – scultura, installazione, performance e video (a partire dall’iconico video del 1999 Fiorucci Made Me Hardcore sulla cultura musicale giovanile dell’epoca, che impose l’artista all’attenzione internazionale). Rivelando la profonda e seminale influenza che l’artista britannico ha esercitato sulle generazioni successive, la ricerca artistica di Leckey opera al di là del campo specifico dell’arte, muovendosi costantemente al confine fra arte e vita quotidiana ed esplorando il modo in cui valori, narrazioni, simboli, feticci, oggetti (sia materiali che immateriali) ridefiniscono la sfera dei nostri desideri e fantasie più intime, plasmando la nostra identità e le nostre memorie. In questo modo Leckey analizza, nelle sue opere, l’inestricabile articolazione contemporanea fra cultura alta e cultura popolare, fisicità e virtualità, copia e originale, singolo e collettività, e ci indica come la nostra esperienza del mondo sia continuamente e inevitabilmente definita ormai da una molteplicità di sollecitazioni e fattori che contribuiscono a mettere in crisi il concetto stesso di identità unica e immutabile, rendendo labile il confine fra umano e tecnologico, come fra le differenti subculture in cui siamo immersi.


31.12.2016 # 4736

Daria La Ragione // 0 comments

Storie di giocattoli. Dal Settecento a Barbie

a Napoli fino al 19 marzo 2017

Un percorso gioioso nella magia fuori del tempo della civiltà dei giocattoli, senza perdere di vista il contributo alla tolleranza, al superamento di ogni discriminazione di genere e di razza, che la pratica del gioco testimonia nel corso dei secoli e, ancora di più, può incentivare oggi. La mostra - oltre mille 'piccoli capolavori' del Museo del giocattolo di Napoli del Suor Orsola Benincasa, nato dalla passione collezionistica e dalla competenza di Vincenzo Capuano -, promossa dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, ripercorre il cammino dell'immaginario ludico dall'età dei lumi alla cultura del benessere del secondo '900, automi, dame, pulcinella, orsi, pupazzi, giocattoli di legno, teatrini, giochi da tavolo, giocattoli militari, spaziali, di latta, auto, giocattoli di fantasia, trenini, esposti per aree tematiche e cronologiche: bambole, giocattoli di latta, pupazzi e personaggi, giocattoli di legno, giochi da tavolo, giocattoli militari.


Filo conduttore parallelo del Museo del Giocattolo di Napoli, dedicato alla memoria del bambino zingaro, Ernst Lossa, ucciso dalla campagna di eugenetica nazista, è la denuncia di ogni abuso e discriminazione. Perché, al di là di estetiche di maniera per famiglie benestanti, emerga con forza la carica di bellezza, di gioia, di tolleranza che i giocattoli condensano e alimentano. Una rassegna di caratura internazionale, un allestimento plurimediale, immersivo, tra manufatti ingegnosi e rari, memorie storiche, testimonianze di costume, di perizia artigianale, di vera e propria imprenditoria, da tutte le 'fabbriche del gioco' di Europa e di Oltreoceano, per mettere in vetrina la centralità dell'immaginario creativo, della fantasia, della cosiddetta arte minore più amata da bambini e famiglie.


Completa l'esposizione la mostra didattica Con i giocattoli nun s' pazzea promossa dall'Associazione "Museo del Vero e del Falso" in collaborazione con la Procura della Repubblica di Napoli: un percorso che, partendo dai giochi contraffatti sequestrati dalle Forze dell'Ordine, punta a sensibilizzare il pubblico ai valori della legalità e della sicurezza dei consumatori; a cominciare dalla salute dei più piccoli.




20.12.2016 # 4727

Daria La Ragione // 0 comments

DE CHIRICO. LA RICOSTRUZIONE

a Amalfi fino al 19 marzo 2017

Giorgio de Chirico è il grande protagonista della mostra De Chirico. La Ricostruzione dal  7 dicembre 2016 all’Antico Arsenale di Amalfi, negli spazi, da pochissimo riaperti al pubblico, del MAG Metamorfosi Art Gallery.


Dopo la fortunata mostra dedicata al  maestro della pop art americana Andy Warhol, l’Antico Arsenale che ospita anche la sede del Museo della Bussola e della Repubblica marinara di Amalfi, si apre ad una nuova incursione nel mondo dell'arte moderna, con l’esposizione De Chirico. La Ricostruzione, organizzata da Metamorfosi unitamente alla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, con il sostegno del Comune di Amalfi e della Regione Campania.


Curata dallo storico dell'arte Claudio Strinati, la mostra riunisce per l'esposizione un significativo corpus di 13 opere di pittura realizzate nell'ultimo trentennio di vita dell'artista, dal 1948 al 1976, due anni prima della morte avvenuta nel 1978. Un percorso che evidenzia un interessante parallelismo tra il processo di ricostruzione che l’Italia si trova a compiere nel periodo postbellico e la produzione del Maestro dello stesso periodo.


«Dall'immenso patrimonio della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, che possiede un amplissimo fondo di opere del Maestro, tra dipinti, disegni, incisioni, sculture, nonché documenti importanti inerenti alla sua vita e al suo lavoro - spiega Strinati - è stato selezionato un piccolo ma pregevole nucleo di 13 opere che appartengono tutte all’ultima fase della lunga attività del Pictor Optimus.  


Questo piccolo nucleo di opere costituisce una sorta di sintesi di quelle tematiche che il Pictor Optimus volle ribadire e diffondere per la salvaguardia culturale e morale del nostro Paese e per il necessario nutrimento delle coscienze tese al riscatto e alla rigenerazione di un popolo prostrato, ma ricco di energie e aspirazioni».



20.12.2016 # 4726

Daria La Ragione // 0 comments

BLOW YOUR MIND

a Napoli fino al 3 aprile 2017

Da giovedì 1 dicembre a Napoli presso Magazzini fotografici la personale del fotografo serbo Vladimir Milivojevich in arte Boogie dal titolo BLOW YOUR MIND. La mostra presenta una selezione di immagini tratte da due pubblicazioni dell’autore dal titolo IT’S ALL GOOD e A WAH DO DEM. Il primo è un lavoro in bianco e nero che ritrae la cruda realtà dei sobborghi di New York; il secondo, prima pubblicazione a colori del fotografo, ci fa viaggiare attraverso il ventre caotico di Kingston, Giamaica.


Nato e cresciuto a Belgrado, in Serbia, Boogie inizia la sua carriera di fotografo documentando le rivolte e gli scontri durante la guerra civile che ha distrutto il suo paese negli anni '90, periodo in cui inizia la propria ricerca poetica attorno al lato oscuro dell'esistenza umana.

Crescere in un paese devastato dalla guerra ha definito lo stile del fotografo. Si trasferisce a New York City nel 1998. Ha pubblicato sei monografie. Boogie vive a Brooklyn e in tutto il mondo.


Nella sua carriera Boogie ha realizzato servizi fotografici per clienti e pubblicazioni di fama mondiale ed ha esposto in mostre personali a Parigi, New York, Tokyo, Milano, Istanbul e Los Angeles. 

Per la prima volta a Napoli, la mostra a lui dedicata rappresenterà un percorso non solo allestitivo, ma anche cronologico passando dagli inizi della carriera dell’autore fino ad arrivare all’evoluzione del colore nel suo lavoro più recente nonché sesta monografia (edita da DRAGO).

Le due sale di Magazzini Fotografici saranno invase da fotografie di diversi formati, un allestimento dall’anima street in conformità con la personalità dell’artista.



29.11.2016 # 4718

Daria La Ragione // 0 comments

GIAN PAOLO BARBIERI

a Milano fino al 20 dicembre 2016

Dal 23 novembre al 20 dicembre 2016, 29 ARTS IN PROGRESS gallery di Milano (via San Vittore 13) ospita una mostra che ripercorre mezzo secolo di carriera di Gian Paolo Barbieri, uno dei fotografi di moda più importanti e riconosciuti a livello internazionale.

La rassegna, dal titolo Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda, curata da Nikolaos Velissiotis, propone 40 tra i suoi soggetti più conosciuti, stampe vintage ai sali d’argento e polaroid, oltre ad alcuni scatti inediti.

Celebre per la teatralità dei suoi set, Gian Paolo Barbieri ha saputo rappresentare lo spirito della fotografia di moda, in tutte le sue sfumature, dalla seduzione alla provocazione, dal mito all’eleganza.

Interprete più accreditato del Made in Italy, Barbieri ha creato campagne fotografiche per maison quali Valentino, Armani, Missoni, Versace, Ferré, Dolce & Gabbana.

Il suo lavoro per le edizioni francesi, americane e tedesche di Vogue lo ha portato inoltre a collaborare con stilisti internazionali come Yves Saint Laurent e Vivienne Westwood.

Proprio parlando di lui, Yves Saint Laurent ha affermato che “Gian Paolo Barbieri attraversa l’eleganza sontuosa dei suoi ritratti femminili e delle scene dei quartieri poveri con la stessa anima, lo stesso amore. Un segreto che non appartiene che a lui. Nutro per Gian Paolo una profonda ammirazione, perché lo ritengo un fotografo sensibile, umano e capace di dignitosa partecipazione emotiva”.

 Le fotografie per riviste di moda, ritratti in studio, scatti eseguiti durante pause sul set restituiscono un affresco variopinto del mondo della moda e la sua dimensione sospesa tra realtà e immaginario.

Tra le dive e le modelle messe in posa davanti al suo obiettivo si possono ricordare Audrey Hepburn, Jerry Hall, Vivienne Westwood, Eva Malstrom, Aly Dunne, Mary Jonasson, Veruschka, Anjelica Huston, le italiane Isa Stoppi, Simonetta Gianfelici, Ivana Bastianello, Monica Bellucci.

L’esposizione, nell’ambito degli eventi in calendario durante il Photo Vogue Festival, è un’occasione imperdibile per ripercorrere quanto di meglio la fotografia ha potuto esprimere nel mondo della moda ed entrare in contatto con un universo di enorme fascino ed eleganza formale.



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